Nel centro di Milano, nella Galleria Vittorio Emanuele II, c’è un gesto che ormai è diventato quasi un passaggio obbligato per chiunque passi da lì: ruotare su sé stessi appoggiando il tallone sulle “parti intime” del mosaico del Toro rampante. Una tradizione scaramantica così radicata da coinvolgere turisti di ogni tipo, dai visitatori occasionali fino a volti noti internazionali. Il risultato è una scena che si ripete ogni giorno con puntualità quasi teatrale, tra sorrisi, foto e un pizzico di superstizione.
Un’usura lenta ma costante nel cuore della Galleria
Il tempo, però, non ha risparmiato il celebre mosaico. Con le continue rotazioni dei visitatori, le superfici le tessere rosa che compongono i suoi testicoli si sono consumate creando un vero e proprio abbassamento delle stesse con un cedimento stimato in circa 2,5 centimetri. Un dettaglio tutt’altro che trascurabile, che ha spinto il Comune di Milano a intervenire nuovamente. Presentato dagli assessori Marco Granelli ed Emmanuel Conte, il cantiere è stato avviato con l’obiettivo di preservare un simbolo che, pur consumandosi, resta centrale nell’immaginario della città.
Il cantiere e il lavoro degli artigiani
L’intervento prevede un restauro accurato: rimozione delle parti danneggiate, consolidamento della base, posa delle nuove tessere e successiva stuccatura e levigatura. I lavori proseguiranno per pochi giorni, con l’obiettivo di restituire al mosaico il suo aspetto originale entro il fine settimana. Un’operazione delicata che si svolge sotto gli occhi dei passanti, quasi a ricordare che anche ciò che sembra eterno ha bisogno di cura.
Una tradizione che arriva da lontano
Il gesto del tallone sulle intimità del Toro non è una moda recente. Le sue radici affondano nell’Ottocento, quando già si raccontava che quel simbolo portasse fortuna e un ritorno garantito a Milano. Il toro, inserito nello stemma di Torino, è parte integrante del progetto della Galleria, inaugurata nel 1865 e voluta come monumento simbolo dell’Italia unita. Da allora, la leggenda si è trasformata in rito collettivo, tramandato senza interruzioni.
Tra leggenda urbana e patrimonio vissuto
Oggi il mosaico continua a essere uno dei punti più fotografati della città, un piccolo rituale che unisce ironia, tradizione e turismo di massa. Ogni giro sui testicoli racconta un pezzo di questa storia condivisa, dove la superstizione si mescola alla vita quotidiana. E mentre il restauro lo riporta alla forma originale, resta una certezza: a Milano, il Toro della Galleria non smette mai davvero di essere “in funzione”.
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