domenica 31 maggio 2026

Senza Riccardo Muri ci potrebbe essere il 'Coro d'Italia', o l'Orchestra d'Italia? Certo che sì.

 A Ravenna domani e dopodomani la seconda edizione del cosiddetto 'Coro d'Italia':  circa 3500 cantori provenienti da ogni parte d' Italia che provano e cantano sotto la direzione di Muti. Un miracolo che, in versione un pò ridotta si è verificato negli anni passati nel festival  settembrino che unisce i due capoluoghi del nord: Milano e Torino, il Festival 'Mito'.

 In settore vicino al canto, in quello delle bande musicali, molto spesso  si organizzano  riunioni di bande - che in Italia sopravvivono con le proprie forze in numero considerevole, nonostante Nastasi abbia tentato di decimarle, affamandole anche delle briciole che  Il FUS elargiva, quando era il ras del Ministero - a cura della loro associazione benemerita AnBiMa. 

E, senza voler comparare cose piccole a questa grandi, io stesso, in occasione dei un anniversario importante di uno di questi complessi, la Filarmonica di Sansepolcro, organizzai un convegno ed una sfilata di una decina di bande - un bel numero, comunque.

Ma sempre per parlare di cose che conosco, a Roma, per molti anni- e non so se ancora l'esperimento continui - Sergio Siminovich, nella Chiesa Valdese di Piazza Cavour, ogni anno creava un grande coro cui a fine 'corso' affidava l'esecuzione di un oratorio heandeliano. Vi partecipavano grandi e piccoli, di qualunque estrazione sociale  e professione. era uno di quei miracoli che la  musica  riesce a realizzare.

 UN miracolo che restò però un miraggio, sebbene ben delineato negli aspetti tecnici ed organizzativi, proposi io al barone Agnello, il deus ex machina del CIDIM,. negli anni Ottanta, verso la fine, in coincidenza con la mia direzione di Piano Time, durante la quale  Agnello mi chiamò a collaborare con il CIDIM.

 Gli proposi di fare una sorta di 'Orchestra d'Italia'. che consisteva nella chiamata di tutti coloro che suonavano uno strumento grandi e piccoli, di qualsiasi famiglia. ai quali, una volta iscritti, avremmo inviato  la parte creata appositamente per il suo strumento, dei brani che si volevano provare ed eseguire.

 Tutti sarebbero stati poi convocati a Roma, per provare insieme ed in pubblico, sul palcoscenico della scalinata di Trinità dei Monti, ed eseguire alla fine delle prove i  brani scelti in concerto.

 Mettere insieme strumenti di varie famiglie, appartenenti di norma alle orchestre o alle bande o a complessi classici e leggeri, per quanto posa sembrare impresa ardua, non era per nulla impossibile. Con l'aiuto di arrangiatori provetti avremmo ottenuto il risultato che ci eravamo prefissi.

 L'Orchestra d'Italia restò però solo un sogno che raccontiamo a qualcuno che voglia invece ora realizzarlo.

Come speriamo che dopo l'esempio di Muti, altri si prendano la briga di organizzare riunioni di cantori, con cadenza più ravvicinata di quella attuale.

 Perchè: cantare in coro e suonare in orchestra è esercizio straordinario di cultura e socialità civile. 


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