lunedì 2 giugno 2025

Per una volta è Trump a prendere lezione da Giorgia e non viceversa. Ma ambedue similmente allergici agli organi di controllo

 Da mesi assistiamo alla guerra aperta del Governo Meloni alla magistratura, anche usando l'arma spuntata del ministro Nordio. Il terremo principale dello scontro è  quello delle migrazioni, ma non è il solo. l'argomentazione è sempre la stessa. mi hanno eletto e comando, non voglio bastoni fra le ruote, in caso contrario  tolgo i bastoni e, se non basta, cambio anche le ruote. Appunto.

 La premier per difendere a tutti i costi quello scempio di denaro pubblico che ha fatto in Albania - quasi 1 miliardo di Euro! - bolla l'opposizione dei giudici che via via stanno esaminando e bocciando i suoi decreti. Lei vuole a tutti i costi salvare la faccia, quando basterebbe che dicesse: ho fatto un disastro, ho sbagliato. Chiedo scusa, restituirò a rate il denaro buttato: ci metterò una vita ma con i soldi che guadagno e guadagnerò ce la farò.

 Siccome poi ha imparato a fare la guerra alla magistratura italiana, si è spinta a farla anche a quella europea, sullo stesso argomento, sul caso Almasri ed anche sulle condanne inflitte ai vari dittatorelli in circolazione, sempre più numerosi, sempre più famelici e sempre più cattivi.

 E Trump, appresa la lezione dalla 'piccola'  sorella, anzi 'fratella' Giorgia, la ripete a memoria. Alla magistratura che si è opposta ai dazi , alla politica dei rimpatri e alle misure contro il sapere e la ricerca delle Università, il bullo americano al potere risponde, esattamente come ha sempre fatto Giorgia in casi analoghi: la magistratura vuole fare un 'colpo di stato'. Si candidino quei giudici, si facciano eleggere e poi potranno governare. Per ora sono stato eletto io comando io e, a palazzo, faccio quel che 'mi pare e piazzo'.

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