Nelle ultime settimane ci ha sorpreso l'attivismo, autentico, di Dacia Maraini, sul Corriere, a difesa dei diritti umani, cominciando dai bambini che in paesi occidentali e non sembrano non avere più difensori.
Ha cominciato con quel suo struggente reportage dal Venezuela di Maduro, allo stremo e nel disordine totale, illustrato da una immagine che non poteva non lasciare sgomenti. Negli ospedali, anche lì, in quel grande paese, stremato dalla crisi petrolifera e dalla dittatura , manca di tutto.
Anche le culle per neonati, nei reparti maternità, ed allora ricorrono agli scatoloni con i quali nell'Occidente ricco arrivano le banane dal Sudamerica. Talvolta, raccontava la Maraini, essendo i bambini più lunghi degli scatoloni, li mettono di traverso per farceli entrare. E su uno dei lati un bigliettino con le generalità del neonato. Nel disastrato Venezuela l'indigenza comincia già dalla nascita. E, salvo qualche reportage come quello della Maraini, comunque assai raro, nessuna voce si leva contro quel dittatore che sta portando alla guerra civile il suo popolo.
Passano pochi giorni ed ancora un reportage, questa volta dall'altra parte del mondo, da una nazione più vicina a noi, la Siria, martoriata come il Venezuela, dove il presidente, in coppia con l'alleato Putin, non si limita ad affamare il suo popolo, continua ad ammazzare centinaia e migliaia di suoi cittadini, senza riguardo neanche per bambini e malati, giacché distrugge anche ospedali. L'assedio di Aleppo meriterebbe la messa sotto accusa del macellaio siriano. Ma nulla accade, gli equilibri nel medio Oriente sono da ridefinire e per questo non si bada tanto per il sottile.
Il reportage della Maraini, anche questo secondo, è illustrato da una foto, dalla quale muove le sue riflessione.
Ritrae bambini, non piccolissimi, che fanno il bagno e giocano in alcune pozze d'acqua, non potabile - ad Aleppo manca anche l'acqua potabile; Assad bombarda i suoi cittadini e li asseta augurandosi che se non con le bombe con la mancanza d'acqua li addomesticherà.
In quelle pozzanghere, piccoli crateri, un pò profonde, i bambini giocano come tutti i bambini del mondo, ignorando che queclle pozzanghere sono state prodotte dalle bombe che Assad e Putin sganciano giornalmente sulla città. E' il modo con cui l'infanzia riesce a passare sopra una tragedia, anzi a sfruttarla per il proprio passatempo.
Dacia Maraini interviene ancora, qualche giorno dopo, su un altro drammatico problema di oggi, dell'Occidente, quello dei migranti, che andrebbero chiamati 'rifugiati' a voler essere precisi. E racconta da Pescasseroli, dove ha una casa, che lì sono ospitati una cinquantina di migranti in una struttura alberghiera (Pescasseroli è una località dell'Abruzzo di montagna, molto frequentata). Da quel che pare di capire questi migranti ospitati non rappresentano per Pescasseroli la 'peste' da evitare, tenendoli segregati. E la Maraini avanza una proposta già altre volte avanzata. Questi giovani hanno bisogno di lavorare, non possono essere lasciati segregati, sebbene in un albergo dignitoso. Ci sono in Italia, ma anche in Abruzzo, da dove la Maraini scrive, tanti piccoli borghi che hanno bisogno di cure e magari di essere ripopolati. Lì ci sarebbe tanto da fare. Perchè non ci si pensa, a Pascasseroli come altrove? Nelle scorse settimane in tv s'è visto un esperimento di tal genere riuscito nella zona dell'Aspromonte . Che si aspetta ad esportarlo? I migranti - rifugiati! - sarebbero felici di mettersi al lavoro. Sono esseri umani che tengono quanto tutti alla loro dignità e non aspettano altro che si dia loro un lavoro che li faccia sentire utili al mondo al quale hanno chiesto aiuto, ottenendolo alla bene e meglio.
P.S.Ed oggi un nuovo allarme lanciato dalla Maraini, complice una foto, ancora una foto choc. I bambini dello Yemen ridotti pelle ed ossa, tanti di loro stanno ormai in due palmi di mano, lasciati morire dal mondo che si gira per non vedere. Ancora un allarme ancora uno scandaloso atteggiamento del mondo ricco.
Visualizzazione post con etichetta Putin. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Putin. Mostra tutti i post
giovedì 6 ottobre 2016
domenica 14 agosto 2016
Gustavo Dudamel tace sul presidente venezuelano Maduro, come taceva su Chavez, accusa Montero. Il difficile rapporto tra intellettuali e potere
Di fronte al potere oppressore, vi sono sempre stati sostenitori o fiancheggiatori ed oppositori. E, riguardo a quest'ultimi, oppositori che si sono dichiarati senza mezzi termini ed anche pagato, con l'esilio con il carcere quando non anche con l'eliminazione fisica, ed altri che, invece, hanno preferito continuare a lavorare, senza scontrarsi apertamente con il potere, insomma a resistere 'passivamente' per salvare il salvabile.
In quale di queste categorie entri anche il celebre caso di Furtwaengler non è così facile definire. Secondo alcuni egli tacque, per comodità, secondo altri egli non si oppose apertamente al potere per 'salvare il salvabile', assecondato dal potere medesimo che così voleva dimostrare al mondo che in fondo tanto cattivo non era.
Ora sono trascorsi molti anni dal quando Furtwaengler mantenne un certo rapporto con il potere nazista in patria, ed anche molte cose che dovrebbero indurre coloro i quali hanno voce in capitolo - e gli intellettuali veri, ed i musicisti anche sono fra questi - a parlare e denunciare. Mentre, ad esempio, non lo fanno personaggi come Lang Lang che sa bene che nel suo paese i fondamentali diritti umani sono calpestati. A differenza del direttore Fischer che ha denunciato, addirittura attraverso un'opera, la repressione nella sua Ungheria, o come il pianista compositore turco, Fazil Say che fu condannato per aver criticato il potere del suo paese.
Quando in Sud Africa dominava l'apartheid, si discusse spesso dell'argomento, senza arrivare mai ad una conclusione univoca e soddisfacente, anche perchè direttori celebri come Bernstein, tanto per fare un nome, non disdegnava di andare a dirigere in quel paese il cui potere, alla luce del sole e senza vergogna, si dichiarava razzista.
Veniamo ai nostri giorn, per i quali abbiamo citato i casi - esemplari ed encomiabili! -del direttore ungherese e del pianista iraniano; mentre potremmo, per l'altro verso citare il caso Gergiev che ha ottimi rapporti con Putin che certamente non è un campione di democrazia, ma che comunque protegge il Marijnsky di San Pietroburgo, mettendo Gergiev nelle stesse condizioni di Furtwaengler, sebbene il potere russo non sia paragonabile a quello nazista, però in Cecenia...
Potremmo anche citare il caso di Claudio Abbado assiduo frequentatore, per dar sostegno al 'Sistema', del Venezuela di Chavez ed anche di Maduro, come anche della Cuba di Castro, dalla cui bocca non ci pare di aver mai sentito parole di condanna dei rispettivi dittatori, ma solo lodi per qual che facevano per la musica.
Adesso che la situazione in Venezuela è precipitata - mentre per fortuna quella di Cuba sembra aver preso una piega migliore - anche i nipotini del grande direttore si comportano come il loro modello: tacciono. Colpevolmente o no ?
Poprio in questi ultimi giorni è scoppiata una polemica, alimentata da una brava pianista venezuelana, Montero, residente negli USA, che su quotidiani internazionali, si è dichiarata molto critica, contro Gustavo Dudamel, il quale contro i dittatori che hanno governato il suo paese ( Chavez) e lo governano tuttora ( Maduro) non ha detto una sola parola. Ha taciuto, ben conoscendo la drammatica situazione, tragica, del suo paese, alla faccia del Sistema, per la cui difesa egli si è giustificato.
Dudamel non ha detto una sola parola - accusa Montero - perchè teme di perdere i privilegi e gli agi di cui gode ( lui è stabile a Los Angeles, e sembra fottersene della tragica situazione del suo paese, dove mancano i beni di prima necessità ed anche i medicinali; il popolo è allo stremo, sull'orlo di una catastrofe, se non fa prima una rivoluzione per cacciare Maduro). Il riccioluto direttore s'è giustificato dicendo che non ha mai detto una sola parola di appoggio ai dittatori del suo paese, ha taciuto come accusa la Montero, e che vuole difendere il 'Sistema' fondato da Abreu.
Ma anche altri accusa Dudamel di aver sbagliato tacendo, anche perchè se non parla lui che è conosciuto e fa opinione, chi altri dovrebbe farlo? la povera gente che nonostante la tragedia che sta vivendo, continua a suonare e cantare ' per sopravvivere'? Come facevano nei vari campi di concentramento i musicisti torturati ed internati, senza che però in quella occasione il mondo conoscesse le atrocità dei vari campi di prigionia e concentramento, mentre oggi l'opinione internazionale conosce e denuncia la tragica situazione venezuelana, e Dudamel tace.
In quale di queste categorie entri anche il celebre caso di Furtwaengler non è così facile definire. Secondo alcuni egli tacque, per comodità, secondo altri egli non si oppose apertamente al potere per 'salvare il salvabile', assecondato dal potere medesimo che così voleva dimostrare al mondo che in fondo tanto cattivo non era.
Ora sono trascorsi molti anni dal quando Furtwaengler mantenne un certo rapporto con il potere nazista in patria, ed anche molte cose che dovrebbero indurre coloro i quali hanno voce in capitolo - e gli intellettuali veri, ed i musicisti anche sono fra questi - a parlare e denunciare. Mentre, ad esempio, non lo fanno personaggi come Lang Lang che sa bene che nel suo paese i fondamentali diritti umani sono calpestati. A differenza del direttore Fischer che ha denunciato, addirittura attraverso un'opera, la repressione nella sua Ungheria, o come il pianista compositore turco, Fazil Say che fu condannato per aver criticato il potere del suo paese.
Quando in Sud Africa dominava l'apartheid, si discusse spesso dell'argomento, senza arrivare mai ad una conclusione univoca e soddisfacente, anche perchè direttori celebri come Bernstein, tanto per fare un nome, non disdegnava di andare a dirigere in quel paese il cui potere, alla luce del sole e senza vergogna, si dichiarava razzista.
Veniamo ai nostri giorn, per i quali abbiamo citato i casi - esemplari ed encomiabili! -del direttore ungherese e del pianista iraniano; mentre potremmo, per l'altro verso citare il caso Gergiev che ha ottimi rapporti con Putin che certamente non è un campione di democrazia, ma che comunque protegge il Marijnsky di San Pietroburgo, mettendo Gergiev nelle stesse condizioni di Furtwaengler, sebbene il potere russo non sia paragonabile a quello nazista, però in Cecenia...
Potremmo anche citare il caso di Claudio Abbado assiduo frequentatore, per dar sostegno al 'Sistema', del Venezuela di Chavez ed anche di Maduro, come anche della Cuba di Castro, dalla cui bocca non ci pare di aver mai sentito parole di condanna dei rispettivi dittatori, ma solo lodi per qual che facevano per la musica.
Adesso che la situazione in Venezuela è precipitata - mentre per fortuna quella di Cuba sembra aver preso una piega migliore - anche i nipotini del grande direttore si comportano come il loro modello: tacciono. Colpevolmente o no ?
Poprio in questi ultimi giorni è scoppiata una polemica, alimentata da una brava pianista venezuelana, Montero, residente negli USA, che su quotidiani internazionali, si è dichiarata molto critica, contro Gustavo Dudamel, il quale contro i dittatori che hanno governato il suo paese ( Chavez) e lo governano tuttora ( Maduro) non ha detto una sola parola. Ha taciuto, ben conoscendo la drammatica situazione, tragica, del suo paese, alla faccia del Sistema, per la cui difesa egli si è giustificato.
Dudamel non ha detto una sola parola - accusa Montero - perchè teme di perdere i privilegi e gli agi di cui gode ( lui è stabile a Los Angeles, e sembra fottersene della tragica situazione del suo paese, dove mancano i beni di prima necessità ed anche i medicinali; il popolo è allo stremo, sull'orlo di una catastrofe, se non fa prima una rivoluzione per cacciare Maduro). Il riccioluto direttore s'è giustificato dicendo che non ha mai detto una sola parola di appoggio ai dittatori del suo paese, ha taciuto come accusa la Montero, e che vuole difendere il 'Sistema' fondato da Abreu.
Ma anche altri accusa Dudamel di aver sbagliato tacendo, anche perchè se non parla lui che è conosciuto e fa opinione, chi altri dovrebbe farlo? la povera gente che nonostante la tragedia che sta vivendo, continua a suonare e cantare ' per sopravvivere'? Come facevano nei vari campi di concentramento i musicisti torturati ed internati, senza che però in quella occasione il mondo conoscesse le atrocità dei vari campi di prigionia e concentramento, mentre oggi l'opinione internazionale conosce e denuncia la tragica situazione venezuelana, e Dudamel tace.
Etichette:
Abbado,
abreu,
bernstein,
castro,
cuba chavez,
dudamel,
el sistema,
fazil say,
furtwaengle,
gergiev,
ivan fischer,
lang lang,
marijnsky,
montero,
Putin,
russia,
venezuela
mercoledì 16 settembre 2015
Je ne suis pas Charlie Hebdo
La satira deve essere libera di toccare qualunque cosa persona situazione. Senza eccezione e senza limiti. Non c'è cosa al mondo per la quale si debba dire: questa no! altrimenti che satira è.
Prenda in giro, ironizzi, su tutti e tutto: dal Padreterno all'ultimo disgraziato della terra, non risparmi nessuno, compresi i profeti, e i santi e la vergine Maria e Gesù Cristo, e il Profeta, e il papa ed i potenti della terra, da Obama e Putin alla Merkel.
Ha mano libera anche su chi porta dalla nascita handicap disumani - del resto gli stessi portatori di handicap tante volte sono arrivati a scherzare su loro stessi; sugli ebrei, che il mondo, pur ironizzando su di loro, lo fa con una certa circospezione, sia perché rappresentano agli occhi della storia l'umanità ferita, sia perchè la loro potenza economica potrebbe mettere in pericolo la stessa esistenza della satira. E ironizzino su tutti coloro che gli vengono in mente, perfino su loro stessi.
Charlie Hebdo, se ha coraggio, pubblichi una serie di vignette - infami, ma le pubblichi!- sui vantaggi derivati dall'assalto omicida alla loro redazione. Sì arrivi anche a questo e si superi anche ogni limite, il più disumano. Non ci meraviglieremo, la satira dev'essere libera di andare dove vuole, nessun limite le può essere posto.
Ma i bambini no. L'innocenza non va toccata, perchè così non si fa dell'ironia, la si viola, la si profana. E questo nessuno può farlo; non può neanche Charlie Hebdo - come purtroppo ha appena fatto, e non deve farlo mai più.
Prenda in giro, ironizzi, su tutti e tutto: dal Padreterno all'ultimo disgraziato della terra, non risparmi nessuno, compresi i profeti, e i santi e la vergine Maria e Gesù Cristo, e il Profeta, e il papa ed i potenti della terra, da Obama e Putin alla Merkel.
Ha mano libera anche su chi porta dalla nascita handicap disumani - del resto gli stessi portatori di handicap tante volte sono arrivati a scherzare su loro stessi; sugli ebrei, che il mondo, pur ironizzando su di loro, lo fa con una certa circospezione, sia perché rappresentano agli occhi della storia l'umanità ferita, sia perchè la loro potenza economica potrebbe mettere in pericolo la stessa esistenza della satira. E ironizzino su tutti coloro che gli vengono in mente, perfino su loro stessi.
Charlie Hebdo, se ha coraggio, pubblichi una serie di vignette - infami, ma le pubblichi!- sui vantaggi derivati dall'assalto omicida alla loro redazione. Sì arrivi anche a questo e si superi anche ogni limite, il più disumano. Non ci meraviglieremo, la satira dev'essere libera di andare dove vuole, nessun limite le può essere posto.
Ma i bambini no. L'innocenza non va toccata, perchè così non si fa dell'ironia, la si viola, la si profana. E questo nessuno può farlo; non può neanche Charlie Hebdo - come purtroppo ha appena fatto, e non deve farlo mai più.
Etichette:
charlie hebdo,
gesù,
maria vergine,
Merkel,
obama,
padreterno,
Papa,
profeta,
Putin
martedì 8 settembre 2015
L'antico detto: 'solo i cretini non cambiano mai opinione' viene avvalorato, per contrasto, dalla decisione e dall'azione lungimirante di Angela Merkel, l'unica grande statista europea.
'Solo i cretini non cambiano mai opinione' è stato infinite volte detto e ripetuto, ma quasi sempre a sproposito e per giustificare cambi di casacca oltre che di opinione, che i fatti hanno dimostrato non avere quasi mai - le opinioni, intendiamo - i diretti interessati. La verifica delle nefandezze giustificate con cambi di opinione repentini, per mostrare al mondo, contro ogni evidenza, di non essere cretini si fa in un baleno. Un pò di rassegna stampa, relativa alle dichiarazioni ed alle azioni di molti rappresentanti del ceto politico, ci farà rendere conto di quanto, anche se non di cretini del tutto, tale ceto si abitato da furbetti e profittatori.
Finalmente una prova che quel detto, in chi veramente cretino non è e non lo è mai stato - perchè chi è cretino lo è da sempre e per sempre, anche quando vuol dare ad intendere di non esserlo - sia il frutto di anni e forse secoli di esperienza storica si è avuto. Con Angela Merkel che alcuni mesi fa aveva mostrato di avere un cuore duro, di pietra, quando di fronte alle richieste sacrosante di una giovane palestinese, dichiarava di non poterla accogliere in Germania, per non dare il via ad un esodo di massa anche nel suo paese, ed ora, quando l'emergenza dei profughi, soprattutto siriani, che fuggono dal macellaio Assad e dagli assassini dell'ISIS, è diventato affare internazionale, flusso inarrestabile, apre le frontiere del suo paese e si attrezza per una accoglienza non disumana come la loro permanenza nel paese d'origine. Ha aperto le frontiere, ha dichiarato che il suo paese è abbastanza grande e fiorente per dare asilo ai migranti ed ha disposto che una considerevole somma ( sei miliardi di Euro, più altri sei disposti in seconda battuta) serva ad accompagnare l'asilo con una sistemazione logistica nel paese accogliente e con la ricerca di un lavoro che permetta a tutti di vivere da esseri umani. Al gesto della Merkel si è accompagnato anche l'invito del papa ad accogliere una famiglia in ogni parrocchia.
Alla sua decisione, da vera statista, si sono adeguati anche altri paesi che, naturalmente non possono più continuare a far finta che l'affare migranti riguardi solo i paesi di frontiera del Mediterraneo e dell'Est Europa, Balcani in verità, pensiamo alla Gran Bretagna ed alla Francia; e, fra breve, anche l'Unione Europea e forse anche l'ONU potrebbero concordare un intervento internazionale contro il califfato del terrore ed anche contro il macellaio siriano, che tutto il mondo vorrebbe deposto, salvo la Russia di Putin e qualche altro isolato paese che con Assad fa affari.
E forse solo così il fronte del Medio oriente potrà diventare meno incandescente e i fiumi di migranti tornare lentamente nella terra di origine per ricostruire e riprendere una vita normale, ricostituendo nella pace le famiglie fin troppo disgregate e martoriate. Anche per rispetto verso quel povero bambino trovato adagiato sul bagnasciuga del mare turco. Morto.
Finalmente una prova che quel detto, in chi veramente cretino non è e non lo è mai stato - perchè chi è cretino lo è da sempre e per sempre, anche quando vuol dare ad intendere di non esserlo - sia il frutto di anni e forse secoli di esperienza storica si è avuto. Con Angela Merkel che alcuni mesi fa aveva mostrato di avere un cuore duro, di pietra, quando di fronte alle richieste sacrosante di una giovane palestinese, dichiarava di non poterla accogliere in Germania, per non dare il via ad un esodo di massa anche nel suo paese, ed ora, quando l'emergenza dei profughi, soprattutto siriani, che fuggono dal macellaio Assad e dagli assassini dell'ISIS, è diventato affare internazionale, flusso inarrestabile, apre le frontiere del suo paese e si attrezza per una accoglienza non disumana come la loro permanenza nel paese d'origine. Ha aperto le frontiere, ha dichiarato che il suo paese è abbastanza grande e fiorente per dare asilo ai migranti ed ha disposto che una considerevole somma ( sei miliardi di Euro, più altri sei disposti in seconda battuta) serva ad accompagnare l'asilo con una sistemazione logistica nel paese accogliente e con la ricerca di un lavoro che permetta a tutti di vivere da esseri umani. Al gesto della Merkel si è accompagnato anche l'invito del papa ad accogliere una famiglia in ogni parrocchia.
Alla sua decisione, da vera statista, si sono adeguati anche altri paesi che, naturalmente non possono più continuare a far finta che l'affare migranti riguardi solo i paesi di frontiera del Mediterraneo e dell'Est Europa, Balcani in verità, pensiamo alla Gran Bretagna ed alla Francia; e, fra breve, anche l'Unione Europea e forse anche l'ONU potrebbero concordare un intervento internazionale contro il califfato del terrore ed anche contro il macellaio siriano, che tutto il mondo vorrebbe deposto, salvo la Russia di Putin e qualche altro isolato paese che con Assad fa affari.
E forse solo così il fronte del Medio oriente potrà diventare meno incandescente e i fiumi di migranti tornare lentamente nella terra di origine per ricostruire e riprendere una vita normale, ricostituendo nella pace le famiglie fin troppo disgregate e martoriate. Anche per rispetto verso quel povero bambino trovato adagiato sul bagnasciuga del mare turco. Morto.
Etichette:
balcani,
est europa,
germania,
ISIS,
mediterraneo,
Merkel,
onu,
papa Francesco,
Putin,
russia,
siria
giovedì 28 maggio 2015
Il grosso abbaglio del quotidiano La Repubblica, l'unico giornale che papa Francesco, imprudente, ha dichiarato di leggere. Pubblicato, come inedito, un testo di Solgenitsyn uscito da Mondadori 40 anni fa
'La Repubblica' dopo che è stata smascherata non si è preoccupata - come farebbe ogni buon giornale che tiene ai suoi lettori - di scusarsi con loro. No, ha fatto finta di niente ed ha tirato avanti. Cosa è accaduto? E' accaduto che due giorni fa sia uscito nelle pagine centrali del quotidiano un lungo testo del grande scrittore sovietico dissidente Solgenitsyn, gabellato come inedito. E che i redattori della 'cultura' di Repubblica' credessero a quel che scrivevano si deduce anche dal fatto che l'eccezionalità dell'inedito veniva anticipata anche in prima pagina. Il titolo dell'inedito pubblicato da Repubblica era: 'Vivere senza menzogna', che era poi il titolo originale del testo, con un sottotitolo coniato dalla redazione che suonava: 'Perchè la ribellione alla menzogna è la vera resistenza'. Ma il bello, anzi il brutto per La Repubblica era che con quel titolo, e contenente ovviamente quel testo, era uscito nientemeno che da Mondadori, nel 1974, dunque 40 anni fa, un libretto che includeva anche la 'Lettera ai dirigenti dell'Unione sovietica'. Rivelazione di Antonio Socci su 'Libero'
All'indomani, cioè ieri, Antonio Socci, in una ricca paginata di Libero, metteva alla berlina il quotidiano romano, il quale ovviamente taceva sull'accaduto, spiegando ai suoi redattori che la vergogna alla quale Solgenitsyn si riferiva era il partito comunista sovietico; aggiunge che lui quel libro lo aveva letto all'epoca, quand'era un liceale, e quando anche in Italia la sinistra imperava. Aggiunge poi che lo stesso clima si respira anche oggi - non scherziamo Socci! - e che Repubblica avrebbe dovuto chiosare quel testo, facendo capire che se Solgenitsyn fosse oggi vivo avrebbe preferito Putin ad Obama ed avrebbe - testuale - " condiviso la condanna putiniana di quei Paesi che stanno rinnegando le loro radici, tra cui i valori cristiani che sono alla base della civiltà occidentale. Stanno negando i principi mortali e la propria identità:nazionale,culturale,religiosa e perfino sessuale".
E qui Socci, con qualche ragione appena a suo favore, la spara più grossa di quanto non abbia fatto Repubblica pubblicando un finto inedito pubblicato da una grande casa editrice molti anni fa.
Perchè Socci è contro l'attuale pontefice, alfiere di una modernità che egli non condivide e che molti nel mondo invece non solo condividono ma approvano. Il che rende ancora più furioso Socci che in papa Francesco vede addirittura un anticristo, almeno così si legge fra le righe.
E, invece, papa Francesco anticristo non è anche se qualche vola dovrebbe essere più attento a parlare, come non ha fatto alcuni giorni fa in una lunga intervista ad un giornale argentino, subito ripresa ovviamente da Repubblica, più attenta al papa dello stesso Osservatore romano, della quale egli dichiara che è l'unico giornale che legge ogni mattina, sebbene 'di corsa'. Sarebbe stato meglio non l'avesse detto, anche se l'ha fatto per omaggiare 'Barbapapà' che lo riempie di attenzioni.
Papa Francesco, pur non trattandosi di dottrina - perchè come si vede sbaglia anche in cose meno gravi - avrebbe dovuto prendere a modello quella espressione che risuonò nelle navate della basilica di San Pietro durante le sessioni del Concilio vaticano II per bocca del teologo Hans Kung, se non andiamo errati:' non amo ( o frse disse .temo') la Chiesa di un solo teologo', e Kung si riferiva a San Tommaso d'Aquino, che della dottrina cristiana è stato esegeta fondamentale come Barbapapà non può essere considerato della dottrina di Francesco, perchè gli mancano i fondamentali; e ancor meno può ritenersi La Repubblica, nonostante che sia l'unico quotidiano che papa Francesco legge ogni mattina.
All'indomani, cioè ieri, Antonio Socci, in una ricca paginata di Libero, metteva alla berlina il quotidiano romano, il quale ovviamente taceva sull'accaduto, spiegando ai suoi redattori che la vergogna alla quale Solgenitsyn si riferiva era il partito comunista sovietico; aggiunge che lui quel libro lo aveva letto all'epoca, quand'era un liceale, e quando anche in Italia la sinistra imperava. Aggiunge poi che lo stesso clima si respira anche oggi - non scherziamo Socci! - e che Repubblica avrebbe dovuto chiosare quel testo, facendo capire che se Solgenitsyn fosse oggi vivo avrebbe preferito Putin ad Obama ed avrebbe - testuale - " condiviso la condanna putiniana di quei Paesi che stanno rinnegando le loro radici, tra cui i valori cristiani che sono alla base della civiltà occidentale. Stanno negando i principi mortali e la propria identità:nazionale,culturale,religiosa e perfino sessuale".
E qui Socci, con qualche ragione appena a suo favore, la spara più grossa di quanto non abbia fatto Repubblica pubblicando un finto inedito pubblicato da una grande casa editrice molti anni fa.
Perchè Socci è contro l'attuale pontefice, alfiere di una modernità che egli non condivide e che molti nel mondo invece non solo condividono ma approvano. Il che rende ancora più furioso Socci che in papa Francesco vede addirittura un anticristo, almeno così si legge fra le righe.
E, invece, papa Francesco anticristo non è anche se qualche vola dovrebbe essere più attento a parlare, come non ha fatto alcuni giorni fa in una lunga intervista ad un giornale argentino, subito ripresa ovviamente da Repubblica, più attenta al papa dello stesso Osservatore romano, della quale egli dichiara che è l'unico giornale che legge ogni mattina, sebbene 'di corsa'. Sarebbe stato meglio non l'avesse detto, anche se l'ha fatto per omaggiare 'Barbapapà' che lo riempie di attenzioni.
Papa Francesco, pur non trattandosi di dottrina - perchè come si vede sbaglia anche in cose meno gravi - avrebbe dovuto prendere a modello quella espressione che risuonò nelle navate della basilica di San Pietro durante le sessioni del Concilio vaticano II per bocca del teologo Hans Kung, se non andiamo errati:' non amo ( o frse disse .temo') la Chiesa di un solo teologo', e Kung si riferiva a San Tommaso d'Aquino, che della dottrina cristiana è stato esegeta fondamentale come Barbapapà non può essere considerato della dottrina di Francesco, perchè gli mancano i fondamentali; e ancor meno può ritenersi La Repubblica, nonostante che sia l'unico quotidiano che papa Francesco legge ogni mattina.
domenica 6 ottobre 2013
Rassegna stampa di domenica 6 ottobre 2013. Insegnanti.Samuele Piccolo. Ciaikovskij non era gay
*Samuele Piccolo, 'enfant prodige' della destra politica in Campidoglio, nel partito di Alemanno e di faccia d'angelo Belviso, vice presidente del consiglio comunale, carica che aveva dovuto lasciare per l'accusa di una frode fiscale da 80 milioni di Euro - i 6 milioni per i quali è stato condannato Berlusconi sono bruscolini! - è ora accusato anche come un ladruncolo qualunque: l'Enel ha scoperto che il contatore della sua villa di Zagarolo è stato manomesso. Andrà a giudizio a febbraio. E pensare che lo indicavano come esempio per i giovani che volevano impegnarsi in politica, cioè a dire , col senno di poi, nella frode fiscale e nel furto di pubblica utenza.
*Insegnanti amati e calpestati. In un recente sondaggio, gli interpellati hanno dichiarato che difficilmente vorrebbero che i propri figli, da grandi, scelgano di fare gli insegnanti, a causa della scarsa considerazione e dei miserabili stipendi che lo Stato italiano dà loro. Strano però che in quello stesso sondaggio, alla domanda di indicare una persona che ha segnato la loro vita, buona parte degli interpellati abbia risposto il mio insegnante di...
*Putin ha decretato che Ciaikovskij non era gay. La vergine santissima , invocata dalle Pussy Riot, perchè liberasse la Russia da Putin, non ha ascoltato le tre giovani russe , due delle quali il governo di Putin ha sbattuto in una durissima prigione ( E' notizia recente che una delle due è stata ricoverata, per le drammatiche condizioni in cui le prigioniere vengono tenute). Ora il presidente russo, ha di fatto sabotato la realizzazione di un film sulla vita del grande compositore Ciaikovskij, prima imponendo tagli ed aggiustamenti nella sceneggiatura, poi riducendo al minimo ( 750.000 Euro) il contributo statale alla realizzazione del film. la ragione di tante durezza è da cercare nella evidente omosessualità del compositore, ormai acclarata. Per Putin la omosessualità di Ciaikovskij è invenzione del capitalismo occidentale che vuole danneggiare la grande madre Russia, e, comunque, quand'anche lo fosse, non dichiarato ( era, invece, dichiaratisismo!) il mondo lo ammira non certo per questa sua 'stortura', ma per la musica. E se lo dice uno che è un esempio di condotta morale sessuale, per relazioni extraconiugali, e allegre serate in dacia, anche in compagnia di qualche altro ex statista suo intimo, c'è da credergli.
*Insegnanti amati e calpestati. In un recente sondaggio, gli interpellati hanno dichiarato che difficilmente vorrebbero che i propri figli, da grandi, scelgano di fare gli insegnanti, a causa della scarsa considerazione e dei miserabili stipendi che lo Stato italiano dà loro. Strano però che in quello stesso sondaggio, alla domanda di indicare una persona che ha segnato la loro vita, buona parte degli interpellati abbia risposto il mio insegnante di...
*Putin ha decretato che Ciaikovskij non era gay. La vergine santissima , invocata dalle Pussy Riot, perchè liberasse la Russia da Putin, non ha ascoltato le tre giovani russe , due delle quali il governo di Putin ha sbattuto in una durissima prigione ( E' notizia recente che una delle due è stata ricoverata, per le drammatiche condizioni in cui le prigioniere vengono tenute). Ora il presidente russo, ha di fatto sabotato la realizzazione di un film sulla vita del grande compositore Ciaikovskij, prima imponendo tagli ed aggiustamenti nella sceneggiatura, poi riducendo al minimo ( 750.000 Euro) il contributo statale alla realizzazione del film. la ragione di tante durezza è da cercare nella evidente omosessualità del compositore, ormai acclarata. Per Putin la omosessualità di Ciaikovskij è invenzione del capitalismo occidentale che vuole danneggiare la grande madre Russia, e, comunque, quand'anche lo fosse, non dichiarato ( era, invece, dichiaratisismo!) il mondo lo ammira non certo per questa sua 'stortura', ma per la musica. E se lo dice uno che è un esempio di condotta morale sessuale, per relazioni extraconiugali, e allegre serate in dacia, anche in compagnia di qualche altro ex statista suo intimo, c'è da credergli.
mercoledì 28 agosto 2013
Storia di altre storie.Del bemolle della Valeri;della bglietteria vacanziera di Palazzo Barberini , e di Ciaikovskij che, per decreto di Putin, non era gay
Nella rubrica delle lettere del quotidiano 'La repubblica' una lettrice lamenta l'inefficienza della gestione di Palazzo Barberini, a Roma, dove alla biglietteria, l'incaricata è più interessata a parlare delle vacanze che a dare ascolto ai visitatori, e della sale chiuse, anzi degli interi piani non accessibili, senza nessuna indicazione preventiva ecc... Le risponde Rita Paris, soprintendente speciale per i beni archeologici di Roma. Noi purtroppo, a differenza delle altre capitali europee dove i musei non sono stretti fra incombenze burocratiche ed inutili regolamenti, risponde la soprintendente, abbiamo molti compiti ai quali far fronte ecc.. Inutile risposta,. neanche un accenno al fatto che alla biglietteria c'era personale che andrebbe redarguito, e che ora o fra breve le sale di Palazzo Barberini saranno riaperte. Ora da sanzionare sarebbe, oltre alla bigliettaia, anche la soprintendente che non è capace di fornire alcuna risposta. Perché non si licenzia, avendo dichiarato la sua incapacità (ma anche impossibilità) a tener fede ai suoi compiti?
Franca Valeri, la grande Franca Valeri, sposata per un periodo al direttore d'orchestra Maurizio Rinaldi, dopo Vittorio Caprioli, risponde a domanda sul 'tradimento', Lei che con il primo e soprattutto con il secondo marito di tradimenti ne ha subiti tanti. E dice che il tradimento lei lo sente come un 'si bemolle, nota non felice'. L'intervistatrice avrebbe dovuto leggere e correggere l'affermazione della Valeri che non ha nessun senso. Avrebbe potuta farla riguardo a qualunque altra nota. Nessuna nota presa a sé, isolata, può recare ferita uditiva e psicologica. Anzi la nascita del si bemolle avvenne per addolcire il famoso tritono e cioè l'intervallo fa-si naturale difficile da intonare ed anche abbastanza duro per l'orecchio. Avrebbe potuto dire che il tradimento è come una 'dissonanza' in un tessuto armonico tonale, arrivata senza preparazione e quindi ancor più dura. Insomma la Valeri, altre volte tradita, in questo caso ha tradito, per ignoranza, proprio la musica.
Putin vuol dettare legge anche sulla storia. In un film di prossima uscita, dedicato alla vita di Ciaikovskij, un celebre scrittore, autore della sceneggiatura, è stato 'consigliato' dal finanziatore Putin a correggere la 'diceria', frutto di una invenzione dell'Occidente disfattista, della omosessualità di Ciaikovskij. Una delle massime glorie della nazione russa non poteva essere gay, dunque egli morì per l'epidemia di colera - secondo la favoletta che si è raccontata per molti anni, oggi definitivamente abbandonata- e non per la vergogna di dover rendere pubblica la sua omosessualità dopo il travagliato e brevissimo matrimonio di facciata. La mossa di Putin rientra nella sua campagna generale contro l'omosessualità e contro ogni orientamento sessuale che sia diverso dalla normalità, secondo Putin
Franca Valeri, la grande Franca Valeri, sposata per un periodo al direttore d'orchestra Maurizio Rinaldi, dopo Vittorio Caprioli, risponde a domanda sul 'tradimento', Lei che con il primo e soprattutto con il secondo marito di tradimenti ne ha subiti tanti. E dice che il tradimento lei lo sente come un 'si bemolle, nota non felice'. L'intervistatrice avrebbe dovuto leggere e correggere l'affermazione della Valeri che non ha nessun senso. Avrebbe potuta farla riguardo a qualunque altra nota. Nessuna nota presa a sé, isolata, può recare ferita uditiva e psicologica. Anzi la nascita del si bemolle avvenne per addolcire il famoso tritono e cioè l'intervallo fa-si naturale difficile da intonare ed anche abbastanza duro per l'orecchio. Avrebbe potuto dire che il tradimento è come una 'dissonanza' in un tessuto armonico tonale, arrivata senza preparazione e quindi ancor più dura. Insomma la Valeri, altre volte tradita, in questo caso ha tradito, per ignoranza, proprio la musica.
Putin vuol dettare legge anche sulla storia. In un film di prossima uscita, dedicato alla vita di Ciaikovskij, un celebre scrittore, autore della sceneggiatura, è stato 'consigliato' dal finanziatore Putin a correggere la 'diceria', frutto di una invenzione dell'Occidente disfattista, della omosessualità di Ciaikovskij. Una delle massime glorie della nazione russa non poteva essere gay, dunque egli morì per l'epidemia di colera - secondo la favoletta che si è raccontata per molti anni, oggi definitivamente abbandonata- e non per la vergogna di dover rendere pubblica la sua omosessualità dopo il travagliato e brevissimo matrimonio di facciata. La mossa di Putin rientra nella sua campagna generale contro l'omosessualità e contro ogni orientamento sessuale che sia diverso dalla normalità, secondo Putin
Iscriviti a:
Post (Atom)