Zelensky fa pressing sul numero uno del Cremlino: «Farò di tutto per incontrarlo in Turchia, ma se non viene mi aspetto forti sanzioni». Mosca per ora rimane vaga: «Ci stiamo preparando ai colloqui di pace»
Mancano ormai 48 ore a giovedì 15 maggio, al giorno in cui si potrebbero decidere le sorti della guerra tra Russia e Ucraina. Delegazioni di entrambi i Paesi si incontreranno a Istanbul e si siederanno attorno allo stesso tavolo negoziale. Tra i presenti anche Volodymyr Zelensky, che da giorni insiste sulla sua disponibilità a incontrare di persona l’omologo Vladimir Putin: «Farò di tutto per incontrare il leader russo, mi muoverò ovunque in Turchia», ha detto in conferenza stampa. E ha poi aggiunto, non rinunciando a una chiara frecciata: «Penso che Putin non voglia che la guerra finisca, non voglia un cessate il fuoco né i negoziati». Dal Cremlino, per ora non filtra nessuna indiscrezione sulla partecipazione o meno del presidente russo.
L’insistenza di Zelensky e l’ironia di Putin: «Sanzioni? Potrebbero davvero farlo… deficienti»
Volodymyr Zelensky continua a pigiare sull’acceleratore: vuole incontrare vis-a-vis Vladimir Putin. Tanto da chiedere alla comunità internazionale, e in primo luogo a Washington, durissime sanzioni «più forti delle precedenti» nel caso i cui il leader del Cremlino decidesse di non imbarcarsi per Istanbul. L’ipotesi di nuove sanzioni è stata accolta da Putin stesso con un po’ di ironia e una buona dose di pugno duro: «Chi adotta nuove sanzioni vuole il male della Russia, e lo fa anche a proprio discapito», ha detto in una conferenza sull’economia. Il riferimento è ovviamente a Kiev e alla coalizione dei Volenterosi, che il presidente russo ha definito «deficienti»: «Dobbiamo tenerlo a mente, potrebbero fare ciò di cui parlano pubblicamente e, naturalmente, dobbiamo ridurre al minimo gli effetti negativi su di noi».
Kiev: «L’assenza di Putin sarebbe un segnale definitivo»
A sottolineare l’ambiguità di Mosca è la controparte ucraina. Secondo Andrei Yermak, braccio destro di Zelensky, un’eventuale assenza del presidente russo ai colloqui di giovedì a Istanbul sarebbe il «segnale definitivo» che la Russia «non vuole porre fine a questa guerra, non è disposta a negoziare». Se invece Putin decidesse di volare a Istanbul, Kiev potrebbe rimettere mano a quel divieto, sancito per decreto, di colloqui con il presidente russo. «Dal punto di vista legale, basterà apportare modifiche alla decisione del Consiglio Nazionale e saranno adottate le necessarie norme di regolamentazione giuridica», ha spiegato Mykhailo Podoliak, consigliere di Zelensky.
La Germania in pressing su Mosca
A premere affinché il vertice di Istanbul veda presenti sia Putin che Zelensky è anche la Germania. «L’Ucraina è pronta a trattare senza precondizioni per una tregua e un accordo di pace e ora tocca alla Russia. La Russia non dovrebbe lasciare una sedia vuota», ha incalzato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul. Ma la presenza della Russia ai colloqui di giovedì non basta per mettere fine al conflitto. Mosca, ha aggiunto Wadephul, «deve presentarsi solo se è davvero interessata alla pace».
Nessun commento:
Posta un commento