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martedì 5 giugno 2018

Mara Venier al posto di Cristina Parodi: il nuovo che avanza

Verrebbe da commentare: quando la toppa è peggiore... Le sorelle Gori che erano sbarcate in Rai, nell'era Renzi, hanno sonoramente toppato. E nella toppa c'entra pure  la vergogna  della presenza della sorellina 'pasticcera', coinvolta con la scusa che da tempo Cristina aveva voglia di fare qualcosa assieme a Benedetta - ma a noi che ci frega!

 Da subito i dirigenti Rai pensarono che forse la soluzione migliore per 'Domenica In' sarebbe stata  quella di mandare a casa le gemelle Gori, poi ci hanno ripensato; hanno messo all'angolo Benedetta e si sono tenuti Cristina, perchè al padre delle due Gori, Giorgio, il PD di Renzi non poteva  fare uno sgarbo, men che mai alla vigilia di  una tornata elettorale in cui il sindaco di Bergamo si candidava per la Regione Lombardia. Trombato! ma lui che siede a Bergamo, patria della Lega, si sarà già comprato il favore dei nuovi arrivati.

A seguito delle prime 'Domenica In' disastrose, il padre delle gemelline ha chiesto ed ottenuto che almeno la maggiore delle due restasse in Rai e chiudesse lei la stagione domenicale su Rai 1, così come l'aveva aperta. Bene

Ora però non si capisce perchè la Cristina, che non sarà più la padrona di casa la  domenica su Rai 1, debba avere uno spazio, nella stessa 'Domenica In' che verrebbe affidata - udite, udite - a Mara Venier,  nella nuova vita di sig.ra Carraro, ma  emblema della vecchia tv.

 La Cristina Gori resterebbe in Rai per un triennio, per tutta la durata cioè del suo contratto - perchè  non  era contemplata la possibilità della rescissione del contratto  nel caso non fosse andata bene, tanto erano sicuri i dirigenti Rai del successo della Gori. E per questo accetterebbe - stando a quello che si legge - anche una particina nella stessa Dominica In, passando da padrona di casa a semplice invitata per uno spazietto. Noi al suo posto da tempo vi avremmo rinunciato. Lei, invece, no.

 Al suo posto viene richiamata una presentatrice che in Rai e nella tv ha fatto il suo tempo, tanto che da quando è andata via dalla Rai, fa ormai la comparsa in qualunque trasmissione, senza avere mai un ruolo da protagonista e conduttrice in nessuna, neppure in quelle dei suoi amici  dell'altra parrocchia che la ospitano nei loro salotti.

giovedì 2 novembre 2017

CDA Rai. I guardiani della restaurazione

Le dimissioni di Milena Gabanelli dalla Rai, a seguito del rifiuto del direttore generale di accordarle l'insediamento nell'incarico indicato da Campo Dall'Orto, dopo aver abbandonato Report, la sua più illustre creatura, non è che l'ultimo atto  di una amministrazione che ha controfirmato un contratto principesco per Fabio Fazio, avallato il passaggio di noti giornalisti dall'esercizio della professione propria a quella di intrattenitori; offerto alla coppia delle sorelle Gori-Parodi la conduzione di Domenica in che fa acqua da tutte le parti- ma per le quali il marito di entrambe, Giorgio Gori, assicura che miglioreranno in futuro; e non in una prossima trasmissione, una volta traslocate da Domenica in, come si va vociferando  e molti, all'interno della Rai, si augurano, magari facendole tornare sia l'una che l'altra alle precedenti vite lavorative: per una delle quali sono i fornelli, per l'altra, una nuova e  forse migliore, come 'consorte' del Gorì sindaco o governatore.  E poi, l'uscita di Giletti dall'Arena domenicale, che nelle passate stagioni ha fatto registrare a Rai 1 ascolti molto lusinghieri, adducendo pretestuosamente la ragione che la domenica al pubblico deve essere risparmiato ogni pensiero; per finire, alla Gabanelli  alla quale qualunque proposta è stata bocciata, con la scusa che non è stato ancora definito il contratto di servizio e la ridiscussione generale del piano dell'informazione in  Rai.

E il Consiglio di amministrazione sta a guardare, non intende dimettersi - tanto scadrà a luglio a elezioni avvenute; ma anche a nuovo  governo insediato? questo non si può sapere.

Intanto il più chiacchierone dei consiglieri fa conoscere la ragione delle sue mancate dimissioni: vigilare sulla regolarità dell'informazione Rai nel periodo preelettorale, che significa da domani, visto che dopo l'approvazione della legge finanziaria, il governo ha di fatto concluso la sua missione.

Da molte parti,  di questa  restaurazione o involuzione in Rai  si attribuisce la responsabilità all' ex - e futuro ? - premier,  Renzi, causa di tutti i mali italiani, compreso il suggerimento  all'orecchio del direttore generale delle avventate e pasticciate soluzioni dei casi Giletti, Parodi, Gabanelli.

In tutti questi casi, non si capisce fino in fondo se è stato Renzi  ad  influire (dettare, anche?) sulle  discutibili ed assai discusse decisioni assunte in Rai, o se chi le ha assunte lo abbia fatto autonomamente. La seconda ipotesi molti la scartano a priori per il semplice fatto che chi ha assunto simili decisioni, con l'avallo del CDA che assiste placido e inerte alla involuzione in Rai, con la perdita di ascolti che si sta facendo preoccupante,  facendo notare che la nomina dell'amministratore è stata sostenuta ( imposta?) e benedetta dall'ex - e futuro? chissà - premier, come spera il diretto interessato, Renzi.

Fino a quando non si romperà questo filo diretto che lega la politica agli amministratori, incaricati talvolta anche a dispetto  ed in assenza di specifica  professionalità, non dimostreranno la propria capacità di governo e l'esercizio della medesima in totale autonomia,  assisteremo all'autodistruzione di aziende che ben altri destini meriterebbero e  potrebbero  perseguire e raggiungere, Rai inclusa.

giovedì 19 ottobre 2017

RAI/MEDIASET. Prova generale di 'grosse koalition' tv. A Guida MEDIASET

Rai e Mediaset da tempo non si fanno guerra a vicenda; e se una qualche guerra fanno, sia Rai che Mediaset  la fanno al buon senso, al gusto e agli interessi della società.
Non solo non si fanno più guerra ma si aiutano a vicenda, anche prestandosi le star, per dire a tutti che la pace è scoppiata. Come altro leggere il 'prestito' di Maria De Filippi a Rai 1, per Sanremo 2017, che è stato fatto andare a vele spiegate nel mare tv?
Un tempo non solo non c'erano prestiti, ma una rete, con una controprogrammazione, faceva azione di distrurbo nei riguardi dell'altra.

Ora la pace è così solida e duratura, che viene spesso da chiedersi, guardando contemporaneamente la programmazione  Rai-Mediaset, se  a lavorare per alcuni programmi di ambedue le emittenti non sia lo stesso gruppo di autori.

Prendiamo la domenica pomeriggio. Premettendo che la D'Urso non la frega nessuno, perchè  lei ha un talento naturale per il 'trash' e la 'tv del dolore' - domenica scorsa, abbiamo voluto vedere, per la prima volta, la 'Domenica in' di Rai 1, a conduzione 'sorelle Gori'.

Chi s'era illuso che almeno la domenica avrebbe potuto evitare la dose di ricette e chef,  s'è dovuto subito ricredere, quando Benedetta - la Gori giovane -  ha aperto la sua cucina e ci ha fatto la prima delle sue torte. Ha minacciato tutti che ne farà una a settimana e, una volta cotta, la darà al pubblico in studio. Una novità assoluta per Rai 1 e per la tv in generale.

Che si fa, allora, a seguito della minaccia della 'Gorina'?  Si prova a cambiare canale per vedere che c'è dalla Barbarella malandrina. Per fortuna che c'è Chiambretti con sua madre che ci fa un pò ridere; risate che, però, scontiamo con  il momento di commozione del biricchino presentatore quando parla di sua figlia. per lo meno abbiamo per qualche minuto riso di gusto.

Ma dopo arriva,  in base all'armistizio, da 'Ballando con le stelle' una giurata, la cattiva. La quale porta un messaggio delle 'sorelle Carlucci' alla Barbarella. Devi venire a 'Ballando'  ospite per una puntata, le dice. Lei finge di non sapere nulla, ma di essere lusingata  per l'invito, e via dicendo. Intanto si balla, ballano tutti, compreso Chiambretti, la D'Urso e l'ex ballerina ora giurata a Rai 1.

Cambiamo, di nuovo,  canale per vedere se in 'Casa Gori' c'è qualcosa di meglio dopo la torta. E che vediamo? Vediamo che la Gori 'matura', Cristina, sta parlando di danza, avendo invitato nientemeno che Carla Fracci. E lo fa negli stessi minuti in cui lo fa anche la D'Urso, dall'altra parte, con la ex ballerina, ora giudice.  Ma  su Rai 1  Gori ' matura', Cristina, trova il modo per dare una notizia, attinta direttamente a 'Casa Gori', e cioè che a Bergamo, dove  i Gori sono di casa e di Comune: alla Fracci è stato affidato un progetto per i giovani, da un diversamente giovane, Giorgio Gori.

A questo punto, visto che tanto dall'una come dall'altra parte viene servita la stessa minestra, che per noi è indigesta e si piazza sullo stomaco, decidiamo di proseguire con la lettura dei giornali che avevamo interrotto per vedere che aria tirava a 'Casa Gori' su Rai 1.

P.S. Notizia dell'ultimo minuto  è che su Rai 2 potrebbe parcheggiare  la sua motocicletta il terzo ed ultimo componente di 'Casa Gori', il fratello delle due sorelle - e così finisce la schiatta. Faceva, a Mediaset, un programma in motocicletta; pare che la Dallatana, prima di andar via, l'abbia prenotato per Rai 2. Il programma, da quel che si legge sui social a firma 'fratello Gori', dovrebbe sbarcare in Rai a gennaio 2018. La Rai, per la vergogna, smentisce, comunicando che nessun programma è previsto con  il terzo di 'Casa Gori'. Bastano e avanzano già le due sorelle, quanto a bruttezza di programma e calo di ascolti.

venerdì 21 aprile 2017

Annettere o disconnettere? Questo è il problema per Roma e Milano

Fitch abbassa il rating sull'Italia a causa della 'timidezza' del governo nel proseguire sulla strada delle riforme e dell'instabilità politica, ma anche per  la mancata riduzione del debito. Ma il vero problema italiano, a dispetto delle apparenti valutazioni 'a distanza' dell'agenzia di rating, è ANNETTERE o DISCONNETTERE.  Solo a seguito delle decisioni  su tale problema, Ficht - ha già fatto sapere - tornerà a riconoscere all'affidabilità italiana la tripla A.

A Roma  il Comune è in guerra con il Governo sulla configurazione giuridica del cosiddetto 'Parco archeologico del Colosseo'. La Raggi lo vuole per sè, annesso al Comune, Franceschini invece no; a Milano si discute sull'autonomia della Lombardia, sulla disconnessione cioè dall'Italia, come vorrebbe Maroni che su tale questione ha già indetto un referendum, fissandone la data al prossimo 22 ottobre (costo una cinquantina di milioni di Euro: spiccioli per le casse della regione più ricca del paese).

Insomma c'è chi lo vuole connesso (Parco archeologico del Colosseo) e chi disconnessa (Regione Lombardia, alla quale potrebbe unirsi anche il Veneto, sotto l'unica bandiera della Lega. Perchè? Per rivendicare buona amministrazione, dimostrata già nei fatti o per mettere le mani su qualche tesoretto? Nel caso di Roma,  il Comune reclama lo sbigliettamento del Colosseo che produce annualmente una cinquantina di milioni di Euro circa; e  la Lombardia, l'amministrazione diretta delle entrate tributarie, senza che queste debbano fare un lungo giro, passando prima per Roma, che  ci fa la cresta, prima di tornare in Lombardia?

 A Bergamo, dove ieri è stata data notizia del referendum 'separatista' ( ma solo amministrativamente, perché comunque si vuole restare in Italia!!!!), Giorgio Gori ( che ebbe l'appoggio di Renzi quando si candidò a sindaco di bergamo, e che si candiderà a governatore della Lombardia) ha fatto sapere che voterà sì al referendum, preannunciando che sua moglie Cristina Parodi, passerà a lavorare a Telelombardia,  che potrebbe assumere la denominazione transitoria di 'Telemarroni'  in omaggio al tribuno separatista, lasciando la Rai .  A Roma, al contrario, tace la combattiva Michela Di Biase, moglie di Franceschini e capogruppo PD in Campidoglio, combattuta se sposare la tesi del suo maritino oppure dare man forte alla Raggi che s'è già assicurata perfino l'appoggio di Fassina, antigovernativo ad oltranza.

Perchè tanta passione politica per la  questione se annettersi o disconnettersi  nel primo o nel secondo caso? Per rivendicare,  annettendosi o disconnettendosi, una migliore amministrazione? La Raggi potrebbe vantare una amministrazione migliore di quella che garantirebbe il Governo? E disconnettendosi, la Lombardia altrettanto, di deturpazione e pèerfino di crollo magari organizzando un altro Expo, fra qualche anno, senza i soldi del governo centrale?

Se la Raggi adducesse questa ragione - ma non lo fa - vorrebbe dire che ha la faccia di bronzo. Una amministrazione che fa acqua da tutte le parti, che ha ridotto la città nello stato pietoso che è sotto gli occhi di tutti, può  convincere che il Colosseo lasciato nelle sue mani  eviterebbe  ogni pericolo e sarebbe custodito come si custodisce il gioiello di famiglia?
 E Maroni  potrebbe assicurare i suoi cittadini che la Lombardia sarebbe meglio amministrata, finalmente libera dagli scandali che solo l'assoggettamento al governo centrale ha prodotto in questi anni- secondo il suo pensiero distorto?

La verità vera di questa lotta fra autonomie e governo centrale ha un diverso fine in ambedue i casi: mettere le mani sul malloppo, senza che nessuno garantisca preventivamente  per un migliore suo uso.
 E i cittadini dovrebbero fidarsi?