domenica 30 agosto 2026

Soldi (averecene!) e Felicità (possibile?) ( da Investire Oggi, di Giuseppe Timpone)

 

Soldi e felicità: quanto reddito serve davvero per stare bene

I soldi fanno davvero la felicità? E’ un dibattito complesso e che risente molto spesso delle caratteristiche socio-culturali di chi vi partecipa. L’Occidente ricco tende a misurare un po’ tutto in termini materiali, mentre le aree meno sviluppate del mondo tenderebbero ad assegnare maggiore importanza a fattori extra-economici come la famiglia, i rapporti sociali, il senso di nazione, ecc. Nessuno ha ragione o torto in assoluto, molto più banalmente siamo tutti figli del tempo e del luogo in cui viviamo.

Soldi e felicità: concetto di reddito di sazietà

L’Università di Purdue ha provato ad individuare il “reddito di sazietà” per ciascuna delle economie sulle quali ha effettuato la ricerca, basandosi sui dati dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e aggiustandoli in base a potere di acquisto, tassi di cambio e inflazione.

Ha così stilato una classifica, in cui da una parte ha inserito il reddito medio delle famiglie e dall’altra il reddito a cui le stesse ambirebbero per essere felici. Ha scoperto che un solo Paese al mondo avrebbe già raggiunto e superato il reddito di sazietà: la Slovenia. A fronte di un reddito medio di 43.000 dollari all’anno, la felicità qui si raggiungerebbe già a circa 37.000 dollari. Il rapporto tra le due misure supera il 116%.

Italia solo 30-esima, Spagna peggio

Altri Paesi europei sarebbero molto vicini alla soglia del reddito di sazietà: Lussemburgo al 92,8% ed Estonia al 90,5%. Singapore con il 90% è il primo stato non europeo a svettare nella classifica. Guai, però, ad immaginare una relazione stabile tra soldi e felicità. Questi dati, che vanno presi con le dovute cautele, ci segnalano un fatto molto importante: non è guadagnando di più che ci si avvicina alla soglia di piena soddisfazione.

Video correlato: Studi dimostrano che il denaro può comprare la felicità (VideoElephant - Video)

Tant’è vero che la Grecia vanta un tasso di sazietà del 79,7%: reddito medio di 27.900 dollari e soglia di felicità a 34.900 dollari. Una delle economie ancora oggi più povere del continente ha bisogno di un reddito relativamente basso per rendere felici i suoi abitanti.

Scorrendo la classifica, notiamo che la Germania ha un tasso di soddisfazione del 63,1%: 66.900 contro 106.000 dollari. La Francia figura in 22-esima posizione con il 57,4%: 59.400 contro 103.600 dollari. L’Italia s’intravede al 30-esimo posto: 46.300 contro 94.000 dollari con un tasso di soddisfazione del 49,2%. Peggio di noi la Spagna al 48,4%: 42.500 contro 87.900 dollari. Chiude la classifica al 50-esimo posto l’Ecuador con il 32,9%: appena 6.500 contro 19.700 dollari.

Più ricchi e meno felici?

Dunque, non esiste un dato che rende automaticamente felice un’economia ricca. In effetti, gli Stati Uniti con un reddito medio di ben 75.300 dollari dovrebbero figurare nelle parti alte della classifica, mentre precipitano alla posizione 25 con un tasso di soddisfazione del 55,8%. Il loro problema? Le famiglie lì ambiscono ad un reddito di 134.800 dollari per essere felici. In altre parole, più soldi si hanno e più ne servirebbero per raggiungere la felicità.

Paradosso Iran, Yemen e Zimbabwe

Non sarebbe sempre così. Un’altra classifica di Remitly “Cost of Happiness” ha trovato i seguenti risultati:

PaeseReddito annuo necessario per raggiungere il livello massimo di felicità
Irancirca 239.700 $
Yemencirca 172.140 $
Australiacirca 121.190 $
Zimbabwecirca 118.340 $
Norvegiacirca 117.700 $
Svizzeracirca 115.700 $
Nuova Zelandacirca 114.600 $
Israelecirca 112.500 $
Islandacirca 111.900 $
Stati Uniticirca 105.000 $

Praticamente, un cittadino statunitense, a parità di potere di acquisto, riuscirebbe ad essere felice con meno rispetto a un iraniano, uno yemenita o uno zimbabwiano, cioè cittadini mediamente poveri.

Addirittura, lo Yemen risulta tra le economie in assoluto più povere del pianeta dopo un quindicennio di devastante guerra civile sanguinaria. Sembra una smentita di quanto affermato sopra. Da notare anche il basso grado di soddisfazione degli svizzeri, a cui tutti in Europa e nel mondo guardiamo per l’elevata ricchezza diffusa e il presumibile tasso di felicità che regnerebbe nella confederazione: 56,4%, meno che in Francia o di economie come il Cile.

Soldi e felicità: il valore delle aspettative

Continuiamo a non sapere se i soldi facciano la felicità, ma questa classifica ci dice qualcosa: maggiore la distanza tra reddito medio e reddito di sazietà e più alte l’insoddisfazione e potenzialmente l’instabilità sociale e politica. E man mano che il reddito medio sale, lo stesso fanno le aspettative; con la conseguenza che diventa molto difficile acciuffare la felicità, un sentimento quasi asintotico. Bisognerebbe chiedere ai vicini sloveni cosa si provi a guadagnare più di quanto desiderato, pur meno di noi italiani.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

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