sabato 2 dicembre 2023

Firenze. Rimossi i manifesti discriminatori contro gender e carriere alias, affissi da Pro Vita & Famiglia ( da La Repubblica, di Chiarastella Foschini)

 


Rimossi i manifesti Provita contro “gender e carriere alias”
Rimossi i manifesti Provita contro “gender e carriere alias”

Hanno avuto vita breve a Firenze i manifesti targati 'ProVita & Famiglia' comparsi la notte di sabato negli spazi delle affissioni comunali. Coperti a poche ore dalle prime segnalazioni arrivate all’assessora Benedetta Albanese. I manifesti sono indirizzati a genitori di bambini e ragazzi e c’è scritto: “Basta confondere l’identità sessuale dei bambini nelle scuole, stop gender e carriere alias”.

Nelle università toscane di Firenze, Pisa e Siena c’è la possibilità di attivare la carriera alias, così come è possibile in 35 scuole in quasi tutte le province, all’appello mancano solo Arezzo e Grosseto secondo l’ultimo aggiornamento dell’associazione Genderlens. L’assessora Albanese ha chiesto alla Sas di rimuoverli: “Sono lesivi dei diritti, discriminatori stereotipati e inaccettabili Il Comune non appoggia campagne simili. Per nutrire la cultura del rispetto si parte proprio dalle nuove generazioni”, ha concluso.

Boris Porena. Concerto e giornata di studi al Conservatorio di Santa Cecilia, ieri a Roma

                                 Per Boris Porena 

Giornata di studi con concerto a cura di Monica Conversano Paola Bucan, Il Centro di Ricerca e Sperimentazione Metaculturale di Cantalupo in Sabina

 Emanuele Pappalardo, La didattica di base di Boris Porena 

Antonio Caroccia, Concepire la musica come forma di comunicazione: l’approccio didattico-compositivo di Boris Porena 

Interventi di Letizia Marchetti, Federico Cortese, Monica Conversano. Patrizia Conti, 

Edoardo Lattes, L’armadio di Boris

 Simone Erre, Una felice scoperta: le musiche per flauto dolce di Boris Porena tra forme antiche e linguaggio moderno 

Paolo Lucci, Ricordi di un allievo sui generis 

Duilio D’Alfonso, Boris Porena e l’autocoscienza critica dell’analisi musicale 

Enrico Migliaccio, Boris Porena Musicista ed Entomologo 

                                             

Giorgio De Martino, Storia di un incontro: com’è nata la biografia di Boris Porena. Introduzione alla vita rivoluzionaria di un profilo rinascimentale 

Dario Peluso, Le Indagini Metaculturali delle edizioni Lulu

 Saluti istituzionali di Daniela Tortora, introduce e modera

  Concerto

Musiche di: Boris Porena, Monica Conversano, Elio Lo Presti, Steaps, Alfonso X El Sabio, H. Regner, H. di Bingen, Certon/Finitot

 Eseguono: Accademia “Il Giardino Delle Muse” - Simone Erre, Giona Saporiti; Letizia Marchetti, Elio Lo Presti, Oliver Wehlmann, Liliana Bernardi, Marco Persichetti, Sabina Angelucci, Benedetto Oliva, Maria Tomasella Papais, Xia Shenting, Isabella Santecchi, Valentina Predazzo, Martina Coers, Eleonora Aleotti, Carla Tavares, Federico Cortese, Danilo Magni, Morgan Bonci, Sofia Antonelli, Camilla Crisostomi, Daniele Monaco, Victor Maher Karam, Mathilde Brugalieres, Giovanni Tozzi

Discobolo. Hitler ricattò il Duce ( da Il Giornale, di Luigi Mascheroni)

 


"Il Discobolo? Hitler ricattò il duce"
"Il Discobolo? Hitler ricattò il duce"© Fornito da Il Giornale

Il Discobolo «Lancellotti» è una statua di marmo del II secolo d.C.: è la copia romana più bella dell'originale in bronzo oggi perduto - del grande scultore greco Mirone di Elètuere. Fu ritrovata a fine del '700 sull'Esquilino, razziata da Napoleone, ripresa dall'Italia e di proprietà del principe romano Lancellotti, da cui il nome. La bellezza della statua ammaliò Adolf Hitler, il quale durante il suo viaggio in Italia del 1938 vide nella perfezione fisica dell'atleta il mito della razza ariana e fece pressione per farsela cedere dal governo italiano. Ci riuscì. La portò alla gipsoteca di Monaco di Baviera, dove rimase fino alla fine della guerra, quando il Discobolo tornò a Roma.

Oggi però i tedeschi lo rivogliono. Il direttore della Gipsoteca di Monaco sostiene che la statua fu acquistata legalmente dallo Stato tedesco e che il rimpatrio in Italia, all'epoca, violò la legge. Tranchant la risposta del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano: «Dovranno passare sul mio cadavere».

Curioso: sui social c'è qualcuno che pur di attaccare il Governo Meloni sta dalla parte di Hitler...

Chi conosce bene la storia del Discobolo è Angelo Polimeno Bottai, giornalista del Tg1 e scrittore, che ha da poco pubblicato la biografia del nonno: Mussolini io ti fermo. Storia leggendaria di Giuseppe Bottai. Scelse la patria, combatté i nazisti (Guerini e associati). Un saggio scritto da storico e non da nipote che attinge a diari, lettere e documenti inediti e fa i conti con il meno fascista e più antinazista dei gerarchi.

Suo nonno, Giuseppe Bottai, fu l'uomo chiave del destino del Discobolo. Lui si oppose alla vendita. Ora la Germania rivuole la statua.

«Sono sorpreso. Lo Stato tedesco ha sempre gestito il suo passato nazista con accortezza. Non capisco come possa chiedere indietro un'opera d'arte che Hitler ottenne sfruttando la debolezza di Mussolini, portandosela via in cambio di nafta».

Cioè?

«Hitler era un pittore fallito che provò a riscattarsi come amante dell'arte. Quando venne in Italia, a Firenze e Roma, rimase folgorato dai capolavori dell'antichità conservati nei nostri musei e sognava di portarseli via. Anche Göring era famelico di opere d'arte: aveva una collezione spaventosa nella sua residenza di campagna, Carinhall. Tutta roba rubata agli ebrei e ai musei di mezza Europa. Entrambi si innamorarono del Discobolo».

E cosa accadde?

«Che Hitler fece pressione sul Duce per averlo. Era il 1938. Mussolini aveva bisogno di carburante per il Paese. Leggendo i diari di Ciano e di Bottai si capisce che cercarono di resistere al ricatto del Führer. Il Consiglio superiore delle Scienze e delle Arti si oppose alla cessione. Ma il Duce era il Duce. C'era poco da fare».

E alla fine Hitler comprò l'opera tramite una compravendita privata tra Goering e il principe Lancellotti per 5 milioni di lire.

«Una cifra irrisoria, peraltro. Comunque sì, la statua finì in Germania. Ma la vicenda del Discobolo fece capire a Bottai che i nazisti potevano portarsi via tutto. E approntò nel '39 alla Legge per la protezione dei nostri beni artistici, ancora in gran parte in vigore oggi, secondo cui se tu sei proprietario di un'opera d'arte e la vuoi vendere all'estero devi prima fare una richiesta allo Stato italiano, che ha il diritto di prelazione».

Cosa accadde poi al Discobolo?

«Alla fine della guerra fu recuperato da Rodolfo Siviero, lo storico dell'arte al quale fu affidato il compito di riportare in Italia le opere d'arte trafugate o acquistate in maniera anomala nel corso del conflitto. Da allora è al Museo nazionale romano di Palazzo Massimo, a Roma. E lì deve restare».

Ha fatto bene quindi il ministro Sangiuliano a opporsi alla richiesta dei tedeschi.

«Benissimo. Non credo che la Germania possa continuare su questa strada. Vorrei sapere cosa ne pensa il Cancelliere... Credo sia solo un'iniziativa un po' scombiccherata del direttore della Gipsoteca di Monaco. È una questione politica molto delicata. Finirà con un po' di imbarazzo da parte dei tedeschi e una stretta di mano. Il Discobolo fa parte da sempre del patrimonio culturale italiano».

La vicenda del Discobolo è importante anche come prova dell'idea che Bottai aveva del fascismo...

«Molto diversa da quella che poi prese il sopravvento. Lui quando Mussolini va al potere fonda un giornale che si chiama Critica Fascista. E scrive che ora che il fascismo è al governo è necessario un forte ricambio della classe dirigente... Le stesse leggi razziali per la scuola le firmò per evitare che lo facesse qualcun altro in modo più restrittivo».

La vita - Dio per Gessica Notaro - grazia chi fa del bene. Presto tornerà a vedere con l'occhio sinistro. Evviva ( da Leggo, di Luca Uccello)

 Era il 2017. Ma Gessica Notaro non ha dimenticato nulla.  «Quando il mio aggressore mi gettò l’acido sul volto e rimasi sfigurata, invocai il Signore. Lo supplicai in maniera accorata. Gli dissi: “Ti prego Dio, prenditi la bellezza, ma lasciami la vista”». Un ricordo lontano ma ancora tragicamente attuale. La violenza sulle donne c'è ancora, niente è cambiato da quella notte davanti a casa sua a Rimini. Ancora oggi le donne sono oggetto di una violenza assurda da parte di uomini che non hanno rispetto e non si rassegnano all'idea che una relazione possa essere finita.

 

Il miracolo della vista

Quella notte, racconta in un'intervista a Di Più, «il mio volto bruciava ed ebbi solo la forza di telefonare a mia madre. Mentre ero in attesa di mamma e dei soccorsi, mi inginocchiai davanti alla statuetta della Madonna che avevo di fronte casa e chiesi aiuto a Dio. Gli promisi che se non fossi diventata cieca avrei fatto di tutto per dare una mano alle donne vittime di violenza, attraverso un’opera di testimonianza e di volontariato. Lui, per fortuna, mi ha ascoltato e mi ha fatto un ulteriore regalo. A breve mi sottoporrò a un intervento chirurgico per riacquistare la vista anche dall’occhio sinistro...».

Gessica Notaro tornerà a vedere anche dall'occhio sinistro: «Il merito è di Dio, mi sento miracolata»
Gessica Notaro tornerà a vedere anche dall'occhio sinistro: «Il merito è di Dio, mi sento miracolata»

Milano. Accademia Musica Antica. Concerti

                                                                  12 DICEMBRE 2023

Officina Romana

Caldara, Handel, Haym, Scarlatti


L’ultimo appuntamento della stagione 2023 dell' Accademia di Musica Antica di Milano si terrà il prossimo 12 dicembre, ad ore 21, presso la Sala delle Colonne del Museo della Scienza e della Tecnologia «Leonardo da Vinci».

Per l’occasione, l’Ensemble Le Stagioni, diretto da Paolo Zanzu, eseguirà un programma dedicato a Caldara, Handel, Haym, Alessandro e Domenico Scarlatti nel quale si alterneranno brani vocali, interpretati dal controtenore Carlo Vistoli, e intermezzi strumentali, che metteranno in risalto l’ “estro” dell’epoca,  mescolando pezzi celebri ad altri ancora inediti.

Ingresso come sempre gratuito con prenotazione obbligatoria allo 02.76015728.

 

Bologna. Genus Bononiae Musei. Concerti dicembre