lunedì 4 maggio 2026

Tragedia di Crans Montana. Littizzetto ( che tempo che fa) alla Svizzera: più che l' efficienza dovresti avere la DECENZA.... ( Today.it)

               La lettera di Luciana Littizzetto

“Cara Svizzera, terra di montagne pettinate e di laghi stirate a mano, terra di Guglielmo Tell, dove anche i coltellini, essendo svizzeri oltre che tagliare tritano, stappano, limano, spelano e cacciavitano”, così inizia la lettera di Luciana. “Cara Svizzera, piccola nazione che pur essendo in mezzo all'Europa la schifi, paese neutrale come il lucido da scarpe che si dà sui mocassini, paese per effetto dove le galline fanno le uova già dentro i contenitori da sei. Le trote rispettano i limiti di velocità e persino le mucche sono talmente svizzere che non hanno bisogno né di cani né di pastori. Fanno da sole - si legge ancora -. Unica trasgressione, ti prendi a schiaffi sul sedere mentre canti lo yodel. Tu prima della classe, noi casinisti dell'ultimo banco”. 

“Te la sei sempre tirata, eh? Dai, ammettilo”, aggiunge Luciana che poi arriva dritta alla questione: “Un orologio, la precisione svizzera, ciò che è giusto è giusto rispetto delle regole. Poi però qualche giorno fa hai preso una cantonata, d'altronde sei divisa in cantoni, ci sta. Hai chiesto soldi per le cure e i ricoveri dei ragazzi ustionati a Crans Montana”. 

“Ci hai spiegato, cara Svizzera”, continua ancora Luciana, “Che il tuo sistema sanitario non ragiona come il nostro e che questa è la tua legge e in Svizzera la legge va rispettata sempre, quindi bisogna pagare. Giusto? Ma la legge dice anche che la sicurezza delle discoteche va controllata e voi svizzeri non l'avete fatto. La legge dice che va verificata la capienza dei locali e voi non l'avete fatto. La legge dice che le discoteche vanno costruite con materiali ignifughi e i vostri non lo erano. E infine la legge dice anche che l'uscita di sicurezza deve essere agibile e non sbarrata per non far entrare gli abusivi”.

“E come facciamo allora? La legge è legge solo quando fa comodo a te. Essere i primi della classe significa esserlo sempre, non solo quando c'è da prendersi elogi, ma anche quando tocca assumersi delle responsabilità. Qui non si parla di uno sciatore maldestro che dà una craniata a una abete e poi scopre che all'ospedale svizzero il cerotto costa un botto. Qui parliamo di giovani travolti da un incendio in un locale che stava lì da te sotto il tuo cielo ordinatissimo dentro il tuo sistema di controlli che immaginavamo svizzero, appunto, rigoroso, minuzioso, ossessivo”, dice ancora la comica. 

Ci aspettavamo da te un gesto di pudore. Pudore istituzionale, perfino di imbarazzo e invece no. Spuntano le fatture. Il dramma da te non fa in tempo a finire che entra in contabilità. Cara Svizzera, ti abbiamo sempre guardata come si guarda la cugina f*** e impeccabile, quella che non sbaglia mai un congiuntivo, che non parcheggia mai in doppia fila. Noi rumorosi, teatrali e approssimativi, tu precisa, discreta, irreprensibile, ma ci siamo sbagliati perché in queste tragedie che si vede la vera qualità di un Paese”, sottolinea con forza la comica. 

Cara Svizzera, nessuno ti chiede di rinunciare alla tua natura. Tieniti pure i tuoi cucù, i tuoi chalet con le tendine inamidate, ma almeno davanti a una strage risparmiaci il modulo da compilare e il bollettino da saldare. Anche perché se a chiedere un risarcimento dovessero essere le famiglie di quei ragazzi ustionati o che non sono più tornati a casa, non basterebbero tutti i c**** di soldi che hai e che conservi nelle tue banche. A sto giro il tuo compito, cara Svizzera, è di non essere neutrale, almeno per una volta, ma di essere di parte dalla parte di quei ragazzi e delle loro famiglie, perché ci sono momenti in cui un paese, più che l'efficienza, deve avere la decenza. Luciana Litizzetto. Ecco”, conclude Littizzetto.



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