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domenica 1 marzo 2015

Mattarella vuole aprire il Qurinale ai visitatori, ma anche ospitare mostre e concerti

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si sta consultando con esperti di sua fiducia - i cui nomi sono stati resi noti - per la decisione, già assunta, dell'apertura del Palazzo del Quirinale a turisti e cittadini, come accade ad altri grandi palazzi storici nel mondo. Fa bene il Presidente perché gli aspetti tecnici della sua decisione sono di grande importanza e vanno considerati prima ancora di dar corso all'apertura dello storico palazzo, uno dei più grandi e  belli. Il palazzo è sempre un bene prezioso e delicato e dunque prima di aprirlo alle visite è bene valutare ogni cosa.
 Il Presidente - così scrivono i giornali- vuole che il Quirinale ospiti mostre ed anche più concerti di quelli che attualmente e da anni già ospita. Parliamo dei 'Concerti del Quirinale' affidati alle cure di Michele dall'Ongaro - che ora necessariamente dovrà lasciarli, assieme a tutti gli altri incarichi che derivano dalla sua 'dirigenza Rai nel settore musicale', per l'assunzione della Presidenza di Santa Cecilia - e di Stefano Catucci, collaboratore di Radio Tre da tempo immemorabile.
 Sempre a proposito di concerti, il Quirinale , ne ospita di due tipi. Quelli 'di rappresentanza' in occasione anche di visite di Stato (in realtà numericamente irrilevanti, perché si preferisce una grande cena ad un bel concerto) e quelli 'celebrativi', in occasioni o ricorrenze importanti della nostra Repubblica, come il concerto del 2 giugno, tante volte saltato, per il quale, quando si tiene,  il programma sembra scelto con i piedi ( in uno di alcuni anni fa, ci colpì la celebre pavana 'funebre' di Ravel. In morte della 'giovane' Repubblica?) In occasione di visite di Stato, il Quirinale ingaggia più spesso dinosauri della musica italiana, e comunque in ogni caso sembra non esserci una linea di condotta negli inviti rivolti per simili circostanze. Mentre, ad esempio, il Presidente potrebbe frasi sponsor dei migliori talenti riconosciuti del nostro paese, preferendoli ai dinosauri. Ma anche in questo caso, a sceglierli non può essere il Quirinale attraverso i suoi incapaci ed inesperti suggeritori.
 Veniamo poi ai 'Concerti del Quirinale', organizzati da Radio Tre, e trasmessi in diretta dalla stessa  radio pubblica, la domenica mattina, preceduti da quattro chiacchiere di presentazione, solitamente di  Stefano Catucci. Questi concerti vanno rifondati, perché non hanno un criterio di guida (meglio ne hanno qualcuno che è impronunciabile): assemblano concertisti di varia natura ma di identica fede di appartenenza, e riuniti sotto una medesima bandiera. Si dirà che dal Quirinale si ascoltano anche nomi importanti. E' vero. Ma questo serve per poi farne passare tanti altri, presenti  per ragioni...sempre impronunciabili. Anni fa per fatti che ci riguardavano direttamente, prendemmo in esame alcune costanti presenze al Quirinale e i loro intrecci con altre manifestazioni musicali. Potremmo  mostrarle agli eventuali increduli.
 Questo scambio, chiamiamolo artistico, deve finire. E noi non siamo così certi che  cambiando il responsabile in testa, le cose cambino davvero. Per questo chiediamo che continui pure a trasmetterle  Radio Tre, ma che il cartellone sia affidato ad altri. E' chiaro? perché se  li affidano ancora a qualcuno della stessa radio che conosce bene le regole e le osserva, anche perché partecipa pure lui al banchetto, allora tutto resta come prima. Cioè male.

martedì 6 gennaio 2015

Battistelli o dall'Ongaro? Chi dei due sarà sovrintendente di Santa Cecilia? Per la sostituzione dell'uno o dell'altro nei numerosi incarichi attuali si accettano candidature.

Poco più di una settimana ci separa dalla tornata di votazioni, decisiva, per la successione a Bruno Cagli che  dopo vent'anni, FINALMENTE, lascia la Sovrintendenza dell'Accademia di Santa Cecilia. Contendenti sono Giorgio Battistelli, compositore ma non solo, e Michele dall' Ongaro, manager di lungo corso ed anche autore di musica.
 Noi, pur non richiesti, abbiamo espresso il nostro voto. Preferiremmo dall'Ongaro, non perchè nutriamo sulla sua possibile gestione  dell'Accademia chissà quali aspettative. Anzi non ne nutriamo affatto, conoscendolo e seguendo la sua attività da anni. Bensì perchè, eletto in Accademia, lascerebbe molti posti vacanti che oggi occupa, e la conseguente possibilità per molti di trovare lavoro.  Insomma una allargamento  del mercato del lavoro musicale, sperando che non si intromettano consorterie e logge che sempre si intrufolano in  queste occasioni. Mentre Battistelli dovrebbe, pur lasciando anche lui tanti posti occupati, allentare la sua attività idi compositore che è  prevalente, a differenza di dall'Ongaro.
 Per i posti lasciati liberi dall'uno o dall'altro si accettano candidature.
 Battistelli, dovrebbe lasciare:
- il CDA dell'Opera di Roma;
-la Direzione artistica dell'Orchestra della Toscana;
-la Presidenza della 'Barattelli' a L'Aquila;
-la Candidatura a sindaco di Albano ... ed altri incarichi che ora non ci sovvengono.
Dall'Ongaro dovrebbe lasciare:
-la Sovrintendenza dell'Orchestra nazionale della RAI;
- la Direzione della musica a Radio Tre;
- la Direzione dei 'Concerti del Quirinale;
-il Direttivo artistico dell'Accademia Filarmonica romana;
-la Missione di divulgatore su RAI 5; ed altri ancora che non ricordiamo.
 Solo per questi incarichi  potremmo avere almeno cinque possibili aspiranti, sia che vinca Battistelli, sia che  venga eletto sovrintendente dall'Ongaro, come vorrebbe Cagli che in questi anni lo ha proposto ed imposto in tutti i modi in Accademia, anche attirandosi le critiche di molti accademici - non dimentichiamo quelle durissime lettere di noti accademici contro Cagli, comprese quelle del defunto cardinale Bartolucci - che male hanno digerito la vorticosa ascesa di dall' Ongaro dovuta, a detta di Cagli stesso, al suo potere in RAI che sarebbe tornato di utilità all'Accademia. O a dall'Ongaro?
Tempo una settimana e vedremo.