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domenica 3 maggio 2015

Musica e Expo. Banalità e luoghi comuni duri a morire

Sempre così, quando si prospetta la possibilità di una nuova mangiatoia, e l'Expo milanese è una di queste, tutti in fila a mostrare la varietà di fieno disposti a fornire, se ben pagato. Così con il melodramma. Che la Scala possa per la prima volta nella sua storia moderna restare aperta ogni sera è una bella novità, nonostante che in un teatro con la fama di cui la Scala gode, e con la sua storia, dovrebbe essere la norma anche  fuori dall'Expo. Tuttavia che  la nuova dirigenza l'abbia capito è già un bel passo avanti.
 Ma in Italia non c'è solo la Scala. Ci sono tanti teatri, e festival e storiche istituzioni, ognuno con la sua programmazione 'To Expo'. Niente di nuovo, bensì programmazione normale  finita nel calendario Expo ' Very bello!'. Il massimo dell'invenzione italiana.
 E Torino vanta anche la presenza del Museo Egizio, oltre il Regio, al cui sovrintendente Vergnano, ricordate questo nome, all'estero chiedono l'autografo; e Venezia risponde con la Fenice; Verona con tutte le opere che hanno fatto grande il nostro anfiteatro lirico, quasi che ne abbia bisogno, visto che di suo è già tanto grande ( e pure riesce a chiudere i bilanci in passivo. Un vero record!). E con queste tre città facilmente raggiungibili da Milano, il cerchio di ' pronto soccorso'  melodrammatico all'Expo si chiude.
 Il dato più interessante della programmazione di questi teatri 'To Expo' è la riscoperta e riproposta del grande repertorio, quello stesso grande repertorio che i nostri teatri in periodi di normale programmazione  prendono sottogamba, perchè il più delle volte nella formulazione del cartellone prevale  la  proposta di titoli  poco noti, riscoperti, che fanno la gioia di critici e direttori artistici ma non del botteghino.
E poi ci sono i festival sui quali svetta quello di Macerata, che si svolge nella sua Arena, che il poliedrico direttore artistico, Francesco Micheli, nel suo momento massimo di celebrità, ha intitolato ' nutrire l'anima', mettendo in cartellone tre titoli che prevedono un banchetto. Quando abbiamo appreso la notizia un brivido ha percorso la nostra schiena. Micheli lavora anche a Bergamo, dove vuol far riscoprire Donizetti, e per questo ha pensato di addobbare le vetrine ed anche altro con gli elementi di un'opera donizettiana. Mamma mia, che cosa meravigliosa.
  Poi c'è il capitolo dei nostri operisti di bandiera quelli che vengono sempre intervistati, per ogni occasione. Due fra tutti, Battistelli (autore della già famosa 'CO2' attesa alla Scala, il prossimo 16 maggio, che ora ribadisce la sua volontà di presentarsi alle prossime elezioni come sindaco del suo borgo natio, Albano laziale. Ma dove troverà il tempo per fare il compositore, il direttore artistico dell'Orchestra della Toscana, condirettore artistico, appena nominato, dell'Opera di Roma, consigliere di amministrazione dell'Accademia di santa Cecilia, presidente della Barattelli dell?Aquila ecc... ecc... ) e Tutino (autore di un'opera da un testo di Sandor Marai, Le braci, che il suo amico ed ex dipendente, Triola -  al Comunale di Bologna - porta al Festival della Valle d'Itria, dove è direttore artistico, lui che è già direttore generale dell'Opera di Firenze, dove pure approderà quest'opera la prossima stagione). Tutino  fra breve presenterà 'La ciociara', a San Francisco che l'anno prossimo vederemo ed ascolteremo anche a Torino. Lui ha detto che in America gli hanno espressamente  chiesto di far sentire il canto 'italiano', e lui sicuramente lo farà.
Ci piacerebbe che una volta tanto, proprio in omaggio all'Expo, ed ai suoi temi ecologici, anche nel mondo del melodramma si respirasse un pò di aria pura, senza questi intrecci poco puliti, qualche volta asfissianti, come l'anidride carbonica  assunta ad emblema della sua opera da Battistelli, e le occupazioni spudorate di posizioni di potere ed altro ancora che tante, troppe volte abbiamo denunciato.
 Per la serie delle banalità, infine, anche Giuseppe Sala - che è riuscito a mostrare al mondo l'Expo completato alla data del 1 maggio - ha fatto conoscere la sua 'lista degli altri', ovvero quella delle musiche del cuore e della vita. Nella sua vita s'è nutrito a pane e Bennato, Vasco, Bowie, Davis ecc... E il 'Bel Canto italiano' dott. Sala. Non è il nostro vanto nel mondo, al quale inneggia anche  'Sette' di questa settimana, con una articolo a firma di Eliana Liotta, dal quale abbiamo rubato banalità e luoghi comuni che vi  abbiamo appena elencato?

martedì 20 maggio 2014

Le fondazioni liriche che non stanno nei cuori degli italiani

Il ministero dell'Economia ha reso noto i dati relativi alla destinazione del 5x1000 dell'anno 2012, come risulta dalle dichiarazioni dei redditi dello scorso anno. In totale i cittadini italiani hanno destinato  265 milioni di Euro circa alle 34.000 associazioni ed istituzioni  che ne  hanno diritto, per autorizzazione dello Stato. Ha beneficiato più di tutti Emergency  con  oltre dieci milioni di Euro, e tale destinazione è facilmente comprensibile e a causa delle visibilità degli Strada e, soprattutto e principalmente,  a causa dei vari fronti umanitari sui quali la benemerita associazione è impegnata.
 Complessivamente, si viene poi a sapere,  alle Fondazioni liriche sono stati destinati dagli italiani 450.000 Euro circa, distribuiti non  equamente. In cima alla classifica delle donazioni c'è una non fondazione e cioè l'Orchestra Verdi di Milano che ha avuto oltre 90.000 Euro, per numero di sottoscrittori invece al primo posto è il Regio di Torino - lo era anche negli anni passati come avemmo modo di sottolineare in un nostro intervento sul bimestrale Music@. Nel quale però sottolineavamo che tali dati mettevamo in evidenza un aspetto davvero deludente è cioè la disaffezione del popolo italiano verso le sue istituzioni musicali e, potremmo anche dire, generalizzando, verso l'intero mondo della cultura. Sorprendente? Non tanto se tale disaffezione e distrazione continua, atavica, è un dato costante dello Stato italiano, che a tale settore destina una cifra assolutamente irrisoria, quasi un insulto od uno schiaffo in pieno viso,  e dei vari ministri che si sono succeduti al Collegio romano - e Franceschini, a dispetto delle dichiarazioni, non sembra fare eccezione. E il finto successo della 'notte dei musei' non deve condurre a conclusioni trionfalistiche, errate ed avventate.
 Del resto, giunti alla vigilia delle Elezioni europee, sa dirci qualcuno se ha mai ascoltato, nei vari comizi nelle piazza o in televisione, parlare di cultura, dell'importanza che in tale settore avrebbe far sentire la voce italiana a Bruxelles. S'è letto , per caso, negli elenchi dei candidati, il nome di qualcuno in grado di Illustrare con la necessaria COMPETENZA e PASSIONE le ragioni di tale settore strategico per l'avvenire dell'Italia?
E, per finire, ora che siamo alla conclusione della stagione televisiva dove imperversano i dibattiti sui più vari argomenti con opinionisti che non sanno di nulla ma  pontificano su tutto - LAUTAMENTE COMPENSATI - s'è mai ascoltato parlare di cultura, se non di passaggio e di straforo, dopo naturalmente  essersi scusati con i telespettatori che si ritengono disinteressati, estranei all'argomento?
 Altro che il tesoro dell'Italia. Questa è la nostra vergogna. E dai dati del 5x1000 viene l'ennesima conferma.

venerdì 20 settembre 2013

Nastasi prende soldi dal Ministero e li dà al San Carlo di Napoli

Nastasi ha un duraturo legame con il Teatro di Napoli, lo storico San Carlo. Ci arrivò anni fa, quando andò via Lanza Tomasi per un buco di bilancio - in seguito  proprio Nastasi  lo ha pubblicamente riabilitato una volta coperto il buco ! - e lo commissariò (da commissario si è fatto il giro di parecchi teatri italiani. In tutti quelli in cui ci è andato ha sanato il bilancio, ma per un fatale destino, quegli stessi teatri si sono ritrovati in seguito ad avere altri buchi di bilancio!) ; poi quando il commissariamento finì con la nomina della sig.ra Purchia come sovrintendente e dell'illustrissimo maestro De Vivo direttore artistico, trovato nel frattempo un posto in teatro per sua moglie,  nominata  coordinatrice del Museo - e lei si chiama Giulia Minoli - Nastasi, direttore generale del Ministero, vi restò per qualche tempo ancora nel consiglio di amministrazione, come del resto aveva fatto anche a  Firenze, e poi è uscito anche dal Consiglio di amministrazione.
Stando ai dati sul FUS  di recente pubblicati da una rivistina - vogliamo ricordare che  la prima rivista a farlo fu Music@ -  veniamo a sapere  che anche quest'anno molti teatri italiani fanno con i loro complessi tournée all'estero. Si sa che queste tournée sono 'promozionali' della musica e del melodramma italiani e che per questo difficilmente portano soldi veri nelle casse dei vari teatri, salvo qualche eccezione. Ed allora i teatri chiedono al Ministero , di cui è direttore generale Nastasi, un contributo aggiuntivo a quello ricevuto per la normale attività in sede, per  contribuire agli enormi costi che una trasferta all'estero comunque comporta. Il Ministero qualche volta lo dà, ma quando lo dà è quasi sempre di manica stretta, e qualche altra volta no, come si può leggere nei dati del FUS , alle voci 'promozione della musica all'estero', in capo ai vari teatri o a Santa cecilia, che in questi ultimi anni sta viaggiando moltissimo con Pappano. Per alcune di queste trasferte i dati del FUS scrivono 'rinviato' il che vuol dire che per  l'ammontare del contributo, ma anche per la erogazione medesima, la decisione non è stata ancora presa. Che aspettano? Il Ministero, comunque, sempre da quei dati lo si rileva, avrebbe accantonato delle cifre che probabilmente serviranno a finanziare anche alcune trasferte, una volta deciso quali e la misura del contributo.
 Ma la cosa che colpisce, scorrendo sempre i dati del FUS, è che il San Carlo per  le sue tre tournée all'estero, ad Hong Kong, in Oman e a San Francisco ( dove è direttore musicale il m.Luisotti, col medesimo incarico anche al San carlo), riceverà - secondo quanto è stato deciso con tempestività e le cui cifre si possono leggere - rispettivamente 340.000 , 125.000 e 385.000 Euro. La cifra più bassa delle tre relativa alla trasferta in Oman sta forse a dire che negli Emirati hanno più soldi che altrove e che, in Oman, hanno deciso di investirli nella promozione culturale del sultanato e quindi pagano bene le trasferte. Si tratta della ragguardevole somma complessiva di 950.000 Euro. Il San Carlo, per la sua normale attività ha ricevuto quest'anno 12.618.043, a fronte dei 13.327.548, cioè a dire 700.000 Euro in meno; che evidentemente  sono ampiamente ripagati dai 950.000 aggiuntivi  ascritti alle voci 'tournèe'.
 Fatti questi conti abbiamo scorso attentamente i dati del FUS relativi agli altri teatri. L'Opera di Roma e l'Accademia di Santa Cecilia, ad esempio, per le loro tournée hanno ricevuto contributi aggiuntivi nella misura  inferiore ai 100.000 Euro per tournée, della tournée in Russia dell?'Opera non si dice  l'entità del finanziamento, ma lì c'è Muti e si sa che Nastasi ha un debole - giustificato, lo abbiamo anche noi ! - per il noto direttore. La Fenice in Giappone ha ricevuto 90.000 Euro - ma forse in Giappone pagano meglio i teatri,  mentre Torino per il Giappone ha ricevuto 250.000 Euro, e appena 85.000 per  Austria e Germania; i contributi alla Scala per le sue tournée di questa stagione non sono stati ancora decisi. Vogliamo augurarci che, almeno lì, il Ministero si comporti con la stessa manica larga che ha usato con il San Carlo. Altrimenti ci viene da concludere che Nastasi prende direttamente tutti i soldi che vuole dal Ministero, la cassa l'ha a portata di mano, per darli al suo (ex) teatro.