Renzi, Boeri, avete visto il lungo servizio di 'Presa diretta', di Jacona, dedicato all'INPS e, più precisamente , al suo immenso patrimonio immobiliare in abbandono? Se ci fosse un magistrato che avesse voglia di istruire un processo a tutti i presidenti dell'INPS ( INPDAP compresa) che si sono succeduti, non ultimo Mastrapasqua, quello dei mille incarichi, senza troppa fatica potrebbe sbatterli in galera. 'Presa diretta' ha mostrato almeno una decina di colonie estive in luoghi appetibili ancora oggi dal mercato immobiliare, Cesenatico ad esempio o Fai della Paganella( ma anche Pistoia, Messina, Pesaro e molti di questi con accesso diretto al mare. Capite?) con superfici immense lasciate andare in malora. E non finisce così.
A Padova, se ricordiamo bene, in una delle piazza cittadine più belle, c'è un palazzo - che da fuori sembra in perfetto ordine, in stile neoclassico, chiuso da tempo. A due passi da quel palazzo L'INPS ha i suoi uffici in un altro palazzo per il quale paga ovviamente un affitto sicuramente salatissimo. Chi ci magia e ci ha mangiato in quel traffico? E Roma? Un grande supermercato lasciato deperire da oltre dieci anni, e la sede INPDAP- l'unica che forse in questo disastro immobiliare è meglio utilizzata, quanto meno per usi di pubblica utilità - che è occupata da famiglie che non hanno casa.
Boeri non sa nulla di questo immenso patrimonio immobiliare inutilizzato e lasciato ai saccheggi? E' molto più facile monitorare le pensioni per vedere a quali cittadini pensionati creare ancora problemi. Perchè tanto si sa già che le cosiddette pensioni d'oro neanche Boeri oserà toccarle, e neaache Renzi lo farà.
Perchè Boeri, senza attendere altri anni fino a ridurre tale patrinomnio un rudere , non pensa a dismettere questi immobili - per molti di essi sicuramente ci sarebbero compratori disposti a risistemarli e riutilizzarli - o a recuperarli e renderli produttivi?
Questo ci aspetteremmo dal prof. Boeri, e dal suo padrino Renzi che parla parla ma poi tutto lo schifo di questi paese, depredato dai ladri di Stato, non gli interessa farlo emergere e punirlo con tutta la severità che merita.
sabato 11 aprile 2015
venerdì 10 aprile 2015
Rinnego e ritiro tutto quello che ho scritto sull'Opera di Roma. Mi sono accorto di pensarla - solo in parte, per mia fortuna- come Mollicone, e me ne vergogno.
CON
FUORTES SARÀ OPERA “FRANKESTEIN” E CONCORRENZA CON AUDITORIUM.
CHE
C’ENTRA ELTON JOHN CON L’OPERA LIRICA?. «Non possiamo che fare i
complimenti ad Eleonora Abbagnato per la sua nomina a direttrice del
corpo di ballo del Teatro dell’Opera e per il suo coraggio. È una
grande e brillante interprete e protagonista della danza
internazionale. Peccato che al Costanzi non ci sia più il corpo di
ballo, ridotto al lumicino da una politica autolesionista, e la
grande danzatrice italiana dovrà impegnarsi prima di tutto a
garantirsene uno degno della storia dell’Opera e della sua
bravura».
È
quanto dichiara il responsabile comunicazione di Fratelli d’Italia,
Federico Mollicone.
«Per
il resto stiamo assistendo ad una mutazione genetica del cartellone
operistico romano. Da tempio della lirica a location per concerti
anche pop e spettacoli, magari anche di qualità, ma che con l’Opera
non hanno nulla a che fare. In realtà, questa è la diretta
conseguenza di una scelta, quella del sindaco Marino, di mettere al
Teatro Costanzi un manager abituato ad affittare location, ma non a
produrre cultura. E Fuortes non ha fatto altro che trasferire il suo
“caravanserraglio” dall’Auditorium, da cui è stato amabilmente
cacciato, al Teatro di Roma. Avremo ora un’Opera “Frankestein”
con parti di pop, arte equestre e sperimentazione che con
l’eccellenza lirica italiana hanno poco a che fare, come ad esempio
Elton John a Caracalla. Questa non è altro che la vendetta di Carlo
Fuortes per essere stato costretto a lasciare l’Auditorium e sta
replicando qui il suo sistema di concorrenza sleale, prima con
l’organizzazione privata, ora anche con quella pubblica. Diciamo
addio all’Opera di Roma», conclude Mollicone.
Gli intrecci fra amministratori di Santa Cecilia e dell'Opera di Roma potrebbero semmai produrre qualche effetto positivo. Ad esempio Pappano potrebbe dirigere all'Opera e Muti a Santa Cecilia
Dopo aver letto che il direttore artistico dell'Opera di Roma, Giorgio Battistelli, non ritiene incompatibile tale suo nuovo incarico con la sua parallela presenza nel consiglio di amministrazione dell'Accademia di Canta Cecilia - come, invece, noi pensiamo sia incompatibile perché non è facile tenere il piede in due scarpe, senza inciampare - ci siamo detti: perché no? In ragione del suo nuovo incarico che espressamente fa cenno a 'nuovi progetti', potrebbe, d'accordo con il suo amico/avversario dall'Ongaro, insediatosi a Santa Cecilia, adoperarsi perché il m. Pappano, una volta all'anno, o una volta almeno in tutto, da qui al 2019 - quando terminerà presumibilmente il suo incarico a Santa Cecilia - vada a dirigere un'opera nel Teatro della capitale. Se la coppia Battistelli/dall'Ongaro, volesse osare ancora di più potrebbe pensare ad un comune progetto nel quale le masse artistiche delle due istituzioni, orchestre e cori, lavorassero insieme. Questo potrebbe giustificare, come nient'altro, il piede in due scarpe di Battistelli.
Lo faranno? Ne hanno il coraggio? la Forza, la voglia? O preferiranno trascinarsi nella routine che conosciamo per anni ed anni ancora?
E l'Opera di Roma come potrebbe compensare tale gesto di apertura dell'Accademia? Come restituire la cortesia? Facendo andare Muti a dirigere l'Orchestra dell'Accademia, se mai un giorno tornerà. Intanto ci sono ancora quattro anni pieni prima che Pappano vada via, e forse in questi quattro anni Muti potrebbe tornare. Nel caso in cui non tornasse, come noi crediamo fermamente che non tornerà, Fuortes e Battistelli potrebbero sempre giustificarsi: noi, se fosse tornato, lo avremmo convinto a rendere la cortesia.
Lo faranno? Ne hanno il coraggio? la Forza, la voglia? O preferiranno trascinarsi nella routine che conosciamo per anni ed anni ancora?
E l'Opera di Roma come potrebbe compensare tale gesto di apertura dell'Accademia? Come restituire la cortesia? Facendo andare Muti a dirigere l'Orchestra dell'Accademia, se mai un giorno tornerà. Intanto ci sono ancora quattro anni pieni prima che Pappano vada via, e forse in questi quattro anni Muti potrebbe tornare. Nel caso in cui non tornasse, come noi crediamo fermamente che non tornerà, Fuortes e Battistelli potrebbero sempre giustificarsi: noi, se fosse tornato, lo avremmo convinto a rendere la cortesia.
giovedì 9 aprile 2015
Amministrazione trasparente OSCURATA alla IUC e al Comunale di Bologna
E' da tempo che ci battiamo perché i dati relativi ai compensi dei vertici e dei collaboratori apicali delle istituzioni musicali, in primis le Fondazioni lirico-sinfoniche, finanziate con soldi pubblici, siano presenti sui siti ufficiali delle istituzioni, ed accessibili a tutti, nella pagina 'Amministrazione trasparente'. Come prescrive la legge ( DL 33/13). Notiamo, invece, che per venire a capo di detta pagina, quando è presente, occorre superare un percorso ad ostacoli fatto apposta perché tali dati non sino facilmente accessibili a chiunque voglia conoscerli, senza che la legge che li prescrive faccia nulla per rimediarvi (per la solita perversa complicità che lega istituzioni e ministero -Nastasi - che dovrebbe, invece, vigilare sull'osservanza di tale norma e che aveva minacciato un taglio ai finanziamenti laddove tali dati non fossero stati forniti). Noi saremmo anche per la pubblicità dei compensi agli artisti scritturati. per la semplice ragione che anche lì, quando si discute del problema, si leggono cose inverosimili e lontanissime dalla realtà, mentre poi si riscontra nei rari casi scandalosi che vengono alla luce, come si spenda senza regole. Come ci pare, a tal proposito, di aver letto per le recite di Turandot andata in scena l'estate scorsa al Lirico di Cagliari, gestione Meli, costato al pari di un allestimento scaligero. Può farlo un ente che ha voragini nel bilancio? E il Ministero può lasciar correre, senza intervenire?
Crediamo che se anche i cachet degli artisti fossero resi pubblici, tanti casini, imbrogli, compensi esosi da un lato e ritardi vergognosi nei pagamenti ai più deboli, potrebbero finalmente essere archiviati.
A tale proposito, lo abbiamo più volte scritto, non riusciamo a leggere da nessuna parte, nel sito della Istituzione Universitaria dei Concerti (IUC) di Roma, quale sia il compenso di Francesca Fortuna, direttore generale dell'istituzione; mentre leggiamo che tutti gli altri componenti il consiglio direttivo - nel quale siede un'altra Fortuna (Altea, chi è) - e quello artistico, collaborarono GRATUITAMENTE. Perchè soltanto del direttore generale, che non compare nelle due liste di collaboratori gratuiti, non possiamo sapere quanto guadagna? Non è facoltativo da parte della IUC renderlo noto. Lo prescrive la legge.
Come non riusciamo ancora a leggere sul sito del Teatro Comunale di Bologna, dove da un paio di mesi si è insediato il nuovo sovrintendente Nicola Sani che, evidentemente, già direttore artistico, vorrà tenere per sé le due cariche, quanto guadagni ad anno nel quinquennio in cui resterà in carica.
Certo si è insediato da poco, ma il suo compenso dovrebbe essere stato già stabilito, perché allora non viene reso noto nella pagina 'amministrazione trasparente', dove i dati più recenti riguardano il 2014?
Nel caso del Comunale di Bologna e di Nicola Sani ci spinge una curiosità ulteriore. Ernani, suo predecessore, guadagnava meno di tutti gli altri sovrintendente in Italia ( 120.000 Euro circa) e lui, allora consulente per la direzione artistica, neppure 70.000 Euro. Ci piacerebbe sapere se, ora, nella doppia carica di sovrintendente e direttore artistico, abbia intenzione di cumulare i due compensi, anche per rifarsi di quello abbastanza basso della sua precedente prestazione bolognese. Faceva così Cagli, beneficiando a Santa Cecilia di un compenso annuo di ben oltre 300.000 Euro, sebbene avesse poi una schiera di collaboratori per la direzione artistica che quindi troppo cara veniva a costare, e fa così anche dall'Ongaro, suo successore, che ha fissato il suo compenso al massimo previsto dalla legge: 240.000 Euro.
Mentre fa il furbo Fuortes, all'Opera di Roma, dove ha dichiarato di percepire appena (!) 177.000 Euro, dimenticando di annotare che, nei primi cinque mesi di quest'anno, Musica per Roma, dove resta ancora Amministratore delegato, lo compenserà con altri 62.000 Euro che portano il suo compenso totale per il 2015, a 239.000 Euro, ben al di sotto del suo omologo a Santa Cecilia. Di Un ( pardon:1.000) Euro.
A quando allora, la pubblicazione?
Crediamo che se anche i cachet degli artisti fossero resi pubblici, tanti casini, imbrogli, compensi esosi da un lato e ritardi vergognosi nei pagamenti ai più deboli, potrebbero finalmente essere archiviati.
A tale proposito, lo abbiamo più volte scritto, non riusciamo a leggere da nessuna parte, nel sito della Istituzione Universitaria dei Concerti (IUC) di Roma, quale sia il compenso di Francesca Fortuna, direttore generale dell'istituzione; mentre leggiamo che tutti gli altri componenti il consiglio direttivo - nel quale siede un'altra Fortuna (Altea, chi è) - e quello artistico, collaborarono GRATUITAMENTE. Perchè soltanto del direttore generale, che non compare nelle due liste di collaboratori gratuiti, non possiamo sapere quanto guadagna? Non è facoltativo da parte della IUC renderlo noto. Lo prescrive la legge.
Come non riusciamo ancora a leggere sul sito del Teatro Comunale di Bologna, dove da un paio di mesi si è insediato il nuovo sovrintendente Nicola Sani che, evidentemente, già direttore artistico, vorrà tenere per sé le due cariche, quanto guadagni ad anno nel quinquennio in cui resterà in carica.
Certo si è insediato da poco, ma il suo compenso dovrebbe essere stato già stabilito, perché allora non viene reso noto nella pagina 'amministrazione trasparente', dove i dati più recenti riguardano il 2014?
Nel caso del Comunale di Bologna e di Nicola Sani ci spinge una curiosità ulteriore. Ernani, suo predecessore, guadagnava meno di tutti gli altri sovrintendente in Italia ( 120.000 Euro circa) e lui, allora consulente per la direzione artistica, neppure 70.000 Euro. Ci piacerebbe sapere se, ora, nella doppia carica di sovrintendente e direttore artistico, abbia intenzione di cumulare i due compensi, anche per rifarsi di quello abbastanza basso della sua precedente prestazione bolognese. Faceva così Cagli, beneficiando a Santa Cecilia di un compenso annuo di ben oltre 300.000 Euro, sebbene avesse poi una schiera di collaboratori per la direzione artistica che quindi troppo cara veniva a costare, e fa così anche dall'Ongaro, suo successore, che ha fissato il suo compenso al massimo previsto dalla legge: 240.000 Euro.
Mentre fa il furbo Fuortes, all'Opera di Roma, dove ha dichiarato di percepire appena (!) 177.000 Euro, dimenticando di annotare che, nei primi cinque mesi di quest'anno, Musica per Roma, dove resta ancora Amministratore delegato, lo compenserà con altri 62.000 Euro che portano il suo compenso totale per il 2015, a 239.000 Euro, ben al di sotto del suo omologo a Santa Cecilia. Di Un ( pardon:1.000) Euro.
A quando allora, la pubblicazione?
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Spazio agli italiani nelle stagioni di Santa Cecilia: le infinite bugie di dall'Ongaro
Luganski, Andsnes, Tharaud, Uchida, Ensemble Modern, Pletnev, Trifonov, Goanzalez-Monjas, Matsuev, Bronfman, Sokolov, Zimerman: gli artisti stranieri quasi tutti pianisti invitati da Santa Cecilia nella sua stagione da camera 2105-16.
E gli italiani promessi e strombazzati da dall'Ongaro? Eccoli: Brunello, Lucchesini, Sardelli, Biondi, Dindo, Parazzoli, Geminiani, Piovano, i quali, come si può constatare sono per metà Accademici di Santa Cecilia delle ultime infornate (per carità solisti eccelsi, ma che è bene coccolarsi in vista delle successive votazioni per i vertici dell'Accademia), e per l'altra metà prime parti dell'orchestra dell'Accademia. E gli italiani dove sono?
Ah, no; una coppia italiana c'è, composta dal duo violoncello - pianoforte: Silvia Chiesa-Maurizio Baglini, la quale è preposta alla direzione dell'Amiata Piano Festival, nel quale Baglini è anche ultrapresente come interprete. Amiata Piano Festival che è ripresa da Radio 3. Spiega qualcosa questo particolare?
E gli italiani promessi e strombazzati da dall'Ongaro? Eccoli: Brunello, Lucchesini, Sardelli, Biondi, Dindo, Parazzoli, Geminiani, Piovano, i quali, come si può constatare sono per metà Accademici di Santa Cecilia delle ultime infornate (per carità solisti eccelsi, ma che è bene coccolarsi in vista delle successive votazioni per i vertici dell'Accademia), e per l'altra metà prime parti dell'orchestra dell'Accademia. E gli italiani dove sono?
Ah, no; una coppia italiana c'è, composta dal duo violoncello - pianoforte: Silvia Chiesa-Maurizio Baglini, la quale è preposta alla direzione dell'Amiata Piano Festival, nel quale Baglini è anche ultrapresente come interprete. Amiata Piano Festival che è ripresa da Radio 3. Spiega qualcosa questo particolare?
Fuortes e Marino straparlano sul futuro radioso(?) dell'Opera di Roma. Del comunicato ufficiale non vi è traccia sul sito del teatro
"Il
Teatro dell’Opera di Roma deve allargare i propri confini culturali
dalla tradizionale programmazione basata sul grande repertorio
operistico, all’interesse per il presente e per il futuro. Sempre
più può divenire luogo di sperimentazione dei nuovi linguaggi, di
creatività per i nuovi talenti, di ricerca di nuove produzioni e di
integrazione con il settore della ricerca e della conoscenza. Per
raggiungere questi obiettivi ho pensato di ampliare la direzione
artistica, costituendo una ‘équipe’ con la quale definire la
programmazione futura del Teatro". E' quanto dichiara il
sovrintendente Fuortes, a proposito della nomina di Battistelli e
Vlad alla direzione artistica, compito tradizionalmente affidato a
una sola persona.
"All’interno
del lavoro comune della direzione artistica, Alessio Vlad manterrà
il coordinamento della programmazione operistica mentre Giorgio
Battistelli coordinerà i programmi sul teatro e i linguaggi
contemporanei e sulla musica sinfonica", si legge nel comunicato
del Teatro dell'Opera.
Quanto alla nomina di Abbagnato alla guida del
Corpo di Ballo, è "un nome di grande prestigio - recita la nota
- che permetterà alla Fondazione capitolina di costruire un
importante rapporto artistico con i più famosi coreografi e
danzatori del mondo.
E’ questo un importante passo verso un
ulteriore sviluppo del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera".
"Da
oggi la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma - ha dichiarato il
sindaco Marino - rafforza la propria squadra, guidata con risultati
eccellenti dal sovrintendente Carlo Fuortes, creando un gruppo di
lavoro dal profilo qualitativo altissimo, pensato per valorizzare
tutte le professionalità presenti nel Teatro. La direzione artistica
si allarga. Infatti, alla conferma di Alessio Vlad, che proseguirà
nella cura della parte operistica della programmazione, si aggiunge
le nomina di Giorgio Battistelli alla programmazione per la musica
sinfonica e l’opera contemporanea. E ancora la nomina di Eleonora
Abbagnato a direttrice del corpo di ballo. Sono tutti garanzia di
crescita per l'offerta artistica e la qualità degli spettacoli
programmati al Teatro Costanzi e a Caracalla. Dopo la grande opera di
risanamento contabile - conclude Marino - portata avanti lo scorso
anno, ora l’Opera di Roma ha la possibilità di lavorare
soprattutto sulla qualità della sua proposta artistica e culturale".
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Opera di Roma modello Auditorium. Fuortes in preda ad una crisi di identità. Abbagnato direttrice del ballo. Confermato Vlad. Arriva Battistelli.
Non era poi così difficile immaginare, conoscendo l'orizzonte culturale del neo sovrintendente Carlo Fuortes, che, sbarcato all'Opera di Roma, con l'unica esperienza di 'affittacamere di lusso' all'Auditorium, trasferisse tale modello nel teatro d'opera della capitale. L'abbiamo scritto un mese fa e puntualmente s'è verificato, allorchè, d'accordo con la sua 'spalla' Marino, e anche con il consiglio di indirizzo di vacanzieri in gita premio nel mondo dell'opera, ha fatto sbarcare la ballerina 'della Roma', Abbagnato, a dirigere il corpo di ballo, lei che è certamente una notissima ballerina, che ha partecipato ad 'Amici' della De Filippi nel 2013, ma non ha mai diretto un corpo di ballo, ma che ha promesso che farà di tutto per onorare il nuovo prestigioso incarico, compatibilmente con gli impegni già sottoscritti, compresi quelli familiari - è mamma di due bambini piccoli - come ha letteralmente dichiarato. Nessun commento ulteriore, le perplessità, non solo nostre, sono state da tempo espresse.
Le altre nomine, ancor più di quella della Abbagnato, fanno capire con chiarezza in quale confusione sia il sovrintendente, il quale conferma alla direzione artistica Alessio Vlad, 'compositore' scrive l'Opera di Roma, esagerando nel credito, perchè si occupi della programmazione operistica (come a dire che gli errori della precedente gestione vanno tutti imputati a De Martino e Muti; nessuno, mai, a Vlad che ha bene operato e va riconfermato) - e mettendogli al fianco Giorgio Battistelli, che in veste di consigliere dell'Opera nei mesi scorsi non ha certo brillato, il quale avrà come incarico quello dei 'progetti relativi ai linguaggi contemporanei e alla musica sinfonica' che nel comunicato ufficiale, del quale non v'è traccia nel sito del teatro, così è definito " coordinerà i programmi sul teatro e i linguaggi contemporanei e sulla musica sinfonica".
Forse occorreva mandare a casa Vlad - ma non si poteva fare con uno che ha spalle tanto forti da resistere a tutte i risultati negativi delle sue direzioni artistiche, a dispetto degli appoggi mediatici eccessivi ed immeritati - e metterci Battistelli, il quale NOTORIAMENTE di melodramma capisce assai poco, sebbene si dedichi prevalentemente al teatro musicale nella sua attività di compositore, qual egli è, a differenza di Vlad - compositore della domenica, e da film, per gli amici - per consolarlo della sconfitta a Santa Cecilia. La volontà di consolarlo, premiandolo da parte del sindaco e di Fuortes l'ha legato all'Opera di Roma, affidandogli la programmazione relativa al teatro musicale contemporaneo ed la programmazione sinfonica.
Perchè, come ha spiegato Fuortes, gongolante di incompetenza, l'opera non può essere solo la grande tradizione ma deve pensare al futuro ed anche all'oggi. Ed a tutto questo dovrà pensare Battistelli, che ora ha da risolvere alcuni altri problemi connessi al nuovo incarico.
A tale proposito, Battistelli ha subito dichiarato che la sua presenza nel consiglio di amministrazione dell'Accademia di Santa Cecilia è compatibilissima con il suo nuovo incarico. Come lo sarà anche, se tanto mi dà tanto, anche con quello di Presidente della Società di concerti Barattelli dell'Aquila e con la direzione artistica dell'Orchestra della Toscana.
Un compositore ancora in cerca di identità che si distrae volutamente dall'unico mestiere che gli riesce ancora bene di fare, il compositore, per correre dietro ad incarichi che affermeranno il suo potere ma lo distoglieranno da quel suo mestiere e forse gli procureranno anche noie. Che, in questo caso, s'è cercato. Non più tardi della fine dell'anno scorso, un brano di qualche minuto appena, dal significativo titolo 'EXPO', promesso alla Fenice per il Concerto di Capodanno non l'ha consegnato,' per mancanza di tempo' - se le nostre informazioni sono esatte. E adesso che ha anche nuovi incarichi che farà?
Anche la precedente esperienza di direttore artistico all'Arena di Verona, che egli voleva far diventare una sorta di 'biennale musica del teatro musicale', brevissima, avrebbe dovuto insegnargli qualcosa, che invece non gli ha insegnato.
E, infine un voltafaccia che certamente non gli fa onore. Ha promesso, nell'agosto scorso, ai suoi concittadini di Albano di candidarsi a sindaco della cittadina, perchè- dichiarò- è giunto il momento di impegnarsi socialmente'. Impegno neppure cominciato e promessa che ora si rimangerà, beccandosi gli insulti che si merita.
Le altre nomine, ancor più di quella della Abbagnato, fanno capire con chiarezza in quale confusione sia il sovrintendente, il quale conferma alla direzione artistica Alessio Vlad, 'compositore' scrive l'Opera di Roma, esagerando nel credito, perchè si occupi della programmazione operistica (come a dire che gli errori della precedente gestione vanno tutti imputati a De Martino e Muti; nessuno, mai, a Vlad che ha bene operato e va riconfermato) - e mettendogli al fianco Giorgio Battistelli, che in veste di consigliere dell'Opera nei mesi scorsi non ha certo brillato, il quale avrà come incarico quello dei 'progetti relativi ai linguaggi contemporanei e alla musica sinfonica' che nel comunicato ufficiale, del quale non v'è traccia nel sito del teatro, così è definito " coordinerà i programmi sul teatro e i linguaggi contemporanei e sulla musica sinfonica".
Forse occorreva mandare a casa Vlad - ma non si poteva fare con uno che ha spalle tanto forti da resistere a tutte i risultati negativi delle sue direzioni artistiche, a dispetto degli appoggi mediatici eccessivi ed immeritati - e metterci Battistelli, il quale NOTORIAMENTE di melodramma capisce assai poco, sebbene si dedichi prevalentemente al teatro musicale nella sua attività di compositore, qual egli è, a differenza di Vlad - compositore della domenica, e da film, per gli amici - per consolarlo della sconfitta a Santa Cecilia. La volontà di consolarlo, premiandolo da parte del sindaco e di Fuortes l'ha legato all'Opera di Roma, affidandogli la programmazione relativa al teatro musicale contemporaneo ed la programmazione sinfonica.
Perchè, come ha spiegato Fuortes, gongolante di incompetenza, l'opera non può essere solo la grande tradizione ma deve pensare al futuro ed anche all'oggi. Ed a tutto questo dovrà pensare Battistelli, che ora ha da risolvere alcuni altri problemi connessi al nuovo incarico.
A tale proposito, Battistelli ha subito dichiarato che la sua presenza nel consiglio di amministrazione dell'Accademia di Santa Cecilia è compatibilissima con il suo nuovo incarico. Come lo sarà anche, se tanto mi dà tanto, anche con quello di Presidente della Società di concerti Barattelli dell'Aquila e con la direzione artistica dell'Orchestra della Toscana.
Un compositore ancora in cerca di identità che si distrae volutamente dall'unico mestiere che gli riesce ancora bene di fare, il compositore, per correre dietro ad incarichi che affermeranno il suo potere ma lo distoglieranno da quel suo mestiere e forse gli procureranno anche noie. Che, in questo caso, s'è cercato. Non più tardi della fine dell'anno scorso, un brano di qualche minuto appena, dal significativo titolo 'EXPO', promesso alla Fenice per il Concerto di Capodanno non l'ha consegnato,' per mancanza di tempo' - se le nostre informazioni sono esatte. E adesso che ha anche nuovi incarichi che farà?
Anche la precedente esperienza di direttore artistico all'Arena di Verona, che egli voleva far diventare una sorta di 'biennale musica del teatro musicale', brevissima, avrebbe dovuto insegnargli qualcosa, che invece non gli ha insegnato.
E, infine un voltafaccia che certamente non gli fa onore. Ha promesso, nell'agosto scorso, ai suoi concittadini di Albano di candidarsi a sindaco della cittadina, perchè- dichiarò- è giunto il momento di impegnarsi socialmente'. Impegno neppure cominciato e promessa che ora si rimangerà, beccandosi gli insulti che si merita.
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