sabato 16 maggio 2026

Termovalorizzatore di Roma. Il sindaco Gualtieri posa la prima pietra ( da Huffpost Italia)

 

Termovalorizzatore, Gualtieri posa la prima pietra: "Giorno storico". Protesta ai Castelli Romani© fornito da HuffPost Italia

Al via i lavori per la realizzazione del termovalorizzatore di Roma nell'area industriale di Santa Palomba, ai margini di Roma, davanti ai castelli Romani. Ad aprire il cantiere il sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri, e l'amministratore delegato di Acea, Fabrizio Palermo. Hanno partecipato, tra gli altri, anche l'assessora all'Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale, Sabrina Alfonsi, la presidente di Acea, Barbara Marinali, e l'amministratrice delegata di RenewRome, Barbara Maccioni. L'impianto sarà in grado di trattare 600mila tonnellate all'anno di rifiuti indifferenziati e non riciclabili e la prima consegna dei rifiuti è prevista per novembre 2029.

Con un investimento di 1 miliardo di euro per il termovalorizzatore, "gli sbocchi per lo smaltimento avranno un costo inferiore a quello attuale per il trasporto in Italia o all'estero", fanno sapere. Il progetto prevede anche la realizzazione di un Parco delle Risorse Circolari, un'area attrezzata con sale per la ricerca, coworking, una serra sperimentale, spazi verdi e una torre panoramica alta oltre 70 metri. Il polo ospiterà poi un impianto fotovoltaico, una rete di teleriscaldamento e un sistema sperimentale per la cattura della CO2 e in particolare per il recupero delle ceneri pesanti.

Quanto all'energia termica ed elettrica prodotta sarà pari a 65 mw complessivi, "sufficiente ad alimentare circa 200mila famiglie e permetterà la trasformazione dei rifiuti in materiali riutilizzabili per usi edili". È previsto poi un sistema di trattamento fumi che garantisce "emissioni di CO2 80 volte inferiori rispetto alle discariche ed emissioni di polveri da 100 a 10.000 volte inferiori rispetto a una strada trafficata di Roma". Le emissioni ed altri parametri ambientali come suolo, acqua, vegetazione e rumore, saranno monitorati secondo il Piano di Monitoraggio Ambientale.

A livello idrico, il fabbisogno verrà soddisfatto tramite il recupero dell'acqua piovana e il riutilizzo dell'acqua depurata in uscita dal depuratore di Santa Maria in Fornarola. Il progetto provvede, inoltre, alla messa in sicurezza del Fosso della Cancelliera. Approvata anche la proposta di Piano di sorveglianza e monitoraggio sanitario.

Per quanto riguarda la modalità d'arrivo dei rifiuti, avverrà attraverso la linea ferroviaria, con due treni di notte. Per gestire al meglio la viabilità in zona, c'è un Piano da 31 milioni di euro per decongestionare il traffico del quadrante sud. Infine, da oggi è online il sito www.renewrome.com dedicato all'impianto.

Il termovalorizzatore sarà "ultra sicuro, non inquinante, costantemente monitorato, dotato delle tecnologie più avanzate oggi disponibili e costruito secondo standard ambientali ancora più rigorosi rispetto a quelli previsti dalla normativa europea, così da garantire il massimo livello di tutela ambientale", ha sottolineato il sindaco Gualtieri.

L'ad di Acea Palermo ha poi aggiunto che "l'impianto integrerà le migliori soluzioni disponibili sul piano ingegneristico e ambientale, configurandosi come un modello di riferimento nel panorama europeo".

L'impianto del termovalorizzatore "è ancora più avanzato e quindi meno inquinante di quelli nelle grandi città europee che sono in mezzo alle case, nei quartieri. Questo usa una tecnologia di nuovissima generazione: è il più moderno, avanzato, verde e sicuro d'Europa. Inoltre ha un livello di emissioni bassissimo, tra le 80 alle 8000 volte inferiori a quelle di una strada normale trafficata con le macchine", ha aggiunto il sindaco di Roma. La prima consegna dei rifiuti è prevista a settembre 2029.

Video correlato: Roma, Gualtieri avvia i lavori del termovalorizzatore: "Giornata storica" (Adnkronos)

L'impianto "non ha nessun impatto dal punto di vista ambientale e anzi ha un impatto molto positivo perché riduce l'inquinamento causato dalle discariche e dal traffico di rifiuti sui camion in giro per i termovalorizzatori e discariche di mezza Italia e mezza Europa", aggiunge. Questa scelta per Gualtieri consentirà di "risparmiare risorse per investirle nella pulizia della città". In questo modo, osserva, "ci adeguiamo alle migliori realtà più avanzate d'Europa. E non solo ci adeguiamo, ma lo facciamo con un impianto ancora più innovativo e che sarà un modello a livello mondiale".

Sulle dimensioni, "c'è una polemica, si dice sia troppo grande. In realtà - spiega il sindaco - noi abbiamo parametrato la dimensione sul livello di rifiuti indifferenziati che avremo tra diversi anni. Oggi ne abbiamo molti di più, quindi se si fosse parametrato alla produzione attuale di rifiuti indifferenziati avremmo dovuto farlo di circa 1 milione e persino di più di tonnellate l'anno". Mentre questo a Santa Palomba "è di 600mila proprio perché noi non vogliamo sederci, non vogliamo rallentare il processo di miglioramento della raccolta differenziata e di riciclo dei rifiuti - fa sapere - e per questo abbiamo deciso di tararlo sugli obiettivi più avanzati di raccolta differenziata, il 70% e magari anche di più".

Ma molte comunità e molte forze politiche non la pensano come il sindaco di Roma. "Esprimo tutta la mia indignazione e la mia più profonda rabbia di fronte all'ennesimo atto di forza del sindaco e commissario Roberto Gualtieri. La posa della prima pietra nell'area dei cantieri del mega-inceneritore di Santa Palomba è un vero e proprio insulto democratico alla cittadinanza", dichiara in una nota Alessandra Zeppieri, consigliera regionale del Lazio del Polo progressista di Sinistra&ecologista. "Gualtieri agisce con un'arroganza istituzionale che calpesta completamente il nostro territorio e non ascolta la voce della cittadinanza. Complice in questa operazione è anche il presidente Francesco Rocca insieme alla Regione Lazio, che ha inserito formalmente questo impianto all'interno del nuovo piano rifiuti regionale. Siamo davanti a un palese consociativismo tra centrodestra e centrosinistra su quest'opera, un asse trasversale che si muove sopra la testa delle comunità locali, palesando un accordo totalmente indifferente ai bisogni reali del territorio", aggiunge.

"Dobbiamo ringraziarli pubblicamente Gualtieri, Rocca e i poteri forti speculativi che si muovono dietro questo impianto. Li ringraziamo per aver tolto ogni maschera e per aver palesato il loro totale disprezzo verso il nostro territorio. Stanno deliberatamente condannando i Castelli romani, Albano Laziale e Santa Palomba a un futuro segnato da inquinamento, svuotamento delle falde idriche e deprezzamento della nostra terra e delle nostre case, per non parlare delle conseguenze sulla salute. Tutto in nome di un'opera obsoleta, nociva e contraria alle direttive europee. La farsa di una prima pietra non fermerà la nostra resistenza politica, sociale e legale. Fermeremo questo impianto figlio del passato", conclude Zeppieri.

"Questo è il massimo che Roberto Gualtieri può fare fino all'udienza di merito del 7 ottobre 2026; infatti nella memoria difensiva di Roma capitale c'è scritto che non avrebbero apportato modifiche irreversibili ai luoghi in questo periodo, se fosse l'ennesima bugia ci sarebbero le condizioni per presentare una nuova istanza di sospensiva. Se pensa che molliamo si sbaglia di grosso.

Rafforzeremo l'azione su Roma". Così su Facebook la Rete tutela Roma sud.

Infine il segretario di Sinistra italiana ai Castelli Romani, nonché candidato sindaco ad Ariccia, Fabrizio Profico. "La posa della prima pietra non chiude nulla. Anzi, rende ancora più evidente la necessità di una mobilitazione civile, democratica e informata - scrive in una nota-. Le comunità dei Castelli Romani continueranno a difendere il proprio territorio con determinazione, chiedendo trasparenza, coerenza e rispetto. Perché la salute, l’ambiente e la qualità della vita non possono essere sacrificati in nome di un’opera che molti considerano superata e dannosa. Oggi non è stata posata una pietra: è stata tracciata una linea. Da una parte chi decide senza ascoltare, dall’altra chi difende il territorio con serietà e coraggio. Io sto dalla parte dei cittadini, dei comitati, delle persone che non si arrendono. E continuerò a farlo, con ogni mezzo democratico e istituzionale a mia disposizione".

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