Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari
Giovedì 14 maggio alle 20.00, nell’Auditorium “Nino Rota”, l’Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari porta in scena “Talenti”, il concerto dedicato ai giovani musicisti vincitori del concorso promosso insieme al Conservatorio “Niccolò Piccinni”.
Protagonisti della serata:
Tre giovani artisti baresi che si esibiranno accanto all’Orchestra Sinfonica Metropolitana diretta dal maestro Jean François Verdier, con un programma dedicato al grande repertorio solistico.
La serata si aprirà inoltre con la prima esecuzione assoluta di “Gesto primo” di Francesco Vitucci, composizione commissionata in occasione degli 80 anni della Costituzione italiana.
Un evento promosso dalla Città Metropolitana di Bari con la delegata alla promozione socio culturale Francesca Bottalico e il direttore artistico Vito Clemente in collaborazione con il Conservatorio “Niccolò Piccinni”.
Il concerto sarà replicato venerdì 15 maggio alle ore 11.00 in un appuntamento dedicato agli studenti delle scuole musicali e del Conservatorio.
Tutte le reazioni:
Prima assoluta. 'Gesto primo' di Francesco VITUCCI
Gesto primo è un brano commissionato dalla ICO Sinfonica della Città Metropolitana di Bari ad un nostro compositore dell’oggi musicale, Francesco Vitucci (nato nel 1991), il quale usa linguaggi ed espressività multiformi perché contemporanei come, in questo caso, una voce recitante artificiale e voci di supporto ad un’orchestra. Gesto primo è nato per celebrare gli 80 anni della nostra Costituzione, parafrasando in parte il suo primo articolo ma non come citazione celebrativa bensì come interrogazione dove il testo recitato è sua parte strutturale e non sua parte esterna. La parola "democrazia" viene isolata, sospesa, ed è punto di grande rilievo intorno al quale l'orchestra si raccoglie e agisce mediante rarefazioni, alternanze di vibrato e non vibrato, bisbigli timbrici, così alludendo alla condizione di fragilità, alla fatica del lavoro, alla instabilità di ogni forma democratica. Questa composizione non vuole quindi celebrare la Costituzione come oggetto immobile, ma vuole descrivere e suggerire persino la sua vulnerabilità. Il brano termina dunque non con una conclusione, ma con un’apertura verso il presente e verso l’avvenire.
Nessun commento:
Posta un commento