E' evidente che sia Giuli che Mazzi come anche le 'sorelle' d'Italia non hanno idea alcuna di quel che significa 'produzione' nelle Fondazioni liriche e della presenza in esse dei corpi di ballo.
In ogni dove si invoca il risparmio di soldi pubblici, ignorando innanzitutto che fra le entrate maggiori della nostra bilancia economica va considerata certamente il turismo culturale, nel quale la musica ha un posto di rilievo, e, di conseguenza, gli spettacoli operistici e di danza ad essa connessi.
Se lo è chiesto il 'capisco solo io' Mazzi cosa fare se due o tre fondazioni programmano nello stesso periodo opere che prevedono la presenza del corpo di ballo? Si fa correre su e giù per l'Italia la compagnia nazionale di loro invenzione? Si cambia programmazione? O Mazzi che crede che sarà possibile che le fondazioni liriche si accordino sui rispettivi calendari con anni di anticipo, considerando che esiste un mercato internazionale della musica che ha i suoi tempi, e sono lunghi?
In ogni caso ci si deve accontentare di qualità scarsa (della qualità alle 'sue sorelle d'Italia' non è mai fregato nulla: hanno piazzato in posti legati alla cultura, come nel caso di Aldes Arianna l'ha affidata al proprietario di un autosalone), sostenendo nello stesso tempo spese di spostamento e residenza non indifferenti.
Una bestialità assai simile l'aveva detta Carlo Fuortes appena arrivato all'Opera di Roma, quando dichiarò che voleva, per RISPARMIARE - la solita falsa moralità - ESTERNALIZZARE Orchestra e Coro del Teatro dell'Opera. Gli rise in faccia tutto il mondo. E poi dove è arrivato Fuortes? A dirigere il Maggio Musicale Fiorentino, premiato per l'acutezza della soluzione proposta a Roma, e prima ancora ai vertici della Rai.
Come si può pensare di esternalizzare in teatri ed enti musicali che hanno programmazione stabile, orchestra e coro, e, si aggiunga ora, anche il corpo di ballo? A voler esternalizzare tutto l'esternalizzabile, si potrebbe farlo con gli uffici amministrativi (la gestione si potrebbe affidare, anche se assai improbabile, ad una società esterna), affatto con quelli preposti alla programmazione e produzione artistica.
Si dica piuttosto apertamente che si vuole smantellare l'intero sistema delle Fondazioni liriche, dove tuttavia, appena si libera una poltrona, le due sorelle, tramite Giuli, corrono a piazzare uno dei loro, non badando alla faccia che hanno, e neppure a salvare la loro.
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