La Scala è sempre la Scala. Il problema odierno che riguarda i cattivi od inesistenti rapporti fra Ortombina e Gatti, si è posto nel teatro milanese anche altre volte, non nel caso di Chailly per fortuna, come accadde con Abbado ed anche con Muti.
Comunque oggi Ortombina sovrintendente e direttore artistico ( non si era detto alla viglia della nomina di Ortombina che un teatro come quello milanese doveva ripristinare la diarchia al vertice, e cioè il sovrintendente ed il direttore artistico? si sa che i buoni propositi vengono più spesso disattesi di quelli cattivi), l'ha avuta vinta sulle indicazioni che il Cda gli aveva rivolto prima della nomina e cioè che a sostituire Chailly era opportuno che fosse Gatti, che aveva ed ha tutte le carte in regola per ricoprire quel ruolo, quello cioè del direttore musicale.
E, invece, Ortombina, ha tenuto duro e l'ha avuta vinta, insediando Chung alla Scala, non Gatti. Il quale dovrà, verosimilmente attendere la fine del mandato di Ortombina, febbraio 2030, sperando di potersi ritenere 'fortunato' - come non lo è stato con Ortombina, nonostante il nome - per vedersi riconosciuti i propri meriti e arrivare alla Scala. Sempre che allora lo voglia. Mentre noi pensiamo che dopo questo diniego - fossimo in lui- dovrebbe rifiutare: grazie sono occupato, come lo sarà certamente, in base agli incarichi in tutto il mondo.
Infine ci piacerebbe sapere che cosa ha Ortombina contro Gatti, anche se il suo parere è per noi assolutamente irrilevante, contando di più quello di tutto il mondo musicale; ma anche che cosa Gatti può aver fatto al Sovrintendete Direttore artistico della Scala - che il famoso critico Isotta apostrofava con 'diplomato in trombone!- per far nascere in lui tanta immotivata antipatia e avversione.
Naturalmente questo possono dircelo solo i due diretti interessati.
Trasparenza!
Nessun commento:
Posta un commento