Ludovico si è laureato da poco in Medicina a Pavia e sta studiando per il test di specialità. Suona il violino da quando aveva sei anni. La stessa di quando Violiva ha appoggiato per la prima volta le sue piccole dita da bambina su una viola. «È il mio suono, mi sono detta, ha la stessa tonalità della voce umana». Studia Ingegneria alla Sapienza di Roma, come Filippo, violoncellista, ma sui libri del Politecnico di Milano. Ci saranno anche loro, il 3 giugno al Teatro Fraschini di Pavia, per il debutto della prima Orchestra nazionale che unisce gli studenti di tutti gli atenei italiani. Giovani iscritti nelle facoltà di Fisica o Informatica, Architettura o Biologia legati dall’amore per la musica che studiano da anni, «ma rischiano di abbandonarne la pratica una volta iscritti all’università per i continui cambi di residenza, per mancanza di tempo o per difficoltà economiche».
A parlare è Gianluca Scandola, storico violinista della Scala: l’orchestra “UniOn” (di cui è presidente e direttore artistico) nasce da lui, in collaborazione con Intesa Sanpaolo. E dall’idea di fare qualcosa per i giovani musicisti. «Ce ne sono tanti che studiano nelle università italiane, un mondo che conta circa 1.500 ragazzi che non conosciamo». Da qui il bando, uscito in autunno, che ha selezionato i talenti migliori, allargando la possibilità anche a neolaureati, professori, ricercatori e personale che dentro agli atenei ci lavora. Ne sono stati scelti 73, da ogni parte d’Italia. «Alcuni bravissimi, altri meno, ma è stata una scelta, c’è chi suona già bene e non ha bisogno del nostro aiuto, per questo siamo stati di manica larga».
Nel comitato d’onore, presieduto da Fedele Confalonieri, i direttori d’orchestra Riccardo Muti e Fabio Luisi, i compositori Silvia Colasanti e Fabio Vacchi. Ma anche, fra gli altri, Cecilia Gasdia, Salvatore Accardo, Corrado Augias e Alessandro Baricco. Il principio che muove tutto è dimostrare che sia possibile coltivare l’eccellenza artistica insieme allo studio di materie tecniche, scientifiche e umanistiche. E questo mettendo a disposizione musicisti che lo fanno di mestiere per affiancare i ragazzi e creare un ponte fra il mondo accademico e quello musicale professionale. Tutor che provengono da tre grandi orchestre italiane: quella della Rai di Torino, della Fenice di Venezia e della Scala. Ed è qui, al ridotto dei Palchi, che si sono esibiti i primissimi ragazzi sulle note di Mozart. Un quartetto come assaggio del concerto della settimana prossima in formazione completa.
«La musica fa parte della mia vita e della mia storia», racconta Federico Nogarotto, vent’anni, studente del Politecnico, con un violino come spilla appuntata sulla giacca. «Sono cresciuto in una famiglia di musicisti e il violino ha sempre fatto parte della mia quotidianità». Una passione che corre in parallelo con quella per la scienza. Da qui, dopo il liceo, gli studi di ingegneria. Senza però mai abbandonare le lezioni al Conservatorio di Novara. Violiva Matilde Cocchi, studentessa della Sapienza, quelle al Conservatorio di Santa Cecilia. Abito nero di tulle, capelli rossi e la sua viola nella mano destra che oramai è un pezzetto di sé. «Da quando un giorno i maestri del Conservatorio Boccherini di Lucca vennero a farci ascoltare dal vivo i vari strumenti e me ne innamorai». Da un lato, il desiderio di diventare un’orchestrale. «Dall’altro, il pensiero che l’università fosse imprescindibile. Così ho scelto ingegneria. Meccanica, perché sì (ride, ndr), mi piace la Formula uno». E dunque la sua vita divisa fra gli esami e la viola, fra le lezioni di matematica e gli spartiti. Come Filippo Longhi, 25 anni, che studia violoncello e ora è in Germania per scrivere la sua tesi e laurearsi al Politecnico. Come Ludovico Giussani, neomedico anche lui venticinquenne, che ha studiato violino al collegio Ghisleri di Pavia e quando pensa al suo futuro cerca di rimandare la decisione, camminando in bilico fra il pensiero diventare un genetista e il sogno di vivere di musica. «Il luogo in cui sono connesso con il mio mondo interiore», confessa.
Da venerdì saranno tutti e 73 alla Ium, che li ospiterà nelle proprie residenze, per le prove generali nell’auditorium dell’ateneo, in vista del concerto al Fraschini di Pavia. La neonata orchestra vedrà sul podio il giovane direttore Nicolò Jacopo Suppa e Giuseppe Gibboni al violino solista. «Fare musica insieme è educare all’ascolto, al rispetto reciproco, significa responsabilità verso gli altri e costruzione di una comunità», spiega la rettrice, Valentina Garavaglia. «UniOn interpreta una delle sfide centrali dell’università contemporanea: valorizzare le persone, le relazioni e la bellezza come esperienza condivisa di crescita».


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