Guardo in rete o leggo resoconti del passato sulla giovane direttrice d'orchestra osannata e presentata come vanto dell'Italia. Uno, tanto per esemplificare, risale al 2017, dunque 10 anni fa, su Fanpage.it, con la solita tiritera: giovane brava invidiata ecc...ecc...
Rivedo anche una intervista che il cattivo (solo quando vuole) Giovanni Floris le fece appena due anni fa, nella sua trasmissione 'Di Martedì', La 7. Anche qui il solito panegirico, con l'elencazione degli incarichi 'di prestigio' - a suo dire - stabili in Italia e gli inviti esteri. Per Floris, che naturalmente non sa di cosa parla, si tratta di un medagliere di altissimo valore già appuntato sul petto della bella giovane e 'destra' direttrice, pardon 'direttore'.
Nell'uno come nell'altro caso, fra i tanti, le solite affermazioni che valgono nulla, perchè nell'uno come nell'altro caso a parlare non è chi della materia si intende e sa valutare, con distacco, quel che afferma.
Aggiungerei che la stessa 'direttore', quando la accusano di non essere all'altezza dell'ultimo incarico dal quale è stato licenziato poche settimane fa, quello al teatro La Fenice, ricorda che anche un nome 'pesante' del giornalismo la elogiava anni fa: Corrado Augias. Al che mi è venuto da dire: 'me cojoni!' oppure, sempre in gergo romano: 'hai detto cotiche'!. Il noto giornalista, che non perde occasione per accreditarsi come intenditore di musica, mentre è solo un dilettante, una amatore nella migliore delle ipotesi, ma semplice orecchiante, fa parte di quella schiera di osservatori che in detta materia dovrebbe seguire la legge del silenzio lasciando parlare chi se ne intende.
Fabio Luisi - l'unico sceso in campo per mettere 'a posto' il direttore aspirante all'incarico nel teatro veneziano - è stato bacchettato duramente dal diretto interessato: aspirava lui ad avere quel posto. Ci sembra di ricordare che nessuno abbia difeso Fabio Luisi da questa ignobile accusa, nè altri direttori d'orchestra, capaci di giudicare le doti musicali di B.V. e la sua propensione a svolgere la professione di 'direttore' siano intervenuti nel dibattito. 'Simile non mangia simile'...
A me sembra, alla fine di questa storia finita malamente così come era cominciata, di poterla così sintetizzare, facendo ricorso alla sapienza popolare:
CHI TROPPO IN ALTO SALE
IMMERITATAMENTE
CADE SOVENTE
PRECIPITEVOLISSIMEVOLMENTE
E così 'addio sogni di gloria' delle Fratelle d'Italia' che si erano messe in testa, suggerite dal giovane bello direttore di destra (non vuole essere chiamato 'direttore' al maschile?) di poter avviare un nuovo mondo culturale, naturalmente 'di destra', miseramente naufragato ed affondato, assieme al direttore giovane bello , ma 'scarso', nella laguna veneziana (Pietro Acquafredda)
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