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mercoledì 8 marzo 2017

L'assessore Luca Bergamo o 'dei ponti'

Che  Luca Bergamo, assessore alla 'ricrescita culturale' del Comune di Roma, avesse una passione smodata per i ponti - e Roma ne ha tanti, alcuni dei quali, per fortuna, negli spazi sottostanti, recano rifugio agli sbandati - lo si era capito a Capodanno, quando non era riuscito ad organizzare il concreto di fine anno al Circo Massimo,  ed aveva ripiegato sui ponti, amatissimi.

 Se non si può fare il 'concertone' di fine anno al Circo Massimo - per esclusiva responsabilità del suo assessorato che, come altre volte, ha mandato fuori il relativo bando il 6 gennaio successivo - di fronte alla critica generale della città, che ti inventa l'assessore alla 'ricrescita culturale e ai ponti'?
Pensa e si rivolge a tutti quelli che dopo mezzanotte usciranno da locali e case private dove hanno partecipato a feste e libagioni. Non andranno mica a casa, tanto l'indomani  è festa - s'è detto l'assessore. E allora, dalle 3 in punto della notte, cominciando dal cosiddetto Ponte della Musica - ribattezzato dai romani 'ponte inutile' - ecco il suo programma di 'inizio anno'. Tutti festeggiano la fine, noi, originalissimi romani, festeggiamo l'inizio.

 E così su quel ponte dovevano suonare un centinaio di violoncellisti guidati da Sollima, il quale ha subito fatto sapere che non sarebbe riuscito ad arrivare a Roma dalla natia Palermo, dopo la festa di mezzanotte. Incuranti dell'umidità. A questo Bergamo non ci aveva pensato; in fondo che gli fregava a lui se i violoncelli temono l'umidità ed anche, magari, la pioggerellina?

Passa del tempo e si vede che l'idea dei ponti a Bergamo continua a piacere. Anzi diventa un suo chiodo fisso. Una dopo l'altra comincia a smantellare qualunque progetto, a chiudere qualunque istituzione culturale della città...perchè  - ha spiegato l'altro ieri nel corso della presentazione dell'ennesimo festival dedicato ai libri ed impiantato da Marino Sinibaldi di Radio 3 - lui non ama i protagonismi incarnati dalle singole istituzioni o manifestazioni, lui vuole accorpare, unire, creare PONTI.

Qualche giornalista l'aveva incalzato sulla chiusura della 'Casa delle Letterature' e sulla defenestrazione di Maria Ida Gaeta. La sua risposta è stata: fra quella casa e il sistema delle biblioteche, abbiamo creato un nuovo ponte; e la Gaeta, che voi considerate defenestrata, è una ricchezza che sfrutteremo, al di fuori del Festival a Massenzio, che Lei aveva inventato e che ha fatto il suo tempo. Ora basta.
 Lo stesso discorso vale per la Casa del Jazz e Musica per Roma - anche lì nuovo ponte - e  fra la Casa del Cinema e l'omonima Festa- Festival di Roma - altro ponte.
 Perciò - ha detto, in conclusione, Bergamo - se vedrete sparire altre istituzioni o manifestazioni, niente allarmismo, non sono sparite, chiedetevi con chi hanno fatto PONTE.

P.S. Ancora ieri  tutti gli 'scomparsi' o in via di 'sparizione' nella cultura di Roma si sono riuniti in associazione - ci si è messa indebitamente, anche la Corte dei Conti che alcuni di loro li vuole in mezzo ad una strada, mentre l'assessore Bergamo sta a guardare e pensa solo a non far perdere al Comune la responsabilità ( in effetti le entrate, i soldi, chiaro?) del Colosseo e dintorni che Franceschini vuole per il Ministero - per far sentire più forte la loro voce. Solo Nicola Piovani pensa di concedere altro tempo al sindaco ed all'Assessore per vedere cosa faranno?

domenica 12 febbraio 2017

L'assessore alla 'ricrescita culturale', Luca Bergamo, lavora all'affossamento della 'ripartenza' romana

Ci ha colpito leggere l'altro giorno il racconto della rinascita cittadina di Forlì, dopo il restauro del complesso del 'San Domenico' che ospita mostre ed attività culturali in grado di richiamare ogni anno folle di visitatori nell'unica provincia rimasta indietro alle altre emiliane. Insomma un progetto culturale perseguito con ferrea determinazione alla base della rinascita della città.

E abbiamo pensato, di contro, a quanto sta - anzi, non sta - accadendo a Roma, dopo l'avvento all'assessorato di Piazza Campitelli  - ironicamente  rinominato 'alla crescita culturale', da noi ribattezzato con altrettanta ironia della 'ricrescita'  culturale, pensando alla ricrescita illusoria di qualunque cuoio capelluto - di Luca Bergamo, fine intellettuale cresciuto alla scuola di Rutelli, collaboratore di Giovanna Melandri, ideatore del festival  'Enzimi' che, evidentemente, negli ultimi decenni hanno perso la loro forza rigeneratrice, e sono diventati assolutamente innocui.
 Luca Bergamo, che abbiamo sentito più di una volta parlare 'forbito', e del quale abbiamo letto dichiarazioni di intenti, da quando la sindaca gli ha affidato anche la delega di vicesindaco, si è  concretamente segnalato all'attenzione generale esclusivamente per alcuni misfatti. A partire dal Concerto di Capodanno, che lui - per rompere con la tradizione - ha voluto dalle  tre a mezzanotte del primo gennaio, e non più, come  fanno volgarmente tutti nel resto del mondo, a cavallo della mezzanotte fra il trentuno dicembre ed il primo gennaio successivo, con un fiasco totale meritatissimo.

Poi anche per le politiche dell'accorpamento, più che per quelle della 'ricrescita'. Ha accorpato  alcune istituzioni museali, mettendole tutte sotto l'egida di Palaexpo, lasciando fuori il Maxxi della sua datrice di lavoro di un tempo, Giovanna Melandri; ha trasferito la 'Casa del jazz' nel ministero 'senza portafoglio' di Musica per Roma; il 'Teatro Valle' ancora chiuso, sotto l'ala del Teatro di Roma (ma si discute ancora sulle modalità del suo restauro: Bergamo lo vorrebbe a tappe, tenendolo  comunque aperto,come non bastasse la confusione di questi anni, e per non urtare teatranti ed opinione pubblica molto battaglieri), e, pochi giorni fa, ha cancellato dalla faccia del Comune la 'Casa delle letterature', organizzatrice del Festival di Massenzio da molto più di un decennio (in difesa della istituzione e del festival, oltre che della direttrice dell'una e dell'altro, Maria Gaeta, si sono mossi in tanti) e, notizia freschissima, rivuole i locali dove ha sede, a Villa Torlonia, l'Accademia delle Scienze, storica istituzione culturale della Capitale e nazionale.

Insomma Bergamo, per preciso mandato dei Cinquestelle e della Raggi, ed in nome del loro credo politico - ' Onestà,Trasparenza e zero Papocchi' - che non ammette sconti ed eccezioni, sta facendo piazza pulita della cultura a Roma, solo di tutta quella che non è presidiata momentaneamente da chi potrebbe abbaiare forte ed azzannare l'Assessore della 'ricrescita' all'incontrario.
Mentre al Teatro di Roma, al cui vertice, in scadenza, si trova un pezzo grosso dell'informazione via etere, quel Marino Sinibaldi che,  nei giorni scorsi, ha presentato il bilancio positivissimo dell'ultimo triennio (2014-16) - perché non quello 'preventivo' del prossimo(2017-19)?-   siccome potente, Bergamo non lo toccherà, come sta facendo con gli altri.
Ci viene da sperare che questa  sua  azione distruttrice non prosegua, perchè che lui e la sindaca vanno a casa prima.

domenica 22 gennaio 2017

I giornali scrivono bugie per denigrare gli inquilini penstastellati del Campidoglio. Parola di Raggi e Bergamo

Ieri i giornali, riferendo degli aggiustamenti apportati al bilancio prima di sottoporlo per la seconda volta all'esame delle autorità  contabili, parlavano chiaramente di tagli ai fondi destinati alla cultura, e noi che dei giornali ci fidiamo - a differenza dei pentastellati - li abbiamo ripresi e riferiti.
Oggi quegli stesi giornali di ieri ( non abbiamo controllato se anche il giornalista è lo stesso di ieri) tornano a parlare del bilancio capitolino, ma fanno marcia indietro, forse imbeccati da qualcuno... tipo Bergamo o Raggi e chi per loro o a loro nome.

Nessun taglio scrivono oggi i giornali, anzi rispetto all'anno scorso c'è un aumento del 4,5% , che porta  lo stanziamento complessivo a 66 milioni di Euro. Naturalmente il parallelo con il bilancio precedente va fatto,  dopo aver tolto i fondi del Giubileo, con i quali lo stanziamento di quest'anno risulterebbe inferiore. Il Giubileo non può essere conteggiato, se non negli anni in cui si celebra.

Sessantasei milioni sembrano una cifra enorme a chi pensa che tale somma sia destinata al settore della cultura e dello spettacolo, limitatamente alle voci di spesa della produzione. S'inganna perchè tale finanziamento riguarda tutto il settore culturale della Capitale, il suo sistema produttivo ma anche il suo funzionamento, molto più oneroso di quello produttivo.

Dunque di che vi lamentate, che cosa scrivono i giornali, rimproverano dal Campidoglio? Solo bugie e falsità, fango gettato sull'operato della Raggi & Company che, a detta di tutti, sta ben amministrando Roma.
 I giornali sarebbero tanto falsi da cambiare le carte in tavola, sapendo di barare. Infatti a proposito dello stanziamento  destinato a Musica per Roma che dal 2017 gestirà anche le attività della Casa del Jazz, vero è che ci è stato un taglio, ma i giornali avrebbero dovuto scrivere, a seguire, che con un emendamento della giunta - forse notturno, come fecero i falsificatori di firme a Palermo - è stato stanziato per Musica per Roma 1 milione di Euro: con una mano si toglie e appena si è scoperti, con l'altra si rimette la posta sul tavolo. Hanno colpa i giornali o il Campidoglio?

mercoledì 11 gennaio 2017

'Accorpare' è la parola d'ordine dell'assessore vicesindaco Luca Bergamo. Ed anche di Franceschini

L'aveva detto alla riunione, organizzata dal fallimentare Sole 24 Ore, sugli Stati generali della cultura, il cui tema  principale era ' Cultura ed Economia'; ed a trattarlo veniva chiamato anche Roberto Napoletano, direttore del Sole, contestatissimo dalla redazione per il dissesto dell'impresa giornalistica che fa capo a Confindustria. Passiamo sopra quest anomalia non di poco conto, per soffermarci su una tesi che Luca Bergamo, fresco id nomina a vicesindaco della Capitale, ha esposto  e di cui ha sostenuto la necessità. A Roma ci sono oltre una dozzina di soggetti culturali che si mangiano - magari fanno anche qualcosa - il 90% circa delle risorse, magrissime ormai, che il campidoglio destina a tale settore,.E allora occorre accorpare, come se accorpando si possono ancora tagliare i fondi a loro destinati, costringendoli ad un ulteriore risparmio, in parte conseguente all'accorpamento. Ora se risparmio ci può essere, esso deriva soltanto dall'azzeramento dei consigli di amministrazione degli enti accorpati. Ma se non si forniscono di fondi, accorpati o meno, tali istituzioni non possono agire. Palaexpo - per un  giornalista di Repubblica testualmente ' un palazzo delle Esposizioni' -  si pappa anche un altro paio di spazi espositivi dal Macro alla Pelanda - le Scuderie del Quirinale sono passate nelle mani del Ministero - Musica per Roma si prende anche la Casa del Jazz, e il Teatro di Roma fa man bassa di altre istituzioni teatrali, compreso il Teatro Valle a i cui lavori di restauro a lungo promessi, non hanno ancora preso il via. Per il Valle, ora affidato transitoriamente al Teatro di Roma, si promette che si farà un bando per l'affidamento. Ma forse quando sarà sia la raggi che il vicesidnaco Bergamo saranno già a casa, se continuano di questo passo ( l'ultima riguarda l'accensione del riscaldamento nelle scuole).
 Naturalmente dopo tutte queste grandi manovre, Bergamo dovrà spiegare cosa dovranno fare queste macro strutture di spettacolo dal vivo o museali, e con quali soldi.

Anche Franceschini ha seguito l'invito ed il proposito di Bergamo, sfilando al Comune la gestione dei maggiori e più produttivi ( in fatto entrate) siti archeologici, mettendoli  nelle mani di un direttore che sarà nominato con bando internazionale. L'accorpamento già deciso da Franceschini che toglierà al Comune la responsabilità e la gestione dei monumenti più visitati, ed anche i fondi, sono il Colosseo,  Palatino, Domus Aurea, Foro romano. Francechini promette che una parte dei fondi di detti monumenti andrà anche alla sovrintendenza di Roma, ma dobbiamo credergli?