“Sappiamo che flussi migratori incontrollati mettono sotto pressione la sicurezza dei cittadini e, quando vengono sfruttati come minaccia ibrida, anche la stabilità degli Stati. Ma non è tutto. Incidono anche sull’economia, mettendo sotto pressione le risorse pubbliche e influenzando il mercato del lavoro. Riducono la competitività, aumentano l’incertezza e alimentano le tensioni sociali. Sono collegati anche all’energia, perché dobbiamo affrontare il fatto che molti flussi provengono da regioni instabili che sono fondamentali per le nostre forniture energetiche”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla Cpe di Erevan nel corso di una discussione su ‘Maintaining European unity and coherence in times of polycrisis’, moderata dal presidente cipriota Christodoulides, con i leader di Francia, Regno Unito e la presidente della commissione europea von der Leyen.
“Alla fine, tutto questo – ha sottolineato – influisce sulla qualità delle nostre democrazie. Quando i cittadini percepiscono che sfide importanti non sono governate in modo efficace, perdono fiducia nelle istituzioni. E quando la fiducia si erode, le persone diventano più vulnerabili alla manipolazione, incluso l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale. Quindi non si tratta solo di migrazione: è migrazione, è economia, è democrazia, è competitività, è energia, è sicurezza”. ( Askanews)
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