lunedì 18 maggio 2026

Fondazione Vecchioni ( da Corriere Adriatico)

 

Roberto Vecchioni a Domenica In© - licenza temporanea -

Roberto Vecchioni si racconta a Domenica In con parole intense e dolorose. Ospite di Mara Venier, il cantautore parla del figlio Arrigo, morto tre anni fa, e dell’impegno nato dopo quella perdita: una fondazione creata insieme alla moglie per sostenere chi soffre di malattie mentali, Fondazione Vecchioni. «Nella vita non contano i successi e i soldi», dice Vecchioni, riportando subito il discorso su ciò che resta davvero. Poi il ricordo del figlio: «Arrigo non c’è più perché ha avuto un momento drammatico della sua vita e se n’è andato».

Il dolore per la morte di Arrigo

Un dolore che la famiglia ha provato a trasformare in aiuto concreto. «Io e mia moglie abbiamo dato vita ad una fondazione per la difesa delle malattie mentali. La psichiatria in Italia è quella che è... o sei pieno di soldi o niente». Vecchioni però lancia anche un messaggio di speranza: «C’è modo per aiutarsi, si può guarire». La fondazione, spiega, è stata fortemente voluta dalla moglie: «Porta ancora tutto il dolore di tre anni fa. Sta un po’ meglio ma devo telefonarle ogni due, tre ore. Lei però è riuscita a dare a suo figlio che non c’è più una costruzione che serve a tanti altri».

Il cantautore cita anche i numeri della sofferenza giovanile: «Un ragazzo su sette in Italia soffre di malattia mentale e la seconda causa di morte tra i giovani è il suicidio, la prima è l’incidente». Il pensiero torna ad Arrigo: «Il mondo non meritava mio figlio. Era molto più bravo di me a scrivere poesie. Ogni sera prima di dormire parlo con lui, mi dice che sta benissimo. Ogni volta che si affacciava al mondo, questo non lo meritava».

Il malore

In studio, spazio anche al racconto degli ultimi mesi. Vecchioni confessa di aver attraversato un periodo molto complesso: «Ho passato due mesi molto difficili, ho vissuto un momento delicato. Se non avessi avuto la mia famiglia e i medici, non sarei qui con questa voglia di cantare».

Il cantante, infatti, intervistato da Gramellini, ha avuto un malore mentre vedeva la partita dell'Inter e poi il risveglio in ospedale: «Ho avuto tanta paura di morire quando mi sono svegliato, ho chiesto all’infermiera se stessi morendo e lei mi ha risposto una verità semplice. Ero a metà tra di qua e di là, di là c’era il diavolo, di qua tre cardiochirurghi molto bravi che mi hanno tenuto in vita». Oggi il cantautore sta meglio: «Mi sento molto meglio di prima anche perché ho smesso di fumare da 4 mesi e mangio un po’ di più. Se ne è andato l’ultimo vizio della mia vita»

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