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giovedì 7 luglio 2016

E Calderoli, detto lo' scimmione', che diede dell'orango al ministro Kyenge? Ce lo siamo dimenticati? A proposito di razzismo di cui oggi tanto si dicute

Avete presente quella faccia di.... Calderoli? Uno scimmione! Oggi che si discute del razzismo in Italia, a seguito dell'uccisione di un negro da parte di un balordo, a Fermo, che  ne aveva offeso la giovane moglie, dandole senza alcuna ragione della 'scimmia' non c'è uno che si sia ricordato di un gravissimo precedente: quando non più tardi di un annetto o poco più, quel gran ... padre della patria di Calderoli aveva dato al ministro nero Kyenge, dell'orango.
 Cosa ha fatto il Senato investito del caso? Ha assolto quel ... padre della patria, non dando peso all'evidente razzismo, dal quale scaturiva l'infame uscita di Calderoli, riconoscendogli   la scusante derivante dal suo linguaggio animale, l'unico che pratica vivendo nel regno degli scimmioni.
 Oggi le tv si interrogano sul possibile razzismo degli italiani, concludendo che in Italia non c'è razzismo. Anche di fronte all'evidenza. Ma nessuna delle tv si spinge fino a ricordare quell'episodio che riguardò Calderoli , lo 'scimmione' ridente, al quale il nostro paese non solo passa banane  e noccioline attraverso i ferri della gabbia, ma compensa profumatamente con lo stipendio da parlamentare inutile e dannoso; e al quale, pure, va anche ascritto  un' altra prodezza - questa volta legislativa - che nel linguaggio degli zoo, dove ha casa lo scimmione Calderoli, chiamano 'porcellum' con rispetto parlando.
 Ora mi aspetto che accusino me di razzismo per aver dato dello 'scimmione' a Caldeorli, senza neanche allontanarmi tanto dalla realtà.

lunedì 2 maggio 2016

Direzione artistica INTERREGIONALE. E' nata con Alessio Vlad

 Se fosse ancora vivo il padre, Roman Vlad, gioirebbe nel vedere i meriti e la competenza di suo figlio, Alessio, finalmente riconosciuti e compensati. Già perchè dagli incarichi che,  in anni passati, aveva avuto, uno alla volta, quasi sempre in teatri non di primissimo piano - seppure fra essi ci fossero anche fondazioni liriche - Alessio, compositore e direttore d'orchestra, è passato ora ad occupare diversi incarichi artistici contemporaneamente e in ben quattro regioni centro meridionali. E per questa mole di lavoro piovutagli addosso in breve tempo e senza che l'abbia cercata, oltre a ringraziare il cielo, avrebbe contemporaneamente a pregarlo che la salute lo assista, perché non c'è da dubitare che Alessio svolgerà al massimo e senza mai risparmiarsi tutto quello che gli si chiede di fare, aiutato dal mestieraccio e dalle indiscusse capacità.

Alessio Vlad,  tuttora direttore artistico 'laziale' - in coppia con Battistelli - all'Opera di Roma (nonostante che con l'uscita di Riccardo Muti che lo aveva voluto al suo fianco nel Teatro della Capitale, ci si attendesse da un momento all'altro che anch'egli fosse costretto a cambiare aria con la sovrintendenza di Fuortes, ed invece no) è anche direttore artistico 'umbro', in seconda, per la parte musicale, di Giorgio Ferrara, al Festival di Spoleto ( non ci risulta che abbia  abbandonato l'incarico).
 Di recente anche Ravello lo ha chiamato a salvare il suo festival; anche lì in coabitazione con Laura Valente, e siamo alla terza regione diretta musicalmente da Alessio Vlad, direttore artistico anche 'campano'; per finire con le Marche dove  è direttore artistico,  e perciò anche 'marchigiano', della 'Rete Lirica Marche ' che  riunisce e serve, per ora i teatri di Fano, Ascoli Piceno e Fermo, avvalendosi anche della collaborazione dei festival di Pesaro e di Macerata.
Mancano all'appello della 'Rete Lirica Marche' ancora i teatri di Ancona e Jesi, che di recente hanno costituito, autonomamente, una seconda rete lirica: 'Opera Ancona Jesi' per il cartellone della stagione lirica  comune dei due teatri (affidata a Vincenzo De Vivo, direttore artistico)  con la benedizione dei due amministratori, Papa e Graziosi - non sappiamo se anche con quella dell' assessore regionale alla cultura delle Marche, Moreno Pieroni, nei cui progetti vi sarebbe, come ha dato ad intendere sventolando i successi della sua Rete l'anno passato,  un'unica rete lirica che veda i maggiori teatri marchigiani collegati  nella produzione di un'unica stagione lirica distribuita in regione.
 Intanto registriamo la nascita del nuovo incarico di 'direttore artistico interregionale' affidato ad Alessio Vlad. Che se un gruccio avesse mai, sarebbe che lo si sia costretto ad accettare  quasi tutti questi incarichi in coppia con qualcun altro (Battistelli, Ferrara,Valente). Ma lui sa bene che l'hanno fatto solo per non farlo stancare.

mercoledì 30 luglio 2014

Le pronunce dell'arcano direttore del Conservatorio dell'Aquila




Ogni tanto torno a mirare  il sito del Conservatorio dove ho insegnato per oltre vent'anni, L'Aquila,  e dove oggi ho letto una dichiarazione, perfetta nella logica (analisi) e nei contenuti. E mi sono chiesto, sorpreso positivamente anzi sinceramente ammirato, perchè mai non mi sia mai accorto in tutti gli anni di mia permanenza al Conservatorio, della verve del futuro direttore, con il quale ho, per sua grazia e concessione, spesso collaborato, quando nei primi anni di Music@, lui faceva il grafico ed io il direttore  (di Music@, naturalmente)  e dietro mie indicazioni e sotto la mia diretta supervisione,  con me sempre al suo fianco, lui impaginava al computer. In quegli anni stava sempre zitto, e forse per questo non mi sono mai accorto di tanta eloquente, dotta oratoria. Col seno di poi devo ammettere che in tutto quel tempo, lui meditava e si preparava al grande passo: la direzione del Conservatorio che un concertista come lui avrebbe meritato da molto prima.
La dichiarazione aveva a che fare con un festival dei Conservatori, altra idea gigantesca (ma non c'è già il Premio delle Arti il quale, proprio perché gestito dai conservatori e dal ministero  non produce  nulla di nulla?) organizzato dal Conservatorio di Frosinone, nel corso del quale ha vinto un premio un Trio, composto da studenti di tre conservatori, uno dei quali aquilano, il quale esprimerebbe 'ampliamente la cultura e tradizione afro-latinoamericana'. Proclama gigantesco!

“L'incontro dei tre studenti dei conservatori dell'Aquila, Fermo e Perugia - commenta in una nota il conservatorio dell'Aquila - è segno di un chiaro obiettivo perseguito dai musicisti, volto a promuovere una comune identità legata alla tradizione afro-latino americana, cultura ampliamente espressa proprio dal chitarrista argentino Martin Diaz Gonzalez”.