L'hanno diagnosticata come 'sindrome Dylan' la malattia grave di cui soffre il sindaco di Roma, Virginia Raggi, perchè è la stessa dalla quale, per la gioia dei suoi fans, è affetto il noto 'menestrello' maleducato che non sta mai dove dovrebbe perché ha altro da fare, come l'altro ieri quando non si è presentato neanche alla Casa Bianca per la rimpatriata dei Nobel americani, voluta da Obama, a fine mandato.
La Raggi pure sta sempre da qualche altra parte, mai dove dovrebbe, e sempre per impegni precedentemente assunti, sia istituzionali, sia personali.
Mentre di impegni non ne aveva quando s'è fatta, in compagnia della sua assessora Muraro, con la quale gioca a 'la gatta e la volpe' un giro per le strade del centro di Roma, per verificare di persona le irregolarità della raccolta dei rifiuti. Insomma un lavoro da cronista e non da amministratrice che, leggendo le cronache dovrebbe da tempo conoscere la situazione. Ora che ha rubato il lavoro a quei pochi giornalisti rimasti - a danno del suo, che non fa bene - ha sbirciato anche nei sacchi dell'immondizia (non poteva farlo da sola l'assessora o i controllori dei netturbini?) e ha promesso che da febbraio la situazione sarà definitivamente risolta con le multe comminate dagli stessi netturbini. Ci voleva tanto per assumere questa decisione, rimandandola per l'attuazione ancora di un paio di mesi circa?
Curioso poi che, stando dalle parti del centro non si sia fatta anche una passeggiatina sulla scalinata di Trinità dei Monti, per verificare di persona in quali condizioni, senza vigilanza, per colpa anche sua, la stanno già riducendo ad appena due mesi dalla reinaugurazione: è stata colta da un accesso di 'sindrome di Dylan'.
La stessa malattia che , per la prima volta dopo molti anni, ha costretto la sindaca a disertare la assemblea annuale dei costruttori di Roma, e ad abbandonare, due giorni prima, in tutta fretta il Teatro dell'Opera, per un malore intestinale dovuto sempre alla stessa malattia.
In questi giorni abbiamo anche appresso dell'esistenza di un Auditorium, della capienza di duecento posti circa, situato fra Pineta Sacchetti e Circonvallazione Cornelia, la cui costruzione è iniziata molti anni fa, e poi si è fermata. Quell'auditorium, costato qualche milione di Euro - chi altro ci ha mangiato? - non è stato mai inaugurato, diventando un rifugio per senzatetto e sbandati. L'altro ieri la sua cupola è andata a fuoco, e perciò anche quel piccolo auditorium è finito in macerie, simbolo del tragico abbandono della cultura a Roma.
Viva la Raggi, alla quale auguriamo che guarisca presto; Viva l'Assessore alla 'ricrescita culturale' Bergamo, al quale auguriamo torni presto l'uso di parola - quando deve parlare!
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venerdì 2 dicembre 2016
giovedì 29 settembre 2016
ROMA in rovina. Anche i due sovrintendenti, Parisi Presicce e Prosperetti denunciano e sono essi stessi allo sbando
L'appello denuncia di Prosperetti, sovrintendente di qualche cosa a Roma, non importa più quale, ha lanciato ieri un appello. Se non si affidano i singoli monumenti o beni storico/artistici da tutelare a singoli cittadini o istituzioni è finita. Lo Stato non ha soldi per tutelare, restaurare, proteggere l'immenso patrimonio che ci è stato regalato della storia, senza alcun merito nostro, con l'unico incarico di conservarlo per tramandarlo a nostra volta alle generazioni future. E noi non siamo capaci neanche di questo. Lo Stato spendaccione, lo Stato delle 'incompiute' pubbliche messe in cantiere per favorire questo o quella amministrazione, questo o quel potente di turno, non ha i soldi per custodire i nostri beni culturali. E non ha neppure i soldi per custodire, vigilandolo, un bene storico/architettonico di recente restaurato e restituito ai cittadini, la Scalinata di Trinità dei Monti. Per la quale un altro sovrintendente di Roma, non sappiamo a cosa, Parisi Presicce ( noto alle cronache per aver ingabbiato le statue del Campidoglio durante la visita del premier iraniano e per aver attribuito il restauro della Scalinata a Fendi piuttosto che a Bulgari, per ben due volte e in pubblico - evidentemente non ci sta con la testa) ha lanciato il grido di allarme: finora abbiamo avuto due vigili in più per turno per la vigilanza alla restaurata Scalinata di Trinità dei Monti, solo perché avevamo turni straodinari da smaltire. Quando questo smaltimento di turni - che si esaurirà in poco tempo, a differenza dello smaltimento dei rifiuti che è tuttora una criticità - la Scalinata sarà di nuovo 'incustodita', alla mercè di incivili e vandali, sempre in agguato. Che i quattro cartelli, poco visibili, posti due in basso e due in alto, non preserveranno la Scalinata dai suoi barbari frequentatori.
E quando invece non ci sono problemi di soldi, come nel caso del Mausoleo di augusto, in scandaloso abbandono, per il cui restauro si è fatto avanti un donatore, TIM, con sei milioni di Euro, Parisi Presiscce in coppia con i disastrati burocrati del Campidoglio, rischia di annullare la donazione - come ha denunciato Sergio Rizzo ieri dal Corriere della Sera- se i lavori non cominciano entro la fine di questo ottobre. Nè Franceschini, nè Renzi prendono posizione, mandando a casa questi inetti, tanto meno lo fa la Raggi sempre più nel pallone.
E quando invece non ci sono problemi di soldi, come nel caso del Mausoleo di augusto, in scandaloso abbandono, per il cui restauro si è fatto avanti un donatore, TIM, con sei milioni di Euro, Parisi Presiscce in coppia con i disastrati burocrati del Campidoglio, rischia di annullare la donazione - come ha denunciato Sergio Rizzo ieri dal Corriere della Sera- se i lavori non cominciano entro la fine di questo ottobre. Nè Franceschini, nè Renzi prendono posizione, mandando a casa questi inetti, tanto meno lo fa la Raggi sempre più nel pallone.
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lunedì 26 settembre 2016
Scalinata di Trinità dei Monti. Addio integrità
Abbiamo scritto appena ieri della vigilanza, intensificata, sulla Scalinata di Trinità dei Monti, dopo il restauro; ci siamo però dimenticati di dire che nei primi due giorni di apertura i vigili solertissimi hanno elevato 900 Euro di multa, a vari soggetti beccati a infrangere le regole sul decoro della scalinata.
Abbiamo, invece, felici, fatto notare come la vigilanza era stata intensificata con l'invio di un drappello di vigili: 12 , in sei turni, compreso quello notturno.
Vero, ma fino a domenica. La pacchia per la scalinata è durata appena tre giorni. Da oggi, lunedì, s'è tornati alla normalità. I vigili sono 4, in due turni, ma solo per il servizio diurno.
Già insufficienti, in attesa di nuove disposizioni, la scalinata di notte è affidata alle cure di vandali ed alla protezione in loco di senza fissa dimora.
Raggi, Bergamo, Parisi Presicce SVEGLIA!
Abbiamo, invece, felici, fatto notare come la vigilanza era stata intensificata con l'invio di un drappello di vigili: 12 , in sei turni, compreso quello notturno.
Vero, ma fino a domenica. La pacchia per la scalinata è durata appena tre giorni. Da oggi, lunedì, s'è tornati alla normalità. I vigili sono 4, in due turni, ma solo per il servizio diurno.
Già insufficienti, in attesa di nuove disposizioni, la scalinata di notte è affidata alle cure di vandali ed alla protezione in loco di senza fissa dimora.
Raggi, Bergamo, Parisi Presicce SVEGLIA!
Giornali e tv ci rimandano immagini della Scalinata di Trinità dei Monti in pericolo costante
Prosegue l'attenzione dei media sulla Scalinata di Trinità dei Monti, dopo l'accesa discussione sulla vigilanza di giorno e, per lo notte, della cancellata. Esclusa la cancellata, antidemocratica secondo governanti ed opinionisti ' alla moda' e 'populisti', tutti sperano in queste ore, immediatamente seguenti alla inaugurazione della scalinata dopo il costoso restauro, che per un pò almeno, vandali e incivili la risparmino.
Intanto si rispolvera un regolamento del 'regno' Veltroni impartito ai vigili con il quale si elencavano i divieti relativi all'uso della scalinata. Divieti che naturalmente nessuno ha osservato mai, se la scalinata è stata ridotta nelle condizioni pietose in cui si è detto e scritto in queste settimane, per invocare maggiore vigilanza, sanzioni per coloro che non osservano le regole e per la notte l'erezione di una cancellata come mezzo estremo di dissuasione per quanti intendono offendere la scalinata monumento, sfregiandola.
No ci sono ancora cartelli che mettono nero su bianco i divieti e le sanzioni, però assicurano dal Campidoglio che sono stati destinati alla vigilanza ben 12 agenti di Roma Capitale, distribuiti in 6 turni - immaginiamo compresi quelli notturni.
Ma le immagini rimandate dalle tv e dai giornali ci fanno vedere come tutto è riperso come prima, anche perchè i pochi vigili destinati a garantire il decoro della scalinata sono evidentemente insufficienti. Una giornalista di Repubblica, che poi ne ha scritto sul suo giornale, s'è seduta, ha tirato fuori il panino e la bevanda ed ha cominciato la sua merenda all'aria aperta. Un vigile, anzi una vigilessa, le si è avvicinata per sconsigliarle di proseguire, ma lei non s'è scomposta, anche perché la povera indaffaratissima vigilessa sarà dovuta correre da qualche altra parte ella scalinata.
Insomma, tristemente, dovremo far nostro lo stesso atteggiamento, un pò 'spregiativo', dell'amministratore delegato di Bvlgari, il francese Babin, il quale candidamente ha detto: abbiamo restituito la scalinata a tutti; la sporcheranno di nuovo perchè non c'è vigilanza ( e qui ce n'è veramente poca) che possa dissuadere e fermare incivili e vandali; fra dieci o vent'anni faremo (o faranno) un altro restauro.
I populisti democratici alzano bandiera bianca e si arrendono allo scempio inevitabile.
Intanto si rispolvera un regolamento del 'regno' Veltroni impartito ai vigili con il quale si elencavano i divieti relativi all'uso della scalinata. Divieti che naturalmente nessuno ha osservato mai, se la scalinata è stata ridotta nelle condizioni pietose in cui si è detto e scritto in queste settimane, per invocare maggiore vigilanza, sanzioni per coloro che non osservano le regole e per la notte l'erezione di una cancellata come mezzo estremo di dissuasione per quanti intendono offendere la scalinata monumento, sfregiandola.
No ci sono ancora cartelli che mettono nero su bianco i divieti e le sanzioni, però assicurano dal Campidoglio che sono stati destinati alla vigilanza ben 12 agenti di Roma Capitale, distribuiti in 6 turni - immaginiamo compresi quelli notturni.
Ma le immagini rimandate dalle tv e dai giornali ci fanno vedere come tutto è riperso come prima, anche perchè i pochi vigili destinati a garantire il decoro della scalinata sono evidentemente insufficienti. Una giornalista di Repubblica, che poi ne ha scritto sul suo giornale, s'è seduta, ha tirato fuori il panino e la bevanda ed ha cominciato la sua merenda all'aria aperta. Un vigile, anzi una vigilessa, le si è avvicinata per sconsigliarle di proseguire, ma lei non s'è scomposta, anche perché la povera indaffaratissima vigilessa sarà dovuta correre da qualche altra parte ella scalinata.
Insomma, tristemente, dovremo far nostro lo stesso atteggiamento, un pò 'spregiativo', dell'amministratore delegato di Bvlgari, il francese Babin, il quale candidamente ha detto: abbiamo restituito la scalinata a tutti; la sporcheranno di nuovo perchè non c'è vigilanza ( e qui ce n'è veramente poca) che possa dissuadere e fermare incivili e vandali; fra dieci o vent'anni faremo (o faranno) un altro restauro.
I populisti democratici alzano bandiera bianca e si arrendono allo scempio inevitabile.
sabato 24 settembre 2016
Sulla Scalinata di Trinità dei Monti siedono, mangiano ,bevonoe fumano. E i Vigili stanno a guardare
A neppure dodici ore dalla inaugurazione della Scalinata di Trinità dei Monti dopo il restauro, torna alla triste vita di sempre il celebre monumento. Turisti e romani si fermano a parlare lungo in gradini, siedono, tirano fuori merende e panini per lo spuntino, bevono da lattine di coca cola e di birra o acqua i più salutisti, fumano e gettano i mozziconi per terra, e magari spengono le sigarette sui gradini aiutandosi con i piedi.
Tutto come prima del restauro. E i vigili? Quelli stanno a guardare e osservano. Hanno ricevuto l'ordine di riferire al Comando o alla Raggi, la quale in base alle notizie di infrazione, redigerà gli ordini di servizio per i vigili ed elencherà i divieti sui cartelli promessi ma ancora da pensare, realizzare ed impiantare. Finora non ci sono stati ubriachi, nè cittadini che hanno fatto i loro bisogni sulla scalinata, che faranno di notte, come pure di notte si potranno verificare atti osceni in luogo pubblico. E neanche vandali che con le loro bombolette abbiano imbrattato con scritte e disegni la candida scalinata. I cartelli con relativi divieti arriveranno dopo che la 'frittata' sarà fatta.
Ma c'è sempre tempo per allargare il ventaglio delle manomissioni vandalistiche.
E la vigilanza già messa in atto fino a domenica - come s'è letto sui giornali? E quella già assicurata da Prosperetti ( o da Parisi Presicce, i due sovrintendenti che si spartiscono a metà le irresponsabilità sui danni), e i due viglianti in più lanciati da Franceschini sulla scalinata?
In queste ore, all'indomani dell'inaugurazione della Scalinata, mette pensiero il fatto che senza vigilanza, in pochi giorni o qualche settimana, la scalinata verrà nuovamente offesa da incivili e vandali. E se non ci fosse da disperarsi, verrebbe da dire a tutti, riprendendo la premonizione di Paolo Bulgari: ve l'avevo detto. A tutti, compreso l'amministratore delegato della sua stessa maison, ora nel gruppo Lvm, il francese Babin. Molto prima di una decina d'anni occorre pensare ad un novo restauro. Anzi giacché ci siamo, dott. Babin, cominci a mettere da parte i soldi, perché forse nessuno dei Bulgari avrà intenzione di tirarne fuori altri, per rimediare ai danni che l'incuria e l'inciviltà di tutti oltre l' accondiscendenza diseducativa di chi governa stanno già producendo.
Tutto come prima del restauro. E i vigili? Quelli stanno a guardare e osservano. Hanno ricevuto l'ordine di riferire al Comando o alla Raggi, la quale in base alle notizie di infrazione, redigerà gli ordini di servizio per i vigili ed elencherà i divieti sui cartelli promessi ma ancora da pensare, realizzare ed impiantare. Finora non ci sono stati ubriachi, nè cittadini che hanno fatto i loro bisogni sulla scalinata, che faranno di notte, come pure di notte si potranno verificare atti osceni in luogo pubblico. E neanche vandali che con le loro bombolette abbiano imbrattato con scritte e disegni la candida scalinata. I cartelli con relativi divieti arriveranno dopo che la 'frittata' sarà fatta.
Ma c'è sempre tempo per allargare il ventaglio delle manomissioni vandalistiche.
E la vigilanza già messa in atto fino a domenica - come s'è letto sui giornali? E quella già assicurata da Prosperetti ( o da Parisi Presicce, i due sovrintendenti che si spartiscono a metà le irresponsabilità sui danni), e i due viglianti in più lanciati da Franceschini sulla scalinata?
In queste ore, all'indomani dell'inaugurazione della Scalinata, mette pensiero il fatto che senza vigilanza, in pochi giorni o qualche settimana, la scalinata verrà nuovamente offesa da incivili e vandali. E se non ci fosse da disperarsi, verrebbe da dire a tutti, riprendendo la premonizione di Paolo Bulgari: ve l'avevo detto. A tutti, compreso l'amministratore delegato della sua stessa maison, ora nel gruppo Lvm, il francese Babin. Molto prima di una decina d'anni occorre pensare ad un novo restauro. Anzi giacché ci siamo, dott. Babin, cominci a mettere da parte i soldi, perché forse nessuno dei Bulgari avrà intenzione di tirarne fuori altri, per rimediare ai danni che l'incuria e l'inciviltà di tutti oltre l' accondiscendenza diseducativa di chi governa stanno già producendo.
mercoledì 21 settembre 2016
Sulla Scalinata di Trinità dei Monti ancora nulla di fatto
Quando cambierà la musica nel nostro paese? mai, o forse un domani di là da venire. Solo ieri il sovrintendente Parisi Presicce faceva sapere che abbatterà tutte le cancellate esistenti a protezione dei monumenti perchè inutili, e quella della Scalinata non sarà eretta, come consigliava Paolo Bulgari, perchè tutti i monumenti sono protetti da vigilanza delle forse dell'ordine e lo sarà anche la restaurata scalinata. Da subito? Datemi tempo, sembra dire il sovrintendente.
Gli intellettuali, firmatari di un appello, indicavano una strada 'all'italiana' per non scontentare nessuno: la scalinata deve servire per il solo passaggio, ma nei corridoi laterali si potrebbe consentire la sosta, almeno la sosta. Certamente i bivachi no, nè nel corridoio centrale della monumentale scaalinata nè in quelli laterali.
Oggi altri interventi. Parla lui 'mezzodisastro' Franceschini: basteranno due vigilantes per risolvere ogni problema. Da affiancare a quelli già predisposti da Parisi Presicce.
Si fa sentire anche la 'minisindaca' del I Municipio, sig.ra Alfonsi, la quale invita il governo della città ad istituire gli 'Ausiliari del decoro', pescandoli fra volontari ed ex appartenenti alle forze dell'ordine, qualunque corpo, ora in pensione. Niente cancellate ma solo cartelli per indicare chiaramente divieti e multe - e chissenefrega, diranno i vandali alla semplice lettura dei cartelli che non ci sono ancora); e aggiunge che non si fermerà fino a quando la sindaca Raggi non porrà la sua firma sotto la richiesta dell'istituzione di detti 'Ausiliari del decoro'. E poi suggerisce di riempire la Scalintaa con vasi di fiori e piante, tutto l'anno, senza pensare che vasi di fiori e piante stabili lasciano sui marmi bianchi di restauro macchie difficili da eliminare. Ma cosa le passa per la testa? Dobbiamo prevedere a breve un altro restauro, causa piante e fiori, per far contenta la minisindaca?
Ancora 24 ore di tregua prima che la Scalinata viva il grande giorno e la prima notte di tregenda, possibile.
Perchè Presicce ha parlato di una vigilanza affidata alle forze dell'ordine già attiva per alcuni monumenti della città, ma non ancora predisposta per la Scalinata. Franceshini, con il suo solito fervorino, appoggia la proposta di Parisi Presicce che è ancora soltanto un 'voto', ma non muove un dito per arrivare ad una decisione sulla vigilanza prima che la scalinata venga riaperta; i firmatari dell'appello se la sono cavata con una firma e buoni propositi; e la Alfonsi con la richiesta degli Ausiliari del decoro alla Raggi, la quale non l'ha ancora ricevuta , ma che da quando la riceverà, ogni giorno la Alfonsi farà pressione sulla sindaca, perché firmi il relativo decreto di istituzione.
E, intanto, la Scalinata di Trinità dei Monti, appena restaurata con i soldi di Paolo Bulgari, rischia, già la prima notte di apertura, di andare a puttane.
Gli intellettuali, firmatari di un appello, indicavano una strada 'all'italiana' per non scontentare nessuno: la scalinata deve servire per il solo passaggio, ma nei corridoi laterali si potrebbe consentire la sosta, almeno la sosta. Certamente i bivachi no, nè nel corridoio centrale della monumentale scaalinata nè in quelli laterali.
Oggi altri interventi. Parla lui 'mezzodisastro' Franceschini: basteranno due vigilantes per risolvere ogni problema. Da affiancare a quelli già predisposti da Parisi Presicce.
Si fa sentire anche la 'minisindaca' del I Municipio, sig.ra Alfonsi, la quale invita il governo della città ad istituire gli 'Ausiliari del decoro', pescandoli fra volontari ed ex appartenenti alle forze dell'ordine, qualunque corpo, ora in pensione. Niente cancellate ma solo cartelli per indicare chiaramente divieti e multe - e chissenefrega, diranno i vandali alla semplice lettura dei cartelli che non ci sono ancora); e aggiunge che non si fermerà fino a quando la sindaca Raggi non porrà la sua firma sotto la richiesta dell'istituzione di detti 'Ausiliari del decoro'. E poi suggerisce di riempire la Scalintaa con vasi di fiori e piante, tutto l'anno, senza pensare che vasi di fiori e piante stabili lasciano sui marmi bianchi di restauro macchie difficili da eliminare. Ma cosa le passa per la testa? Dobbiamo prevedere a breve un altro restauro, causa piante e fiori, per far contenta la minisindaca?
Ancora 24 ore di tregua prima che la Scalinata viva il grande giorno e la prima notte di tregenda, possibile.
Perchè Presicce ha parlato di una vigilanza affidata alle forze dell'ordine già attiva per alcuni monumenti della città, ma non ancora predisposta per la Scalinata. Franceshini, con il suo solito fervorino, appoggia la proposta di Parisi Presicce che è ancora soltanto un 'voto', ma non muove un dito per arrivare ad una decisione sulla vigilanza prima che la scalinata venga riaperta; i firmatari dell'appello se la sono cavata con una firma e buoni propositi; e la Alfonsi con la richiesta degli Ausiliari del decoro alla Raggi, la quale non l'ha ancora ricevuta , ma che da quando la riceverà, ogni giorno la Alfonsi farà pressione sulla sindaca, perché firmi il relativo decreto di istituzione.
E, intanto, la Scalinata di Trinità dei Monti, appena restaurata con i soldi di Paolo Bulgari, rischia, già la prima notte di apertura, di andare a puttane.
domenica 18 settembre 2016
Sulla Scalinata di Trinità dei Monti prosegue, acceso, il dibattito
Oggi un altro paio di interventi, il più autorevole dei quali di Vittorio Emiliani. Il quale racconta come le inferriate, o cancellate sono necessarie, almeno di notte, perché sono l' unico mezzo per evitare il lento ma inesorabile degrado di tanti monumenti ad opera di vandali ed incivili. E ricorda anche che 'ultimo restauro prima dell'attuale ebbe luogo una ventina di anni fa; e che il degrado attuale non si è prodotto negli ultimi anni. E che, occorre dotare il celebre monumento di una vigilanza - e su questo tutti, senza eccezione alcuna, sono d'accordo.
E sostiene anche che per evitare che qualcuno, anzi più d'uno e quotidianamente, bivacchi sulla scalinata, sarebbe il caso che in Piazza di Spagna si mettano un pò di panche in travertino o materiale altrettanto idoneo, per consentire ai visitatori di ammirare la Scalinata in tutta comodità.
E Gawronski ha proposto di evitare qualunque sosta sulla scalinata, riservandola al solo passaggio.
Infine, Paolo Bulgari ha risposto a chi gli proponeva di destinare la scalinata anche a mostre temporanee di sculture o di altro, di non esser d'accordo. Sulla scalinata, è questo il parere del gioielliere, si può mettere in mostra, semmai, qualcosa al centro, dove c'è uno slargo, non altrove; ma che, comunque, basterebbero i fiori, la scalinata non sopporta altro. E la mente va al ricordo della scalinata fiorita di azalee multicolori in primavera. Uno spettacolo indimenticabile.
E sostiene anche che per evitare che qualcuno, anzi più d'uno e quotidianamente, bivacchi sulla scalinata, sarebbe il caso che in Piazza di Spagna si mettano un pò di panche in travertino o materiale altrettanto idoneo, per consentire ai visitatori di ammirare la Scalinata in tutta comodità.
E Gawronski ha proposto di evitare qualunque sosta sulla scalinata, riservandola al solo passaggio.
Infine, Paolo Bulgari ha risposto a chi gli proponeva di destinare la scalinata anche a mostre temporanee di sculture o di altro, di non esser d'accordo. Sulla scalinata, è questo il parere del gioielliere, si può mettere in mostra, semmai, qualcosa al centro, dove c'è uno slargo, non altrove; ma che, comunque, basterebbero i fiori, la scalinata non sopporta altro. E la mente va al ricordo della scalinata fiorita di azalee multicolori in primavera. Uno spettacolo indimenticabile.
sabato 17 settembre 2016
Ancora sulla Scalinata di Trinità dei Monti. Si teme per i lbuono stato della cancellata. E per la scalinata?
Ancora sulla protezione della Scalinata di Trinità dei Monti, restaurata con i soldi di Bulgari, alla vigilia della sua reinaugurazione.
Chi ha proposto la messa in opera di una cancellata protettiva, Bulgari in primis, naturalmente intendeva che le cancellate sarebbero dovute essere due, una in basso, ai piedi della scalinata, in Piazza di Spagna, l'altra in cima, sotto la Chiesta di Trinità dei Monti che sovrasta, nel tentativo di proteggerla, la scalinata medesima. Ovvio, come si può pensare di chiudere di notte la scalinata in basso, lasciando libero l'accesso dall'alto?
Le chiusure, se ad esse si arriverà - come noi ci auguriamo - devono quindi essere due. E la deterrenza che essere dovrebbero esercitare sui malintenzionati nei riguardi del monumento, dovrebbe essere corroborata da telecamere di sorveglianza, oltre che da vigilanza - sulla quale ultima si accettano scommesse che non ci sarà mai e poi mai.
Adesso, coloro i quali non vogliono la cancellata (anche se in plexigas che lascerebbe libera alla vista l'intero monumento) si preoccupano di proteggere la cancellata stessa dai vandali. Perchè -dicono oggi su Repubblica, ed Augias condivide - la sua esistenza invoglierebbe gli sciagurati ed incivili cittadini ad imbrattarla nel giro di poco con scritte, se non anche a martellarla ( è già accaduto!). Meglio che imbrattino la cancellata che la scalinata. Ma ai difensori dell'integrità della cancellata preme evidentemente meno l'integrità della scalinata medesima.
Per mettere d'accordo tutti, si erga una cancellata, anzi due, in cima e ai piedi della scalinata, negli stessi punti di accesso, oltre che in vari altri punti della scalinata, si piazzino telecamere di controllo, e poi - il rispetto della bellezza lo impone - si assicuri alla scalinata medesima anche una vigilanza. Alla quale deve necessariamente seguire, per trasgressori e vandali, la punizione meritata, con multe in denaro, ma non irrilevanti. Se si teme tanto per il buono stato della eventuale cancellata, tanto che si è certi che verrà offesa in tutti i modi possibili, come non temere, a maggior ragione, per la scalinata, tornata al primitivo splendore dopo il costoso restauro?
E, infine, si cominci subito ad insegnare ai ragazzi dalle scuole il culto e l'amore della bellezza, ed il rispetto della nostra storia e del patrimonio artistico, culturale ed anche naturale - anche questo terzo aspetto non dimentichiamolo.
Chi ha proposto la messa in opera di una cancellata protettiva, Bulgari in primis, naturalmente intendeva che le cancellate sarebbero dovute essere due, una in basso, ai piedi della scalinata, in Piazza di Spagna, l'altra in cima, sotto la Chiesta di Trinità dei Monti che sovrasta, nel tentativo di proteggerla, la scalinata medesima. Ovvio, come si può pensare di chiudere di notte la scalinata in basso, lasciando libero l'accesso dall'alto?
Le chiusure, se ad esse si arriverà - come noi ci auguriamo - devono quindi essere due. E la deterrenza che essere dovrebbero esercitare sui malintenzionati nei riguardi del monumento, dovrebbe essere corroborata da telecamere di sorveglianza, oltre che da vigilanza - sulla quale ultima si accettano scommesse che non ci sarà mai e poi mai.
Adesso, coloro i quali non vogliono la cancellata (anche se in plexigas che lascerebbe libera alla vista l'intero monumento) si preoccupano di proteggere la cancellata stessa dai vandali. Perchè -dicono oggi su Repubblica, ed Augias condivide - la sua esistenza invoglierebbe gli sciagurati ed incivili cittadini ad imbrattarla nel giro di poco con scritte, se non anche a martellarla ( è già accaduto!). Meglio che imbrattino la cancellata che la scalinata. Ma ai difensori dell'integrità della cancellata preme evidentemente meno l'integrità della scalinata medesima.
Per mettere d'accordo tutti, si erga una cancellata, anzi due, in cima e ai piedi della scalinata, negli stessi punti di accesso, oltre che in vari altri punti della scalinata, si piazzino telecamere di controllo, e poi - il rispetto della bellezza lo impone - si assicuri alla scalinata medesima anche una vigilanza. Alla quale deve necessariamente seguire, per trasgressori e vandali, la punizione meritata, con multe in denaro, ma non irrilevanti. Se si teme tanto per il buono stato della eventuale cancellata, tanto che si è certi che verrà offesa in tutti i modi possibili, come non temere, a maggior ragione, per la scalinata, tornata al primitivo splendore dopo il costoso restauro?
E, infine, si cominci subito ad insegnare ai ragazzi dalle scuole il culto e l'amore della bellezza, ed il rispetto della nostra storia e del patrimonio artistico, culturale ed anche naturale - anche questo terzo aspetto non dimentichiamolo.
venerdì 16 settembre 2016
Sulla scalinata di Trinità dei Monti - chiusura o non chiusura notturna- interviene anche Vittorio Sgarbi
Il quale, Sgarbi, precisa che la proposta di Bulgari di chiuderla di notte non è quella del padrone che per averla restaurata, crede di poter disporre del monumento. Non, non è così, Bulgari che ha sborsato la cifra necessaria al restauro, conoscendo bene ciò che avviene a Roma in offesa a tanti monumenti, non rispettati, anche perché non custoditi e vigilati, teme che nel giro di poco tempo la scalinata possa tornare ad essere quella di prima, soprattutto con il favore delle tenebre, con i gesti e gli sfregi di scalmanati ed incivili.
Anche lui, Sgarbi, non crede alla vigilanza. Non si vigila di giorno sui monumenti anche i più celebri, come il Colosseo, come si può pensare che chi governa destini alla scalinata anche solo una coppia di vigilanti di notte?
E, per ovviare alla installazione della inferriata, magari di plexigas, trasparente, come quella che ora protegge la scalinata in attesa di inaugurazione, per non scontentare nè quelli che confidano nella vigilanza, nè quelli che insistono per la chiusura notturna, indica una terza soluzione: far pagare un pedaggio a chiunque l'attraversi, magari solo 1 o 2 Euro.
E magari - questo Sgarbi non lo dice ma forse lo pensa - con dei tondelli in alto ed in basso, dai quali i barbari, sempre in agguato e sempre pronti a colpire, passeranno, scavalcandoli, e senza pagare. Portoghesi e saltatori dei tondelli di accesso alle linee della Metropolitana, dovrebbero insegnare qualcosa.
Anche lui, Sgarbi, non crede alla vigilanza. Non si vigila di giorno sui monumenti anche i più celebri, come il Colosseo, come si può pensare che chi governa destini alla scalinata anche solo una coppia di vigilanti di notte?
E, per ovviare alla installazione della inferriata, magari di plexigas, trasparente, come quella che ora protegge la scalinata in attesa di inaugurazione, per non scontentare nè quelli che confidano nella vigilanza, nè quelli che insistono per la chiusura notturna, indica una terza soluzione: far pagare un pedaggio a chiunque l'attraversi, magari solo 1 o 2 Euro.
E magari - questo Sgarbi non lo dice ma forse lo pensa - con dei tondelli in alto ed in basso, dai quali i barbari, sempre in agguato e sempre pronti a colpire, passeranno, scavalcandoli, e senza pagare. Portoghesi e saltatori dei tondelli di accesso alle linee della Metropolitana, dovrebbero insegnare qualcosa.
giovedì 15 settembre 2016
Sulla scalinata di Trinità dei Monti, al Corriere - Roma, la mano destra non sa quel che scrive la sinistra
Il Corriere- Roma si è sbracciato, attraverso un lungo articolo di Buccini, nei giorni scorsi a favore dell'apertura anche notturna della scalinata di Trinità dei Monti, fresca di restauro pagato da Bulgari e prossima, mercoledì 21, all'inaugurazione con un concerto, dal programma bislacco, dell'Orchestra di Santa Cecilia diretta da Pappano.
Sposando in pieno la tesi, democratica, del sovrintendente Parisi Presicce - quello che aveva fatto ingabbiare le statue del Campidoglio in occasione della visita del presidente iraniano, e che, per farsi perdonare l'insulto all'arte, ora non farebbe mettere al gabbio neanche i malfattori, figuriamoci una scalinata.
Posizione contraria ha assunto Paolo Bulgari, presidente dell'omonima casa di gioielli che ha pagato il costoso restauro, e per il quale la scalinata, almeno di notte, andrebbe chiusa con una cancellata o qualcosa di simile, per proteggerla dai vandali che se ne fottono del restauro e sono pronti a venir fuori dalle fogne, dove solitamente si nascondono di giorno per non farsi identificare, sfregiando nuovamente la celebre scalinata-monumento.
A fianco di Bulgari s'è schierata Repubblica che oltre che Corrado Augias ha fatto sentire la voce anche di numerosi cittadini che pensano che, senza protezione, in poco tempo la scalinata tornerà ad essere bivacco di turisti incivili e di ubriachi e senza fissa dimora che già offendono, insozzandole, tante altre bellezze romane e non solo romane.
I democratici e populisti 'della domenica', sostengono che si debba supplire con una vigilanza anche di notte. Figuriamoci, se a Roma non c'è neanche di giorno, come dimostrano i tanti continui sfregi ai monumenti.
Oggi, ancora, il Corriere, nelle pagine romane, torna a parlare della scalinata, ribadendo la propria posizione che è quella del sovrintendente e cioè: no alla chiusura, tramite inferriata protettiva, di notte.
Senonché sul Corriere di oggi, la pagina a fianco di quella in cui si ribadisce la posizione ben nota, racconta del degrado in cui versa Piazza del Popolo. Capito, Piazza del Popolo, dove la vigilanza per una serie di ragioni dovrebbe esserci giorno e notte. Non specifica se l'offesa alla Piazza, quotidiana, viene fatta di giorno o di notte. Ma che differenza fa? Resta il fatto che un altro luogo simbolo di Roma, vigilatissimo, è quotidianamente offeso da bivacchi, atti vandalici, incuria.
Ora la sindaca, altra democratica, per la quale la scalinata ed il suo decoro stanno solo in fondo in fondo ai suoi pensieri, vuole portare a Piazza di Spagna per l'inaugurazione 30 cittadini 'comuni', secondo la dizione cinque stelle, due per ognuno dei 15 municipi.
Saranno i responsabili dei municipi, che sono poi quelli che chiedono posti in occasione di eventi mondani, o, assai improbabilmente, cittadini comuni che si faranno 'due palle - perdonate l'espressione - a sentire quel bislacco concerto che Pappano ha disposto, interessati semmai al bel mondo che sicuramente Bulgari inviterà per l'occasione? Oppure, e sarebbe la scelta migliore, benchè antidemocratica agli occhi miopi della sindaca, nessuno risponderà e quelle trenta sedie riservate resteranno vuot?
Sposando in pieno la tesi, democratica, del sovrintendente Parisi Presicce - quello che aveva fatto ingabbiare le statue del Campidoglio in occasione della visita del presidente iraniano, e che, per farsi perdonare l'insulto all'arte, ora non farebbe mettere al gabbio neanche i malfattori, figuriamoci una scalinata.
Posizione contraria ha assunto Paolo Bulgari, presidente dell'omonima casa di gioielli che ha pagato il costoso restauro, e per il quale la scalinata, almeno di notte, andrebbe chiusa con una cancellata o qualcosa di simile, per proteggerla dai vandali che se ne fottono del restauro e sono pronti a venir fuori dalle fogne, dove solitamente si nascondono di giorno per non farsi identificare, sfregiando nuovamente la celebre scalinata-monumento.
A fianco di Bulgari s'è schierata Repubblica che oltre che Corrado Augias ha fatto sentire la voce anche di numerosi cittadini che pensano che, senza protezione, in poco tempo la scalinata tornerà ad essere bivacco di turisti incivili e di ubriachi e senza fissa dimora che già offendono, insozzandole, tante altre bellezze romane e non solo romane.
I democratici e populisti 'della domenica', sostengono che si debba supplire con una vigilanza anche di notte. Figuriamoci, se a Roma non c'è neanche di giorno, come dimostrano i tanti continui sfregi ai monumenti.
Oggi, ancora, il Corriere, nelle pagine romane, torna a parlare della scalinata, ribadendo la propria posizione che è quella del sovrintendente e cioè: no alla chiusura, tramite inferriata protettiva, di notte.
Senonché sul Corriere di oggi, la pagina a fianco di quella in cui si ribadisce la posizione ben nota, racconta del degrado in cui versa Piazza del Popolo. Capito, Piazza del Popolo, dove la vigilanza per una serie di ragioni dovrebbe esserci giorno e notte. Non specifica se l'offesa alla Piazza, quotidiana, viene fatta di giorno o di notte. Ma che differenza fa? Resta il fatto che un altro luogo simbolo di Roma, vigilatissimo, è quotidianamente offeso da bivacchi, atti vandalici, incuria.
Ora la sindaca, altra democratica, per la quale la scalinata ed il suo decoro stanno solo in fondo in fondo ai suoi pensieri, vuole portare a Piazza di Spagna per l'inaugurazione 30 cittadini 'comuni', secondo la dizione cinque stelle, due per ognuno dei 15 municipi.
Saranno i responsabili dei municipi, che sono poi quelli che chiedono posti in occasione di eventi mondani, o, assai improbabilmente, cittadini comuni che si faranno 'due palle - perdonate l'espressione - a sentire quel bislacco concerto che Pappano ha disposto, interessati semmai al bel mondo che sicuramente Bulgari inviterà per l'occasione? Oppure, e sarebbe la scelta migliore, benchè antidemocratica agli occhi miopi della sindaca, nessuno risponderà e quelle trenta sedie riservate resteranno vuot?
sabato 10 settembre 2016
Trinità dei Monti. Chiusura notturna sì o no? prosegue il dibattitito. Intervengono anche Augias ( Repubblica) e Buccini ( Corriere).
I due più noti quotidiani nazionali ridanno vigore al dibattito sulla chiusura della scalinata di Trinità dei Monti fresca di restauro.
Buccini ( Corriere) è del parere del sovrintendente Parisi Presicce per il no; mentre Augias ( Repubblica) sembra sposare il parere del gioielliere Bulgari che ha finanziato il bel restauro.
Buccini teme che la scalinata chiusa, anche solo di notte, di Trinità dei Monti, si ponga nella scia tragica di altri muri e di altre chiusure ben note in questi giorni di flusso inarrestabile dei migranti in Europa. Che paragone è questo, viene da dire a Buccini? Cosa c'entrano i muri edificati dalle nazioni per il timore di esser invasi dai migranti - che comunque non temono muri di nessun genere ed anche quelli salteranno, in cerca di libertà - con quello che viene eretto (cancellata chiusa) per preservare dai vandali, che ESISTONO e Buccini lo sa bene, che non si fermano di fronte a nessun divieto per proseguire la loro azione devastatrice?
Buccini propone di provare. Provare che? Che il vandalo di turno imbratti con scritte ed altri mezzi la scalinata tornata all'antico splendore? Metteremo la scalinata un mese dopo al riapertura,? quando il danno sarà fatto ed altri soldi occorreranno per l'ulteriore restauro?
Allora Buccini, se crede davvero nella sola vigilanza e nella sua efficacia, faccia la voce grossa con il Comune perché sin d'ora assicuri al monumento quella necessaria. Chieda che si faccia la 'prova generale' della vigilanza, sempre meglio che quella del danno.
Però, parliamoci chiaro, come può pensare Buccini che anche di notte ci sia qualcuno a guardia del monumento? O immaginare che chi lo deturpa venga processato per direttissima e messo dietro le sbarre? Non sarebbe meglio le sbarre, almeno di notte, metterle davanti alla scalinata per evitare infrazioni? La controreplica che di questo passo le sbarre dovrebbero essere messe ovunque, per la disseminazione del vastissimo patrimonio monumentale in Italia, non ha senso, perché si risponde facilmente dicendo: intanto mettete la vigilanza; e si si mostrerà efficace , abbatteremo tutte le cancellate.
Augias, e con lui molti navigatori della rete, sono per la vigilanza notturna attraverso chiusura del monumento, perché sostengono : i vandali esistono e solo l'inaccessibilità fermerà la loro mania distruttrice.
Poi, certo, cominciamo ad educare alla bellezza, al rispetto del bene comune. Ma per questo ci vogliono anni, forse decenni, una intera generazione almeno. Nel frattempo senza cancellata la Scalinata di Trinità dei Monti sarà alla loro mercè e, periodicamente, alla ricerca di un altro benefattore che ne finanzi l'ulteriore restauro.
Buccini ( Corriere) è del parere del sovrintendente Parisi Presicce per il no; mentre Augias ( Repubblica) sembra sposare il parere del gioielliere Bulgari che ha finanziato il bel restauro.
Buccini teme che la scalinata chiusa, anche solo di notte, di Trinità dei Monti, si ponga nella scia tragica di altri muri e di altre chiusure ben note in questi giorni di flusso inarrestabile dei migranti in Europa. Che paragone è questo, viene da dire a Buccini? Cosa c'entrano i muri edificati dalle nazioni per il timore di esser invasi dai migranti - che comunque non temono muri di nessun genere ed anche quelli salteranno, in cerca di libertà - con quello che viene eretto (cancellata chiusa) per preservare dai vandali, che ESISTONO e Buccini lo sa bene, che non si fermano di fronte a nessun divieto per proseguire la loro azione devastatrice?
Buccini propone di provare. Provare che? Che il vandalo di turno imbratti con scritte ed altri mezzi la scalinata tornata all'antico splendore? Metteremo la scalinata un mese dopo al riapertura,? quando il danno sarà fatto ed altri soldi occorreranno per l'ulteriore restauro?
Allora Buccini, se crede davvero nella sola vigilanza e nella sua efficacia, faccia la voce grossa con il Comune perché sin d'ora assicuri al monumento quella necessaria. Chieda che si faccia la 'prova generale' della vigilanza, sempre meglio che quella del danno.
Però, parliamoci chiaro, come può pensare Buccini che anche di notte ci sia qualcuno a guardia del monumento? O immaginare che chi lo deturpa venga processato per direttissima e messo dietro le sbarre? Non sarebbe meglio le sbarre, almeno di notte, metterle davanti alla scalinata per evitare infrazioni? La controreplica che di questo passo le sbarre dovrebbero essere messe ovunque, per la disseminazione del vastissimo patrimonio monumentale in Italia, non ha senso, perché si risponde facilmente dicendo: intanto mettete la vigilanza; e si si mostrerà efficace , abbatteremo tutte le cancellate.
Augias, e con lui molti navigatori della rete, sono per la vigilanza notturna attraverso chiusura del monumento, perché sostengono : i vandali esistono e solo l'inaccessibilità fermerà la loro mania distruttrice.
Poi, certo, cominciamo ad educare alla bellezza, al rispetto del bene comune. Ma per questo ci vogliono anni, forse decenni, una intera generazione almeno. Nel frattempo senza cancellata la Scalinata di Trinità dei Monti sarà alla loro mercè e, periodicamente, alla ricerca di un altro benefattore che ne finanzi l'ulteriore restauro.
venerdì 9 settembre 2016
'La cultura non si può ingabbiare' - sentenzia Claudio Parisi Presicce. 'Si deve ingabbiare, per proteggerla' - gli risponde Paolo Bulgari
I due che si fronteggiano su una questione romana riguardante la difesa dei monumenti storici, in particolare sulla disponibilità notte e giorno della scalinata di Trinità dei Monti, sono il sovrintendente capitolino ai beni culturali, Claudio Parisi Presicce, e il presidente della nota maison di gioielli, Paolo Bulgari, che per il restauro della famosa scalinata ha sborsato ( ! ) 1.500.000 Euro.
Paolo Bulgari - abituato a tenere in grande considerazione i soldi guadagnati, anche quando sono tantissimi, come nel suo caso - sostiene che il restauro potrebbe in breve tempo essere danneggiato e lordato dall'orda di barbari che da Roma, dall'Italia e dal mondo si riversa ogni giorno nella famosa piazza ( di Spagna) e sull' altrettanto famosa scalinata. E propone che, almeno nelle ore notturne, la scalinata ( la 'cultura', nel linguaggio del sovrintendente e dell'assessore romano, Bergamo) venga protetta da una cancellata (gabbia), come ne esistono in ogni parte del mondo, inclusa l'Italia - per inibirne il passaggio e la sosta incivile e indecorosa - a protezione di monumenti di particolare pregio, che la cattiva educazione di tanti mette continuamente in pericolo. Una cancellata chiusa di notte, mentre per il giorno l'attento sovrintendente e l'assessore alla cultura del Comune di Roma, Bergamo, assicurano la presenza di vigilanza, dichiarandosi nettamente contrari alla chiusura della scalinata anche di notte ( con o senza vigilnza? ) perchè 'la cultura non va ingabbiata'. Basta la vigilanza per evitare il degrado, che potrebbe essere quasi immediato del monumento, forse ancor prima della sua inaugurazione prossima?
Questo rigurgito di 'populismo' che si evince dalle parole dei due si scontra con fatti ancora sotto gli occhi di tutti. Al sovrintendente viene da chiedere dove era la vigilanza - di giorno - quando quegli animali di tifosi olandesi riducevano la berniniana secentesca fontana della Barcaccia ad una cloaca di rifiuti; e quale vigilanza viene assicurata alla bella maestosa Fontana, anch'essa seecentesca, di piazza Trilussa che, ogni mattina, sembra un campo di battaglia combattuto a suon di bottiglie e lattine di birra ed altri alcolici, e la sera - e notte - in un ritrovo di sbandati e perditempo? Se lì non c'è vigilanza, mentre dovremmo credere al sovrintendente ed all'assessore che, invece, la assicurano, per la Scalinata di Trinità dei Monti?
Un'altra bella fontana secentesca d'autore, all'Acqua acetosa, di recente restaurata, con verde intorno è stata, successivamente al restauro, dotata di cancellata onde evitare che qualche bestia umana la imbratti e deturpi, costringendo a trovare nuovamente soldi per il restauro.
La 'cultura' - così la Scalinata nella dizione dei due amministratori romani - va protetta, ingabbiandola, perchè lo Stato come ha dimostrato in ogni occasione, non è capace di garantirne l'incolumità, neppure di giorno, figuriamoci di notte. Le foto di questi giorni che ritraggono la di nuovo splendente scalinata protetta da una barriera in plexigas almeno fino all'inaugurazione, per evitare gesti di qualche scalmanato, non offende né la vista né la libera fruizione del monumento.
La scalinata è luogo di passaggio e tale deve restare, senza limitazioni - protestano gli amministratori. Certo, hanno ragione, se non ci passassero anche degli animali o degli uomini che da animali si sono comportati fino ad oggi, come hanno raccontato i restauratori che l'hanno dovuta ripulire da ogni sorta di schifezze, compresi le tracce di bisogni umani ed escrementi, e che non possono dall'oggi al domani cambiare abitudini e modo di pensare. Serve la prevenzione, senza la quale si mette seriamente a rischio la salute di un bene culturale. Ma la prevenzione si fa, negli anni, con lo studio della storia dell'arte, l'educazione alla bellezza, il rispetto del bene comune e via dicendo, non mettendo a rischio la 'salute' di un monumento
In questa disputa fa davvero impressione constatare che contro 'l'ingabbiamento' della scalinata (leggi: semplice chiusura, di notte, attraverso inferriata) si sia pronunciato proprio quel sovrintendente che decise ed autorizzò l'ingabbiamento delle statue del Campidoglio, in occasione della visita del presidente iraniano. Dopo quella figura di merda agli occhi del mondo intero, ora Parisi Presicce non vuol saperne neanche di proteggere con una cancellata la celebre scalinata, senza che essa la neghi alla vista dei turisti.
Del parere, infine, del neo assessore alla cultura del Comune di Roma possiamo anche non tenerne conto, finchè in Campidoglio non sarà operante il governo della città; e finchè non saremo sicuri che egli resterà assessore. Con i tempi che corrono.
Paolo Bulgari - abituato a tenere in grande considerazione i soldi guadagnati, anche quando sono tantissimi, come nel suo caso - sostiene che il restauro potrebbe in breve tempo essere danneggiato e lordato dall'orda di barbari che da Roma, dall'Italia e dal mondo si riversa ogni giorno nella famosa piazza ( di Spagna) e sull' altrettanto famosa scalinata. E propone che, almeno nelle ore notturne, la scalinata ( la 'cultura', nel linguaggio del sovrintendente e dell'assessore romano, Bergamo) venga protetta da una cancellata (gabbia), come ne esistono in ogni parte del mondo, inclusa l'Italia - per inibirne il passaggio e la sosta incivile e indecorosa - a protezione di monumenti di particolare pregio, che la cattiva educazione di tanti mette continuamente in pericolo. Una cancellata chiusa di notte, mentre per il giorno l'attento sovrintendente e l'assessore alla cultura del Comune di Roma, Bergamo, assicurano la presenza di vigilanza, dichiarandosi nettamente contrari alla chiusura della scalinata anche di notte ( con o senza vigilnza? ) perchè 'la cultura non va ingabbiata'. Basta la vigilanza per evitare il degrado, che potrebbe essere quasi immediato del monumento, forse ancor prima della sua inaugurazione prossima?
Questo rigurgito di 'populismo' che si evince dalle parole dei due si scontra con fatti ancora sotto gli occhi di tutti. Al sovrintendente viene da chiedere dove era la vigilanza - di giorno - quando quegli animali di tifosi olandesi riducevano la berniniana secentesca fontana della Barcaccia ad una cloaca di rifiuti; e quale vigilanza viene assicurata alla bella maestosa Fontana, anch'essa seecentesca, di piazza Trilussa che, ogni mattina, sembra un campo di battaglia combattuto a suon di bottiglie e lattine di birra ed altri alcolici, e la sera - e notte - in un ritrovo di sbandati e perditempo? Se lì non c'è vigilanza, mentre dovremmo credere al sovrintendente ed all'assessore che, invece, la assicurano, per la Scalinata di Trinità dei Monti?
Un'altra bella fontana secentesca d'autore, all'Acqua acetosa, di recente restaurata, con verde intorno è stata, successivamente al restauro, dotata di cancellata onde evitare che qualche bestia umana la imbratti e deturpi, costringendo a trovare nuovamente soldi per il restauro.
La 'cultura' - così la Scalinata nella dizione dei due amministratori romani - va protetta, ingabbiandola, perchè lo Stato come ha dimostrato in ogni occasione, non è capace di garantirne l'incolumità, neppure di giorno, figuriamoci di notte. Le foto di questi giorni che ritraggono la di nuovo splendente scalinata protetta da una barriera in plexigas almeno fino all'inaugurazione, per evitare gesti di qualche scalmanato, non offende né la vista né la libera fruizione del monumento.
La scalinata è luogo di passaggio e tale deve restare, senza limitazioni - protestano gli amministratori. Certo, hanno ragione, se non ci passassero anche degli animali o degli uomini che da animali si sono comportati fino ad oggi, come hanno raccontato i restauratori che l'hanno dovuta ripulire da ogni sorta di schifezze, compresi le tracce di bisogni umani ed escrementi, e che non possono dall'oggi al domani cambiare abitudini e modo di pensare. Serve la prevenzione, senza la quale si mette seriamente a rischio la salute di un bene culturale. Ma la prevenzione si fa, negli anni, con lo studio della storia dell'arte, l'educazione alla bellezza, il rispetto del bene comune e via dicendo, non mettendo a rischio la 'salute' di un monumento
In questa disputa fa davvero impressione constatare che contro 'l'ingabbiamento' della scalinata (leggi: semplice chiusura, di notte, attraverso inferriata) si sia pronunciato proprio quel sovrintendente che decise ed autorizzò l'ingabbiamento delle statue del Campidoglio, in occasione della visita del presidente iraniano. Dopo quella figura di merda agli occhi del mondo intero, ora Parisi Presicce non vuol saperne neanche di proteggere con una cancellata la celebre scalinata, senza che essa la neghi alla vista dei turisti.
Del parere, infine, del neo assessore alla cultura del Comune di Roma possiamo anche non tenerne conto, finchè in Campidoglio non sarà operante il governo della città; e finchè non saremo sicuri che egli resterà assessore. Con i tempi che corrono.
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