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mercoledì 26 novembre 2014

Contemporanea. PIzzo era a Roma o è rimasto a Palermo?

Il sito di Roma Capitale, riferendo della presentazione della nuova stagione di Musica per Roma, in collaborazione con Santa Cecilia,  'Contemporanea' - rassegna/stagione dedicata alla musica del nostro tempo - non scioglie definitivamente il dubbio sulla presenza di Oscar Pizzo, come curatore della rassegna, dubbio che aveva sollevato l'invito a tale presentazione - dove il suo nome mancava - ed il secondo invito, con il nome di Pizzo, che veniva a confermare il sospetto di rapporti non più idilliaci fra il Pizzo e il Fuortes. E forse il Pizzo (Oscar), incazzato nero con Fuortes, alla fine, quando ha letto il suo nome nell'invito corretto, a seguito di giuste proteste, aveva , per dispetto, deciso di starsene a Palermo. Ma Palermo è presente comunque a Roma in 'Contemporanea'.
 L'apre infatti domani Giovanni Sollima, con un suo pezzo proprio sulla sua città natale; e , fra qualche giorno, è prevista in calendario addirittura una 'giornata/evento' (le sole serate non bastano più) per combattere una strenua lotta a tutte le mafie dalla Calabria ai narcotrafficanti, con Grasso, presidente del senato, che suonerà la tromba.
 E poi, più avanti,  una seconda giornata/evento dedicata all'Olocausto, con musiche attinenti. Per dirla brevemente, 'Contemporanea' è ad una svolta, e rivela il suo più profondo dna, quello politico, l'impegno civile; della musica  poco gli  importa.
Un tempo i filoni di una rassegna musicale contemporanea erano  Darmstadt, spettralismo, minimalismo,costruttivismo ed altro; oggi una rassegna anche di musica 'contemporanea' si fa con Palermo, mafie, olocausto. Mai e poi mai, almeno in 'Contemporanea', vi entreranno anche sollazzevoli tematiche come Moulin rouge o Pigalle.
E del resto su questo filone Contemporanea s'era già avventurata, con spettacoli sugli emigranti,  sulla questione israelo-palestinese, sui primi disastri atomici ed altro. E il Pizzo s'era impegnato negli ultimi tempi,  in sede come in trasferta, anche in veste di autore in tale settore, seguendo le orme del suo antico partner Guido Barbieri che a tanti disastri, ha offerto la sua  'drammaturgia', non perdendosi, nelle more della sua direzione artistica della 'Barattelli' aquilana,  tanto per restare in casa nostra, neanche il terremoto aquilano.
 Contemporanea, insomma , ha sposato la quaresima penitenziale. Come se di penitenze non fossimo già sazi, ogni giorno e per ogni circostanza.

P.S. Dai giornali non abbiamo capito chi c'era e chi no alla conferenza stampa di presentazione. Dagli stessi giornali abbiamo solo desunto che Franco Oppo, insigne musicista sardo, è diventato uno studioso, e non un musicista, innanzitutto. Declassato!
Le foto invece ci hanno mostrato Regina, Sollima, Pizzo; di  Fuortes neanche l'ombra. I giornali infine riferivano solo le parole di Regina; e Sollima era fotograftao davanti ad un microfono dunque ha parlato; e Pizzo? E Fuortes, che se c'era era, sedeva alla estremità opposta a quella in cui si vedeva Pizzo?

domenica 17 agosto 2014

In quale mondo vive e quale mondo sogna Nicola Campogrande?

Bella domanda. Su 'La lettura' di domenica 17 agosto,  il musicista riflette sulla attuale situazione musicale, non solo italiana, relativamente alle nuove composizioni o produzioni, per le quali gli tocca constatare, disgraziatamente, che si sono 'ristretti i connotati'. Di organico. Campogrande guarda con nostalgia a un passato quando i compositori, 'assediati' da istituzioni e mecenati che reclamavano nuove composizioni pagandole profumatamente, dovevano districarsi e dire più no che sì, anche in base al più o meno grande organico proposto. Non sappiamo in quale mondo sia vissuto finora Campogrande; e certamente quello al quale si riferisce non è mai stato il suo, giacché non ha dovuto mai rifiutare commissioni su commissioni di nuovi pezzi, solo perché non convinto delle condizioni. Perchè, da compositore attento e profondo qual egli è, il suo catalogo non pullula di numeri d'opera.
 Diciamo che un mondo nel quale fioccavano le commissioni di nuovi pezzi a musicisti in carriera non è mai esistito. Forse una committenza più ricca si è verificata nel corso della storia nelle arti visive, pensiamo a pittura, scultura, architettura, nella musica no.Mai. Almeno fino a che la nostra memoria riesce ad andare indietro. Salvo naturalmente il caso in cui un musicista era a servizio di un ricco signore, principe o vescovo, re o papa, per i quali doveva lavorare secondo i ritmi imposti dal servizio, in cambio di vitto, alloggio e qualche lusso. Ma con il padrone -  è un padrone che Campogrande vorrebbe per sè, oggi? un padrone che lo faccia lavorare da mattina a sera per sfornare musiche a getto continuo? - il musicista  non  poteva discutere dell'organico - che era quello esistente - nè contraddirlo o addirittura rifiutarsi, se reclamava nuove musiche per lo strumento che si dilettava a suonare. Se lo avesse fatto, si sarebbe meritata la classica pedata nel sedere, che altri, ma non per tali questioni, si meritò.
Veniamo al dunque. Campogrande la tira per le lunghe per dirci che oggi, data la triste realtà economica, le nuove musiche richieste  prevedono sempre organici più ristretti. Togliendo a lui, amante del colore strumentale, la possibilità di rendere manifesta tale sue inclinazione stilistica, essendo gli organici più frequentemente proposti, assai striminziti.
 Il problema del dilagare della musica per strumento solista o per organici ristretti, che pure aveva vissuto una stagione felicissima da Darmstadt in avanti,  era parso evidente già molto tempo prima della crisi, quando si consigliava ai compositori di non sprecare energie per pezzetti e pezzettini, meglio rinunciare e pensare ad opere più elaborate e complesse; perchè il catalogo delle opere  per strumento solista o duo o trio era già interminabile.
 Il fatto è che oggi anche il catalogo generale dei compositori italiani è interminabile e perciò, per far sapere che si è ancora in vita, si è disposti ad accettare commissioni, anche gratuite, pur di farsi ascoltare in pubblico, meglio se alla radio - Campogrande conosce bene la situazione lavorando spesso per Radio3, dove è possibile anche ascoltare opere sue.
Alla fine, Campogrande, musicista informato, dopo aver dato qualche dritta su ciò che si fa a Los Angeles o che si farà a Venezia prossimamente per la Biennale, dove ci sarà un'opera, appositamente commissionata da Ivan Fedele, per 'solo manifesto', zero esecutori e nessun cantante - si consola e ci consola ricordandoci che nella storia tanti capolavori sono nati da commissioni in cui era stabilito, piccolo o grande che fosse, l'organico e che, sempre nella storia, tanti  capolavori sono nati per organici ridotti, come l'Histoire di Strawinsky. Ma allora che vuole?