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lunedì 2 maggio 2016

Direzione artistica INTERREGIONALE. E' nata con Alessio Vlad

 Se fosse ancora vivo il padre, Roman Vlad, gioirebbe nel vedere i meriti e la competenza di suo figlio, Alessio, finalmente riconosciuti e compensati. Già perchè dagli incarichi che,  in anni passati, aveva avuto, uno alla volta, quasi sempre in teatri non di primissimo piano - seppure fra essi ci fossero anche fondazioni liriche - Alessio, compositore e direttore d'orchestra, è passato ora ad occupare diversi incarichi artistici contemporaneamente e in ben quattro regioni centro meridionali. E per questa mole di lavoro piovutagli addosso in breve tempo e senza che l'abbia cercata, oltre a ringraziare il cielo, avrebbe contemporaneamente a pregarlo che la salute lo assista, perché non c'è da dubitare che Alessio svolgerà al massimo e senza mai risparmiarsi tutto quello che gli si chiede di fare, aiutato dal mestieraccio e dalle indiscusse capacità.

Alessio Vlad,  tuttora direttore artistico 'laziale' - in coppia con Battistelli - all'Opera di Roma (nonostante che con l'uscita di Riccardo Muti che lo aveva voluto al suo fianco nel Teatro della Capitale, ci si attendesse da un momento all'altro che anch'egli fosse costretto a cambiare aria con la sovrintendenza di Fuortes, ed invece no) è anche direttore artistico 'umbro', in seconda, per la parte musicale, di Giorgio Ferrara, al Festival di Spoleto ( non ci risulta che abbia  abbandonato l'incarico).
 Di recente anche Ravello lo ha chiamato a salvare il suo festival; anche lì in coabitazione con Laura Valente, e siamo alla terza regione diretta musicalmente da Alessio Vlad, direttore artistico anche 'campano'; per finire con le Marche dove  è direttore artistico,  e perciò anche 'marchigiano', della 'Rete Lirica Marche ' che  riunisce e serve, per ora i teatri di Fano, Ascoli Piceno e Fermo, avvalendosi anche della collaborazione dei festival di Pesaro e di Macerata.
Mancano all'appello della 'Rete Lirica Marche' ancora i teatri di Ancona e Jesi, che di recente hanno costituito, autonomamente, una seconda rete lirica: 'Opera Ancona Jesi' per il cartellone della stagione lirica  comune dei due teatri (affidata a Vincenzo De Vivo, direttore artistico)  con la benedizione dei due amministratori, Papa e Graziosi - non sappiamo se anche con quella dell' assessore regionale alla cultura delle Marche, Moreno Pieroni, nei cui progetti vi sarebbe, come ha dato ad intendere sventolando i successi della sua Rete l'anno passato,  un'unica rete lirica che veda i maggiori teatri marchigiani collegati  nella produzione di un'unica stagione lirica distribuita in regione.
 Intanto registriamo la nascita del nuovo incarico di 'direttore artistico interregionale' affidato ad Alessio Vlad. Che se un gruccio avesse mai, sarebbe che lo si sia costretto ad accettare  quasi tutti questi incarichi in coppia con qualcun altro (Battistelli, Ferrara,Valente). Ma lui sa bene che l'hanno fatto solo per non farlo stancare.

sabato 15 marzo 2014

Alberto Triola. Che mestiere fa?

Alberto Triola, per molti anni nello staff  artistico del Teatro alla Scala, si capisce che ha studiato da direttore artistico. Gli incarichi  ricoperti nel frattempo - visto che l'ambito traguardo non l'ha ancora raggiunto, per lo meno quello desiderato (di recente s'è fatto il suo nome, assieme a  quello di Mirabella, anche per la sovrintendenza del Petruzzelli di Bari) - vanno dalla direzione della 'Scuola dell'Opera' al Comunale di Bologna durante la gestione Tutino, sette/otto anni fa, alla consulenza artistica per alcuni teatri lirici, da Cagliari a Genova ( ci sono stati anche Cremona, Festival Pergolesi Spontini di Jesi, Festival di Spoleto); e nello specifico caso dei teatri,  si è trattato quasi sempre  di istituzioni sull'orlo di una crisi  di nervi - leggi: fallimento - fino a quando non approda a Firenze, al Comunale, sotto la gestione Colombo. Nel frattempo mandando a casa  Sergio Segalini -  dopo 16 anni, sembra  in maniera poco elegante - approda a Martina Franca per guidare il 'Festival della valle d'Itria'. Naturalemnte a casa non ce l'ha mandato lui, bensì il grande Punzi, presidente  in aeternum del festival pugliese. Quando Arcà, desideroso di inseguire altre esperienze - una formula bricconcella  per dire che voleva svignarsela per andare a Parma a lavorare con Fontana al Regio onde evitare le cattive acque in cui navigava a Firenze; decisione, con grande senso del tempo, assunta alla vigilia della estromissione della Colombo - Triola funge da direttore artistico al Comunale di Firenze. Poi arriva il commissario -. l'unico fra gli italiani a ricevere uno stipendio congruo per opera di Renzi - il quale chiama come consulente artistico Gianni Tangucci (Triola aveva lavorato anche al suo fianco) e lui appare nell'organigramma come 'direttore generale'. Funzione  per la quale ha ora fatto la selzione dei quasi 3000 aspiranti ai posti di maschere, 26 in tutto, per il Nuovo Teatro Comunale di Firenze, che, stando alle promesse di Renzi, dovrebbe inaugurasi fra qualche mese, in coincidenza con il nuovo Maggio Fiorentino. Insomma Triola ha fatto il casting per scegliere le hostess del teatro, e ci assicura che si tratta di aspiranti altamente qualificati, addirittura taluni anche plurilaureati. Che mestiere faccia Triola, nato per fare il direttore artistico, non l'abbiamo ancora chiaro, almeno nel caso di Firenze.