mercoledì 25 settembre 2019
Placido Domingo pensionato costretto dalle accuse di molestie
Placido Domingo ha disdetto la propria presenza al Metropolitan Opera di New York (Met), a poche ore dall'inizio del Macbeth di Giuseppe Verdi. Il tenore, coinvolto in uno scandalo di moleste sessuali, ha fatto sapere che non tornera' al teatro. Il ritiro di Domingo, spiega il New York Times, è arrivato dopo che molti tra gli addetti avevano espresso perplessità sulla sua presenza. Altre istituzioni musicali, come la Philadelphia Orchestra e la San Francisco Opera, hanno già annullato date che prevedevamo la presenza di Domingo.
CIMABUE appeso in cucina
Per anni una signora di Compiègne, comune francese a nord di Parigi, ha tenuto appeso in casa un quadro dipinto da Cimabue, senza sapere che era l'opera di uno dei maggiori pittori del XIII secolo. Ora dovrà trovare qualcosa di diverso da appendere, ma in cambio potrebbe ritrovarsi in tasca una cifra compresa fra i 3,5 e i 5,5 milioni di euro: è quanto si stima che il Cimabue possa fruttare all'asta che si terrà il 27 ottobre.
Un laboratorio di periti ha certificato che si tratta del 'Cristo deriso', una tavola di 26 centimetri per 20 che si credeva perduta e che faceva probabilmente parte di un dittico risalente all'anno 1280, periodo nel quale il pittore ha realizzato otto scene raffiguranti la passione e la crocifissione di Cristo. Tavole simili sono conservate presso la Frick Collection di New York e all'interno della National Gallery di Londra.
Secondo quanto raccontato dai media, la signora in questione era convinta che il suo quadro fosse una banale icona sacra, senza particolare valore. Tanto che la teneva appesa poco lontano dai fornelli della cucina, un luogo decisamente poco adatto alla conservazione di un pezzo di storia dell'arte. Un giorno ha deciso di farla valutare e agli esperti è venuto un colpo.
Tempo una manciata di indagini ed è stata certificata l'appartenenza a Cimabue, insieme all'opportunità di destinarla a un luogo diverso dalla cucina di un'abitazione. Arriviamo così all'annuncio della messa all'asta: il valore stimato si aggira appunto fra i 3,5 e i 5,5 milioni di euro.
Un laboratorio di periti ha certificato che si tratta del 'Cristo deriso', una tavola di 26 centimetri per 20 che si credeva perduta e che faceva probabilmente parte di un dittico risalente all'anno 1280, periodo nel quale il pittore ha realizzato otto scene raffiguranti la passione e la crocifissione di Cristo. Tavole simili sono conservate presso la Frick Collection di New York e all'interno della National Gallery di Londra.
Secondo quanto raccontato dai media, la signora in questione era convinta che il suo quadro fosse una banale icona sacra, senza particolare valore. Tanto che la teneva appesa poco lontano dai fornelli della cucina, un luogo decisamente poco adatto alla conservazione di un pezzo di storia dell'arte. Un giorno ha deciso di farla valutare e agli esperti è venuto un colpo.
Tempo una manciata di indagini ed è stata certificata l'appartenenza a Cimabue, insieme all'opportunità di destinarla a un luogo diverso dalla cucina di un'abitazione. Arriviamo così all'annuncio della messa all'asta: il valore stimato si aggira appunto fra i 3,5 e i 5,5 milioni di euro.
Conservatorio Casella. L'aquila. Il vice direttore è stato eletto direttore; ma il direttore uscente continuerà a fare il direttore di fatto, fino a quando...
Al secondo scrutinio, la distanza fra i due candidati più votati al primo, si è allargata, e il celebre organista Di Massimantonio - vice dell'attuale direttore Piermarini, altro celebre organista - prenderà, per volere degli insegnanti del Conservatorio, sessanta contro quaranta (quanti i voti andati a Giamacco) - il posto dell'attuale direttore, alla fine di ottobre.
Di questa manovra, abilmente costruita a tavolino dai due , da tempo, si andava mormorando dentro e fuori il Conservatorio, senza che qualcuno delle numerose menti illuminate di quel Conservatorio, pensasse a sventarla.
Perchè mentre si mormorava della manovra, si aggiungeva anche che, appena possibile ( cioè in un ragionevole tempo che non faccia pensare a qualcosa di illegale) Di Massimantonio si sarebbe dimesso e, alle elezioni successive passato un giro dopo due mandati consecutivi, Piermarini sarebbe tornato alla direzione del Conservatorio. Per la semplice ragione che un Conservatorio non poteva fare a meno di una guida così illuminata.
Questo è ciò che pensano, ed anzi di cui sono convinti, tutti coloro che hanno avallato questa manovra, in nome della politica del 'lascia vivere' che sicuramente è stata alla base della direzione del primo dei due organisti. Formalmente legale, ma solo formalmente o forse neanche formalmente, visto che il progetto della successiva elezione di Piermarini è alla base di detta manovra che dunque risulterebbe ingannevole.
Se tutto ciò dovesse verificarsi, il Ministero non può stare alla finestra a guardare, ma non autorizzare le successive elezioni, e mandare un commissario.
E noi che avevamo atteso la fine del mandato di Piermarini per tornare, dopo sei anni sei, a visitare il nostro Conservatorio, anche per verificare le condizioni in cui Piermarini ha tenuto, in ragione della sua cultura organologica vastissima, uno strumento storico che regalammo al Conservatorio all'indomani del terremoto, dovremo rinunciarvi definitivamente.
Non senza, però, aver augurato al Conservatorio che non vada in malora, come molte voci, sussurrate per non finire vittime delle purghe dell'attuale direttore, ci fanno temere.
Di questa manovra, abilmente costruita a tavolino dai due , da tempo, si andava mormorando dentro e fuori il Conservatorio, senza che qualcuno delle numerose menti illuminate di quel Conservatorio, pensasse a sventarla.
Perchè mentre si mormorava della manovra, si aggiungeva anche che, appena possibile ( cioè in un ragionevole tempo che non faccia pensare a qualcosa di illegale) Di Massimantonio si sarebbe dimesso e, alle elezioni successive passato un giro dopo due mandati consecutivi, Piermarini sarebbe tornato alla direzione del Conservatorio. Per la semplice ragione che un Conservatorio non poteva fare a meno di una guida così illuminata.
Questo è ciò che pensano, ed anzi di cui sono convinti, tutti coloro che hanno avallato questa manovra, in nome della politica del 'lascia vivere' che sicuramente è stata alla base della direzione del primo dei due organisti. Formalmente legale, ma solo formalmente o forse neanche formalmente, visto che il progetto della successiva elezione di Piermarini è alla base di detta manovra che dunque risulterebbe ingannevole.
Se tutto ciò dovesse verificarsi, il Ministero non può stare alla finestra a guardare, ma non autorizzare le successive elezioni, e mandare un commissario.
E noi che avevamo atteso la fine del mandato di Piermarini per tornare, dopo sei anni sei, a visitare il nostro Conservatorio, anche per verificare le condizioni in cui Piermarini ha tenuto, in ragione della sua cultura organologica vastissima, uno strumento storico che regalammo al Conservatorio all'indomani del terremoto, dovremo rinunciarvi definitivamente.
Non senza, però, aver augurato al Conservatorio che non vada in malora, come molte voci, sussurrate per non finire vittime delle purghe dell'attuale direttore, ci fanno temere.
martedì 24 settembre 2019
Dove è finito il 'PRIMA GLI ITALIANI' di Salvini, il NERO' e della Lega? A bloccare di fatto il Parlamento, attraverso le Commissioni
L'avevano preannunciato. Era il trappolone leghista, il Vietnam parlamentare. L'ultima arma rimasta al Carroccio, dopo essere scivolato fuori dal governo in seguito alla crisi politica aperta da Matteo Salvini, per mettere i bastoni fra le ruote all'esecutivo giallorosso formato da Movimento 5 stelle e Partito democratico: quella delle Commissioni parlamentari.
La Lega non ha mollato. E ora ha cominciato a sfruttare in chiave ostruzionistica. Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, ha infatti annunciato: «Questo pomeriggio (il 24 settembre, ndr) per due volte consecutive è saltata la seduta della prima Commissione del Senato per la mancanza del numero legale richiesto. Da adesso i signori della maggioranza di Palazzo impareranno cosa significa avere un movimento come la Lega che fa opposizione! Glielo avevo premesso. E questo è solo l'inizio! Per ora. Lega-maggioranza 1-0».
IN MANO AI LEGHISTI ANCORA 11 COMMISSIONI
Sono 11 le Commissioni in mano al partito di Salvini. Claudio Borghi è il presidente della Bilancio, poi alla Camera il Carroccio controlla anche Ambiente (con Alessandro Manuel Benvenuto), Trasporti (Alessandro Morelli), Attività produttive (Barbara Saltamartini) e Lavoro (Andrea Giaccone).
Passando al Senato invece, Alberto Bagnai presiede la Finanze, Stefano Borghesi gli Affari costituzionali, che deve esprimere pareri anche sull'eventuale riforma elettorale. A Palazzo Madama sono rimaste "verdi" Giustizia (Andrea Ostellari), Difesa (Donatella Tesei), Istruzione (Mario Pittoni) e Agricoltura (Ganpaolo Vallardi).
RINNOVO NON PRIMA DEL 2020
Le Commissioni possono essere rinnovate, ma non prima di due anni: nel caso la questione può dunque essere affrontata solo nel 2020. Dopo la nascita della nuova maggioranza, i leghisti avrebbero anche potuto dimettersi. Ma hanno preferito restare in trincea, anche se accusavano "gli altri" di essere attaccati alla poltrona. Il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo aveva "minacciato" così dem e grillini: «Non ci pensiamo proprio ad andarcene, li faremo impazzire fino alla fine».
LA SOLUZIONE ESTREMA: DIMISSIONI DI MASSA
Cosa può fare la maggioranza per non restare imbrigliata? Una soluzione estrema può essere quella del "bazooka" - e qui il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi non c'entra -, cioè la possibilità di dimettersi in massa per provocare la nascita di nuove Commissioni con nuovi presidenti. Una mossa suggerita dai costituzionalisti Salvatore Curreri e Francesco Clementi.
La Lega non ha mollato. E ora ha cominciato a sfruttare in chiave ostruzionistica. Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, ha infatti annunciato: «Questo pomeriggio (il 24 settembre, ndr) per due volte consecutive è saltata la seduta della prima Commissione del Senato per la mancanza del numero legale richiesto. Da adesso i signori della maggioranza di Palazzo impareranno cosa significa avere un movimento come la Lega che fa opposizione! Glielo avevo premesso. E questo è solo l'inizio! Per ora. Lega-maggioranza 1-0».
IN MANO AI LEGHISTI ANCORA 11 COMMISSIONI
Sono 11 le Commissioni in mano al partito di Salvini. Claudio Borghi è il presidente della Bilancio, poi alla Camera il Carroccio controlla anche Ambiente (con Alessandro Manuel Benvenuto), Trasporti (Alessandro Morelli), Attività produttive (Barbara Saltamartini) e Lavoro (Andrea Giaccone).
Passando al Senato invece, Alberto Bagnai presiede la Finanze, Stefano Borghesi gli Affari costituzionali, che deve esprimere pareri anche sull'eventuale riforma elettorale. A Palazzo Madama sono rimaste "verdi" Giustizia (Andrea Ostellari), Difesa (Donatella Tesei), Istruzione (Mario Pittoni) e Agricoltura (Ganpaolo Vallardi).
RINNOVO NON PRIMA DEL 2020
Le Commissioni possono essere rinnovate, ma non prima di due anni: nel caso la questione può dunque essere affrontata solo nel 2020. Dopo la nascita della nuova maggioranza, i leghisti avrebbero anche potuto dimettersi. Ma hanno preferito restare in trincea, anche se accusavano "gli altri" di essere attaccati alla poltrona. Il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo aveva "minacciato" così dem e grillini: «Non ci pensiamo proprio ad andarcene, li faremo impazzire fino alla fine».
LA SOLUZIONE ESTREMA: DIMISSIONI DI MASSA
Cosa può fare la maggioranza per non restare imbrigliata? Una soluzione estrema può essere quella del "bazooka" - e qui il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi non c'entra -, cioè la possibilità di dimettersi in massa per provocare la nascita di nuove Commissioni con nuovi presidenti. Una mossa suggerita dai costituzionalisti Salvatore Curreri e Francesco Clementi.
lunedì 23 settembre 2019
Salvini contro l'accordo raggiunto a La Valletta: ora vede gli sbarchi non ufficiali che un tempo non vedeva anzi non considerava nel conto dei migranti sbarcati in Italia. E invita i sindaci leghisti a disubbidire alle leggi
E' per il 99% una presa in giro" e per il resto "una calata di braghe": così il leader leghista, Matteo Salvini, ha commentato l'accordo sui migranti raggiunto a La Valletta, intervenendo a Tg2 Post. "I numeri mi dicono che verranno forse redistribuiti il 10% di quelli arrivati e, nel frattempo, a settembre gli arrivi sono aumentati del 50%", ha spiegato Salvini. La redistribuzione, infatti, riguarderebbe solo i migranti salvati dalle Ong che sono il 10% del totale di quelli arrivati in Italia, ha aggiunto.
Per il leader leghista se da parte dei partner europei "c'è un atteggiamento diverso" è "perché quel brutto e cattivo di Salvini ha sollevato il problema". In ogni caso, ha osservato ancora l'ex vicepremier, "dove c'è un sindaco della Lega, se verrà chiamato per redistribuire i migranti sul territorio, risponderà cortesemente: 'No, grazie'".
Per il leader leghista se da parte dei partner europei "c'è un atteggiamento diverso" è "perché quel brutto e cattivo di Salvini ha sollevato il problema". In ogni caso, ha osservato ancora l'ex vicepremier, "dove c'è un sindaco della Lega, se verrà chiamato per redistribuire i migranti sul territorio, risponderà cortesemente: 'No, grazie'".
I 100 migliori libri del secolo. Speriamo non siano come i 100 personaggi più influenti del secolo, fra i quali anche perfetti sconosciuti inutili
Dopo la discussa classifica dei 100 film più belli del 21esimo secolo, The Guardian torna sull’argomento declinando stavolta la stessa chart sui romanzi. Secondo quanto decretato dal quotidiano anglosassone sarebbe “Wolf Hall” di Hilary Mantel, il romanzo più bello del nostro secolo. Il libro in questione da parte della cosiddetta “trilogia di Thomas Cromwell”, biografia fittizia che racconta l’ascesa al potere del I conte di Essex nella corte di Enrico VIII d'Inghilterra. Il terzo romanzo della saga è attualmente in lavorazione, i primi due capitoli sono valsi alla Mantel due Booker Prize, nel 2009 e nel 2012, prima donna della storia ad essere insignita due volte del prestigio premio.
Secondo posto che va a Marilynne Robinson, autrice, nel 2004, di “Gilead”, un romanzo di fatto filosofico in cui un segmento di storia degli Stati Uniti viene raccontata attraverso la voce dell’anziano predicatore John Ames, sottoforma di lettera ad un figlio che, già sa, non riuscirà mai a vedere adulto; “Ci sono migliaia di ragioni per vivere questa vita, - scrive nel libro Ames - ognuna delle quali è sufficiente”. “Gilead” è valso alla sua autrice il Premio Pulitzer per la narrativa.
Ancora una donna a completare il podio, si tratta di Svetlana Alexievich e il titolo della sua opera è “Secondhand Time” (in Italia “Tempo di seconda mano”). “Il premio Nobel bielorusso – come scrive The Guardian, motivando la scelta - ha registrato migliaia di ore di testimonianze della gente comune per creare questa storia orale dell'Unione Sovietica e la sua fine. Scrittori, camerieri, dottori, soldati, ex apparatchik del Cremlino, sopravvissuti ai gulag: a tutti viene dato spazio per raccontare le loro storie, condividere rabbia e tradimento, ed esprimere le loro preoccupazioni per la transizione al capitalismo. Un libro indimenticabile, che è sia un atto di catarsi sia una profonda dimostrazione di empatia”.
Come già successo nella classifica relativa al cinema, anche per quanto riguarda i libri l’Italia riesce a ritagliarsi due slot, il primo risulta anche abbastanza alto in classifica e si tratta del primo romanzo della saga de’ “L’amica geniale” di Elena Ferrante, del 2011, che troviamo all’undicesimo posto, piazzandosi davanti a mostri sacri della letteratura mondiale come Philip Roth e Stephen King. The Guardian motiva la scelta così: “Potentemente intima e spudoratamente domestica, la prima parte della serie napoletana della Ferrante la affermò come un vero e proprio caso letterario. Questo e i tre romanzi che si sono poi succeduti, hanno documentato come la misoginia e la violenza potessero determinare la vita, così come la storia, dell'Italia alla fine del XX secolo”.
La seconda posizione riservata ad un autore nostrano è la 66 dove troviamo Carlo Rovelli con il suo “Sette brevi lezioni di fisica”, pubblicato da Adelphi nell'ottobre del 2014. Romanzo dalla genesi strana che ha stupito tutti, compresa la casa editrice che in prima tiratura aveva considerato appena 3 mila copie e al quale non aveva nemmeno concesso chissà quale campagna promozionale; a dicembre del 2015, dopo 19 edizioni e soltanto in Italia, le copie vendute risultarono essere 300 mila; aumentate poi di un milione quando il libro è stato esportato e tradotto in 42 lingue diverse.
La struttura è abbastanza lineare, sette semplici spiegazioni di quelle che sono considerate tappe fondamentali nella storia della fisica: teoria della relatività, teoria dei quanti, struttura del cosmo, particelle, origine del cosmo, buchi neri e natura del calore e il ruolo dell’uomo. Scorrevole, divertente, capace di declinare argomenti altamente tecnici con un linguaggio accessibile a tutti ma soprattutto, interessante per tutti. Imperdibile.
Secondo posto che va a Marilynne Robinson, autrice, nel 2004, di “Gilead”, un romanzo di fatto filosofico in cui un segmento di storia degli Stati Uniti viene raccontata attraverso la voce dell’anziano predicatore John Ames, sottoforma di lettera ad un figlio che, già sa, non riuscirà mai a vedere adulto; “Ci sono migliaia di ragioni per vivere questa vita, - scrive nel libro Ames - ognuna delle quali è sufficiente”. “Gilead” è valso alla sua autrice il Premio Pulitzer per la narrativa.
Ancora una donna a completare il podio, si tratta di Svetlana Alexievich e il titolo della sua opera è “Secondhand Time” (in Italia “Tempo di seconda mano”). “Il premio Nobel bielorusso – come scrive The Guardian, motivando la scelta - ha registrato migliaia di ore di testimonianze della gente comune per creare questa storia orale dell'Unione Sovietica e la sua fine. Scrittori, camerieri, dottori, soldati, ex apparatchik del Cremlino, sopravvissuti ai gulag: a tutti viene dato spazio per raccontare le loro storie, condividere rabbia e tradimento, ed esprimere le loro preoccupazioni per la transizione al capitalismo. Un libro indimenticabile, che è sia un atto di catarsi sia una profonda dimostrazione di empatia”.
Come già successo nella classifica relativa al cinema, anche per quanto riguarda i libri l’Italia riesce a ritagliarsi due slot, il primo risulta anche abbastanza alto in classifica e si tratta del primo romanzo della saga de’ “L’amica geniale” di Elena Ferrante, del 2011, che troviamo all’undicesimo posto, piazzandosi davanti a mostri sacri della letteratura mondiale come Philip Roth e Stephen King. The Guardian motiva la scelta così: “Potentemente intima e spudoratamente domestica, la prima parte della serie napoletana della Ferrante la affermò come un vero e proprio caso letterario. Questo e i tre romanzi che si sono poi succeduti, hanno documentato come la misoginia e la violenza potessero determinare la vita, così come la storia, dell'Italia alla fine del XX secolo”.
La seconda posizione riservata ad un autore nostrano è la 66 dove troviamo Carlo Rovelli con il suo “Sette brevi lezioni di fisica”, pubblicato da Adelphi nell'ottobre del 2014. Romanzo dalla genesi strana che ha stupito tutti, compresa la casa editrice che in prima tiratura aveva considerato appena 3 mila copie e al quale non aveva nemmeno concesso chissà quale campagna promozionale; a dicembre del 2015, dopo 19 edizioni e soltanto in Italia, le copie vendute risultarono essere 300 mila; aumentate poi di un milione quando il libro è stato esportato e tradotto in 42 lingue diverse.
La struttura è abbastanza lineare, sette semplici spiegazioni di quelle che sono considerate tappe fondamentali nella storia della fisica: teoria della relatività, teoria dei quanti, struttura del cosmo, particelle, origine del cosmo, buchi neri e natura del calore e il ruolo dell’uomo. Scorrevole, divertente, capace di declinare argomenti altamente tecnici con un linguaggio accessibile a tutti ma soprattutto, interessante per tutti. Imperdibile.
Perchè non indagare sul passato di Salvini?
Salvini invita a indagare su eventuali misteri nella vita di Giuseppe Conte. Ad esempio sulla misteriosa moglie, Valentina Fico, della quale si continua a scrivere che è figlia del 'direttore di Santa Cecilia'. Evidente fake news perchè a Santa Cecilia non c'è mai stato un direttore 'Fico', padre di Valentina, semmai 'fighi' e tanti, ma nessun direttore fra tutti i fighi che conosciamo..
Ora piacerebbe sapere - e per questo lo si indaghi - come fa Salvini a guadagnare da un quarto di secolo, e non poco, senza aver mai lavorato. Come ha fatto in tutti questi anni a mantenere la moglie, ex, la compagna ex, ed i due figli avuti dall'una e dall'altra e mantenersi lui medesimo ed avere continuamente fidanzate, Isoardi,Verdini, una dopo l'altra. Si fa per caso mantenere dalle ragazze che lavorano o sono ricche di famiglia?
Questo sarebbe interessante sapere di una persona che non ha mai lavorato per un'ora in tutta la sua vita e che dà del poltronaro a tutti i suoi avversari politici.
Senza una poltrona oggi lui non sarebbe nè segretario della lega, e neppure vivo perchè chi non lavora, di solito o finisce male o, se sopravvive discretamente, è perchè ruba o attinge a fonti di guadagno che non dichiara!
Perciò all'invito di Salvini a indagare sul passato di Conte si faccia seguire il nostro ad indagare sul passato e presente di Salvini.
En passant, commovente il baciamano di Gianni Letta , il cardinale, alla attuale - si dice - fidanzata di Conte, figlia del padrone dell'Hotel Plaza, dove si è tenuta giorni fa una presentazione, ma che non si vede mai al suo fianco.
Ora piacerebbe sapere - e per questo lo si indaghi - come fa Salvini a guadagnare da un quarto di secolo, e non poco, senza aver mai lavorato. Come ha fatto in tutti questi anni a mantenere la moglie, ex, la compagna ex, ed i due figli avuti dall'una e dall'altra e mantenersi lui medesimo ed avere continuamente fidanzate, Isoardi,Verdini, una dopo l'altra. Si fa per caso mantenere dalle ragazze che lavorano o sono ricche di famiglia?
Questo sarebbe interessante sapere di una persona che non ha mai lavorato per un'ora in tutta la sua vita e che dà del poltronaro a tutti i suoi avversari politici.
Senza una poltrona oggi lui non sarebbe nè segretario della lega, e neppure vivo perchè chi non lavora, di solito o finisce male o, se sopravvive discretamente, è perchè ruba o attinge a fonti di guadagno che non dichiara!
Perciò all'invito di Salvini a indagare sul passato di Conte si faccia seguire il nostro ad indagare sul passato e presente di Salvini.
En passant, commovente il baciamano di Gianni Letta , il cardinale, alla attuale - si dice - fidanzata di Conte, figlia del padrone dell'Hotel Plaza, dove si è tenuta giorni fa una presentazione, ma che non si vede mai al suo fianco.
Iscriviti a:
Post (Atom)