Teatro alla Scala, Chung nuovo direttore musicale fino al 2030
L'incarico decorrerà dal termine del contratto del maestro Riccardo Chailly, che si concluderà alla fine del 2026. Ministro della Cultura Giuli: "Nomina? C'è autonomia di scelta, io non intervengo"

E' il maestro Myung-Whun Chung il successore del maestro Riccardo Chailly nella carica di direttore musicale del Teatro alla Scala di Milano. L'indicazione è stata formulata dal sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina e il Consiglio di Amministrazione si è espresso positivamente all'unanimità, come riferisce un comunicato dell'istituzione scaligera.
L'incarico del maestro Chung decorrerà dal termine del contratto del maestro Chailly, che si concluderà alla fine del 2026, fino alla scadenza del contratto del sovrintendente e direttore artistico nel febbraio 2030. Il comunicato precisa che l'indicazione di Chung da parte di Ortombina è il frutto delle "opportune verifiche di contesto nel Teatro" fatte fin dal momento del suo insediamento nel mese di febbraio scorso. Per la carica di direttore musicale al posto di Chailly era circolata nelle scorse settimane anche l'ipotesi del maestro Daniele Gatti.
Il sovrintendente Ortombina ha sottoposto al Consiglio di Amministrazione della Fondazione anche il programma della Stagione 2025/2026. Il calendario - che sarà presentato ai media e agli abbonati nel corso di una conferenza stampa il prossimo 26 maggio - comprende 13 titoli d'opera e 7 di balletto, oltre a un'intensa programmazione di concerti e manifestazioni per un totale di 250 rappresentazioni nell'anno solare 2026.
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Ortombina ha appena annunciato che Chung, direttore di sicuro prestigio con il quale la Fenice ha stabilito un rapporto solido e duraturo, sostituirà Chailly dal 2027. e resterà in carica fino al 2030, decadendo con la fine del mandato di Ortombina.
Abbiamo scritto il lungo post precedente di critica a Ortombina, che confermiamo parola per parola, prima di leggere la notizia della nomina di Chung.
Non che Chung non sia all'altezza dell'incarico. Lo è certamente come e quanto Gatti, ne siamo convinti. Ma si si tratta di opportunità.
Curiosamente hanno chiesto a Giuli se ha avallato la nomina e il ministro ha risposto che non gli spetta. Ci mancherebbe ( lui e Giorgia avrebbero preferito Beatrice Venezi, giacchè non capiscono una mazza e fanno scelte sempre in nome della fedeltà, quasi mai del merito). Fatto è che il sovrintendente caldeggiato dalla Destra nazionalista mette alla Scala un direttore straniero. Naturalmente secondo la loro logica che non è la nostra.
Naturalmente il pusillanime Ortombina ha pronta la 'foglia di fico': la scelta è avvenuta, dopo le opportune verifiche di contesto nel Teatro (P.A.)
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