La popolarità del nuovo presidente francese, eletto con un inatteso plebiscito, va lentamente, ma non tanto, ed inesorabilmente calando, anche a seguito del 'ruolo' che lui avrebbe voluto ritagliare, in ambito ufficiale, a sua moglie Brigitte - senza la quale, come ha dichiarato, lui non sarebbe quello che è e non sarebbe arrivato dove è arrivato: chissenefrega! - dotandola di ufficio, budget e segreteria, e che ora non potrà più mettere in atto. Perché quegli stessi francesi che l'hanno votato, gli hanno fatto capire e sapere apertamente che loro hanno eletto lui e non lei, e nel caso delle elezioni presidenziali, non vale che voti uno e prendi due. Dunque Brigitte faccia la moglie del Presidente; che già è tanto; meglio se con un pò più di pudore, anzi semplicemente con stile e classe istituzionali, evitando di farsi sempre vedere in pubblico come la piccioncina con il suo piccioncino; lo faccia in privato, in pubblico tenga più contegno! Altrimenti, anche per questo, la sua popolarità calerà ancora. Forse a lui non importa, perché ha al suo fianco la sua Brigitte, ma importa ai francesi che l'hanno votato sperando una svolta; ai quali sarebbe opportuno non creare delusione ed imbarazzo!
La storia della prémière dame francese e la sua responsabilità nel calo della popolarità di suo marito Macron il presidente, evidentemente non ha insegnato nulla al m. Riccardo Muti. Se l'altro ieri, in una corrispondenza/intervista ( Il Messaggero) da Salisburgo, dove sta dirigendo un'Aida 'da sogno' - come la si etichetta nei salotti - ha rivelato, a chi gli domandava quando tornerà a dirigere un'opera in Italia, che lo farà al San Carlo, con un'opera di Mozart, Così fan tutte, dove avrà al suo fianco come regista sua figlia Chiara - che conosce Mozart come nessun altro - parole del maestro! - dopo la sua prima esperienza mozartiana ne Le nozze di Figaro. Nella foga dell'annuncio si è dimenticato di dire che, ancor prima di Mozart, dirigerà, a Firenze, Verdi, nella prossima stagione, a ricordo del suo debutto con il Maggio molti anni fa.
E non è nè la prima ( lo ha fatto anche con Sancta Susanna di Hindemith, nel recinto dorato di sua moglie Cristina, a Ravenna!) e neppure la seconda volta che Muti si porta appresso sua figlia Chiara. Santo Iddio, maestro, è possibile che per avere lei devono prendere anche sua figlia? Che sarà bravissima, anzi lo è, ma allora faccia la sua carriera nei teatri del mondo sia come attrice che come regista, lontana dal papà e dalla mamma, che finora hanno fatto troppo, troppissimo, per lei!
Ma come, ogni giorno lottiamo, denunciandolo, contro il nepotismo e familismo, e Lei, anche Lei dà il cattivo esempio? La conseguenza sarà che, un giorno lontanissimo, nessuno vorrà più nè vedere nè sentir parlare di sua figlia Chiara.
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martedì 8 agosto 2017
domenica 14 maggio 2017
Barzellettieri della politica: Macron, Raggi ecc.. Mondiali!
Meglio di Macron, la Merkel ed anche Letta, Renzi e Gentiloni. Tutti sposati più o meno felicemente, e tutti, ad eccezione di Macron, con i coniugi che stanno sempre un passo indietro. C'è qualche ragione? Non sappiamo del ménage familiare dei signoli, ma alla fin fine a noi che ci frega? O no?
Quando pensiamo al ruolo che le varie messaline, nella storia, hanno avuto sul destino dei loro mariti, l'ascesa di Macron (e Brigitte) alla presidenza della Repubblica francese non può non far riflettere. Se un giorno dovesse accadere qualcosa con la sua Brigitte, di cosa non sarebbe capace Macron? Holland col casco mimetico che, in motorino, va trovare, in gran segreto, la sua amante, è, al confronto di una possibile futura catastrofe, un quadretto di tenerezza familiare.
Il caso Macron- Brigitte richiama alla mente i casi italiani degli ultimi governi , dove i premier hanno sempre goduto dell'appoggio di un badante, il presidente Napolitano - più anziano di loro, e non il contrario - senza il quale niente di importante avrebbero fatto o potuto fare.
Il caso francese è più complicato, perché Brigitte non è solo la badante del giovane presidente, ma anche la sua donna, per la quale forse lui sarebbe capace di sacrificare l'intera nazione. Bastava osservarlo mentre, nel corso della cerimonia ufficiale di insediamento, le bacia di continuo la mano. Senza vergogna. Ma chi è il presidente: Manuel o Brigitte?
Brigitte avrà un ruolo istituzionale, non di semplice rappresentanza da 'première dame' (di compagnia). Il giovane presidente l'ha detto esplicitamente, quando ha affermato che fra gli obiettivi dei suoi primi cento giorni di governo, c'è la MORALIZZAZIONE della vita pubblica. Fa parte di questo grande progetto di moralizzazione della vita pubblica l'ascesa di Brigitte. Paura!
Il caso Raggi, legato alla monnezza a Roma, è in fondo roba da ragazzaccia. La sindaca che ha parlato della finta emergenza dei rifiuti a Roma, è solo una barzellettiera, anche se di questa sua barzelletta i romani, dopo la risata, sentono il puzzo, mentre nel caso della barzelletta francese (Macron Brigitte) chissà quale Hermes, Chanel o Dior emanerà dall'Eliseo e dovunque la coppia presidenziale si mostrerà.
La Raggi l'ha detto: a Roma non esiste l'emergenza 'monnezza'; dopo una settimana di intervento straordinario dell'AMA, la città è pulita. Ma quando?
E, infatti, quando le hanno fatto notare che la città è sporca e tale resta, perché non è sufficiente una pulizia straordinaria, nella settimana precedente la discesa delle ramazze renziane, lei ha cambiato versione, aggiungendo barzelletta a barzelletta: chi ha sporcato, pulisce! come il PD che negli anni del suo governo cittadino, e sono stati tanti, ha sporcato la città. Ora è giusto che lo stesso PD si incarichi di ripulirla. E questa è la barzelletta n. 2.
Ma allora il governo Raggi a Roma, visto che non riesce a tenerla pulita, a coprire le buche, a salvaguardare il decoro delle aree pregiate della città, a curare il verde pubblico, ad eliminare le sterpaglie che sorgono ovunque, a risolvere i problemi del traffico, ad organizzare nulla in tempo, a formare definitivamente una giunta stabile, che governo è?
Quando pensiamo al ruolo che le varie messaline, nella storia, hanno avuto sul destino dei loro mariti, l'ascesa di Macron (e Brigitte) alla presidenza della Repubblica francese non può non far riflettere. Se un giorno dovesse accadere qualcosa con la sua Brigitte, di cosa non sarebbe capace Macron? Holland col casco mimetico che, in motorino, va trovare, in gran segreto, la sua amante, è, al confronto di una possibile futura catastrofe, un quadretto di tenerezza familiare.
Il caso Macron- Brigitte richiama alla mente i casi italiani degli ultimi governi , dove i premier hanno sempre goduto dell'appoggio di un badante, il presidente Napolitano - più anziano di loro, e non il contrario - senza il quale niente di importante avrebbero fatto o potuto fare.
Il caso francese è più complicato, perché Brigitte non è solo la badante del giovane presidente, ma anche la sua donna, per la quale forse lui sarebbe capace di sacrificare l'intera nazione. Bastava osservarlo mentre, nel corso della cerimonia ufficiale di insediamento, le bacia di continuo la mano. Senza vergogna. Ma chi è il presidente: Manuel o Brigitte?
Brigitte avrà un ruolo istituzionale, non di semplice rappresentanza da 'première dame' (di compagnia). Il giovane presidente l'ha detto esplicitamente, quando ha affermato che fra gli obiettivi dei suoi primi cento giorni di governo, c'è la MORALIZZAZIONE della vita pubblica. Fa parte di questo grande progetto di moralizzazione della vita pubblica l'ascesa di Brigitte. Paura!
Il caso Raggi, legato alla monnezza a Roma, è in fondo roba da ragazzaccia. La sindaca che ha parlato della finta emergenza dei rifiuti a Roma, è solo una barzellettiera, anche se di questa sua barzelletta i romani, dopo la risata, sentono il puzzo, mentre nel caso della barzelletta francese (Macron Brigitte) chissà quale Hermes, Chanel o Dior emanerà dall'Eliseo e dovunque la coppia presidenziale si mostrerà.
La Raggi l'ha detto: a Roma non esiste l'emergenza 'monnezza'; dopo una settimana di intervento straordinario dell'AMA, la città è pulita. Ma quando?
E, infatti, quando le hanno fatto notare che la città è sporca e tale resta, perché non è sufficiente una pulizia straordinaria, nella settimana precedente la discesa delle ramazze renziane, lei ha cambiato versione, aggiungendo barzelletta a barzelletta: chi ha sporcato, pulisce! come il PD che negli anni del suo governo cittadino, e sono stati tanti, ha sporcato la città. Ora è giusto che lo stesso PD si incarichi di ripulirla. E questa è la barzelletta n. 2.
Ma allora il governo Raggi a Roma, visto che non riesce a tenerla pulita, a coprire le buche, a salvaguardare il decoro delle aree pregiate della città, a curare il verde pubblico, ad eliminare le sterpaglie che sorgono ovunque, a risolvere i problemi del traffico, ad organizzare nulla in tempo, a formare definitivamente una giunta stabile, che governo è?
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