«Bisogna cacciare Lorenzo Fontana dalla presidenza della Camera dei Deputati»: è un ritornello costante quello che si ascolta dai parlamentari di Fratelli d’Italia, da quando il leghista viene ritenuto colpevole di «superficialità» nella gestione politica e procedurale del caso Almasri. Come scrive Il Foglio, l’irritazione nasce dalla facilità con cui sotto il naso del leghista, il presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera, Devis Dori di Avs, ha nominato relatore un esponente della minoranza e cioè il piddino Federico Gianassi. Non un dettaglio perché la Giunta, che si riunirà per la prima volta mercoledì 3 settembre, dovrà decidere se mandare a processo Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e Alfredo Mantovano. I meloniani sono sul piede di guerra visto che il rischio di «portare al macello il governo» è alto. E allora, via con la campagna per far lasciare la poltrona presidenziale a Fontana. Ma come? Magari dando l’ok alla candidatura del veronese alla presidenza della Regione Veneto, dopo il regno del doge Luca Zaia. Così si libererebbe una poltrona di peso, da destinare «a qualcuno più competente», sibilano in FdI, «e che magari pensa meno al calcio e più alla politica». Che poi Fontana, essendo di Verona e ricoprendo un ruolo nazionale di grande prestigio, «ogni volta che va in città e si presenta agli spettacoli dell’Arena oscura colui che vuole apparire come il vero ‘potente’ scaligero, ovvero il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi», di FdI. Ma questa è una storia che meriterà altre puntate…
L’uomo di Nordio a Venezia per Portobello
Francesco Specchia, capo ufficio stampa e portavoce del ministro della Giustizia Carlo Nordio, è andato alla Mostra del cinema di Venezia per assistere alla prima di Portobello, opera di Marco Bellocchio sul calvario giudiziario di Enzo Tortora, caso che minò la credibilità della magistratura. In posa con il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco «perfetto padrone di casa», Specchia l’ha definita una «straordinaria fiction». Chissà come saranno contenti all’Anm…
La Rai taglia Berrino per le critiche al Prosecco
Franco Berrino, il medico che occupa la televisione dalla mattina alla sera, intervistato a Uno Mattina, su RaiUno, il 28 agosto, ha dichiarato che bisogna bere massimo un bicchiere di vino al giorno ma «scegliamo un vino vero, coltivano senza pesticidi, ormai la zona del Prosecco, del Valpolicella sono dei posti terribili dove non c’è più un albero, soltanto viti diserbate piene di veleni. Non beviamo quel vino lì». Polemiche pesantissime sul medico, che è stato attaccato da esponenti politici veneti e dalla Coldiretti che ha denunciato l’accusa «grave e priva di fondamento». Comunque, nel nome della trasparenza, dalla registrazione della puntata è scomparso l’attacco di Berrino ai vini veneti, nell’archivio Rai c’è un taglio proprio a quel punto della trasmissione. Più che censura, sembra una scelta effettuata per evitare richieste di danni dai consorzi e dai produttori. E pure dalla Regione Veneto. Cin cin! Con tanti saluti a Berrino e alle sue prossime apparizioni televisive, certo non sugli schermi della Rai.
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