Gianni Letta, vicepresidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e, da fine marzo, Accademico effettivo «per il suo impegno nel mondo culturale e per la sensibilità dimostrata da sempre verso la musica», è un nume tutelare importante. Perché mentre alla Biennale d’Arte di Venezia continua la bagarre sulla partecipazione della Russia tra Pietrangelo Buttafuoco e il governo, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia invita, e senza alcun problema, una marea di artisti russi. Il 6 maggio, la sala Sinopoli all’Auditorium Parco della Musica accoglierà il ritorno di Arcadi Volodos, «tra i pianisti di recital più apprezzati dal pubblico, esibitosi l’ultima volta due anni fa nelle sale ceciliane. Riconosciuto a livello internazionale per la raffinatezza del suo tocco e l’assoluta padronanza tecnica». Volodos, per la cronaca, è nato a San Pietroburgo, dove ha studiato pianoforte, al conservatorio, perfezionandosi in seguito con Galina Egiazarova a Mosca. E nella stagione estiva si esibiranno «il direttore Stanislav Kochanovsky, nato a San Pietroburgo, e il pianista Nikolai Lugansky, nato a Mosca, interprete tra i più autorevoli del repertorio tardoromantico russo, e ospite regolare delle stagioni ceciliane».
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