mercoledì 27 maggio 2026

Libretti bancari vecchi di decenni. Che valore hanno? ( da Leggo)

 Una scoperta del tutto inattesa, avvenuta tra vecchi ricordi custoditi in casa, che potrebbe portare a una pensionata una grande fortuna. Protagonista della vicenda è la signora Liliana Marsili, residente a Fermo, che si è rivolta ad alcuni avvocati per ottenere assistenza legale in merito al recupero di somme derivanti da vecchi libretti bancari rinvenuti casualmente nella propria abitazione. La donna, mentre stava ordinando casa, ha ritrovato all’interno di una vecchia scatola di biscotti in metallo tre libretti di risparmio cartacei emessi dalla storica Cassa di Risparmio di Fermo, istituto poi confluito nel tempo in altre realtà bancarie.

Il ritrovamento

Pensionata di Fermo ritrova in una vecchia scatola di biscotti tre libretti bancari dopo 60 anni. «Valgono oltre 73 mila euro»

I libretti riportano saldi risalenti agli anni Sessanta e Settanta: il primo con un deposito di 1.000 lire datato 1966, il secondo con un saldo di 1.182 lire del 1972 e il terzo — il più consistente — con un importo di 5.000 lire registrato nel 1967. Sebbene le cifre originarie possano apparire modeste, se rapportate ai valori attuali, secondo una perizia effettuata da un consulente incaricato dall’associazione, il valore attuale dei titoli è notevolmente superiore. Applicando infatti gli interessi legali, rivalutazione monetaria e capitalizzazione maturati nel corso dei decenni, il credito complessivo stimato ammonterebbe a circa 73 mila euro.

I titoli di credito

Pensionata di Fermo ritrova in una vecchia scatola di biscotti tre libretti bancari dopo 60 anni. «Valgono oltre 73 mila euro»

La vicenda riaccende così l’attenzione sui cosiddetti “titoli di credito antichi”, ovvero libretti bancari, buoni postali, BOT e altri strumenti cartacei emessi decenni fa e mai riscossi dai titolari o dagli eredi. Secondo quanto riferito, la signora Marsili ha conferito mandato ai legali dell’associazione affinché venga avviata un’azione formale di recupero. I rischi Uno dei rischi, però, è la prescrizione. Spesso, infatti, chi ritrova vecchi titoli bancari o postali si sente rispondere che il diritto al rimborso sarebbe ormai estinto per decorrenza dei termini. Tuttavia, secondo la tesi sostenuta dai legali dell’associazione, il caso della signora Marsili sarebbe differente. A sostegno della richiesta viene richiamato l’articolo 2935 del Codice Civile, secondo cui “la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”. In questa prospettiva, il termine decennale non partirebbe dalla data di emissione del libretto, bensì dal momento del suo effettivo ritrovamento, poiché fino ad allora la titolare ignorava l’esistenza stessa del credito e non avrebbe quindi potuto esercitare alcun diritto.

I tesori nascosti

Secondo stime riportate dagli esperti del settore, nel nostro Paese esisterebbero infatti circa 10 milioni di titoli di credito “dormienti” o “antichi” ancora potenzialmente riscuotibili: tra questi libretti bancari, buoni fruttiferi postali, certificati di deposito e titoli di Stato dimenticati in cassetti, soffitte o vecchi archivi familiari. Resta ora da vedere quale sarà l’esito dell’iniziativa avviata dai legali e se gli istituti coinvolti riconosceranno la validità dei libretti rinvenuti. Nel frattempo, il caso continua a suscitare interesse tra esperti del settore, risparmiatori e associazioni dei consumatori, alimentando il dibattito sulla tutela dei piccoli risparmiatori e sulla sorte dei vecchi titoli cartacei ancora in circolazione.

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