venerdì 28 agosto 2026

Sallusti: il voto non vale di più se hai una laurea ( da Baritalia News, di Emanuele Larocca). Vero, ma se hai una laurea forse ti lasci difficilmente infinocchiare da chi senza meritarselo vuole prendere il tuo voto ( P.A.)

 Alessandro Sallusti emerge come possibile candidato del centrodestra per il ruolo di sindaco di Milano, in vista delle elezioni amministrative del 2027.

Bonaccini, Sallusti affonda: «Il voto non vale di più se hai una laurea»

Il direttore critica il presidente del Pd: «In democrazia il valore del voto non si misura con i titoli di studio».

Un’accusa di classismo rivolta direttamente al presidente del Partito Democratico. Alessandro Sallusti interviene sulle parole di Stefano Bonaccini relative alla composizione dell’elettorato di destra e contesta l’idea che il livello di istruzione possa diventare una chiave per giudicare politicamente chi vota.

«Caro Stefano Bonaccini, presidente del Pd, liquidare chi vota a destra come una persona poco istruita o ignorante rivela un’impostazione classista», afferma Sallusti.

Secondo il giornalista, proprio questo modo di leggere il consenso elettorale metterebbe in evidenza uno dei problemi ricorrenti del Partito Democratico: la difficoltà di rapportarsi senza pregiudizi con una parte dell’elettorato che sceglie forze politiche diverse dalla sinistra.

Sallusti: «Il voto non si misura con i titoli di studio»

Il punto centrale del suo commento riguarda il principio democratico.

Per Sallusti, il valore di un voto non può essere considerato maggiore o minore in base al percorso scolastico o universitario dell’elettore. Ogni scelta espressa nelle urne, sostiene, ha la stessa dignità.

«Il valore del voto espresso in democrazia non è e non deve mai essere misurato dai titoli di studio», sottolinea.

L’attacco a Bonaccini si concentra quindi non soltanto sulla singola frase, ma sull’impostazione che Sallusti ritiene emerga da quel ragionamento: associare il consenso alla destra a un livello di istruzione più basso rischierebbe, a suo giudizio, di trasformare un’analisi elettorale in una gerarchia tra cittadini.

La critica arriva mentre le dichiarazioni di Bonaccini continuano ad alimentare il confronto politico. L’esponente dem ha successivamente precisato di essersi riferito a studi e analisi sulla composizione del voto, respingendo l’interpretazione secondo cui avrebbe voluto definire ignoranti gli elettori della destra.

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