sabato 2 maggio 2026

Il Quirinale batte cassa come tutti in Italia, ma a Mattarella non si può dire di no ( da Open.online, di Franco Bechis)

 

Il Quirinale ha 5 milioni in più da spendere, ma si lamenta: «pochi rispetto all’inflazione». Mezzo milione extra ai collaboratori di Mattarella

Nel 2026 il Quirinale ha 5 milioni di più da spendere, ma si lamenta. Per il secondo anno consecutivo la Presidenza della Repubblica ha ottenuto, a differenza di Camera e Senato, un aumento del finanziamento annuale a carico del bilancio dello Stato. La dotazione che nel 2024 era ferma a 224 milioni di euro (dal 2015), quest’anno sale a 235 milioni di euro, grazie a due aumenti consecutivi da 11 milioni di euro.

Arrivano 5 milioni in più, ma per Ugo Zampetti non basta

Il segretario generale del Quirinale,Ugo Zampetti, nella nota illustrativa del bilancio di previsione 2026, si lamenta del braccino corto del Mef di Giancarlo Giorgetti, che al Colle secondo i suoi calcoli avrebbe dovuto versare assai di più per recuperare l’inflazione. Zampetti ricorda che nel lontano 2007 la dotazione del Quirinale era di 224 milioni di euro e che il doppio aumento 2025-2026 «mitiga solo parzialmente la riduzione in termini reali che la dotazione ha costantemente subito nel corso degli anni: l’attuale importo di 235 milioni di euro, tenuto conto dell’inflazione misurata nel tempo in base all’indice dei prezzi al consumo (Istat Foi), registra tutt’ora una diminuzione di circa il 31,07% rispetto all’importo del giugno 2007 rivalutato fino a dicembre 2025».

Il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti Ansa / Paolo Giandotti

La piccola lamentela serve a mettere le mani avanti nei confronti di eventuali proteste sulla lievitazione dei costi del Quirinale. È vero che l’inflazione ha eroso il potere di acquisto della dotazione del Colle come di qualunque altro organo costituzionale e pure dei redditi medi di tutti gli italiani. Ma la percentuale di erosione indicata (31,07%) è esagerata. L’Istat, infatti, mette a disposizione di tutti on line un sistema per calcolarla, che si chiama “rivaluta”: in quell’intervallo di date l’erosione vera delle risorse assegnate al Quirinale è stata del 23,70%.

Tre quinti del tesoretto serviranno a pagare la corsa dei dipendenti alla pensione

Secondo il bilancio di previsione 2026 del Quirinale il nuovo tesoretto da 5 milioni di euro sarà in gran parte prosciugato a fine anno dalla maggiore spesa per i trattamenti di pensione diretta o di reversibilità (+3,011 milioni di euro rispetto al 2025). C’è stato un boom di uscite dei dipendenti del Colle in questi ultimi anni per effetto delle quali nel 2023 la spesa previdenziale ha superato per la prima volta quella per il personale in servizio, con una forchetta che via via si è sempre più allargata. Nel 2026 Il Quirinale, infatti, spenderà quasi 15 milioni di euro in più per le pensioni rispetto alle retribuzioni lorde per il personale. Nel 2025 sono cessati dal servizio in tutto 46 dipendenti, 4 dei quali appartenevano alla carriera direttiva.

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti e la dote del Colle Ansa/Riccardo Antimiani

Esplode la spesa per consulenti e consiglieri di Mattarella

Il secondo capitolo di spesa ad aumentare di più in valore assoluto (+515.000 euro) è la spesa prevista «per i Consiglieri e Consulenti del Presidente della Repubblica» che passa da 1.568.000 nel 2025 a 2.083.000 euro nel 2026, con l’aumento percentuale più alto di tutte le voci di bilancio del Quirinale: +32,84%. La nota illustrativa al bilancio, firmata da Zampetti, ne fa appena cenno senza aggiungere alcun tipo di spiegazione. Consiglieri (9) e consulenti (3) del Presidente della Repubblica sono però nello stesso numero indicato negli anni precedenti. Le ipotesi possono essere due: o è stata aumentata la loro retribuzione, o il compenso di qualcuno di loro negli anni precedenti era inquadrato sotto un’altra voce di spesa.

Salvini aiuta il Colle per le spese in conto capitale

Nel 2026 triplicheranno grazie all’anno prima le spese in conto capitale, che passano dai 6.698.000 euro dell’anno precedente ai 18.728.000 milioni di euro previsti per l’anno in corso. L’aumento in valore assoluto è di 12,03 milioni di euro, che da soli avrebbero vanificato l’aumento di 5 milioni di euro della dotazione riconosciuto dal Mef di Giancarlo Giorgetti. Ma quasi tutto l’aumento è carico di Matteo Salvini e del suo ministero infrastrutture e trasporti, come indica il capitolo di spesa 102 di spesa del bilancio del Quirinale, «Interventi infrastrutturali finanziati dal Mit» che l’anno scorso indicava 0 euro e quest’anno invece 11,4 milioni di euro. Anche se dalle dichiarazioni politiche sembrerebbe talvolta proprio il contrario, il maggiore sostegno pratico (quello economico) al Quirinale viene proprio dai ministri della Lega.

Il Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Matteo Salvini aiuta Mattarella. Ansa/Carmelo Imbesi

Con le gare assegnate al massimo ribasso risparmiati 1,5 milioni di euro

Qualche sostanziale risparmio arriva invece dalle forniture di beni e servizi, anche qui con un dato in apparente contraddizione. Se Mattarella spesso nei suoi discorsi sugli incidenti sul lavoro ha stigmatizzato alcuni eccessi del codice degli appalti, al suo interno il Quirinale sembra un vero mago nel coglierne le opportunità, assegnando molte gare al massimo ribasso possibile. Ma Zampetti garantisce di avere sempre seguito le procedure più idonee e di avere verificato «il rispetto degli impegni contrattuali e della qualità delle prestazioni». Alla fine, scrive il segretario generale del Colle, «l’applicazione concreta di tali principi ha consentito un risparmio per l’amministrazione di oltre 1,5 milioni di euro come differenza fra gli importi a base d’asta e gli importi effettivamente aggiudicati».

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