Per una ragione o per un'altra Fuortes da 'Musica per Roma' non schioda. E non schioderà almeno fino ad aprile, nonostante che proprio alcuni giorni fa egli sia stato ufficialmente nominato sovrintendente dell'Opera di Roma, con la nomina ministeriale - come richiedono le nuove regole: indicazione o designazione del consiglio di indirizzo,CdI ( leggi: sindaco) e nomina del ministero. Tutto diverso da come accadeva un tempo quando il CdA degli enti indicava il sovrintendente ed il ministero ratificava. Da oggi può accadere che il Ministero non gradisca una certa candidatura. Ma quando? - continua nel suo incarico a 'Musica per Rom'a, dove non si perde una presentazione, una conferenza stampa, una apparizione qualunque. Ma quanto è lunga la giornata di Fuortes e chi gli dà tanta forza ed energia?
Adesso è uscito il bando della 'chiamata internazionale' per individuare la persona più adatta e competente per succedergli sul trono dell'impresa culturale più importante d'Europa: 'Musica per Roma' - così si dice. I termini di scadenza per inviare il proprio curriculum di studi e professionale scadono il 12 aprile, quando saranno esaminati da una commissione, della quale faranno sicuramente parte il sindaco ma anche Fuortes stesso che sa quali caratteristiche debba avere l'Amministratore delegato di Musica per Roma ed anche Veltroni, sindaco al momento dell'inaugurazione dell'Auditorium, sponsor di Fuortes e perciò membro di diritto, avendo patrocinato la precedente gestione che è tutto un trionfo di risultati. Giusto.
L'aspirante candidato Amministratore delegato di' Musica per Roma' deve essere laureato, meglio ancor se ha anche un diploma in materie artistiche ( conservatorio, accademie varie), deve conoscere l'inglese, ma dare buona prova di italiano scritto e parlato, deve aver avuto responsabilità nel settore delle istituzioni artistiche da almeno dieci anni, conoscere fatti e misfatti di detto settore, ed avere anche conoscenza legislativa del settore medesimo. Il suo stipendio annuo sarà di 200.000 Euro, più 30.000 per casa e trasporti; si vuol osservare la legge che prescrive di non superare i 240.000. Ma in più, senza che li si consideri nei benefit quantificabili, il privilegio di vivere in una città come Roma, dalle bellezze inaudite, e quello di essere lasciato libero dalla politica che una volta nominatolo, si ritirerà in buon ordine. Raccomandandogli però di attivarsi in tutti i modi per far sì che l'intervento pubblico in fatto di sovvenzioni si riduca vieppiù, per rendere la macchina dell'Auditorium capace di camminare con le sue ruote.
A leggere per una seconda volta, ed ancor più attentamente il bando, ci vien da concludere che in Italia ci sono due , solo due persone che hanno tali requisiti. Noi - che comunque non ci presenteremo perché non interessati a che qualcosa stravolga la nostra placida vita - e Sturmtruppen che, si sa già, è sponsorizzato da Fuortes e Veltroni, due membri della Commissione giudicatrice e lo sarà, di conseguenza, anche da Marino. Oppure... E se fosse una donna?
giovedì 5 marzo 2015
Perchè non parlare anche dell'Accademia di Santa Cecilia che ha un nuovo sovrintendente?
Ci hanno telefonato, a seguito della pubblicazione del nostro post sulle nuove nomine dei responsabili di importanti istituzioni musicali del nostro paese, per designazione diretta politica o attraverso finto bando pubblico per manifestazione di interesse, chiedendoci le ragioni dell'esclusione dell'Accademia di santa Cecilia dall'elenco, dove pure è avvenuto, nelle passate settimane, il cambio di gestione, con il timone dell'Accademia passato dalla mani di Bruno Cagli, nelle quali risiedeva da un ventennio circa, in quelle di Michele dall'Ongaro, fresco di nomina. Divina.
Già. Non ne abbiamo parlato perché l'Accademia, regno di santa Cecilia, viene governata da persone scelte direttamente dallo Spirito santo. A santa Cecilia nulla possono i politici, nulla grembiulini e compassi e lobby anche d'altro genere - sebbene in bella quantità vi siano presenti - e nulla possono fare gli stessi sregolati musicisti, a consigliare i quali scende dal cielo direttamente la candida colomba.
La quale ha scelto Michele dall'Ongaro, fra i due candidati, perchè come richiesto per ottenere l'investitura divina, egli ha titoli, professionalità ed esperienza, con i quali continuerà a fare tranquillamente ciò che ha sempre fatto fino ad oggi.
Già. Non ne abbiamo parlato perché l'Accademia, regno di santa Cecilia, viene governata da persone scelte direttamente dallo Spirito santo. A santa Cecilia nulla possono i politici, nulla grembiulini e compassi e lobby anche d'altro genere - sebbene in bella quantità vi siano presenti - e nulla possono fare gli stessi sregolati musicisti, a consigliare i quali scende dal cielo direttamente la candida colomba.
La quale ha scelto Michele dall'Ongaro, fra i due candidati, perchè come richiesto per ottenere l'investitura divina, egli ha titoli, professionalità ed esperienza, con i quali continuerà a fare tranquillamente ciò che ha sempre fatto fino ad oggi.
Berlusconi graziato nel giorno della festa delle donne
L'inventore del Bunga Bunga, l'animatore delle notti di Arcore e via del Plebiscito, il benefattore di schiere di brave signorine che invita a palazzo per presentarle a Rossella, a capo di Medusa film, e all'allora direttore di Rai Uno, Del Noce - ma lo sanno le ragazze che sono persone che possono decidere il loro futuro? suggeriva alla bell'anima di Tarantini- l'ex pianista di piano bar nelle navi da crociera, viene condannato dalla Cassazione. Ma ottiene per i suoi meriti nella condotta degli affari, della funzione pubblica e del volontariato sociale, di tramutare gli anni di carcere in servizio sociale presso una casa di riposo. cosa che naturalmente Berlusconi fa. Berlusca il suo servizio sociale lo svolge nel mentre si discutono ancora processi che tentano di infangare il suo nome, tirando sempre in ballo quelle cene galanti, anzi eleganti, nella villa di Arcore o nelle stanza di palazzo Grazioli a Roma.
Per compensarlo di tanta magnanimità e solidarietà nei riguardi delle numerose signorine sfilate nella sua villa o nella residenza romana, la fine del suo servizio sociale, per decisione del tribunale superiore divino, viene a cadere proprio nel giorno della festa delle donne, l'8 marzo. Alle donne si deve tanta magnanimità nei confronti del loro disinteressato benefattore; loro gli hanno accorciato l'espiazione della pena, comminatagli per un reato che lui non ha commesso:la frode fiscale, come ha dichiarato e giurato tante volte.
P.S. Ironia fuori posto quella da noi usata in questo post, ancora più fuori luogo a seguito della sentenza definitiva della Cassazione di ieri( 10 marzo) secondo la quale per il cosiddetto caso 'Ruby' non ci fu concussione nè istigazione o induzione alla prostituzione. berlusconi dunque è di nuovo immacolato.
Per compensarlo di tanta magnanimità e solidarietà nei riguardi delle numerose signorine sfilate nella sua villa o nella residenza romana, la fine del suo servizio sociale, per decisione del tribunale superiore divino, viene a cadere proprio nel giorno della festa delle donne, l'8 marzo. Alle donne si deve tanta magnanimità nei confronti del loro disinteressato benefattore; loro gli hanno accorciato l'espiazione della pena, comminatagli per un reato che lui non ha commesso:la frode fiscale, come ha dichiarato e giurato tante volte.
P.S. Ironia fuori posto quella da noi usata in questo post, ancora più fuori luogo a seguito della sentenza definitiva della Cassazione di ieri( 10 marzo) secondo la quale per il cosiddetto caso 'Ruby' non ci fu concussione nè istigazione o induzione alla prostituzione. berlusconi dunque è di nuovo immacolato.
Franceschini mezzo disastro, Attila per le biblioteche. Le amenità di Fuortes: Augias per spiegare l'opera
Cominciamo dall'accoppiata Fuortes-Augias. Da quando è arrivato all'Opera di Roma, dove è stato appena confermato, Fuortes ci ha meravigliati per molte sue scelte, alcune delle quali, per fortuna non andate in porto, ma irrise da mezzo mondo. E non c'è bisogno che per l'ennesima volta parliamo della 'esternalizzazione'.
Sappiamo anche che lui quando si muove si porta appresso una corte dei miracoli e di miracolati, alla quale affida questa e quella iniziativa, trincerandosi dietro la sua incompetenza, che non farebbe male a sventolare sotto il naso di tutti senza vergogna. Ora l'ultima. Ha affidato a Corrado Augias il compito di attirare gente all'Opera con lezioni dedicate ai singoli titoli in cartellone. Domenica 'Tosca' e fra qualche settimana 'Aida'. Cosa c'entri Augias con l'opera non c'è bisogno che lo spieghiamo a voi: non c'entra nulla, ma fra dilettanti dell'uno e l'altro mestiere si intendono. Augias, a dire la verità, ha già spiegato in Belgio 'Traviata', chiamatovi da un altro suo estimatore occulto, nobile dilettante di musica, che è Stefano Mazzonis, a capo di un teatro belga, e all'Auditorium di Fuortes grandi musicisti. La versione live dei video realizzati per Repubblica sui grandi compositori, in coppia con un pianista, Modugno, l'unico della coppia che, fortunatamente, ci capisce e che, di conseguenza. anche se suo malgrado, fa fare ad Augias la figura del f... nei suoi interventi. Noi abbiamo visto il video dedicato a Beethoven e ci siamo vergognati per lui. Fuortes no. E lo pagherà profumatamente, perchè certamente Augias, proprio perchè incompetente, vorrà essere meglio pagato. E così Fuortes, che non riesce ancora a trovare sponsor per il teatro, ne trova uno in Lottomatica, che finanza il ciclo di incontri intitolato ' Più tua l'Opera'- 'Più Ricco Augias'. e va avanti con l'iniziativa.
Per i competenti che non tollerano i dilettanti in palcoscenico, Fuortes, sempre dal suo precedente nido, Musica per Roma, si porta dietro - come ha fatto anche a Bari. Fuortes conosce poco e quel poco che conosce lo spreme in ogni luogo e per ogni circostanza - Giovanni Bietti, troppo musicista per essere capito da tutti. Fuortes non conosce mezze misure. o troppo o niente, come nel caso di Bietti e Augias nei riguardi della musica spiegata.
Franceschini 'mezzo disastro', vuole candidarsi al premio 'Attila, flagello dei libri' e per questo fa di tutto per meritarlo. Lì'ultima su uscita è la riduzione da 1.100.000 Euro circa a 190.000 Euro circa del contributo ministeriale alla Biblioteca Nazionale di Firenze, la più grande ed importante d'Italia, circa 6.000.000 di volumi conservati. Strano che Renzi non l'abbia richiamato all'ordine. La biblioteca fiorentina andrebbe conservata con ben altra cura, ma Franceschinio non ne comprende l'importanza, preferisce proporre all'attenzione della scuola italiana lo studio dei cantautori al pari di Carducci e Pascoli, anzi più di Carducci e Pascoli, del cui lascito a lui non frega nulla. Quest'ultima scempiaggine l'ha detta passando per la Casa Museo di Lucio Dalla a Bologna, dove ha anche cantato le sue canzoni, in coppia con Veltroni. Che pena!
Sappiamo anche che lui quando si muove si porta appresso una corte dei miracoli e di miracolati, alla quale affida questa e quella iniziativa, trincerandosi dietro la sua incompetenza, che non farebbe male a sventolare sotto il naso di tutti senza vergogna. Ora l'ultima. Ha affidato a Corrado Augias il compito di attirare gente all'Opera con lezioni dedicate ai singoli titoli in cartellone. Domenica 'Tosca' e fra qualche settimana 'Aida'. Cosa c'entri Augias con l'opera non c'è bisogno che lo spieghiamo a voi: non c'entra nulla, ma fra dilettanti dell'uno e l'altro mestiere si intendono. Augias, a dire la verità, ha già spiegato in Belgio 'Traviata', chiamatovi da un altro suo estimatore occulto, nobile dilettante di musica, che è Stefano Mazzonis, a capo di un teatro belga, e all'Auditorium di Fuortes grandi musicisti. La versione live dei video realizzati per Repubblica sui grandi compositori, in coppia con un pianista, Modugno, l'unico della coppia che, fortunatamente, ci capisce e che, di conseguenza. anche se suo malgrado, fa fare ad Augias la figura del f... nei suoi interventi. Noi abbiamo visto il video dedicato a Beethoven e ci siamo vergognati per lui. Fuortes no. E lo pagherà profumatamente, perchè certamente Augias, proprio perchè incompetente, vorrà essere meglio pagato. E così Fuortes, che non riesce ancora a trovare sponsor per il teatro, ne trova uno in Lottomatica, che finanza il ciclo di incontri intitolato ' Più tua l'Opera'- 'Più Ricco Augias'. e va avanti con l'iniziativa.
Per i competenti che non tollerano i dilettanti in palcoscenico, Fuortes, sempre dal suo precedente nido, Musica per Roma, si porta dietro - come ha fatto anche a Bari. Fuortes conosce poco e quel poco che conosce lo spreme in ogni luogo e per ogni circostanza - Giovanni Bietti, troppo musicista per essere capito da tutti. Fuortes non conosce mezze misure. o troppo o niente, come nel caso di Bietti e Augias nei riguardi della musica spiegata.
Franceschini 'mezzo disastro', vuole candidarsi al premio 'Attila, flagello dei libri' e per questo fa di tutto per meritarlo. Lì'ultima su uscita è la riduzione da 1.100.000 Euro circa a 190.000 Euro circa del contributo ministeriale alla Biblioteca Nazionale di Firenze, la più grande ed importante d'Italia, circa 6.000.000 di volumi conservati. Strano che Renzi non l'abbia richiamato all'ordine. La biblioteca fiorentina andrebbe conservata con ben altra cura, ma Franceschinio non ne comprende l'importanza, preferisce proporre all'attenzione della scuola italiana lo studio dei cantautori al pari di Carducci e Pascoli, anzi più di Carducci e Pascoli, del cui lascito a lui non frega nulla. Quest'ultima scempiaggine l'ha detta passando per la Casa Museo di Lucio Dalla a Bologna, dove ha anche cantato le sue canzoni, in coppia con Veltroni. Che pena!
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Forse questa volta - per il caso del Teatro grande di Pompei - anche Nastasi non può dormire sonni tranquilli. Marcello Fiori pure indagato
La magistratura indaga Marcello Fiori, ex dirigente della Protezione civile, ed attuale coordinatore dei club 'Forza Italia', il quale fu messo da Bondi - allora ministro dello steso dicastero del quale dall'eternità è direttore generale Salvatore Nastasi - a sovrintendere a Pompei. Fiori sembra abbia fatto, a detta dei magistrati, lavori taluni inutili ed altri assai dispendiosi, invece che utilizzare una enorme somma di denaro per i lavori urgenti del sito archeologico. Fra le tante spese contestate, quelle per il restauro del Teatro grande che doveva costare sui 450.000 Euro e che alla fine costò 4.500.000 Euro, con un lavoro da subito criticato - il cemento a Pompei costituì uno scandalo - nella cui inaugurazione fu coinvolto Riccardo Muti. E Nastasi che c'entra? C'entra perchè dirigente del Ministero e all'epoca, se ricordiamo bene, anche commissario del Teatro San Carlo, coinvolto nella inaugurazione. Anche lui è indagato assieme a molti altri dirigenti e funzionari delle varie amministrazioni coinvolte.
Noi, per tutto il male che abbiamo sempre pensato della azione troppo personale di Nastasi al ministero ed in qualunque altro luogo egli abbia messo le mani, speriamo che questo sia il primo passo per scalfire il suo potere ed anche, perchè no, per toglierglielo.
Troppe sembra averne fatto, e nonostante tutto, non viene rimosso perchè ha protettori eccellentissimi, da Berlusconi a Gianni Letta. Avete capito? Ed, anche per interposta persona, il clan Minoli- Bernabei, per via di quella sua giovane mogliettina alla quale il solerte direttore generale ha trovato lavoro al Teatro San Carlo, ai tempi in cui era commissario del teatro, poco prima della sua partenza da Napoli.
Intanto a Fiori hanno sequestrato beni per quasi 6.000.000 milioni di Euro. Una domanda indiscreta. Ma da dove ha preso uno i soldi per avere beni così consistenti? Dal suo stipendio di sovrintendente di Pompei, o di dirigente della Protezione civile, oppure, infine, da coordinatore dei club berlusconiani, oppure, da tutte e tre le fonti messe insieme? No, era ricco di famiglie - lo dicono tutti - ha ricevuta una grande eredità, ha vinto al superenalotto ed alla Lotteria di capodanno.
Noi sappiamo per certo che negli anni di sua permanenza a Pompei sono stati spesi tantissimi soldi, mentre il sito archeologico è rimasto in pessime condizioni come dimostrano le vicende anche recenti dei crolli ecc...E allora come sono stati spesi quei soldi? Erano spese necessarie, più indispensabili di quelle di prima necessità di messa in sicurezza degli scavi? Perchè allora quel restauro incivile dispendioso, quasi un insulto, del quale finalmente si chiede conto oltre a lui anche a Nastasi?
Noi, per tutto il male che abbiamo sempre pensato della azione troppo personale di Nastasi al ministero ed in qualunque altro luogo egli abbia messo le mani, speriamo che questo sia il primo passo per scalfire il suo potere ed anche, perchè no, per toglierglielo.
Troppe sembra averne fatto, e nonostante tutto, non viene rimosso perchè ha protettori eccellentissimi, da Berlusconi a Gianni Letta. Avete capito? Ed, anche per interposta persona, il clan Minoli- Bernabei, per via di quella sua giovane mogliettina alla quale il solerte direttore generale ha trovato lavoro al Teatro San Carlo, ai tempi in cui era commissario del teatro, poco prima della sua partenza da Napoli.
Intanto a Fiori hanno sequestrato beni per quasi 6.000.000 milioni di Euro. Una domanda indiscreta. Ma da dove ha preso uno i soldi per avere beni così consistenti? Dal suo stipendio di sovrintendente di Pompei, o di dirigente della Protezione civile, oppure, infine, da coordinatore dei club berlusconiani, oppure, da tutte e tre le fonti messe insieme? No, era ricco di famiglie - lo dicono tutti - ha ricevuta una grande eredità, ha vinto al superenalotto ed alla Lotteria di capodanno.
Noi sappiamo per certo che negli anni di sua permanenza a Pompei sono stati spesi tantissimi soldi, mentre il sito archeologico è rimasto in pessime condizioni come dimostrano le vicende anche recenti dei crolli ecc...E allora come sono stati spesi quei soldi? Erano spese necessarie, più indispensabili di quelle di prima necessità di messa in sicurezza degli scavi? Perchè allora quel restauro incivile dispendioso, quasi un insulto, del quale finalmente si chiede conto oltre a lui anche a Nastasi?
Finto bando pubblico per manifestazione di interesse alla nomina di sovrintendente delle fondazioni liriche.Napoli,verona,cagliari, parma...
Da qualche mese la democrazia s'è impiantata prepotentemente nella gestione delle nostre istituzioni culturali, prime fra tutte le fondazioni liriche che rappresentano una rete ben distribuita sul territorio, produttiva se viene ben amministrata, e di enorme interesse per lo sviluppo.
D'ora in avanti, viene da pensare che episodi come quelli del Teatro Massimo di Palermo dove il sindaco Orlando ha messo a capo, per sua insindacabile volontà e disposizione, il suo assessore Giambrone - già al secondo giro, essendo passato anni fa dall'assessorato comunale al teatro - non si verificheranno più in Italia.
Quando si deve scegliere il vertice di una fondazione lirica che ha una notevole responsabilità in fatto di gestione e di promozione culturale, i sindaci - che restano, nonostante la loro palese ignoranza in materia, a capo delle fondazioni liriche, del loro consiglio di indirizzo intendiamo - si stanno a bituando ad utilizzare lo strumento del bando pubblico. Chi intende essere valutato per la sovrintendenza di una fondazione lirica, ritenendo di avere titoli ed esperienza necessari ed adeguiati, segnali il suo nome all'ente, accludendo il suo curriculum di studi e professionale. Chi averà più titoli ed esperienza sarà prescelto. Tutto bene, sì. Salvo che per una postilla del bando. I sindaci non sono tenuti a scegliere necessariamente dall'elenco dei candidati, possono insomma fottersene e fare di testa propria.
E' quanto è accaduto, ad esempio, a Parma, al Teatro Regio - che non è fondazione lirica, sebbene abbia un passato ed una storia assolutamente grandiosi. Pizzarotti ha fatto anche lui un bando, ha creato una commissione esaminatrice e poi ha scelto due persone che non si erano neppure candidate. Non vogliamo difendere i candidati ritenuti idonei dalla commissione presieduta da Cristiano Chiarot, sovrintendente della Fenice. Anche il candidato segnalato dalla Commissione non aveva i requisiti di esperienze neppure di preparazione per ottenere quell'incarico. E, perciò, in quel caso ci sentiamo di dire, per le nostre modeste conoscenze, che quella Commissione aveva toppato, oppure aveva scelto il meno peggio in fatto di preparazione ed esperienza.
Anche il Teatro di Cagliari, dopo l'uscita di Meli, era ricorso al medesimo bando. Fra i candidati ci sembra abbia fatto una scelta giusta, nominando Angela Spocci, che non apparterrà alla crema della crema del mondo musicale, però il mestiere di sovrintendente lo ha già fatto e pure a Cagliari, da commissario, anni fa.
Ora ci prova anche Napoli per sostituire la Purchia, il cui mandato è terminato. E anche nel bando del San Carlo, firmato da De Magistris, c'è la solita clausola di salvaguardia del conosciuto vizio della politica di impicciarsi di cose che non conosce e non capisce. E siamo certi che la scelta anche a Napoli avverrà per insindacabile decisione di De Magistris che presiede il cosiddetto Consiglio di indirizzo.
Come del resto è accaduto a Roma, dove la riconferma di Fuortes - che ancora non molla 'Musica per Roma', per la quale il sindaco ha promesso anche lì un bando internazionale, che ancora non si è visto - è stata fatta da un Consiglio di indirizzo nel quale siede la crocerossina Maria Pia Garavaglia, la scrittrice e televisiva Maria Pia Ammirati, una signora addetta alle pubbliche relazioni - della quale non ricordiamo il nome, ci perdoni - ed un economista. Dunque ha scelto Marino, incurante della figuraccia che lui e Fuortes hanno fatto agli occhi del mondo con la cosiddetta minacciata 'esternalizzazione'. Vedremo cosa saprà fare Fuortes. Per ora il bilancio l'ha sanato il governo ( Legge Bray) e non lui, e gli sponsor ancora non li ha nè trovati nè portati, solo minacciati. Staremo a vedere.
A Genova ha scelto il sindaco Doria, chiamando da Parma Maurizio Roi ( a Parma Genova era già ricorsa in un'altra occasione. Speriamo vada tutto bene, visto che quello genovese è uno dei teatri nella grande tormenta). Ed anche Bologna, spodestato Ernani, ha messo in trono Sani, per volontà esclusiva, divina addirittura, nonostante la matrice politica del sindaco.
Trieste, sembra fuori dei confini italiani, facciamo fatica a capire che cosa succede lì.
Ora c'è anche il Caso Arena di Verona, il cui sovrintendente uscente, Girondini, imposto già una volta dal democratico Tosi, senza averne competenza ed esperienza, ma solo fedeltà al sindaco, era stato contestato anche pubblicamente, da alcuni esponenti del mondo musicale che ne chiedevano la destituzione. E invece no, dopo il bando, e le infinite candidature, come i sovrintendenti appartenenti alla 'compagnia di giro per le sovrintendenze' fra cui anche Catello De Martino, Francesco Ernani, Angela Spocci, Mauro Meli, e pure Ferdinando Pinto, il quale si sarà detto. ma se partecipano tutti quei... perchè non posso partecipare io, in considerazione del glorioso passato della sua gestione al Petruzzelli, ante incendio; ed altri trentacinque candidati, quell'elenco è stato stracciato dal sindaco.Tosi se ne è fregato di tutto e tutti ed ha fatto candidare dal Consiglio di indirizzo nuovamente Girondini che, ovviamente non compare in quell'elenco. A Lui pensa Tosi.
Ci dite, di grazia, perchè dovremmo credere alle riforme ed alla volontà del ministero di Franceschini e Nastasi di voltar pagina.
D'ora in avanti, viene da pensare che episodi come quelli del Teatro Massimo di Palermo dove il sindaco Orlando ha messo a capo, per sua insindacabile volontà e disposizione, il suo assessore Giambrone - già al secondo giro, essendo passato anni fa dall'assessorato comunale al teatro - non si verificheranno più in Italia.
Quando si deve scegliere il vertice di una fondazione lirica che ha una notevole responsabilità in fatto di gestione e di promozione culturale, i sindaci - che restano, nonostante la loro palese ignoranza in materia, a capo delle fondazioni liriche, del loro consiglio di indirizzo intendiamo - si stanno a bituando ad utilizzare lo strumento del bando pubblico. Chi intende essere valutato per la sovrintendenza di una fondazione lirica, ritenendo di avere titoli ed esperienza necessari ed adeguiati, segnali il suo nome all'ente, accludendo il suo curriculum di studi e professionale. Chi averà più titoli ed esperienza sarà prescelto. Tutto bene, sì. Salvo che per una postilla del bando. I sindaci non sono tenuti a scegliere necessariamente dall'elenco dei candidati, possono insomma fottersene e fare di testa propria.
E' quanto è accaduto, ad esempio, a Parma, al Teatro Regio - che non è fondazione lirica, sebbene abbia un passato ed una storia assolutamente grandiosi. Pizzarotti ha fatto anche lui un bando, ha creato una commissione esaminatrice e poi ha scelto due persone che non si erano neppure candidate. Non vogliamo difendere i candidati ritenuti idonei dalla commissione presieduta da Cristiano Chiarot, sovrintendente della Fenice. Anche il candidato segnalato dalla Commissione non aveva i requisiti di esperienze neppure di preparazione per ottenere quell'incarico. E, perciò, in quel caso ci sentiamo di dire, per le nostre modeste conoscenze, che quella Commissione aveva toppato, oppure aveva scelto il meno peggio in fatto di preparazione ed esperienza.
Anche il Teatro di Cagliari, dopo l'uscita di Meli, era ricorso al medesimo bando. Fra i candidati ci sembra abbia fatto una scelta giusta, nominando Angela Spocci, che non apparterrà alla crema della crema del mondo musicale, però il mestiere di sovrintendente lo ha già fatto e pure a Cagliari, da commissario, anni fa.
Ora ci prova anche Napoli per sostituire la Purchia, il cui mandato è terminato. E anche nel bando del San Carlo, firmato da De Magistris, c'è la solita clausola di salvaguardia del conosciuto vizio della politica di impicciarsi di cose che non conosce e non capisce. E siamo certi che la scelta anche a Napoli avverrà per insindacabile decisione di De Magistris che presiede il cosiddetto Consiglio di indirizzo.
Come del resto è accaduto a Roma, dove la riconferma di Fuortes - che ancora non molla 'Musica per Roma', per la quale il sindaco ha promesso anche lì un bando internazionale, che ancora non si è visto - è stata fatta da un Consiglio di indirizzo nel quale siede la crocerossina Maria Pia Garavaglia, la scrittrice e televisiva Maria Pia Ammirati, una signora addetta alle pubbliche relazioni - della quale non ricordiamo il nome, ci perdoni - ed un economista. Dunque ha scelto Marino, incurante della figuraccia che lui e Fuortes hanno fatto agli occhi del mondo con la cosiddetta minacciata 'esternalizzazione'. Vedremo cosa saprà fare Fuortes. Per ora il bilancio l'ha sanato il governo ( Legge Bray) e non lui, e gli sponsor ancora non li ha nè trovati nè portati, solo minacciati. Staremo a vedere.
A Genova ha scelto il sindaco Doria, chiamando da Parma Maurizio Roi ( a Parma Genova era già ricorsa in un'altra occasione. Speriamo vada tutto bene, visto che quello genovese è uno dei teatri nella grande tormenta). Ed anche Bologna, spodestato Ernani, ha messo in trono Sani, per volontà esclusiva, divina addirittura, nonostante la matrice politica del sindaco.
Trieste, sembra fuori dei confini italiani, facciamo fatica a capire che cosa succede lì.
Ora c'è anche il Caso Arena di Verona, il cui sovrintendente uscente, Girondini, imposto già una volta dal democratico Tosi, senza averne competenza ed esperienza, ma solo fedeltà al sindaco, era stato contestato anche pubblicamente, da alcuni esponenti del mondo musicale che ne chiedevano la destituzione. E invece no, dopo il bando, e le infinite candidature, come i sovrintendenti appartenenti alla 'compagnia di giro per le sovrintendenze' fra cui anche Catello De Martino, Francesco Ernani, Angela Spocci, Mauro Meli, e pure Ferdinando Pinto, il quale si sarà detto. ma se partecipano tutti quei... perchè non posso partecipare io, in considerazione del glorioso passato della sua gestione al Petruzzelli, ante incendio; ed altri trentacinque candidati, quell'elenco è stato stracciato dal sindaco.Tosi se ne è fregato di tutto e tutti ed ha fatto candidare dal Consiglio di indirizzo nuovamente Girondini che, ovviamente non compare in quell'elenco. A Lui pensa Tosi.
Ci dite, di grazia, perchè dovremmo credere alle riforme ed alla volontà del ministero di Franceschini e Nastasi di voltar pagina.
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domenica 1 marzo 2015
Mattarella vuole aprire il Qurinale ai visitatori, ma anche ospitare mostre e concerti
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si sta consultando con esperti di sua fiducia - i cui nomi sono stati resi noti - per la decisione, già assunta, dell'apertura del Palazzo del Quirinale a turisti e cittadini, come accade ad altri grandi palazzi storici nel mondo. Fa bene il Presidente perché gli aspetti tecnici della sua decisione sono di grande importanza e vanno considerati prima ancora di dar corso all'apertura dello storico palazzo, uno dei più grandi e belli. Il palazzo è sempre un bene prezioso e delicato e dunque prima di aprirlo alle visite è bene valutare ogni cosa.
Il Presidente - così scrivono i giornali- vuole che il Quirinale ospiti mostre ed anche più concerti di quelli che attualmente e da anni già ospita. Parliamo dei 'Concerti del Quirinale' affidati alle cure di Michele dall'Ongaro - che ora necessariamente dovrà lasciarli, assieme a tutti gli altri incarichi che derivano dalla sua 'dirigenza Rai nel settore musicale', per l'assunzione della Presidenza di Santa Cecilia - e di Stefano Catucci, collaboratore di Radio Tre da tempo immemorabile.
Sempre a proposito di concerti, il Quirinale , ne ospita di due tipi. Quelli 'di rappresentanza' in occasione anche di visite di Stato (in realtà numericamente irrilevanti, perché si preferisce una grande cena ad un bel concerto) e quelli 'celebrativi', in occasioni o ricorrenze importanti della nostra Repubblica, come il concerto del 2 giugno, tante volte saltato, per il quale, quando si tiene, il programma sembra scelto con i piedi ( in uno di alcuni anni fa, ci colpì la celebre pavana 'funebre' di Ravel. In morte della 'giovane' Repubblica?) In occasione di visite di Stato, il Quirinale ingaggia più spesso dinosauri della musica italiana, e comunque in ogni caso sembra non esserci una linea di condotta negli inviti rivolti per simili circostanze. Mentre, ad esempio, il Presidente potrebbe frasi sponsor dei migliori talenti riconosciuti del nostro paese, preferendoli ai dinosauri. Ma anche in questo caso, a sceglierli non può essere il Quirinale attraverso i suoi incapaci ed inesperti suggeritori.
Veniamo poi ai 'Concerti del Quirinale', organizzati da Radio Tre, e trasmessi in diretta dalla stessa radio pubblica, la domenica mattina, preceduti da quattro chiacchiere di presentazione, solitamente di Stefano Catucci. Questi concerti vanno rifondati, perché non hanno un criterio di guida (meglio ne hanno qualcuno che è impronunciabile): assemblano concertisti di varia natura ma di identica fede di appartenenza, e riuniti sotto una medesima bandiera. Si dirà che dal Quirinale si ascoltano anche nomi importanti. E' vero. Ma questo serve per poi farne passare tanti altri, presenti per ragioni...sempre impronunciabili. Anni fa per fatti che ci riguardavano direttamente, prendemmo in esame alcune costanti presenze al Quirinale e i loro intrecci con altre manifestazioni musicali. Potremmo mostrarle agli eventuali increduli.
Questo scambio, chiamiamolo artistico, deve finire. E noi non siamo così certi che cambiando il responsabile in testa, le cose cambino davvero. Per questo chiediamo che continui pure a trasmetterle Radio Tre, ma che il cartellone sia affidato ad altri. E' chiaro? perché se li affidano ancora a qualcuno della stessa radio che conosce bene le regole e le osserva, anche perché partecipa pure lui al banchetto, allora tutto resta come prima. Cioè male.
Il Presidente - così scrivono i giornali- vuole che il Quirinale ospiti mostre ed anche più concerti di quelli che attualmente e da anni già ospita. Parliamo dei 'Concerti del Quirinale' affidati alle cure di Michele dall'Ongaro - che ora necessariamente dovrà lasciarli, assieme a tutti gli altri incarichi che derivano dalla sua 'dirigenza Rai nel settore musicale', per l'assunzione della Presidenza di Santa Cecilia - e di Stefano Catucci, collaboratore di Radio Tre da tempo immemorabile.
Sempre a proposito di concerti, il Quirinale , ne ospita di due tipi. Quelli 'di rappresentanza' in occasione anche di visite di Stato (in realtà numericamente irrilevanti, perché si preferisce una grande cena ad un bel concerto) e quelli 'celebrativi', in occasioni o ricorrenze importanti della nostra Repubblica, come il concerto del 2 giugno, tante volte saltato, per il quale, quando si tiene, il programma sembra scelto con i piedi ( in uno di alcuni anni fa, ci colpì la celebre pavana 'funebre' di Ravel. In morte della 'giovane' Repubblica?) In occasione di visite di Stato, il Quirinale ingaggia più spesso dinosauri della musica italiana, e comunque in ogni caso sembra non esserci una linea di condotta negli inviti rivolti per simili circostanze. Mentre, ad esempio, il Presidente potrebbe frasi sponsor dei migliori talenti riconosciuti del nostro paese, preferendoli ai dinosauri. Ma anche in questo caso, a sceglierli non può essere il Quirinale attraverso i suoi incapaci ed inesperti suggeritori.
Veniamo poi ai 'Concerti del Quirinale', organizzati da Radio Tre, e trasmessi in diretta dalla stessa radio pubblica, la domenica mattina, preceduti da quattro chiacchiere di presentazione, solitamente di Stefano Catucci. Questi concerti vanno rifondati, perché non hanno un criterio di guida (meglio ne hanno qualcuno che è impronunciabile): assemblano concertisti di varia natura ma di identica fede di appartenenza, e riuniti sotto una medesima bandiera. Si dirà che dal Quirinale si ascoltano anche nomi importanti. E' vero. Ma questo serve per poi farne passare tanti altri, presenti per ragioni...sempre impronunciabili. Anni fa per fatti che ci riguardavano direttamente, prendemmo in esame alcune costanti presenze al Quirinale e i loro intrecci con altre manifestazioni musicali. Potremmo mostrarle agli eventuali increduli.
Questo scambio, chiamiamolo artistico, deve finire. E noi non siamo così certi che cambiando il responsabile in testa, le cose cambino davvero. Per questo chiediamo che continui pure a trasmetterle Radio Tre, ma che il cartellone sia affidato ad altri. E' chiaro? perché se li affidano ancora a qualcuno della stessa radio che conosce bene le regole e le osserva, anche perché partecipa pure lui al banchetto, allora tutto resta come prima. Cioè male.
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