sabato 2 dicembre 2023

Gramsci, Meloni, Letta. Parentele vicine e lontane. Ma solo ANAGRAFICHE, altrimenti qualcuno avrebbe potuto trarne benefici (da Leggo)


Giorgia Meloni e Gramsci, la parentela che non ti aspetti: nell'albero genealogico del premier anche Gianni ed Enrico Letta
Giorgia Meloni e Gramsci, la parentela che non ti aspetti: nell'albero genealogico del premier anche Gianni ed Enrico Letta

Una parentela, quella tra la presidente del consiglio Giorgia Meloni e il politico e filosofo Antonio Gramsci, che accomuna due personaggi lontani nel tempo e nelle idee. L'analisi partita dall'analista di YouTrend Alessio Vernetti ha suscitato molta curiosità sui social, i cui utenti non potevano certo immaginare di vedere Meloni e Gramsci nello stesso albero genealogico. Ma c'è un'ulteriore sorpresa: dallo stesso ceppo familiare discendono anche Gianni ed Enrico Letta.

 

Le radici di Giorgia Meloni e Antonio Gramsci

Il legame tra Antonio Gramsci e Giorgia Meloni è molto remoto. Per comprenderlo, scrive Vernetti su X, «bisogna passare per il nonno paterno della premier, il regista Nino Meloni». Nino Meloni era infatti nato nel 1899 a Ghilarza, piccolo villaggio dell’entroterra sardo da cui proveniva anche la madre di Gramsci. «Scavando nella genealogia di Ghilarza tramite Family Search, Antenati e l’Archivio di Stato di Oristano», si legge, «risalgo agli avi di Giorgia Meloni. Suo nonno Nino Meloni era figlio di Giuseppina Corrias, a sua volta figlia di Maddalena Sotgiu, a sua volta figlia di Angela Delogu».

La storia si fa intricata, ma con un po' di memoria e attenzione si arriva alla fine. Continua l'analista: «Tra i numerosi fratelli di Angela Delogu ci fu Francesco Antonio Delogu, primo marito di Pudenziana Corrias, dalla quale ebbe due figlie: Margherita e Maria Grazia. Rimasta vedova, Pudenziana Corrias si risposò con Antonio Marcia, da cui ebbe Giuseppina, madre di Antonio Gramsci».

La parentela risale ai primi decenni dell'800. La relazione familiare tra i due è, quindi, frutto di legami di una famiglia allargata, tra figli, nonni, primi e secondi mariti.

 

Spuntano i Letta

E Gianni ed Ernirco Letta? «Tutto parte nel 2021», riporta Vernetti, «quando Concita De Gregorio fece rivelare a Enrico Letta il suo legame familiare con Antonio Gramsci: Elsa Bazzoni, nonna materna di Letta, era infatti cognata di Franco Paulesu, che a sua volta aveva come zio Antonio Gramsci». Una parentela acquisita, quindi.

Ovviamente poi, come noto a tutti, Gianni Letta è zio di Enrico, il quale è cugino del Letta vicepresidente e amministratore delegato di Medusa Film, Giampaolo. 

Elezione diretta dei sindaci, trent'anni fa. Se ne parla lunedì 4 dicembre all'Auditorium di Roma ( da First Online, di Linda Lanzillotta)

 


Linda Lanzillotta
Linda Lanzillotta

Trent’anni fa per la prima volta i sindaci delle grandi città venivano eletti direttamente dai cittadini con una legge che garantiva stabilità per cinque anni e forte autonomia delle Giunte rispetto ai consigli comunali: Cacciari a Venezia, Castellani a Torino, Domenici a Firenze, Rutelli a Roma, Bassolino a Napoli, Bianco a Catania, Orlando a Palermo. Una rivoluzione in un’Italia in cui istituzioni e partiti politici erano stati decapitati dalle inchieste di Tangentopoli. Si affacciava una nuova generazione di leader non legati ai vecchi partiti, capaci di coinvolgere nelle Giunte anche persone esterne alla politica ma che credevano nella possibilità di ricostruire il Paese e nel  buongoverno della cosa pubblica, a partire dalle città.  Quell’evento segnò un grande entusiasmo civico e una rivoluzione nella politica e nelle istituzioni.

Il rinascimento di Roma Capitale: da Rutelli in poi, cosa è cambiato

Francesco Rutelli ha pensato di ricordare questo avvenimento in un incontro pubblico che si terrà lunedì 4 dicembre all’Auditorium. Sarà anche l’occasione per  ricordare la sua esperienza che in dieci anni ha segnato, a detta di molti, un vero e proprio rinascimento di Roma Capitale, esperienza cui ebbi la fortuna e l’onore di  partecipare come Assessore al bilancio (e a molto altro). Oggi, guardando al degrado di Roma e al suo discredito nel mondo (la cocente sconfitta dell’Expo 2030 ne è stata l’ultima prova!) sembra impossibile. Vale quindi la pena di riflettere  sugli strumenti che resero possibile rimettere in sesto e rilanciare le città.

Ovviamente nel nuovo secolo molto è cambiato, siamo nell’era di internet che allora non esisteva e che oggi condiziona drammaticamente l’azione politica e di governo schiacciandola sul presente e rendendo molto difficile lo sguardo lungo sul futuro.  Ma offrendo anche nuove enormi opportunità a partire dalla velocità e dall’ampiezza delle comunicazioni. E’ vero tuttavia che, oggi come allora, se il presente non funziona – cioè i servizi essenziali di una città dalla pulizia ai trasportidalla viabilità al verde – il futuro non ha alcuna credibilità prima di tutto per i cittadini.

Papa Francesco. il messaggio alla COP 28 di Dubai ( da Il Messaggero, di Franca Giansoldati)

 


Papa Francesco, il messaggio alla Cop28: «La Storia vi giudicherà, bisogna abbandonare presto i combustibili fossili»
Papa Francesco, il messaggio alla Cop28: «La Storia vi giudicherà, bisogna abbandonare presto i combustibili fossili»

«Lasciamo alle spalle le divisioni e uniamo le forze! E, con l’aiuto di Dio, usciamo dalla notte delle guerre e delle devastazioni ambientali per trasformare l’avvenire comune in un’alba di luce». Papa Francesco è a Santa Marta ancora sofferente per l'infezione polmonare che non gli ha permesso di viaggiare fino a Dubai, ma il suo pensiero - quasi un lascito a futura memoria – arriva ugualmente alla Cop28 negli Emirati. «L'ora è urgente». La lettura del suo discorso è affidata al cardinale Pietro Parolin. «Ora come mai, il futuro di tutti dipende dal presente che scegliamo. Sono con voi perché la devastazione del creato è un’offesa a Dio, un peccato non solo personale ma strutturale che si riversa sull’essere umano, soprattutto sui più deboli, un grave pericolo che incombe su ciascuno e che rischia di scatenare un conflitto tra le generazioni. Sono con voi perché il cambiamento climatico è un problema sociale globale che è intimamente legato alla dignità della vita umana».

La Chiesa di Francesco è impegnata da anni a educare verso nuovi stili di vita. Francesco chiede a tutti, in particolare ai cristiani, di dare una accelerata alla transizione ecologica. Come? «Attraverso l’efficienza energetica, l'introduzione di fonti rinnovabili; l’eliminazione dei combustibili fossili; l’educazione a stili di vita meno dipendenti da questi ultimi. Per favore: andiamo avanti, non torniamo indietro (...) La Storia ve ne sarà riconoscente» 

Sicilia, Gela. Scoperto un enorme giacimento di 'oro blu', acqua, custodito nelle viscere della terra da milioni di anni (da La Repubblica)

 


Sicilia, viaggio al centro della terra scopre una riserva di acqua gigantesca
Sicilia, viaggio al centro della terra scopre una riserva di acqua gigantesca© Fornito da La Repubblica

L’oro blu custodito sottoterra per milioni di anni. Un giacimento di acqua sotto le montagne, tra 700 metri e 2,5 chilometri di profondità, che ha capacità circa 50 volte superiore all’acqua conservata negli invasi siciliani. È la scoperta dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che ha trovato nel sottosuolo di Gela un enorme bacino di acqua custodito dal tempo nelle viscere della Sicilia meridionale. Una riserva talmente grande che potrebbe mitigare la crisi idrica dell’Isola, perché vale circa cinquanta volte il 325 milioni di metri cubi d'acqua accumulati negli invasi.

Gli scienziati la chiamano piattaforma carbonatica triassica ed è stata trovata grazie a uno studio scientifico di un gruppo di ricercatori dell'Università di Malta, dell’Ingv e dell’Università Roma Tre. "Le risorse idriche sotterranee profonde in tutto il mondo rappresentano un'importante fonte potenziale di acqua non convenzionale, che possono supportare le crescenti necessità, legate anche alla crescita demografica globale - dice Lorenzo Lipparini, ricercatore dell’Ingv - in questo caso abbiamo documentato un esteso corpo idrico sotterraneo di acque dolci e salmastre conservato in un acquifero tra i 700 e i 2500 metri di profondità al di sotto dei monti Iblei”.

Una scoperta che è stata fatta grazie a un approccio innovativo, che ha combinato l’analisi di pezzi petroliferi profondi e tecniche di modellazione tridimensionale del sottosuolo. Questo tesoro potrebbe dare un contributo alle riserve idriche di una regione a cui, secondo gli ultimi dati disponibili dell'Autorità di Bacino aggiornati al 31 ottobre, mancano almeno 23 milioni di metri cubi d’acqua rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E ci sono invasi in emergenza come la diga Pozzillo a Regalbuto che, su una capienza di 150,5 milioni di metri cubi, ne aveva appena 3,8. O l’invaso Ogliastro, che disseta la piana di Catania e che potrebbe contenere 110 milioni di metri cubi, ma è fermo a 22,4.

“Abbiamo attribuito la distribuzione di questo accumulo di acque fossili a un meccanismo di ricarica meteorica guidato dall'abbassamento del livello del mare nel periodo messiniano - aggiunge Lipparini - Secondo le nostre ricostruzioni questo abbassamento del livello del mare, avvenuto circa 6 milioni di anni fa, ha raggiunto i 2400 metri sotto l'attuale livello del mare nel bacino del Mediterraneo orientale, creando le condizioni favorevoli all'infiltrazione di acque meteoriche e all’accumulo e conservazione di questa preziosa risorsa idrica nel sottosuolo". E poi aggiunge: “Queste acque addolcite potrebbero avere utilizzi diversificati, dalla potabilità all’utilizzo per scopi industriali e agricoli, aprendo così nuove prospettive per la Sicilia meridionale e altre regioni costiere del Mediterraneo”. Il Progetto è stato inserito tra le “action” in occasione della “Water Conference” dell’Onu del marzo 2023 e, nel prossimo futuro, il team prevede di valutare un piano di sviluppo e un progetto di utilizzo di queste acque.