Sarà una forma di solidarietà tra Paesi dei Brics, l'organizzazione inizialmente formata solo da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica ma che ora si sta allargando proponendosi come blocco alternativo a quello occidentale. Sarà perché Nuova Delhi vuole inserirsi nel rapporto privilegiato tra Mosca e Pechino, nonostante la storica rivalità con la Cina. Ma secondo una rivelazione dell'agenzia Reuters anche l'India sta aiutando la Russia nella lunga guerra di aggressione contro l'Ucraina.
L'indiscrezione - Secondo l'agenzia di stampa «A dicembre, un'azienda indiana ha spedito in Russia un composto esplosivo per usi militari del valore di 1,4 milioni di dollari, secondo i dati doganali indiani visionati da Reuters, nonostante le minacce degli Stati Uniti di imporre sanzioni a qualsiasi entità che sostenga lo sforzo bellico russo in Ucraina».
Ha raccontato una fonte dei servizi segreti ucraini (Sbu): «Una delle aziende russe elencate come destinatarie del composto, noto come HMX o octogen, è il produttore di esplosivi Promsintez: ha legami con l'esercito. L'Ucraina ha lanciato un attacco con droni ad aprile contro una fabbrica di proprietà di Promsintez». Reuters spiega che secondo il Defense Technical Information Center del Pentagono e i relativi programmi di ricerca sulla difesa, l'HMX è ampiamente utilizzato in testate missilistiche e siluri, motori a razzo, proiettili esplosivi ed esplosivi a base di plastica per sistemi militari avanzati.
Eppure l'India di recente ha consolidato i rapporti con gli Stati Uniti, mentre proprio questo giovedì 24 luglio il primo ministro Modi è a Londra per firmare un accordo di libero scambio con il Regno Unito e incontrare il premier britannico Keir Starmer.
La precisazione di Reuters - L'agenzia di stampa che ha diffuso la notizia della vendita dell'esplosivo precisa: «Reuters non ha alcuna indicazione che le spedizioni di HMX abbiano violato le politiche del governo indiano. Un funzionario indiano a conoscenza delle spedizioni ha affermato che il composto ha alcune applicazioni civili limitate, oltre ai suoi usi militari più noti. Il Ministero degli Esteri indiano ha affermato in una nota: «L'India ha effettuato esportazioni di prodotti a duplice uso tenendo conto dei suoi obblighi internazionali in materia di non proliferazione e basandosi sul suo solido quadro giuridico e normativo che include una valutazione olistica dei criteri pertinenti per tali esportazioni».
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