Da mesi assistiamo alla guerra aperta del Governo Meloni alla magistratura, anche usando l'arma spuntata del ministro Nordio. Il terremo principale dello scontro è quello delle migrazioni, ma non è il solo. l'argomentazione è sempre la stessa. mi hanno eletto e comando, non voglio bastoni fra le ruote, in caso contrario tolgo i bastoni e, se non basta, cambio anche le ruote. Appunto.
La premier per difendere a tutti i costi quello scempio di denaro pubblico che ha fatto in Albania - quasi 1 miliardo di Euro! - bolla l'opposizione dei giudici che via via stanno esaminando e bocciando i suoi decreti. Lei vuole a tutti i costi salvare la faccia, quando basterebbe che dicesse: ho fatto un disastro, ho sbagliato. Chiedo scusa, restituirò a rate il denaro buttato: ci metterò una vita ma con i soldi che guadagno e guadagnerò ce la farò.
Siccome poi ha imparato a fare la guerra alla magistratura italiana, si è spinta a farla anche a quella europea, sullo stesso argomento, sul caso Almasri ed anche sulle condanne inflitte ai vari dittatorelli in circolazione, sempre più numerosi, sempre più famelici e sempre più cattivi.
E Trump, appresa la lezione dalla 'piccola' sorella, anzi 'fratella' Giorgia, la ripete a memoria. Alla magistratura che si è opposta ai dazi , alla politica dei rimpatri e alle misure contro il sapere e la ricerca delle Università, il bullo americano al potere risponde, esattamente come ha sempre fatto Giorgia in casi analoghi: la magistratura vuole fare un 'colpo di stato'. Si candidino quei giudici, si facciano eleggere e poi potranno governare. Per ora sono stato eletto io comando io e, a palazzo, faccio quel che 'mi pare e piazzo'.
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