domenica 17 giugno 2018

Per Giletti è arrivato il giorno del grande scoop: Fabrizio Corona

Giletti ha fatto  ascolti da record nelle ultime puntate, mettendosi a fianco di quattro donne siciliane ( tre sorelle e mamma), le quali, dopo la morte del loro genitore sono state vittime di soprusi mafiosi nel paesino dove vivono e dove hanno alcune proprietà. Giletti che ha un cuore grande come una casa, ha sposato la loro causa, ottenendo da Regione e Comune ed anche privati sostegno e mezzi perchè riprendano la loro attività nei campi .

E, sempre per il suo cuore grande come una casa, ha dato sostegno televisivo  ad una giovane donna che ha aperto un agriturismo fra mille ostacoli e sabotaggi. Giletti non si ferma difronte alle ingiustizie  e combatte; lui ha una forza umanitaria come nessun altro.

E, ancora, nell'ultima puntata - la settimana scorsa, ha preso in carico la storiaccia dell'Aquarius, carica di profughi sballottata dalle onde dopo la decisione del nostro Ministro degli Interni, il nobile Salvini, di vietarle qualunque approdo in Italia.
 Nella tragica vicenda dell'Aquarius, Giletti ha fatto un secondo scoop, linguistico questa volta,  è stato l'unico a chiamare la nave Aquerius.

Ma neanche il doppio scoop dell'Aquerius ha acquietato le sue mire  di giornalista d'assalto. E così, già nelle scorse puntate ha fatto filtrare alcune foto che lo ritraevano per strada con un campione dell'umanità, per annunciare che nell'ultima trasmissione di quest'anno - quella di oggi -  avrebbe fatto fare a Non é l'Arena, il botto con grande sorpresa perfino del suo datore di lavoro, Cairo. Un'intervista esclusiva a Fabrizio Corona, sì  a quel relitto umano che la galera e  e il ricovero in una comunità di recupero - come è quella di don Mazzi che lo tenuto in custodia per alcuni mesi -  non sono riuscite a riformare, ma ci riuscirà Giletti.

Solo che Giletti non sa o finge di non sapere che a nessuno  fotte di ascoltare quel che Fabrizio Corona avrà da blaterare.  Perchè nulla di sensato e ragionevolmente accettabil c'è da attendersi; la sua vita dopo il carcere lo dimostra. Vogliamo scommettere?


P.S Sembra che la stessa facoltà di lingue dell'Università 'Mazzini' dove ha studiato il Giletti dell'Aquerius, negli stessi anni sia stata frequentata da Lucia Annunziata dell'Equerius

sabato 16 giugno 2018

Mondadori periodici in difficoltà. Per ora mette una toppa ( ANSA). Che fine farà Panorama? Ancora silenzio

Il gruppo Mondadori ritira la  vendita Tustyle e Confidenze dopo aver raggiunto un accordo con  i sindacati per una riduzione, a partire dal prossimo primo  luglio, degli stipendi del personale giornalistico dei due  magazine "compatibile con le dinamiche di un mercato in calo   strutturale". Il gruppo di Segrate ha inoltre siglato un accordo  per applicare il contratto di solidarieta' ai giornalisti delle  altre testate dell'area Periodici Italia, fino alla fine del  2018. Lo si legge in una nota (in http://www.mondadori.it/media/news-comunicati-stampa-e-social/anno-2018/gruppo-mondadori-accordo-con-le-rappresentanze-sindacali-dei-giornalisti ). Il cda di Mondadori, spiega la nota, "ha deliberato di non procedere all'accettazione delle offerte vincolanti ricevute dal gruppo European Network per  l'acquisizione dei magazine Tustyle e Confidenze esaminate lo  scorso 15 maggio". "Grazie alla consapevolezza raggiunta dagli stessi giornalisti del Gruppo e alla loro disponibilita' a collaborare a un obiettivo comune, la Societa' ha potuto individuare una nuova struttura organizzativa e di gestione dei costi finalizzata al  raggiungimento di target migliorativi per i due magazine", si  legge nel comunicato. "Un confronto costante e aperto" con i sindacati ha prodotto un'intesa "che prevede per il personale giornalistico dipendente di Tustyle e Confidenze una riduzione del pacchetto retributivo dal 1 luglio 2018 compatibile con le dinamiche di un mercato in calo strutturale e il ricorso a un contratto di solidarietà per i giornalisti delle altre testate dell'area Periodici Italia, in vigore fino al 31 dicembre 2018".  Inoltre "coerentemente con le strategie delineate e gli obiettivi di business dichiarati, ovvero la focalizzazione sui  brand con potenziale di sviluppo multicanale, la Società e le  rappresentanze sindacali hanno sottoscritto il proprio impegno  a rendere compatibile, entro la fine dell'anno,la struttura dei  costi e l'organizzazione del lavoro dei Periodici Italia con i  trend di mercato, per salvaguardarne la sostenibilita'".(ANSA). 

Virginia Raggi: ce l'hanno con me perchè sono donna. Sbaglia, Lei è solo una incapace ed anche un pò...

Un nuovo scandalo investe i Cinquestelle ed il 'gabinetto Raggi' a Roma. Il cosiddetto 'Sistema Raggi - che ha preso il posto di 'Mafia Capitale' - in riferimento alle mazzette ed agli intrallazzi intercorsi fra il cavaliere senza paura inviato dai vertici a Roma, per mettere ordine,  l'avv. Lanzalone, ed il sottobosco romano fatto di palazzinari e bassa politica che si fanno condizionare per quattro soldi, come tutti i pezzenti del mondo.

La sindaca, sentita in Procura ieri, come persona informata dei fatti, ha gettato la croce sulle spalle dei vertici del Movimento che le hanno affiancato il cavaliere mascherato che ha gettato un ombra di 'omertà' sul Campidoglio che della 'onestà' aveva fatto la sua bandiera.

Vorremmo tranquillizzare la Raggi. Noi non siamo i soli a pensarla come stiamo per dirle, se ci presta un pò di attenzione e ci sta a sentire.

Ieri sul 'Corriere' anche il saggio venerando Cassese, ha espresso le nostre stesse perplessità sul governo della Capitale. E cioè che Lei inciampa quasi ogni giorno in qualche disastro perché è una incapace, Lei, come anche buona parte dei componenti il suo gabinetto. Ce l'ha con Lei chiunque abbia gli occhi aperti sul disastro della Capitale, e non volesse chiuderli senza colpa.

Noi poi, vorremmo aggiungere, usando un termine che speriamo non riterrà offensivo, che Lei è furba ma anche un pò scema, altrimenti non sarebbe nella situazione in cui si trova e nella quale ci si è messa.

 Se uno accede al governo, attraverso elezioni, e  intende governare, perchè cosciente di saperlo fare, non si fa comandare da altri, non si fa mettere ai fianchi angeli custodi protettori - che molte volte si rivelano farabutti e idioti - e fa vedere concretamente come si governa, risolvendo cioè i problemi che una grande città naturalmente presenta, e Roma forse più di altre.

Non ci venga a dire, anzi a ripetere che è colpa di chi l'ha preceduta. Sono trascorsi già due anni dalla sua elezione, e siamo andati di male in  peggio. Ci dica un solo problema che ha risolto, o quelli che, non fra due o tre anni, ma nelle prossime settimane intende risolvere - la monnezza, ad esempio che ha trasformato molta parte di Roma un una discarica a cielo aperto.
 Solo allora penseremo che Lei non è una incapace e neppure un po' scema. L'essere donna non c'entra. Anzi, proprio perchè donna, le perdoniamo molto.

venerdì 15 giugno 2018

Di Battista s'inc...

Di Battista, da Chicago, l'altro ieri ci ha fatto sapere che lui la buonuscita da parlamentare, a fine legislatura - ma perché i Parlamentari l'hanno a fine legislatura se non sono rieletti? - l'ha devoluta al fondo istituito dai suoi compagni 'stellati'  per venire incontro alle piccole e medie imprese che soffrono a causa della crisi. E si tratta di una bella cifretta. Quasi cinquantamila Euro.
 Chi non ha apprezzato il beau geste del Dibba?
 Poi qualche social media  si è azzardato a chiedergli: caro Dibba, ora che non sei più parlamentare e non hai uno stipendio, come vivi?
 E lui, perdendo la calma e la seraficità che il suo gesto  precedente della donazione gli avevano riconosciuto, ha risposto, piccato: sono c...miei.

 Dibba non si risponde così, a chi si preoccupa che Lei possa avere problemi di sopravvivenza. Dica semplicemente che l'aiuta suo papà; che si è trovato un lavoretto, procuratogli dagli amici suoi e di Trump; o che il lavoretto magari l'ha trovato sua moglie; o che, ipotesi estrema però verosimile, ha messo da parte dei soldi nei cinque anni da parlamentare - beato Lei che ha potuto farlo, si vede che di soldi ne ha guadagnati abbastanza da poterne accantonare un pò, anche dopo averne versato una quota nelle casse del vorace Movimento.

 Ma comunque non può rispondere, come ha risposto, se qualche ora prima ci ha voluto partecipare, non richiesto, di altri c...suoi, che non era il caso ci rivelasse.

C'è chi si ostina, non più con le mani data l'età avanzata, a mungere ancora la Rai

Nei giorni scorsi un quotidiano di opposizione - a chi? - ha reso noto il compenso di  un vecchio del giornalismo italiano che, da tempo, AVENDO BELLAMENTE SUPERATO GLI OTTANTA, 83 ad essere precisi, e avendo promesso che sarebbe andato in vacanza, in vacanza non si decide ad andare, alla stessa maniera di Veltroni che ci aveva annunciato che sarebbe emigrato in Africa, in Africa non è emigrato.

 Il vecchio giornalista del quale 'Libero' quotidiano ha rivelato il compenso per la sua trasmissione giornaliera dedicata ai libri, ' Quante storie! - è Corrado Augias, il cui compenso è il massimo consentito ad un giornalista in Rai, e cioè 240.000 Euro - che poi è lo stesso  compenso del direttore generale che, per il tetto stabilito per legge, si è dovuto dimezzare il suo.

Due o tre stagioni fa  il vecchio giornalista aveva rassicurato tutti che quella sarebbe stata la sua ultima stagione in Rai. Poi invece ci ha preso gusto sia al teleschermo come anche ai soldi - che saranno anche lo 'sterco' del demonio, ma non puzzano e dunque si possono accumulare - ed ha continuato; e chissà per quante altre stagioni si sentirà  obbligato a  farlo, costringendo Crozza ad imitarlo magnificamente,  ben sapendo il comico e noi con lui che il modello è molto meglio del suo duplicato. E cioè che Augias imita magnificamente  Crozza che tenta di imitare Augias.

Quella sua trasmissione che lo vede matusalemme fra giovani studenti incarna un rituale stantio, come i risultati di ascolto irrisori lo confermano. Ma lui e la trasmissione restano lì.

Noi crediamo che almeno un'altra o forse due persone - non certo noi, pensionati come Augias, ma molto più giovani di lui - potrebbero fare quella stessa trasmissione, magari con risultati migliori. Perchè non provarci allora? Perchè non far riposare finalmente un giornalista che ha tanto lavorato,  tanto guadagnato, liberando quel posto per qualche giovane ? Il quale potrebbe anche far meglio e costare meno. E poi non va ogni giorno sposando in tv la causa dei giovani che faticano a trovare lavoro? Cominci lui a liberare il suo.

Noi ci attendiamo una bella notizia in proposito, il prossimo 27, quando verranno resi noti i palinsesti della stagione Rai ventura, ed anche una seconda ed una terza, perchè la presenza di giornalisti di Repubblica a Rai Tre è  notoriamente eccessiva, e persiste anche  nel caso di una redazione tutta che ha sfiduciato il suo direttore, come  ha fatto la Redazione sportiva della Rai.

Chi replicherebbe che La 7 fa la stessa cosa con i giornalisti del Corriere, come anche  che Mediaset utilizza quelli della sue testate giornalistiche anche per  la tv, dimentica la sostanziale differenza fra quelle che sono aziende private, nelle quali il padrone cerca di ottimizzare lavoro e costi, e la Rai.
 Unica eccezione Paolo Mieli che passa da una trasmissione all'altra da una rete all'altra da  una azienda all'altra. Si vede che nessuno può farne a meno.

Anche le pupe preferiscono i boss. Ma che i boss preferissero le pupe si sapeva. Non farebbero eccezione boss e pupe anche in Rai

Forse ne abbiamo già scritto in altra occasione. Cioè, che le pupe di oggi  oltre i calciatori  - e per la proprietà transitiva anche i calciatori preferiscono le pupe - preferirebbero i boss, coloro i quali hanno potere in qualunque campo, tv inclusa.

 Dicevamo che forse l'argomento lo abbiamo toccato in altra occasione. E forse in quell'occasione abbiamo citato il caso di un noto, potente direttore generale della Rai  il quale, esattamente il giorno prima del suo insediamento, fece assumere come funzionaria, in Rai naturalmente, la sua pupa. Nessuno avrebbe potuto dirgli che l'aveva fatta assumere lui. E, difatti, nessuno mai venne a saperlo. Non ci chiedete i nomi nè di questo protagonista nè degli altri di cui parleremo, perché non ci sovvengono.

Dobbiamo confessare che un  bel pò di invidia nei confronti di uno degli ultimi direttori generali della Rai, la proviamo da tempo, da quando una delle più belle pupe, ed anche brave, l'ha scelto come compagno. E lui, ovviamente, lei. L'unica nostra consolazione è che non la tiene rinchiusa in casa, ma ce la fa vedere praticamente ogni giorno sul teleschermo per la gioia dei nostri occhi, irradiati dal suo splendore, e della nostra intelligenza, che gode ogni volta che Lei apre bocca.

Fortuna vuole che il direttore generale in carica non abbia  una pupa, perchè altrimenti avremmo avuto un'altra bellissima e bravissima - bellezza e bravura sono fuori discussione, mica si scelgono delle cozze idiote - ogni giorno piazzata sul teleschermo e magari con contratto a vita.

Adesso, però, con il governo cosiddetto 'del cambiamento',  potrebbero entrare in gioco anche i boss della politica, i quali per le loro pupe predisporrebbero impegni tv di un certo peso,  anche  costo di scalzare  chi li  aveva da tempo. E per dare il senso del peso dei nuovi boss, la presentatrice di una trasmissione collaudata, potrebbe essere promossa al ruolo di autrice della trasmissione medesima che, magari vanta  una tradizione lunga una ventina d'anni. E lei, la pupa, investita di tale nuovo ruolo, e forte dell'appoggio del boss, pretendere di cambiare il team di autori e di volere un nuovo capo progetto.  E forse riuscirebbe nell'intento.

P.S. Personaggi e circostanze sono  frutto di fantasia, perchè nella realtà i boss preferiscono più comandare che ... e le pupe sono troppe belle  e brave per  cadere nel trabocchetto della cattiva tradizione.

giovedì 14 giugno 2018

E' morta Francesca Fortuna. Avrebbe compiuto fra poco 55 anni

Abbiamo appreso la tragica notizia della morte di Francesca Fortuna direttore generale della IUC, dal Tg 3 di questa sera. Ne siamo sinceramente addolorati, anche per la  giovane età della donana che lascia la famiglia nel dolore.

 Chi legge queste nostre condoglianze sincere e spontanee ricorderà senz'altro i nostri post nei quali rimproveravamo alla IUC di essere una sorta di impresa 'di famiglia' passata dalle mani di alcuni membri della famiglia ad altre: dal fondatore Oreste, alla consorte Lina alla figlia Francesca. Ed anche la reticenza, senza ragione, sul compenso di Francesca - impossibile trovare l'ammontare nella pagina 'amministrazione trasparente' del sito ufficiale della IUC.
Quando siamo riusciti a conoscere l'ammontare del  suo compenso, siccome non siamo prevenuti, abbiamo anche detto che era tutto sommato, un normalissimo compenso. Che ragione c'era per  tenerlo occultato nelle pieghe del sito della IUC?
 Perciò le nostre condoglianza di oggi sono davvero sincere, nella speranza che la IUC non finisca nelle mani di un'altra Fortuna o, peggio ancora, in quelle di un certo notissimo asso pigliatutto, già presente nei vertici della IUC, il quale, dopo l'uscita burrascosa di qualche mese fa da una fondazione lirica, vi potrebbe forse aspirare, anzi vorrebbe addirittura annettersela.