Nel mondo al contrario della sosta selvaggia romana, pretendere il rispetto delle regole – e dei diritti dei più fragili – è diventato una colpa da punire con la gogna pubblica. L’ultimo, inquietante capitolo dell’inciviltà urbana va in scena nel cuore della Garbatella, dove un anziano cittadino è finito nel mirino di una vera e propria ritorsione anonima per aver commesso una “colpa” imperdonabile agli occhi dei furbetti del volante: aver chiamato i vigili urbani.
Dalla sosta selvaggia alla gogna pubblica: anziano marchiato come “spia” alla Garbatella. Tappezzato il quartiere con le sue foto per aver fatto rimuovere un’auto
I fatti risalgono all’altra mattina in piazza Augusto Albini, proprio a ridosso della frequentata pasticceria “Benedetto”. L’uomo è in auto insieme alla moglie disabile. La vettura è regolarmente parcheggiata nello stallo riservato agli invalidi, ma uscire è impossibile: una macchina, lasciata con spavalda disinvoltura in seconda fila, sbarra completamente il passaggio.
L’anziano tenta la via del buonsenso: aspetta, suona ripetutamente il clacson, cerca il proprietario nei negozi vicini. Niente. Passano i minuti e la frustrazione cresce.
A quel punto, l’unica soluzione legale e civile è comporre il numero della Polizia Locale di Roma Capitale. I vigili arrivano, constatano l’infrazione e dispongono la rimozione forzata del mezzo. Il posto è finalmente libero, il diritto è ripristinato. O almeno così sembrava.
La gogna sui muri e la solidarietà del quartiere
La vendetta, meschina e mirata, è scattata nella mattinata di oggi, mercoledì 27 maggio. Chi ha subito la rimozione (o chi per lui) ha deciso di trasformare il legittimo ricorso alla legge in un atto di “infamia” da punire secondo le peggiori logiche del bullismo di quartiere.
L’intera zona è stata letteralmente tappezzata di locandine. I volantini sono comparsi ovunque: sui muri della piazza, sui pali della luce e persino davanti alla vicina stazione della metropolitana, per garantire la massima visibilità al linciaggio mediatico. Sopra, una foto dell’anziano scattata di nascosto il giorno prima e un titolo che non lascia spazio a interpretazioni: “La spia che chiama i vigili”.
Una vera e propria “foto segnaletica” per additare al quartiere l’uomo, colpevole solo di non aver chinato la testa davanti all’arroganza. E che si è ritrovato di fronte a una reazione che ha superato di gran lunga il confine della semplice maleducazione stradale.
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