giovedì 5 giugno 2025

Accademia di Santa Cecilia, Roma. Stagione 2025-26 ( da Il Sole 24 Ore)

 



“Classica, presente, eterna”: il claim della prossima stagione dell’Accademia di Santa Cecilia racchiude l’attenzione per i classici del passato, i maestri di oggi e le innovazioni dei giovani talenti. Presentata oggi a Roma, la Stagione concertistica 2025/2026 della storica istituzione - che da febbraio è guidata dal nuovo presidente Massimo Biscardi - si aprirà il 23 ottobre con Die Walküre di Richard Wagner (con repliche il 25 e il 27 ottobre) , diretta da Daniel Harding, alla sua seconda stagione da direttore musicale, se si svilupperà tra grandi ritorni, debutti eccellenti e tournée internazionali.

Infatti, accanto a capolavori senza tempo come il Messiah di Händel, le Sinfonie di Mahler o di Beethoven, la programmazione darà spazio anche alla musica di oggi, con il ritorno di John Adams sul podio di Santa Cecilia, e con prime assolute come la nuova commissione a Fabio Vacchi Il tutto in tutti, affidata a Daniel Harding.

 




Giganti del podio come Myung-Whun Chung, Tugan Sokhiev, Semyon Bychkov, Sir John Eliot Gardiner e Daniele Gatti guideranno l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia; Sir Antonio Pappano, direttore emerito dell’istituzione, saluterà il suo “caro pubblico” con due concerti, mentre nuove bacchette come Petr Popelka e Joana Mallwitz faranno il loro debutto sul podio. L’Accademia sarà, anche questa volta, ambasciatrice della musica sinfonica nel mondo con tre importanti tournée, tra Asia ed Europa.

Lo stesso concerto inaugurale segnerà l’inizio di un percorso inedito: con la regia di Vincent Huguet, per la prima volta nella sua storia l’Accademia affronterà l’integrale del ciclo dell’Anello del Nibelungo di Wagner in forma scenica, un progetto titanico che si svilupperà fino alla stagione 2028/2029 e che a Roma non viene rappresentato dal 1961. Daniel Harding sarà alle prese con il Ring per la prima volta e la stessa Sala Santa Cecilia avrà un ruolo nella produzione, poiché sarà interamente trasformata dalle scenografie del designer Pierre Yovanonich.

Al centro del percorso romano di Daniel Harding si colloca anche il ciclo Mahler, con l’esecuzione della Terza Sinfonia (con il mezzosoprano Wiebke Lehmkuhl) e della Quarta, in un programma che prevede anche la prima italiana del Concerto per violino n. 7 di Alexey Shor, affidato a Gil Shaham. Harding salirà sul podio dell’Orchestra anche per un concerto che impagina musiche di Verdi, Rachmaninoff e il Concerto in sol di Ravel con una nuova promessa del pianismo internazionale nonché in assoluto il più giovane vincitore del Van Cliburn: Yunchan Lim. Sarà proprio con Lim che l’Orchestra, guidata dal suo direttore, partirà per un lungo tour in Asia che toccherà le principali sale da concerto a Seoul, Taipei, Pechino, Shanghai.

Altri appuntamenti imperdibili con il direttore musicale ceciliano sono quello di febbraio con La Creazione di Haydn e il concerto con il pianista Daniil Trifonov che eseguirà il Concerto per pianoforte n. 2 di Brahms; o quello di aprile 2026, quando tornerà sul podio dell’Orchestra a dirigere ancora una volta Brahms di cui verrà eseguito il Concerto per pianoforte n. 1 con Igor Levit alla tastiera.

Sir Antonio Pappano, direttore emerito dell’Accademia, tornerà a Roma con due concerti speciali che impaginano la Grosse Messe di Anton Bruckner - con il Coro dell’Accademia istruito da Andrea Secchi - a inizio stagione e il Concerto per violino di Šostakovič con Leonidas Kavakos all’archetto, a maggio.

La nuova stagione di concerti ospiterà fra gli altri i direttori Myung-Whun Chung, Tugan Sokhiev, Semyon Bychkov, Sir John Eliot Gardiner, Daniele Gatti, Jakub Hrusa. E tra i protagonisti del 2026 ci sarà anche la musica barocca, a partire dai concerti di febbraio con Rinaldo Alessandrini - al suo debutto sul podio ceciliano - e musiche di Vivaldi e Bach per proseguire fino a un’altra opera bachiana, la Passione Secondo Matteo, prevista ad aprile con la bacchetta di Riccardo Minasi. Torna dopo 19 anni di assenza uno specialista del repertorio sinfonico francese, il direttore svizzero Charles Dutoit alle prese con La damnation de Faust di Hector Berlioz.

Tra i debutti più attesi sul podio dell’Orchestra ceciliana, quello del direttore greco Teodor Currentzis, che a marzo eseguirà la Sinfonia n. 13 “Babij Jar” di Šostakovič (assente dai cartelloni di Santa Cecilia dal gennaio 1998). Tra gli altri debutti vanno menzionati quello del drettore principale dei Wiener Symphoniker, il ceco Petr Popelka, che guiderà l’Orchestra in un programma con musiche di Stravinskij, Martinů, Čajkovskij e Gershwin (Concerto in fa) con Hélène Grimaud al pianoforte, che torna a Santa Cecilia dopo dieci anni; della direttrice tedesca Joana Mallwitz e del direttore rumeno Cristian Mačelaru.

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