sabato 29 agosto 2026

Ranucci: vogliono mandarmi al Cairo, sperano che faccia la stessa fine di... (da Open.online, di Stefania Carboni)

 

L’ultimo show di Ranucci: «Ecco perché non ho denunciato Lavitola». Cosa farà nei prossimi giorni


ranucci favignana
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L'amarezza del giornalista nell'ultima data del suo tour teatrale a Favignana: «Voglio mandarmi al Cairo, forse sperano che faccia la fine di Regeni»
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«Non capisco cosa ho fatto di male per essere rimosso, sono vittima di un diktat, domani potrebbe toccare a un altro». Lo ribadisce ancora Sigfrido Ranucci, a Libero, ma anche al Fatto Quotidiano e su altre testate, mentre ieri saliva sul palco del suo tour teatrale “Diario di un trapezista” per una data all’isola di Favignana, in Sicilia. «Oggi ho saputo che non sarò più il conduttore di Report, ma condurrò una battaglia più importante, quella per la libertà di stampa, per ribellarci a una governance mostruosa del Paese, che colpisce in maniera vigliacca il diritto di essere informati», ha esordito quando ieri sera ha salutato il pubblico tra gli applausi.

«Se Lavitola verrà rinviato a giudizio sarò parte civile»

Incalzato dalle domande dei cronisti a Favignana il conduttore sembra tuttavia sorvolare sulla causa scatenante che ha spinto i vertici di Viale Mazzini al provvedimento. Davanti al perché non abbia preso duramente e in modo definitivo le distanze dall’amico che gli sta compromettendo la carriera, la sua risposta si concentra unicamente sugli aspetti legali. «Se Valter verrà rinviato a giudizio, mi costituirò parte civile. Non l’ho denunciato perché il suo non è un reato a querela di parte», commenta a Libero.

E infine precisa: «Non parlo dell’indagine in corso e non perché ho colpe. La bomba l’hanno messa a me, vicino a mio figlio. Dare qualunque informazione al momento però potrebbe pregiudicare gli esiti dell’indagine. Ho tutti i motivi perché venga portata a termine e non voglio fornire elementi a giornalisti che usano questi argomenti per delegittimarmi. Per rispetto della magistratura e dell’inchiesta non parlo», riporta il Fatto Quotidiano.



«Voglio mandarmi al Cairo, forse sperano che faccia la fine di Regeni»

Infine il giornalista ha scherzato amaramente sulle proposte ricevute per il ricollocamento (finora rifiutate). «Vogliono mandarmi al Cairo, forse sperando che faccia la fine di Regeni», attacca in un virgolettato riportato da Repubblica. «Evidentemente non sanno che io vivo sotto scorta anche da prima dell’attentato e in Egitto sarei senza protezione». Una destinazione lontana che ha il sapore della punizione: «Sono rimasto abbastanza perplesso. ll Cairo ultimamente è stato usato un po’ come la Siberia, ci mandano i deportati da altre parti». E conclude: «Spacchettare per quattro il coordinamento delle inchieste – due capi-autori e due conduttori – significa ammazzarlo. Loro hanno capito che il punto di forza era il format e l’hanno distrutto». «Per adesso sono in ferie, ho più di 200 giorni da smaltire».

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