Noi non crediamo nè ai miracoli nè ai santi che li opererebbero. Nonostante ciò, ci siamo messi in fila, assieme a tanti altri, per toccare, quando veniva il nostro turno, almeno un lembo degli abiti di Carlo Fuortes per il quale tutti, da sinistra a sinistra, chiedono a gran voce che venga fatto subito santo- il prossimo Giubileo sarebbe occasione propizia - per aver egli compiuto già quattro miracoli, in poco tempo ed ancora in vita, rispettivamente all'Auditorium - miracolo già riconosciuto dal tribunale competente - al Petruzzelli di Bari - dove la causa per il riconoscimento dell'avvento miracolo si è da poco conclusa ma non se ne conosce l'esito ufficiale - all'Opera di Roma - la cui miracolosa resurrezione è sotto gli occhi e sulle bocche di tutti ma il regolare processo non è stato ancora istruito - a Caracalla, dove Fuortes avrebbe compiuto l'ultimo miracolo, in ordine di tempo, annunciato da lui medesimo. Sarebbe l'unico esempio della storia di un santo ancora vivente.
Ma le carte cantano.
Dell'ultimo miracolo ci preme ora dirci perché ha dell'inverosimile, dell'inimmaginabile, così come l'hanno raccontato oggi tutti i giornali indistintamente e con le stesse parole uscite dalla bocca di quel sant'uomo.
Che ha fatto di tanto eclatante Fuortes a Caracalla, alle famose terme di Roma? Non ha fatto guarigioni facendo immergere ammalati - per questi miracoli si va altrove - ma ha fatto molto di più, naturalmente nel campo in cui esercita il suo spettacolare apostolato, quella della musica che lui, proprio lui è riuscito a resuscitare alle famose terme romane, come ha annunciato, dove dai tempi del regime si tiene ogni estate un famoso, affollato festival popolare dedicato al melodramma e che, quest'anno, il nostro santo ha voluto allargare anche al rock d'autore, con risultati davvero sorprendenti ed inattesi, anche in considerazione della vasta platea delle terme, portata quest'anno a 4000 posti, non bastando più la precedente capienza a soddisfare tutte le richieste che per Caracalla provengono da ogni parte del mondo.
Alla conclusione della stagione mancano ancora due serate che aggiunte alle precedenti fanno in totale 31. A quota 29 serate - alla quale si riferiscono i miracolosi risultati annunciati ieri dal santo davanti ad una platea adorante, le presenze sono state 72.000. Sì, avete capito bene, 72.000. Un successone, dice lui; successone, gli fa eco Marino, ...cessone ripetono in eco corale tutti i giornali.
Prediamo la nostra calcolatrice che, controlliamo sia in funzione e facciamo 72.000 diviso 29 e viene la astronomica cifra di 2.482 di media. Cioè a dire sui 4000 posti disponibili ogni sera, san Fuortes ne ha riempito la bellezza di 2482 in media, per sera. E gli altri 1.500 circa per arrivare alla capienza disponibile? Verrebbe da pensare che siano rimasti vuoti, e più di 1/3 di poltrone vuote non può sfuggire a nessun occhio umano, anche guercio. No, infatti le 1500 circa poltrone erano assegnate ogni sera a emigranti, studenti ed anziani, amanti dell'opera ma impossibilitati a pagare il costo del biglietto, e dunque gratuitamente.
Ecco il miracolo di Fuortes a Caracalla, anzi il miracolo doppio. quello di aver avuto ogni sera, nediamenti 2500 spettaori pagatnti e di aver offerto ogni sera, le 1500 poltrone rimaste invendute - volutamente, per esercitare la carità - gratuitamente a chi voleva passare una serata ad ascoltare e vedere l'opera in uno degli scenari più monumentali e suggestivi al mondo.
Fuortes santo subito.
venerdì 7 agosto 2015
mercoledì 5 agosto 2015
Matteo Renzi sulla Rai. La mia Rai è ottima. Guglielmi, il mitico direttore di Rai Tre la boccia
Dimostra soddisfazione sulle nomine dei nuovi vertici della Rai, la sua Rai, il premier Renzi: un vertice fatto di ottimi professionisti, un bel CDA.
Ma che gente frequenta Renzi, quando va a Pontassieve? Il bar della briscola, dove gli raccontano i grandi professionisti di oggi?
Noi non siamo mai stati d'accordo con Angelo Guglielmi - ma lui è campato bene ugualmente - anche quando era direttore di Rai Tre, i cui programmo sono gli unici che ancora reggono nella disastrata rete, un tempo sua, ed ora di Vianello che non ha azzeccato un programma, ma che resta lì, sebbene da dicembre scorso si vociferava della sua immediata sostituzione per non portare i libri 'dell'audience' in tribunale, per fallimento.
In una intervista su 'Repubblica', l'ex direttore boccia i vertici della nuova Rai, nei quali non vede una sola personalità con una statura degna della impresa culturale più importante d' Italia. Ed anche su quello che dice di Freccero, purtroppo, dobbiamo concordare con lui: bravo a chiacchiere meno bravo a fatti. Ma di Gugliemi però...
non ci è mai piaciuto l'aria un pò spocchiosa da intellettuale chic, il quale , assolutamente analfabeta in fatto di musica, sosteneva, senza alcuna eccezione, che la musica non era fatta per il piccolo schermo, per il quale andava studiata una formula particolare. E invece, vi raccontiamo come talvolta i fatti siano diversi dalle parole.
All'epoca incontrammo Tantillo, suo braccio destro, per proporgli un progetto di 'muscia & immagini' che Tantillo trovò interessante, al quale avrebbero collaborato - d'accordo con una casa di produzione che aveva già sondato il terreno- importanti firme della cinematografia e animazione internazionali.
Non se ne fece nulla perchè come al solito se una persona, benchè conosciuta nell'ambiente musicale( dirigevamo all'epoca la più importante rivista di musica, Piano Time che poi ebbe con Rai Tre importanti continue collaborazioni), arriva senza credenziali partitiche - anche Guglielmi aveva il suo partito di riferimento, inutile negarlo - non succedeva alcunchè. Ma a distanza di qualche mese, nella successiva manifestazione tv mercato a Cannes, Rai Tre acquistò un prodotto molto simile, autore un disegnatore polacco dal nome impronunciabile. Così andarono le cose.
Anche il nostro progetto assai seguito di 'All'Opera!' su Rai Uno, con Lubrano narratore, dopo sei edizioni l'hanno chiuso perchè non fotteva niente a nessuno nè qualcuno avrebbe potuto infilarci qualche suo scagnozzo, come però un direttore generale dell'epoca ebbe a fare -l'unico caso- a vantaggio di una regista Rai in pensione per raggiunti limiti di età, a lui evidentemente cara, ma di cui per sua fortuna non ricordiamo il nome (del direttore generale sì che lo ricordiamo il nome).
Ai direttori che si sono succeduti in questi anni, abbiamo inutilmente chiesto di riprendere quella bella seguitissima trasmissione, nessuno l'ha fatto, mentre tutti, per dimostrare quanto erano capaci di fare nuove trasmissioni ne hanno introdotte alcune che hanno poi dovuto immediatamente chiudere per gli alti costi ed i bassi ascolti, fino a quelle di questa stagione estiva di cui i giornali hanno scritto.
Il discorso sui nuovi vertici ci ha fatto divagare al punto che ci siamo incartati su pensieri cattivi nei quali ci imbattiamo ogni volta che pensiamo a quella nostra trasmissione dedicata al melodramma, mentre ora tutta la musica è nelle mani, assieme a teatro e cinema , di quel grand'uomo che è Marzullo che nessuno riesce a mandare fuori dalle balle.
Ma che gente frequenta Renzi, quando va a Pontassieve? Il bar della briscola, dove gli raccontano i grandi professionisti di oggi?
Noi non siamo mai stati d'accordo con Angelo Guglielmi - ma lui è campato bene ugualmente - anche quando era direttore di Rai Tre, i cui programmo sono gli unici che ancora reggono nella disastrata rete, un tempo sua, ed ora di Vianello che non ha azzeccato un programma, ma che resta lì, sebbene da dicembre scorso si vociferava della sua immediata sostituzione per non portare i libri 'dell'audience' in tribunale, per fallimento.
In una intervista su 'Repubblica', l'ex direttore boccia i vertici della nuova Rai, nei quali non vede una sola personalità con una statura degna della impresa culturale più importante d' Italia. Ed anche su quello che dice di Freccero, purtroppo, dobbiamo concordare con lui: bravo a chiacchiere meno bravo a fatti. Ma di Gugliemi però...
non ci è mai piaciuto l'aria un pò spocchiosa da intellettuale chic, il quale , assolutamente analfabeta in fatto di musica, sosteneva, senza alcuna eccezione, che la musica non era fatta per il piccolo schermo, per il quale andava studiata una formula particolare. E invece, vi raccontiamo come talvolta i fatti siano diversi dalle parole.
All'epoca incontrammo Tantillo, suo braccio destro, per proporgli un progetto di 'muscia & immagini' che Tantillo trovò interessante, al quale avrebbero collaborato - d'accordo con una casa di produzione che aveva già sondato il terreno- importanti firme della cinematografia e animazione internazionali.
Non se ne fece nulla perchè come al solito se una persona, benchè conosciuta nell'ambiente musicale( dirigevamo all'epoca la più importante rivista di musica, Piano Time che poi ebbe con Rai Tre importanti continue collaborazioni), arriva senza credenziali partitiche - anche Guglielmi aveva il suo partito di riferimento, inutile negarlo - non succedeva alcunchè. Ma a distanza di qualche mese, nella successiva manifestazione tv mercato a Cannes, Rai Tre acquistò un prodotto molto simile, autore un disegnatore polacco dal nome impronunciabile. Così andarono le cose.
Anche il nostro progetto assai seguito di 'All'Opera!' su Rai Uno, con Lubrano narratore, dopo sei edizioni l'hanno chiuso perchè non fotteva niente a nessuno nè qualcuno avrebbe potuto infilarci qualche suo scagnozzo, come però un direttore generale dell'epoca ebbe a fare -l'unico caso- a vantaggio di una regista Rai in pensione per raggiunti limiti di età, a lui evidentemente cara, ma di cui per sua fortuna non ricordiamo il nome (del direttore generale sì che lo ricordiamo il nome).
Ai direttori che si sono succeduti in questi anni, abbiamo inutilmente chiesto di riprendere quella bella seguitissima trasmissione, nessuno l'ha fatto, mentre tutti, per dimostrare quanto erano capaci di fare nuove trasmissioni ne hanno introdotte alcune che hanno poi dovuto immediatamente chiudere per gli alti costi ed i bassi ascolti, fino a quelle di questa stagione estiva di cui i giornali hanno scritto.
Il discorso sui nuovi vertici ci ha fatto divagare al punto che ci siamo incartati su pensieri cattivi nei quali ci imbattiamo ogni volta che pensiamo a quella nostra trasmissione dedicata al melodramma, mentre ora tutta la musica è nelle mani, assieme a teatro e cinema , di quel grand'uomo che è Marzullo che nessuno riesce a mandare fuori dalle balle.
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Letto sulla stampa. I beni culturali secondo Franceschini - la ASl di Ragusa - il casino 'europeo' dell'Eurotunnel
I migranti che sbarcano in Italia sono affare italiano, così hanno fatto capire a Renzi quando è andato a chiedere soldi e forze a Bruxelles.
Poi il problema migranti si pone anche a Francia ed Inghilterra, anzi prima all'Inghilterra di Cameron e poi alla sorella francese di Hollande
Cameron prima di andare a braccetto con Hollande a Bruxelles, ha proposto una soluzione filantropica: mandare soldati e sguinzagliare cani contro i migranti. Ma evidentemente nè i soldati nè i cani hanno dato buoni risultati. Ed allora ha pensato di allearsi con Hollande, uno da una parte e l'altro da quell'altra dell'Eurotunnel, dove i migranti si so o insediati, accampati, in attesa di passare, con passaggi di fortuna dall'una all'altra parte e farla franca dei divieti di Cameron. Il quale è andato a Bruxelles , a braccetto con Hollande chieder forse e soldi come aveva fatto Renzi.
Ai due Bruxelles, a differemza di quel che aveva risposto e non dato a Renzi, ha detto che l'affare migranti è un affare europeo ed intanto ha sganciato una cinquantina di milioni di Euro ai due questuanti. Quanto conta Renzi in Europa, che ha anche la Mogherini?
Ad una ASL di Ragusa - la cui struttura non facciamo fatica ad immaginare disastrata - un ricco emigrato ha deciso di devolvere due milioni di Euro, per l'acquisto di apparecchiature sanitarie. Il direttore della ASL gli fissa un appuntamento ben contento di ricevere quella bella somma. Ma all'appuntamento non si presenta e fa attendere il donatore per molto tempo - forse era occupato in
qualche alcova segreta con una sua amante. Il donatore, seccato, se ne va, annullando la donazione. E sembra che, allontanandosi dal luogo dell'appunatemtno mancato, abbia detto a voce abbastanza alta per farsi sentire: 'che vada a farsi fottere'... che è poi ciò che forse il direttore della ASL stava facendo. Letteralmente.
Franceschini, con decreto d'urgenza e l'assenso del consiglio superiore del suo ministero, a lui prono, ha trovato nel magro bilancio dello Stato una ventina di milioni di Euro da destinare immediatamente alla ricostruzione dell'Arena del Colosseo. Negli stessi giorni in cui agli SOS lanciati da molti monumenti e siti archeologici del nostro paese egli, il ministro, fa orecchie da mercante, perfino nei confronti della Domus Aurea che rischia di andare in malora per la fregola del ministro di vedersi al centro dell'arena e dare il via ai giochi gladiatorii, nella speranza - nostra- che qualche belva se lo divori sotto i nostri occhi. Se leggete l'articolo di Francesco Merlo, oggi, su 'La repubblica', abbiate la cortesia di andare a leggere anche sul nostro blog nostri precedenti interventi in proposito.
Ultimissime dal pianeta Franceschini. La Palestra grande di Pompei riaperta l'altro ieri, è chiusa per mancanza di custodi, l'ha dichiarato il sovrintendente,' poco' Osanna, che l'altro ieri reggeva lo stascico di folla che seguiva Franceschini. Alla richiesta di spiegazioni la risposta del ministero è stata: li abbiamo richiamati a Roma per custodire il Colosseo mentre si costruirà l' Arena che ospiterà ii gran ballo estivo degli incompetenti con manie di grandezza, aperto da Franceschini e dalla sua signora di Biase, con pargoletta in braccio.
Poi il problema migranti si pone anche a Francia ed Inghilterra, anzi prima all'Inghilterra di Cameron e poi alla sorella francese di Hollande
Cameron prima di andare a braccetto con Hollande a Bruxelles, ha proposto una soluzione filantropica: mandare soldati e sguinzagliare cani contro i migranti. Ma evidentemente nè i soldati nè i cani hanno dato buoni risultati. Ed allora ha pensato di allearsi con Hollande, uno da una parte e l'altro da quell'altra dell'Eurotunnel, dove i migranti si so o insediati, accampati, in attesa di passare, con passaggi di fortuna dall'una all'altra parte e farla franca dei divieti di Cameron. Il quale è andato a Bruxelles , a braccetto con Hollande chieder forse e soldi come aveva fatto Renzi.
Ai due Bruxelles, a differemza di quel che aveva risposto e non dato a Renzi, ha detto che l'affare migranti è un affare europeo ed intanto ha sganciato una cinquantina di milioni di Euro ai due questuanti. Quanto conta Renzi in Europa, che ha anche la Mogherini?
Ad una ASL di Ragusa - la cui struttura non facciamo fatica ad immaginare disastrata - un ricco emigrato ha deciso di devolvere due milioni di Euro, per l'acquisto di apparecchiature sanitarie. Il direttore della ASL gli fissa un appuntamento ben contento di ricevere quella bella somma. Ma all'appuntamento non si presenta e fa attendere il donatore per molto tempo - forse era occupato in
qualche alcova segreta con una sua amante. Il donatore, seccato, se ne va, annullando la donazione. E sembra che, allontanandosi dal luogo dell'appunatemtno mancato, abbia detto a voce abbastanza alta per farsi sentire: 'che vada a farsi fottere'... che è poi ciò che forse il direttore della ASL stava facendo. Letteralmente.
Franceschini, con decreto d'urgenza e l'assenso del consiglio superiore del suo ministero, a lui prono, ha trovato nel magro bilancio dello Stato una ventina di milioni di Euro da destinare immediatamente alla ricostruzione dell'Arena del Colosseo. Negli stessi giorni in cui agli SOS lanciati da molti monumenti e siti archeologici del nostro paese egli, il ministro, fa orecchie da mercante, perfino nei confronti della Domus Aurea che rischia di andare in malora per la fregola del ministro di vedersi al centro dell'arena e dare il via ai giochi gladiatorii, nella speranza - nostra- che qualche belva se lo divori sotto i nostri occhi. Se leggete l'articolo di Francesco Merlo, oggi, su 'La repubblica', abbiate la cortesia di andare a leggere anche sul nostro blog nostri precedenti interventi in proposito.
Ultimissime dal pianeta Franceschini. La Palestra grande di Pompei riaperta l'altro ieri, è chiusa per mancanza di custodi, l'ha dichiarato il sovrintendente,' poco' Osanna, che l'altro ieri reggeva lo stascico di folla che seguiva Franceschini. Alla richiesta di spiegazioni la risposta del ministero è stata: li abbiamo richiamati a Roma per custodire il Colosseo mentre si costruirà l' Arena che ospiterà ii gran ballo estivo degli incompetenti con manie di grandezza, aperto da Franceschini e dalla sua signora di Biase, con pargoletta in braccio.
Presidenza RAI. Si fanno i nomi di De Siervo, Mansi, ma anche delle Caselli, Maggioni, Palombelli... è uno scherzo? NO, Maggioni presidente per Renzi
Il presidente del Consiglio che già ci ha regalato un CDA Rai di basso, bassissimo profilo, di quarta serie per esser chiari, ora ci prova anche con la presidenza RAI, proponendo qualcuno del suo già 'giglio magico', come De Siervo - ex presidente della Consulta, che ha già un figlio in RAI, a capo di RAI.Com, ed una figlia sistemata in Toscana; ambedue evidentemente non bastavano a Renzi che vuole sempre in ogni caso strafare - il cui nome si fa in queste ore di trepidante attesa dei nominati estratti dal cilindro magico del premier.
Ma la tragedia non finisce con De Siervo, che anzi sarebbe il nome più prestigioso e non sarebbe il primo ad esser passato dalla Consulta ( ricordate Baldassarri?), si fanno anche i nomi di quattro o cinque femmine, perchè alle nomine di genere il presidente Renzi tiene molto, augurandosi che la fortuna lo faccia imbattere in un 'altra come la Boschi, Maria Elena naturalmente, il suo asso nella manica, l'unica femmina, oltre due o tre maschi, che contano nel suo governo. E che valgono.
Circolano i nomi della Palombelli, gradita a Berlusca, signora Rutelli, dipendente Mediaset - vogliamo per una volta essere seri? lasciatela dove sta che qualche medaglia e non pochi soldi lì se li guadagna - della Mansi, già al MPS, dove ha lasciato il posto a Profumo, una brava amministratrice che naturalmente cosa sia la televisione non lo sa. Ma qualcuno potrebbe dire che anche Gubitosi, che pure è stato il migliore direttore generale degli ultimi anni non veniva dalla televisione. Si fa anche il nome di Caterina Caselli - a capo della Sugar, anzi proprietaria, il cui figlio, Filippo (non si chiama Filippo?) è il nuovo presidente SIAE; la mammina presidente potrebbe avere da lui qualche sconto sui diritti, o viceversa: il presidente SIAE dalla mammina presidente si potrebbe far pagare prima e meglio: E , infine la Maggioni. Il solito nome della solita giornalista che nonostante la sua ormai lunga carriera di direttore di RAI News 24, ha fatto solo l'intervista ad Assad, il macellaio siriano, e poi si è autoeclissata facendo un notiziario peggiore di quello di Sky Tg 24 che ha molte meno forze del suo; e della quale almeno noi, salvo che per alcune voci, non sappiamo chi la protegga, chi l'abbia fatta salire così in alto e chi voglia ora farla salire ancora di più. Certe carriere fondate sulle sabbie mobili devono far riflettere, perchè indicare per i vertici una persona professionalmente non così accreditata è un rischio abbastanza grosso, che il premier Renzi vuole comunque correre.
Si dirà che attualmente al suo posto c'è la Tarantola. Sì, vero, ma la signora era ai vertici di Bankitalia, senza spinte politiche. E' chiaro il discorso?
Ai vertici di una azienda come la RAI- e per vertici si intendono sia il CDA che presidenza e direzione generale, ma sarebbe logico includervi anche i direttori di rete e dei telegiornali- devono mettersi persone innanzitutto competenti e di altissima professionalità (ai vertici delle rispettive professioni, per dirla tutta) anche se non proprio nella materia televisiva, mentre i nomi dei candidati di cui si dice non hanno certo queste caratteristiche. Per non parlare dei componenti il CDA, che nelle rispettive professioni certamente non brillano, e brillano semmai nel servilismo al potente di turno, dalla cui corte i più provengono e sono ora dal principe proposti per la promozione pubblica.
Evidentemente la lezione certamente non gloriosa della presidente leghista della Camera Pivetti, meglio la sorella come attrice, che poi s'è data a mille altre professioni ( mantenendo, prima delle generali proteste, alcuni privilegi del suo passaggio dal Parlamento) non ha insegnato nulla. Vogliamo proseguire , il premier Renzi vuole proseguire su questa strada?
Sì, Renzi ha voluto osare, forzare: Monica Maggioni presidente, gradita anche a Berlusconi. E perciò una delle scelte peggiori. Sarebbe questa la carta segreta. certo era una carta impensabile. Ma ora si sa che, presidenza compresa, il nuovo vertice della RAI è tutto di basso profilo. Ora posso sperare anch'io che mi facciano papa al prossimo conclave, sempre che lo spirito si distragga, spirando da un'altra parte.
Come il buon senso pare abbia fatto nei riguardi di Renzi, stando a queste ultimissime notizie.
Ma la tragedia non finisce con De Siervo, che anzi sarebbe il nome più prestigioso e non sarebbe il primo ad esser passato dalla Consulta ( ricordate Baldassarri?), si fanno anche i nomi di quattro o cinque femmine, perchè alle nomine di genere il presidente Renzi tiene molto, augurandosi che la fortuna lo faccia imbattere in un 'altra come la Boschi, Maria Elena naturalmente, il suo asso nella manica, l'unica femmina, oltre due o tre maschi, che contano nel suo governo. E che valgono.
Circolano i nomi della Palombelli, gradita a Berlusca, signora Rutelli, dipendente Mediaset - vogliamo per una volta essere seri? lasciatela dove sta che qualche medaglia e non pochi soldi lì se li guadagna - della Mansi, già al MPS, dove ha lasciato il posto a Profumo, una brava amministratrice che naturalmente cosa sia la televisione non lo sa. Ma qualcuno potrebbe dire che anche Gubitosi, che pure è stato il migliore direttore generale degli ultimi anni non veniva dalla televisione. Si fa anche il nome di Caterina Caselli - a capo della Sugar, anzi proprietaria, il cui figlio, Filippo (non si chiama Filippo?) è il nuovo presidente SIAE; la mammina presidente potrebbe avere da lui qualche sconto sui diritti, o viceversa: il presidente SIAE dalla mammina presidente si potrebbe far pagare prima e meglio: E , infine la Maggioni. Il solito nome della solita giornalista che nonostante la sua ormai lunga carriera di direttore di RAI News 24, ha fatto solo l'intervista ad Assad, il macellaio siriano, e poi si è autoeclissata facendo un notiziario peggiore di quello di Sky Tg 24 che ha molte meno forze del suo; e della quale almeno noi, salvo che per alcune voci, non sappiamo chi la protegga, chi l'abbia fatta salire così in alto e chi voglia ora farla salire ancora di più. Certe carriere fondate sulle sabbie mobili devono far riflettere, perchè indicare per i vertici una persona professionalmente non così accreditata è un rischio abbastanza grosso, che il premier Renzi vuole comunque correre.
Si dirà che attualmente al suo posto c'è la Tarantola. Sì, vero, ma la signora era ai vertici di Bankitalia, senza spinte politiche. E' chiaro il discorso?
Ai vertici di una azienda come la RAI- e per vertici si intendono sia il CDA che presidenza e direzione generale, ma sarebbe logico includervi anche i direttori di rete e dei telegiornali- devono mettersi persone innanzitutto competenti e di altissima professionalità (ai vertici delle rispettive professioni, per dirla tutta) anche se non proprio nella materia televisiva, mentre i nomi dei candidati di cui si dice non hanno certo queste caratteristiche. Per non parlare dei componenti il CDA, che nelle rispettive professioni certamente non brillano, e brillano semmai nel servilismo al potente di turno, dalla cui corte i più provengono e sono ora dal principe proposti per la promozione pubblica.
Evidentemente la lezione certamente non gloriosa della presidente leghista della Camera Pivetti, meglio la sorella come attrice, che poi s'è data a mille altre professioni ( mantenendo, prima delle generali proteste, alcuni privilegi del suo passaggio dal Parlamento) non ha insegnato nulla. Vogliamo proseguire , il premier Renzi vuole proseguire su questa strada?
Sì, Renzi ha voluto osare, forzare: Monica Maggioni presidente, gradita anche a Berlusconi. E perciò una delle scelte peggiori. Sarebbe questa la carta segreta. certo era una carta impensabile. Ma ora si sa che, presidenza compresa, il nuovo vertice della RAI è tutto di basso profilo. Ora posso sperare anch'io che mi facciano papa al prossimo conclave, sempre che lo spirito si distragga, spirando da un'altra parte.
Come il buon senso pare abbia fatto nei riguardi di Renzi, stando a queste ultimissime notizie.
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Giancarlo Galan ridotto in miseria e costretto a vivere nel villone
Per tutto il tempo della sua carcerazione preventiva la quale è stata poi tramutata in arresti domiciliari, in attesa di processo, l'ex 'leone della serenissima' s'è sbracciato per farci capire che lui non aveva rubato nulla e che il villone (valore 5-6 milioni di Euro), la macchina ( una BMW barchetta che ha comprato con la prima paghetta da studente fuori corso) e la barchetta (l'hanno tanti italiani) - come ha precisato nella sua recente penosa uscita su La7- l'ha comprato con i ricavi di una vita di lavoro, prima a Publitalia( con quelle due belle personcine di Berlusconi e Dell'Utri) e poi alla regione Veneto ed in Parlamento. Come dubitarne. Che sono 5-6 milioni di Euro, senza contare il tenore di vita di tanti anni, suo e della sua famiglia, per comprarsi una casa, dopo che uno ha lavorato per venti-trent'anni? Qualunque italiano che non butta i soldi al gioco e con le donne ( cose che Galan evidentemente non ha fatto) e che lavora tanti anni come lui, può permettersi l'acquisto del villone e tanto altro ancora, esattamente come ha fatto lui. D'accordo.
Ora però il 'leone' di un tempo sembra che gli abbiano tagliato gli artigli ed operato alle corde vocali, giacchè non riesce più a ruggire e mendica un tozzo di pane. Cosa? Sì proprio così. Lui deve restituire allo Stato intorno ai due milioni di Euro, quanti sarebbero quelli scoperti dalla magistratura e che proverrebbero da mazzette - non giusto, duro e lungo lavoro, come andava dicendo un tempo Galan - e, proprio in questi giorni ha lanciato il suo SOS: aiutatemi, non ho i soldi per vivere, per comprare medicine per mantenere la famiglia. ma allora perchè hai patteggiato, Galan? Risposta: perchè volevo uscire dal carcere che era durissimo per un galantuomo come me.
Ma allora, un tempo andava dicendo che tutto quello che aveva era il frutto dei lauti gudagni di tabnti anni di lavoro, ora , cambiando versione, dice che se non lo aiuta lo Stato (od anche Berlusconi, suo padrone di un tempo che lui ha servito fedelmente, essendone ricambiato con il governatorato ed il parlamento) che avrebbe derubato attraverso quei ladroni del Conserzio Nuova Venezia- lui è alla fame.
Non ce la fa ad andare avanti.
In tv a quei bricconcelli di 'In onda' - che avevano promesso di farci entrare nel villone ma che poi si sono fermati nel grande giardino, dove Galan fa l'ortolano e accudisce alle galline, lui gallan; per la vergogna non ci ha fatto vedere quella sua catapecchia camuffata da villone veneto - non ha detto ciò che i giornali hanno rivelato, e cioè che l'accusato di furti e mazzette, per effetto di una legge veneta riceve il vitalizio ( sui 3000 Euro), nonostante la condanna, come pure il compenso da parlamentare, nonostante che non partecipi più alle sedute, essendo ai domiciliari. Capito? Non ha detto quel ladrone - come lo accusa la magistratura - che percepisce un lauto doppio stipendio ( vitalizio e stipendio) ma che non gli basta ancora per vivere. Perchè i veneti non gli si rivoltano contro, i veneti, 'duri e puri'(mollicci ed impuri) di Salvini e Zara, gli integerrimi moralizzatori leghisti e forzisti?
Ora però il 'leone' di un tempo sembra che gli abbiano tagliato gli artigli ed operato alle corde vocali, giacchè non riesce più a ruggire e mendica un tozzo di pane. Cosa? Sì proprio così. Lui deve restituire allo Stato intorno ai due milioni di Euro, quanti sarebbero quelli scoperti dalla magistratura e che proverrebbero da mazzette - non giusto, duro e lungo lavoro, come andava dicendo un tempo Galan - e, proprio in questi giorni ha lanciato il suo SOS: aiutatemi, non ho i soldi per vivere, per comprare medicine per mantenere la famiglia. ma allora perchè hai patteggiato, Galan? Risposta: perchè volevo uscire dal carcere che era durissimo per un galantuomo come me.
Ma allora, un tempo andava dicendo che tutto quello che aveva era il frutto dei lauti gudagni di tabnti anni di lavoro, ora , cambiando versione, dice che se non lo aiuta lo Stato (od anche Berlusconi, suo padrone di un tempo che lui ha servito fedelmente, essendone ricambiato con il governatorato ed il parlamento) che avrebbe derubato attraverso quei ladroni del Conserzio Nuova Venezia- lui è alla fame.
Non ce la fa ad andare avanti.
In tv a quei bricconcelli di 'In onda' - che avevano promesso di farci entrare nel villone ma che poi si sono fermati nel grande giardino, dove Galan fa l'ortolano e accudisce alle galline, lui gallan; per la vergogna non ci ha fatto vedere quella sua catapecchia camuffata da villone veneto - non ha detto ciò che i giornali hanno rivelato, e cioè che l'accusato di furti e mazzette, per effetto di una legge veneta riceve il vitalizio ( sui 3000 Euro), nonostante la condanna, come pure il compenso da parlamentare, nonostante che non partecipi più alle sedute, essendo ai domiciliari. Capito? Non ha detto quel ladrone - come lo accusa la magistratura - che percepisce un lauto doppio stipendio ( vitalizio e stipendio) ma che non gli basta ancora per vivere. Perchè i veneti non gli si rivoltano contro, i veneti, 'duri e puri'(mollicci ed impuri) di Salvini e Zara, gli integerrimi moralizzatori leghisti e forzisti?
lunedì 3 agosto 2015
Se per sciogliere un nodo in Rai, quello dei vertici, mille altri se ne creano
Come ha detto Enrico Mentana, che di Rai e di televisione se ne intende, alla Rai stanno solo aspettando i nomi dei nuovi vertici, perchè tutto il resto - quale missione per la nuova RAi? - sarà, anche dopo, come prima. Nulla cambierà nè ora nè mai.
Per ora si dà per certo, che Antonio, che finora 'campo dall'orto, comincerà a campare anche dalla Rai. Il nome del nuovo direttore generale sarà l'ex inventore di MTV, amministratore pare avveduto ma anche attento al prodotto. Vedremo. spetterà a lui, quando la nuova legge sarà varata, avere pieni poteri, simili a quelli di un amministratore delegato che autorizza spese anche considerevoli e nomina direttori di reti e telegiornali. Un vero capo azienda. per il quale si deve pensare ad un compenso adeguato. Non si può pensare che a lui, a capo di 13.000 dipendenti, con bilancio intorno ai tre miliardi, vada lo stesso compenso del sovrintendente dell'Accademia di S.Cecilia che di dipendenti ne ha neanche 300 ed un bilancio di qualche decina di milioni. Insomma Campo Dall'Orto non può guadagnare 240.000 Euro come Michele dall'Ongaro.
Il ruolo del presidente , invece, 'di garanzia', resta ancora in bilico, a poche ore dalle fatali riunioni decisive.
Di Giancalo Leone, cavalla non di razza della scuderia Gianni Letta - come hanno scritto i giornali- non c'è più traccia di partecipazione al prossimo Gran premio di trotto Rai.
Anche Mieli sembra fuori gioco, ma per ragioni opposte: la sua impossibile e complessa sostituzione su tutte le reti dove ogni giorno si affaccia, ed anche alla presidenza RCS libri, rende la sua candidatura improponibile.
Mentana, s'è chiamato fuori, ed ha fatto bene per andare contro la tendenza di oggi secondo la quale se uno fa bene un lavoro (giornalista) deve necessariamente far bene qualunque cosa.
Baratta, di lui non si sa ancora, sta per scadere il suo mandato - terzo o quarto ma non basta - alla Biennale e subito lo si vuole infilare da qualche altra parte. Ma non può andare a riposo?
Come speriamo tramonti definitivamente la candidatura di Fuortes. Ha fatto bene all'Auditorium, da dove non è ancor andato via; sta facendo un lavoro, abbastanza duro, ma di cui non conosciamo gli esiti finali, all'Opera di Roma, perchè ora lo si vorrebbe mandare in Rai? Solo perchè non si hanno altri nomi disponibili nel PD attuale a corto di risorse umane?
Si parla anche di Sorgi, e non è la prima volta, e s'è pure detto della Maggioni, la miracolata Rai, da alcuni soprannominata 'gatta morta' ma con sorcio sempre in bocca. L'hanno messa a capo di Rai News 24, un esercito con mezzi extra large, ma Sky Tg 24 ha qualcosa da invidiare alla corazzata di Rai News 24? No , affatto, la Varetto, altro nome spropositatamente circolato per la Rai , fa molto meglio di Lei.
In seconda battuta si parla dei componenti del CDA Rai, nel quale quasi sicuramente entrerà Freccero. Altro errore madornale. Freccero vuole fare il direttore di rete, il consigliere lo fa già urlando ogni giorno da ogni trasmissione Rai e di altri canali. Qualunque decisione venga posta al CDA lui avrà sempre da ridire sull'operato dei direttori, che è esattamente ciò che vorrebbe tornare a fare in Rai, Non si può imporre a Freccero di fare nel CDA quel che (non ) hanno fatto sia Colombo che Tobagi, e cioè qualche protesta 'di sinistra', e poi una intervista ad inizio ed una a fine mandato.
Insomma in Rai non si cambia passo, e si persevera nell'errore, che è semplicemente diabolico, come insegna l'esperienza.
Per ora si dà per certo, che Antonio, che finora 'campo dall'orto, comincerà a campare anche dalla Rai. Il nome del nuovo direttore generale sarà l'ex inventore di MTV, amministratore pare avveduto ma anche attento al prodotto. Vedremo. spetterà a lui, quando la nuova legge sarà varata, avere pieni poteri, simili a quelli di un amministratore delegato che autorizza spese anche considerevoli e nomina direttori di reti e telegiornali. Un vero capo azienda. per il quale si deve pensare ad un compenso adeguato. Non si può pensare che a lui, a capo di 13.000 dipendenti, con bilancio intorno ai tre miliardi, vada lo stesso compenso del sovrintendente dell'Accademia di S.Cecilia che di dipendenti ne ha neanche 300 ed un bilancio di qualche decina di milioni. Insomma Campo Dall'Orto non può guadagnare 240.000 Euro come Michele dall'Ongaro.
Il ruolo del presidente , invece, 'di garanzia', resta ancora in bilico, a poche ore dalle fatali riunioni decisive.
Di Giancalo Leone, cavalla non di razza della scuderia Gianni Letta - come hanno scritto i giornali- non c'è più traccia di partecipazione al prossimo Gran premio di trotto Rai.
Anche Mieli sembra fuori gioco, ma per ragioni opposte: la sua impossibile e complessa sostituzione su tutte le reti dove ogni giorno si affaccia, ed anche alla presidenza RCS libri, rende la sua candidatura improponibile.
Mentana, s'è chiamato fuori, ed ha fatto bene per andare contro la tendenza di oggi secondo la quale se uno fa bene un lavoro (giornalista) deve necessariamente far bene qualunque cosa.
Baratta, di lui non si sa ancora, sta per scadere il suo mandato - terzo o quarto ma non basta - alla Biennale e subito lo si vuole infilare da qualche altra parte. Ma non può andare a riposo?
Come speriamo tramonti definitivamente la candidatura di Fuortes. Ha fatto bene all'Auditorium, da dove non è ancor andato via; sta facendo un lavoro, abbastanza duro, ma di cui non conosciamo gli esiti finali, all'Opera di Roma, perchè ora lo si vorrebbe mandare in Rai? Solo perchè non si hanno altri nomi disponibili nel PD attuale a corto di risorse umane?
Si parla anche di Sorgi, e non è la prima volta, e s'è pure detto della Maggioni, la miracolata Rai, da alcuni soprannominata 'gatta morta' ma con sorcio sempre in bocca. L'hanno messa a capo di Rai News 24, un esercito con mezzi extra large, ma Sky Tg 24 ha qualcosa da invidiare alla corazzata di Rai News 24? No , affatto, la Varetto, altro nome spropositatamente circolato per la Rai , fa molto meglio di Lei.
In seconda battuta si parla dei componenti del CDA Rai, nel quale quasi sicuramente entrerà Freccero. Altro errore madornale. Freccero vuole fare il direttore di rete, il consigliere lo fa già urlando ogni giorno da ogni trasmissione Rai e di altri canali. Qualunque decisione venga posta al CDA lui avrà sempre da ridire sull'operato dei direttori, che è esattamente ciò che vorrebbe tornare a fare in Rai, Non si può imporre a Freccero di fare nel CDA quel che (non ) hanno fatto sia Colombo che Tobagi, e cioè qualche protesta 'di sinistra', e poi una intervista ad inizio ed una a fine mandato.
Insomma in Rai non si cambia passo, e si persevera nell'errore, che è semplicemente diabolico, come insegna l'esperienza.
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Attenti a Franceschini. Lui va giù duro
Sembra fare la faccia 'feroce' il ministro Franceschini, dopo aver tenuto per buona parte del suo mandato la faccia 'fessa', come dicevano un tempo a Napoli. Ora che può attribuirsi qualche vittoria, prende coraggio e forza - coraggio e forza che non ha dimostrato nei quasi due anni di governo - e parte, lancia in resta, contro i giornali, che non direbbero mai delle vittorie del suo ministero, mentre delle sconfitte non ne lasciano passare una senza fare titoloni. Beh, udite udite, lui prenderà la rassegna stampa locale e nazionale di oggi e la confronterà con quella dei giorni delle assemblee sindacali a Pompei, per vedere quanto risalto i giornali di oggi hanno dato alla riapertura della 'Palestra grande' - una vera meraviglia.
Ci verrebbe da dire a Franceschini - sebbene ci abbia preceduto anche Renzi - che certe proteste nei siti museali od archeologici, tuttora frequenti, sono incomprensibili al punto che Delrio starebbe pensando ad includerli nei servizi di pubblica utilità, nei quali scioperi ed assemblee sono sottoposti a regole speciali. E che di scioperi ed assemblee quasi giornalieri i giornali ormai non parlano più per la noiosa ripetitività della notizia - capito Franceschini?
E comunque, tanto per aggiornare il calendario dei disservizi, l'altro ieri, ma solo qualche giornale riportava la notizia che uno dei luoghi più importanti del Foro Romano, la 'Curia' sarebbe restata chiusa per mancanza di custodi, ed anche il seguito, e cioè che il Ministero o la sovrintendenza avrebbe approfittato della prolungata chiusura per fare lavori ordinari di manutenzione. La Borletti Buitoni quand'era ministro aveva suggerito di prendere un pò di impiegati, che al Ministero sono in evidente sovrannumero oltre che inutili, e mandarli ad aprire e custodire musei e siti archeologici; quel suggerimento dell'attuale sottosegretario, è rimasto lettera morta.
E allora Franceschini, che hanno fatto i giornali in questi giorni? Le hanno fatto, per semplice noia, qualche sconto sulla sua inefficienza.
Non le è bastata l'enfasi con la quale hanno trattato la riunione dei paesi che ha avuto luogo a Milano per trattare dei problemi della cultura, del suo 'sfruttamento' e della sua conservazione'? Già s'è dimenticato che la proposta più innovativa, quella dei 'caschi blu' dell'arte campeggiava su tutti i giornali, quasi fosse la soluzione per i problemi che l'Italia mostra ogni giorno di più in tale settore?
Per tornare a Pompei, ieri abbiamo notato la presenza nella 'Palestra grande' oltre al sovrintendente Osanna - un uomo un nome!- di Michelangelo Lupone, nostro amico e collega di Conservatorio a L'Aquila, compositore elettronico ed inventore di macchine sonore, il quale per quel sito archeologico s'è inventato una installazione sonora che deve avere mandato in visibilio il barbuto affannato Franceschini.
Infine, a proposito del Ministero, non abbiamo poi letto neanche una riga sulla dipartita dal Ministero del fedelissimo - fedelissimo di tutti i ministri, sotto l'ala protettrice di Gianni Letta - Salvo Nastasi che Renzi avrebbe voluto mandare a Bagnoli, a risanare quell'aria di veleni tossici. Non vorrà mica ripensarci Renzi? Era una delle poche intuizioni nel settore della cultura.
Ci verrebbe da dire a Franceschini - sebbene ci abbia preceduto anche Renzi - che certe proteste nei siti museali od archeologici, tuttora frequenti, sono incomprensibili al punto che Delrio starebbe pensando ad includerli nei servizi di pubblica utilità, nei quali scioperi ed assemblee sono sottoposti a regole speciali. E che di scioperi ed assemblee quasi giornalieri i giornali ormai non parlano più per la noiosa ripetitività della notizia - capito Franceschini?
E comunque, tanto per aggiornare il calendario dei disservizi, l'altro ieri, ma solo qualche giornale riportava la notizia che uno dei luoghi più importanti del Foro Romano, la 'Curia' sarebbe restata chiusa per mancanza di custodi, ed anche il seguito, e cioè che il Ministero o la sovrintendenza avrebbe approfittato della prolungata chiusura per fare lavori ordinari di manutenzione. La Borletti Buitoni quand'era ministro aveva suggerito di prendere un pò di impiegati, che al Ministero sono in evidente sovrannumero oltre che inutili, e mandarli ad aprire e custodire musei e siti archeologici; quel suggerimento dell'attuale sottosegretario, è rimasto lettera morta.
E allora Franceschini, che hanno fatto i giornali in questi giorni? Le hanno fatto, per semplice noia, qualche sconto sulla sua inefficienza.
Non le è bastata l'enfasi con la quale hanno trattato la riunione dei paesi che ha avuto luogo a Milano per trattare dei problemi della cultura, del suo 'sfruttamento' e della sua conservazione'? Già s'è dimenticato che la proposta più innovativa, quella dei 'caschi blu' dell'arte campeggiava su tutti i giornali, quasi fosse la soluzione per i problemi che l'Italia mostra ogni giorno di più in tale settore?
Per tornare a Pompei, ieri abbiamo notato la presenza nella 'Palestra grande' oltre al sovrintendente Osanna - un uomo un nome!- di Michelangelo Lupone, nostro amico e collega di Conservatorio a L'Aquila, compositore elettronico ed inventore di macchine sonore, il quale per quel sito archeologico s'è inventato una installazione sonora che deve avere mandato in visibilio il barbuto affannato Franceschini.
Infine, a proposito del Ministero, non abbiamo poi letto neanche una riga sulla dipartita dal Ministero del fedelissimo - fedelissimo di tutti i ministri, sotto l'ala protettrice di Gianni Letta - Salvo Nastasi che Renzi avrebbe voluto mandare a Bagnoli, a risanare quell'aria di veleni tossici. Non vorrà mica ripensarci Renzi? Era una delle poche intuizioni nel settore della cultura.
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