L’opera, composta da Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte nel 1786, fa parte insieme a Don Giovanni (1787) e Così fan tutte (1790) della celebre Trilogia dapontiana, che raccoglie i tratti principali del teatro musicale del Settecento anticipando gli sviluppi ottocenteschi del genere buffo. La data di Orvieto si inserisce nel tour regionale dell’opera, inaugurato con grande successo a Spoleto, dove l’Orchestra è stata accolta da un pubblico entusiasta. In quella occasione, la stampa ha definito la formazione “straordinariamente brava”: «Straordinariamente bravi tutti i componenti dell’Orchestra Calamani, giovanissimi professori d’orchestra che vivono con sincero e tangibile entusiasmo l’avventura spoletina e contribuiscono in maniera decisiva alla crescita della reputazione dell’Ente.» Dunque, un’occasione unica per la città di Orvieto. Sul podio Marco Angius, la regia è affidata a Henning Brockhaus. Coro e Tecnici del Teatro Lirico Sperimentale. A comporre il cast, i solisti dello Sperimentale. Nuovo allestimento del Teatro Lirico Sperimentale. Il direttore Marco Angius descrive Le nozze di Figaro come un regno della finzione, popolato da personaggi-automi irrealistici quanto ineffabili. «In questa commedia degli alter ego, astrazione e narrazione si fronteggiano attraverso diversi strati sociali che proclamano il loro reciproco disprezzo». |
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