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venerdì 29 aprile 2016

Attenti agli autisti! Grandi carriere in RAI e Mediaset

In RAI, nelle ultime settimane, si annunciano tempi duri per gli autisti, anzi ex autisti, dopo il caso tangenti  ed irregolarità, scoperte di recente,  riguardante appunto uno di questi professionisti, assurto in RAI a dirigente, dopo essere stato funzionario a Mediaset, e prima ancora autista del Cavaliere.
Guardarsi  dagli autisti è la regola d'oro e la parola d'ordine. Mai rivelare loro particolari  piccanti, mai farsi accompagnare in luoghi equivoci - come il caso di un ex governatore del Lazio dovrebbe insegnare a tutti! - mai confidare alcunché ad essi... perché un giorno, sentendosi traditi o non giustamente compensati, potrebbero rinfacciare ogni cosa. Come appunto ha fatto l'ex autista in questione, quando   in  due diverse telefonate ha cercato di ricattare prima il Cavaliere (per il caso Noemi, che vantava di conoscere dalla a alla z) e poi anche Gianni Letta, chiedendone l'appoggio per sfuggire ai guai.
Queste cose  possono accadere altrove, non in RAI, si va dicendo ostendando sicurezza. ( l'ex autista la prima promozione l'aveva infatti ricevuta a Mediaset). Falso. Perchè  anche in RAI  è accaduto che l'autista di un dirigente assai in vista,  ha fatto carriera fino ai vertici, giungendo alla guida di una rete, senza naturalmente  i ricatti dell'altro caso. Almeno non sappiamo.
 Adesso, a seguito di tale caso clamoroso, si teme che, qualora si riesca a rianimare il 'cavallo morente' di Messina, prendendolo per le palle, anche a lui spetterà una promozione, dopo i molti anni passati di fronte al palazzo di Viale Mazzini, a fare il finto morto, ma spiando notte e giorno il via vai  di ogni genere,  e quel che  nel bene e più ancora nel male, accadeva nel palazzo di vetro.

sabato 11 aprile 2015

C'è un giudice che vuole indagare l'INPS per frode allo Stato ed ai cittadini, a causa dell'abbandono in cui lascia il suo immenso patrimonio immobiliare?

Renzi, Boeri, avete visto il lungo servizio di 'Presa diretta', di Jacona, dedicato all'INPS e, più precisamente , al suo immenso patrimonio immobiliare in abbandono? Se ci fosse un magistrato che avesse voglia di istruire un processo a tutti i presidenti dell'INPS ( INPDAP compresa) che si sono succeduti, non ultimo Mastrapasqua, quello dei mille incarichi, senza troppa fatica potrebbe sbatterli in galera. 'Presa diretta' ha mostrato almeno una decina di colonie estive in luoghi appetibili ancora oggi dal mercato immobiliare, Cesenatico ad esempio o Fai della Paganella( ma anche Pistoia, Messina, Pesaro e molti di questi con accesso diretto al mare. Capite?) con superfici immense lasciate andare in malora.  E non finisce così.
 A Padova, se ricordiamo bene, in una delle piazza cittadine più belle, c'è un palazzo - che da fuori sembra in perfetto ordine, in stile neoclassico, chiuso da tempo. A due passi da quel palazzo L'INPS ha  i suoi uffici in un altro palazzo per il quale paga ovviamente un affitto sicuramente salatissimo. Chi ci magia e ci ha mangiato in quel traffico? E Roma? Un grande supermercato lasciato deperire da oltre dieci anni, e la sede INPDAP- l'unica che forse in questo disastro immobiliare è meglio utilizzata, quanto meno per usi di pubblica utilità -  che è occupata da famiglie che non hanno casa.
 Boeri non sa nulla di questo immenso patrimonio immobiliare  inutilizzato e lasciato ai saccheggi? E' molto più facile monitorare le pensioni per vedere a quali cittadini pensionati creare ancora problemi. Perchè tanto si sa già che le cosiddette pensioni d'oro neanche Boeri oserà toccarle, e neaache Renzi lo farà.
Perchè Boeri, senza attendere altri anni fino a ridurre tale patrinomnio un rudere , non pensa a dismettere questi immobili - per molti di essi sicuramente ci sarebbero compratori disposti a risistemarli e riutilizzarli - o a recuperarli e renderli produttivi?
 Questo ci aspetteremmo dal prof. Boeri, e dal suo padrino Renzi che parla parla ma poi tutto lo schifo di questi paese, depredato dai ladri di Stato, non gli interessa farlo emergere e punirlo con tutta la severità che merita.