mercoledì 27 maggio 2026

Antonella Clerici: da me le marchette non entrano ( da Baritalia News, di Loreno Costantino). Perdona, Anto, ma le presenze delle mogli di Amadeus, e di Frizzi, oltre di quel trucido simpaticone di Alfio, amico del tuo compagno, come le chiami? e il tuo ex marito che lavora con te? ( P.A,)?


Antonella Clerici sfida la Rai: “Da me la marchetta non entra”

Antonella Clerici parla della Rai, difende la sua libertà in tv e sorprende con parole positive su Ilary Blasi.

La frase arriva netta, senza giri di parole, come spesso accade quando Antonella Clerici decide di raccontare la televisione dal suo punto di vista. In un’intervista a La Stampa, la conduttrice ha ripercorso la propria carriera, il rapporto con la Rai, il cambiamento del pubblico e il modo in cui oggi si costruisce un programma. Tra ricordi, modelli e sguardo sul futuro, una dichiarazione ha acceso l’attenzione: «Da me una marchetta non entra». Una stoccata diretta, detta parlando della libertà che l’azienda le avrebbe sempre riconosciuto.

Antonella Clerici e la stoccata alla Rai sulla libertà in televisione

Con quasi quarant’anni di carriera alle spalle, Antonella Clerici resta uno dei volti più riconoscibili della televisione italiana. L’esordio risale agli anni Ottanta nelle emittenti locali, poi il lungo percorso in Rai, la popolarità nazionale e una breve parentesi in Mediaset. Oggi, a 62 anni, la conduttrice continua a guidare programmi che mescolano intrattenimento, racconto quotidiano e contatto diretto con il pubblico.

Nell’intervista, la Clerici ha spiegato il legame con È sempre mezzogiorno, programma che considera costruito attorno a un gruppo familiare e riconoscibile. «Mi piace tantissimo il mio È sempre mezzogiorno perché ho costruito una compagnia di giro divertente, leggera, simpatica. Tra un sugo e un contorno, parliamo di vita, di attualità. A The Voice mi diverto anche se non è in diretta perché ogni due minuti cambiano le emozioni dei concorrenti e di chi ci lavora. E questo il pubblico lo sente».

La conduttrice ha poi collegato il suo lavoro al rapporto con il pubblico e con il Paese. «Io guardo il Paese passare, ho il suo polso. Ci tenevo a riprendere dopo il Covid per fare compagnia alle persone. Credo che il mezzogiorno abbia in qualche modo una missione sociale, ma è anche il programma che porta i telespettatori al telegiornale».

Il passaggio più pungente riguarda però la sua autonomia professionale. «Ho sempre mantenuto la mia libertà e devo dire che la Rai mi ha lasciata molto libera. Per dire, nessuno mi ha mai imposto un cuoco. Poi forse mi conoscono, sanno che sono peperina, da me una marchetta non entra».

Il cambiamento della tv e il peso del giudizio social

Le parole della Clerici si inseriscono in una riflessione più ampia sulla televisione di oggi. Dal debutto de La prova del cuoco sono passati 26 anni e, secondo la conduttrice, non è cambiato soltanto il piccolo schermo: è cambiato il modo in cui il pubblico guarda, commenta e giudica.

Il confronto con il passato è netto. Quando La prova del cuoco arrivò in tv, il rapporto con gli spettatori seguiva tempi più lenti. Oggi, invece, i social intervengono in tempo reale, orientano le discussioni, amplificano ogni frase e trasformano qualunque passaggio televisivo in materiale da commento immediato.

La Clerici ha sintetizzato così questa trasformazione: «Dalla prima puntata di La prova del cuoco sono passati 26 anni e il Paese è tutto diverso. Ora ci sono i social, che in due minuti ti spiegano cosa fare, come impastare, cosa fai bene e cosa sbagli, non solo in cucina ovviamente, anche quando parliamo di attualità o di libri. Tutto è più veloce, tutto è sottoposto a un giudizio immediato».

Il tema non è solo tecnico, ma culturale. Per una conduttrice cresciuta dentro una tv popolare, generalista e quotidiana, il cambiamento del pubblico impone un equilibrio diverso. Da una parte resta la necessità di mantenere un linguaggio accessibile, dall’altra aumenta la pressione del commento continuo, spesso severo e istantaneo.

Le parole inattese su Ilary Blasi, Hunziker e Delogu

Nel corso dell’intervista, Antonella Clerici ha parlato anche dei suoi riferimenti televisivi. Guardando al passato, ha citato nomi centrali della tv italiana: Pippo Baudo, Raffaella Carrà ed Enrica Bonaccorti. «Sicuramente Pippo Baudo che ha reso per primo giustizia a quella definizione che da parte di qualche radical chic voleva suonare come un’accusa. Poi nella tv del mezzogiorno non posso non pensare a Raffaella Carrà ed Enrica Bonaccorti».

A sorprendere, però, sono state soprattutto le parole dedicate ad alcune colleghe più giovani, anche di reti concorrenti. La Clerici ha citato Ilary Blasi, Michelle Hunziker e Andrea Delogu, riconoscendo loro caratteristiche diverse ma positive. «Mi fa molta simpatia Ilary Blasi, così come Michelle Hunziker. E poi Andrea Delogu che trovo molto moderna, figlia dei suoi tempi».

Il riferimento alla Blasi e alla Hunziker, entrambe legate a Mediaset, ha dato ulteriore rilievo alle dichiarazioni della conduttrice Rai. In un’intervista centrata su carriera, libertà editoriale e trasformazioni del piccolo schermo, la Clerici ha scelto di affiancare alla difesa del proprio percorso anche un riconoscimento pubblico verso altre professioniste della tv.

Le dichiarazioni sono state rilasciate a La Stampa nell’ambito di un’intervista dedicata alla carriera di Antonella Clerici, ai suoi programmi attuali, ai cambiamenti della televisione italiana e ai nomi che la conduttrice considera significativi nel passato e nel presente del piccolo schermo.


POSTILLA

 Me lo ricordo ancora quel ballerino  caraibico maritato Clerixi, padre di Maelle, sfrecciare con la sua Porsche dalle parti di via Ojetti a Roma per raggiungere la Dear, dove - per una supermarchetta - Anto, le aveva fatto avere il ruolo di autore. Almeno stia zitta, lei che già deve ritenersi graziata' dalla fortuna per il ruolo che ha in Rai. ( P.A.)

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