I cittadini russi come anche quelli ucraini, e questi ultimi a maggior ragione, sono i benvenuti nel nostro paese. Non possiamo volergliene o ritenerli responsabili di ciò che fa il loro presidente, despota assassino, che , per sete di potere e nessun altra ragione, ha massacrato centinaia di migliaia di cittadini ucraini, a milioni ne ha costretti a fuggire dal loro paese, ed ha ridotto la parte più orientale dell'Ucraina ad un cumulo di macerie.
Il colpevole è Putin e solo lui, perchè lui è responsabile dell'invasione dell'Ucraina. Ma ha sostenitori. E oppositori, ai quali ultimi riserva un trattamento analogo agli Ucraini, lo sappiamo bene.
Molti dei suoi sostenitori che hanno fatto carriera e miliardi in suo nome e con il suo appoggio, oligarchi, sono stati biasimati in Occidente; quelli pochi che si sono salvati, perchè buona parte di essi è morta in circostanze misteriose. Ad essi sono stati sequestrati i beni in Occidente. Secondo il nostro modesto avviso, che non troverà d'accordo La Face, Gergiev può a ragione essere considerato un oligarca, anche se la sua attività non si svolge nel campo dell'industria o dei servizi, ma in quello della musica. Che Gergiev, in cambio di favori e privilegi, ha messo al servizio dello zar sanguinario, cantandone le vittorie - leggi: occupazioni ed invasioni - in Georgia, come in Ossezia, come in Siria. Gergiev non ha mai condannato la guerra.
Un artista, del quale La Face difende la libertà, e che si alimenta alla fonte della bellezza musicale, può approvare anzi esaltare il genocidio e gli eccidi che quell'assassino del suo protettore va facendo da anni? Non può, e siccome non lo fa, oltre il biasimo merita anche la condanna dell'opinione pubblica, che si esprime nel non volerlo accogliere nei templi della bellezza e libertà.
Il discorso riguardante l'annullamento poi del concerto di Romanovsky, da tempo residente in Italia, insegnante in Conservatorio, è analogo. La Face finge di dimenticare che il nostro pianista è andato a Mariupol a tenere un concerto, suonando sulle rovine del teatro di quella città distrutto in uno dei primi mesi dell'invasione dalle truppe di Putin. Per averlo fatto non merita la stessa gogna riservata a Gergiev? Per noi sì, e l'annullamento del suo concerto pubblico bolognese è più che meritato.
I due non sono cittadini qualunque le cui idee politiche e umanitarie ci sono sconosciute e ai quali quelle idee l'Occidente non chiede di conoscere quando vi mettono piede.
Loro le hanno manifestate, e noi, occidentali e 'fascisti'- secondo La Face - non li facciamo suonare, mentre il loro despota continua ad uccidere ogni giorno migliaia di persone.
Dovremmo continuare ad impedirglielo anche a guerra finita, perchè loro saranno dalla parte di Putin anche alla prossima invasione. Se fosse l'Occidente, noi dovremo ancora invitare i suoi sostenitori manifesti, mentre uccide i nostri fratelli?
Possiamo anche stare senza i concerti di Gergiev e Romanovsky, la musica comunque resta come restano tanti altri interpreti di valore. Potremmo, addirittura, stare anche senza la musica, ma non senza la pace. Speriamo, perciò, che tali punizioni servano in qualche modo - non sappiamo suggerire quale - a mettere fine alla guerra.
Nessun commento:
Posta un commento