mercoledì 11 giugno 2025

Occhiuto, il Governatore, sotto inchiesta. Gli strani intrecci alla Regione Calabria ( da La Repubblica)

 

Sotto inchiesta il presidente Occhiuto. Gli strani intrecci della Regione Calabria_GettyImages-1713298167© Getty Images

Rapporti personali, politici e di affari che si mischiano in una melassa dai contorni indistinti. Dinastie di politici che si tramandano il potere di generazione in generazione, si passano il testimone, nella pancia dello Stato si muovono da habitués.

Quale che sia l’esito dell’indagine sul presidente di Regione Calabria Roberto Occhiuto, indagato – lo ha annunciato lui stesso – per concorso in corruzione, lo spaccato che viene fuori dall'inchiesta della procura di Catanzaro racconta di piani – economia, politica, istituzioni – che si sovrappongono, si mischiano, smarriscono i confini perché i personaggi che li abitano sono sempre gli stessi. Troppo perché quanto meno non si sospetti una partita di giro.

I nomi noti di questa storia sono tre. Erano già saltati fuori anni fa, in una serie di articoli del Domani che aveva messo in fila una serie di coincidenze quanto meno curiose. La procura di Catanzaro, si scopre adesso con la notifica degli avvisi di garanzia, vuole vederci chiaro. Nello scenario dell’inchiesta pare ce ne siano altri due, ma i nomi al momento non circolano.

Il primo, il più noto di quelli saltati fuori, è quello del governatore Roberto Occhiuto. Lo annuncia lui stesso con un video Instagram in cui spiega di aver ricevuto un avviso di garanzia, annunciato di aver chiesto di “essere sentito al più presto” e senza trincerarsi dietro la trita professione di fede “nell’assoluta serenità”, si dice "sereno un piffero". E poi si fa scappare che l’inchiesta è "più ampia, coinvolgerebbe più persone”.

Le radici, secondo indiscrezioni, risalirebbero al periodo in cui Occhiuto non era insediato alla presidenza, ma aspirante tale, parlamentare e imprenditore, mentre il fratello Mario, oggi in Parlamento, era ancora il (poco amato) sindaco di Cosenza. In mezzo ci sarebbe PAOLO Posteraro, che di Roberto era socio e da Mario era stato nominato amministratore di società pubbliche.

Un quadro già sufficiente a far scattare l’interesse dell’autorità antiriciclaggio di Bankitalia e il campanello d’allarme quando è saltato fuori un flusso di 21mila euro, spezzettato fra un assegno e un bonifico, che l’attuale governatore ha ricevuto da una delle sue società, all’epoca amministrata da Posteraro. Poco dopo, un’altra ditta del gruppo avrebbe incassato 350mila euro grazie a un prestito pubblico agevolato Covid. Sigle diverse, stesso board. Una catena casuale di coincidenze?

L’Antiriciclaggio inizia a scavare, il Domani pizzica la notizia, la storia viene fuori. L’attuale governatore della Calabria derubrica il tutto a ordinarie operazioni per far sopravvivere le società acciaccate dalla pandemia, da cui – fa sapere oggi il suo entourage – si è progressivamente sfilato da quando ha assunto l’incarico di governatore. Con Posteraro, che oggi è anche caposegreteria della compagna di Occhiuto, la sottosegretaria Matilde Siracusano, avrebbero però ancora rapporti d’affari alcuni dei familiari del presidente di Regione Calabria.

Secondo il Domani, nel quadro ci sarebbe anche da inserire una terza persona, altra vecchia conoscenza della famiglia Occhiuto. Si tratta di Ernesto Ferraro, oggi al vertice di Ferrovie della Calabria, l’azienda di trasporto pubblico di proprietà della regione, di cui Posteraro – ancora lui – sarebbe stato negli ultimi anni consulente. Troppi fili che si uniscono per gli investigatori che adesso sembrano voler dipanare la matassa, probabilmente ancora più complicata di quanto non appaia adesso: secondo indiscrezioni ci sono almeno altre due persone coinvolte.

Condizionale d’obbligo per tutta la vicenda. La procura si è chiusa a riccio, informazioni ne circolano con il contagocce, ma le voci – assai insistenti – si rincorrono da tempo negli ambienti politici calabresi, si diffondono nei corridoi, dove vero, presunto e millantato contribuiscono a rendere ancor più torbida la matassa. “Indagate, indagate, indagate col massimo rigore, controllatemi tutto – dice Occhiuto nel suo videomessaggio - perché io non ho fatto nulla di male”. E gli investigatori sembrano avere tutta l’intenzione di farlo.

3 commenti:

  1. Buongiorno, sono Gloria Risi, ufficio stampa. Mi potrebbe contattare al seguente indirizzo email: gloria.risi@mypr.it? Avrei bisogno gentilmente di chiederle la correzione di un'imprecisione contenuta in questo articolo. Grazie mille!!

    RispondiElimina
  2. gent.le Risi, ha tutto lo spazio che vuole, per correggere la imprecisione di cui parla. Io ho pubblicato un articolo uscito su Repubblica, compreso il titolo. Perciò scriva direttamente dell'imprecisione e la sua segnalazione, che immagino ha già inviato a Repubblica, verrà pubblicata. Si chiama diritto di replica, o di correzione di imprecisione, come nel suo caso. Se preferisce mandi a me, riscrivendolo in questa sezione (Commenti) il testo inviato a Repubblica, grazie Pietro Acquafredda

    RispondiElimina
  3. Buongiorno, come dice lei abbiamo segnalato l'imprecisione a Repubblica che ha prontamente modificato (https://www.repubblica.it/politica/2025/06/12/news/inchiesta_occhiuto_indagato_corruzione_presidente_regione_calabria-424663147/). Nell'articolo è menzionato Francesco Postoraro, consulente e collaboratore dello studio legale Portlano Cavallo, e non Paolo. La persona coinvolta nei fatti e ad essere indagata è Paolo Posteraro, e non Francesco Posteraro.

    Le chiediamo quindi di cambiare di conseguenza l'articolo.

    Grazie mille per la collaborazione.

    GR

    RispondiElimina