sabato 14 giugno 2025

Teatro La Fenice,Venezia. Stagione 2025-26 ( Comunicato)

 La Stagione Lirica e Balletto e la Stagione Sinfonica 2025-2026 della Fondazione Teatro La Fenice sono state presentate oggi dal sovrintendente e direttore artistico Nicola Colabianchi, dal responsabile artistico e organizzativo delle attività di danza Franco Bolletta e dal direttore generale Andrea Erri, alla presenza di Giorgia Pea, Consigliera Delegata alle attività Culturali Cinema e Teatro del Comune di Venezia 

La Direzione della Fondazione Teatro La Fenice annuncia che una parte della programmazione del 2026 si svolgerà al Teatro Malibran e – solamente per un titolo – anche al Teatro Goldoni, al fine di consentire l’espletamento di indispensabili lavori di manutenzione del palcoscenico del Teatro La Fenice. Precedenti lavori, effettuati nel 2024, hanno interessato la macchina scenica inferiore, con la sostituzione dei dispositivi elettronici che erano stati danneggiati dall’alluvione del 2019. 

L’intervento programmato per il 2026 riguarderà invece la macchina scenica superiore, che verrà sottoposta a lavori di rinnovamento e aggiornamento del sistema di comando e controllo. L’operazione sarà divisa in due fasi: da febbraio a maggio 2026 i lavori non interromperanno l’attività del palcoscenico, mentre quelli programmati dalla metà di luglio alla metà di ottobre 2026 richiederanno una sospensione dell’utilizzo del palcoscenico di Campo San Fantin. La conclusione dei lavori – il cui costo totale a base di gara è di circa due milioni di euro – è prevista tra giugno e agosto 2027. 

La Stagione Lirica e Balletto 2025-2026, composta da undici titoli d’opera, quattro spettacoli di danza e due nuove produzioni Education, affiancherà come di consueto grandi pagine del repertorio a titoli da tempo assenti dal palcoscenico veneziano, tra affascinanti riscoperte e opere della modernità. 

Il cartellone prenderà il via con La clemenza di Tito di Wolfgang Amadeus Mozart, in un nuovo allestimento di Paul Curran e con l’interpretazione musicale di Ivor Bolton. Seguiranno due titoli verdiani, entrambi ideati per Venezia: Simon Boccanegra, in un nuovo allestimento con la regia di Luca Micheletti e la direzione musicale di Renato Palumbo; e La traviata con la regia di Robert Carsen e le scene di Patrick Kinmonth, l’allestimento che inaugurò la Fenice ricostruita dopo l’incendio, diventato oramai una pietra miliare del repertorio. 

Del Vivaldi operistico sarà proposto l'Ottone in Villa, con la direzione musicale di uno specialista quale è Diego Fasolis. Dopo  lunga assenza dal palcoscenico veneziano, tornerà Lohengrin di Richard Wagner, in una nuova produzione internazionale realizzata con il Teatro dell’Opera di Roma e il Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia: vi si misurerà Damiano Michieletto, al debutto con un titolo wagneriano, con la direzione musicale di Markus Stenz. 

Sarà ripresa Carmen di Georges Bizet, nel controverso e affascinante allestimento firmato da Calixto Bieito. Seguirà un titolo di rara esecuzione di Gaetano Donizetti, Enrico di Borgogna, la prima opera effettivamente rappresentata del  suo copioso catalogo. 

Per la prima volta in Italia, andrà in scena Venere e Adone di Salvatore Sciarrino, composta per Amburgo nel 2023: la dirigerà Kent Nagano. 

Seguiranno due titoli dal repertorio più popolare: L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti – una ripresa del collaudato allestimento targato Fenice – e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, in una nuova produzione realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia. 

Chiuderà la Stagione il dittico novecentesco composto da The Telephone di Gian Carlo Menotti e Trouble in Tahiti di Leonard Bernstein, con la regia di Gianmaria Aliverta e la direzione musicale di Francesco Lanzillotta.

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