venerdì 29 maggio 2026

Russia, oltre la propaganda. La guerra in Ucraina sta devastando i conti di Mosca (da Corriere della Sera)

 Non basta alla Russia di Vladimir Putin il bonus finanziario avuto dalla crisi di Hormuz e dal forte aumento dei prezzi del petrolio. E non convince più nessuno l’idea che Mosca sia tra i vincitori della partita in Medio Oriente. Il costo della guerra in Ucraina comporterà infatti per l’anno in corso uno sforamento del bilancio russo di oltre 2 mila miliardi di rubli, pari a 28 miliardi di dollari, con il rischio di raddoppiare nel caso di uno «scenario negativo». 

Se il conflitto dovesse continuare, l’eccesso di spesa nel 2027 e 2028 sarebbe di 4 mila miliardi di rubli l’anno. Lo ha scritto il ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, in una lettera riservata al Cremlino, il cui contenuto è stato rivelato dal Financial Times. Siluanov ha chiesto al governo di congelare ben 3 mila miliardi di rubli di spesa pubblica non militare — sanità, pensioni e welfare — per quest’anno e 5.400 miliardi per il 2027, in modo da poter coprire il costo crescente della guerra, valutato in media 1.500 miliardi di rubli al mese.

La lettera di Siluanov è di febbraio. Ma il surplus ricevuto nel frattempo dal petrolio a oltre 100 dollari al barile, conseguenza della crisi iraniana, è stato solo una boccata d’ossigeno. Le entrate petrolifere restano del 30% inferiori al 2025. E in un’intervista a Kommersant di mercoledì, Siluanov conferma «mutate condizioni macroeconomiche» che impongono la revisione di bilancio e la necessità di «concentrare risorse aggiuntive su aree prioritarie», leggi la guerra in Ucraina. Molti degli incassi in più derivanti dal petrolio sono stati spesi per pagare le compagnie petrolifere limitando l’aumento dei prezzi al consumo e alleggerendo le bollette. Ancora più grave è che non si è registrato l’aumento di produzione atteso. Anzi, in aprile c’è stato un calo. La ragione sono gli attacchi in profondità dei droni ucraini contro raffinerie e porti, ventuno solo ad aprile, che hanno diminuito fortemente la capacità di raffinazione ed esportazione di petrolio della Federazione.

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