lunedì 15 agosto 2022

Festival di Ravello. Solenne bocciatura di Antonio Scurati ( dal Corriere della Sera)

 Nel racconto di una giornata a Ravello, lo scrittore Antonio Scurati, fotografa  la 'salute' della gloriosa cittadina costiera, sede di un festival altrettanto glorioso che ora... " Quanto alla cultura, se fino allos scorso decennio il Festival di Ravello ne è stato un centro propulsore d'importanza nazionale, ORA, affidato a personaggi pittoreschi il cui unico merito è il SUPINO ASSERVIMENTO al potente di turno, si limita ad ACQUISTARE A PESO D'ORO QUALCHE GRANDE NOME SENZA UN PROGETTO, UN'IDENTITA', LO STRACCIO DI UN'IDEA. Insomma la cultura di chi non ha cultura ". (le sottolineature sono nostre).

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Scurati, senza bisogno che faccia nomi e cognomi, rivolge accuse pesanti contro certi personaggi che definisce pittoreschi, asserviti al potente di turno.

I personaggi pittoreschi, ed il potente di turno Scurati li conosce benissimo, perché poco più di una anno fa fu eletto alla presidenza della Fondazione Ravello e dopo una decina di giorni si dimise perché il potente di turno - il governatore campano che lo aveva fatto nominare credendo di prenderlo a servizio - pose il suo veto sull'invito a Ravello dello scrittore Saviano. Scurati protestò e si dimise. E fece bene, piuttosto che dover tollerare, ogni giorno, il Governatore mettere bocca sulle sue scelte. Come, invece,  ha sempre fatto e continua a fare ora,  con tutti coloro che devono a lui la presenza a Ravello, anche senza una loro manifesta professionalità.

 Curioso che il Corriere del Mezzogiorno,  figliato dal più grande Corriere, ogni giorno elogi ciò che accade a Ravello. Noi sappiamo perché, ne abbiamo in passato scritto più d'una volta, e perciò ora non ci torniamo.

Resta il fatto che l'attuale direttore artistico che l'anno scorso mise su il festival in quarantotto ore - naturalmente con le agenzie e pagando a peso d'oro (fornitogli dal Governatore) qualche grande nome;   l'ha fatto anche quest'anno e potrebbe continuare negli anni a venire. Evidentemente non ha abbastanza da fare all'Opera di Roma, se trova il tempo (in realtà poche ore, tanto decidono per lui le agenzie, e i soldi ce li mette De Luca, per le sue 'estati da re') di seguire Ravello e fare qualche altra marchetta in regione adriatica.

Conosciamo bene queste situazioni. Nel nostro piccolo, anche noi ci trovammo a combattere contro il muro di un paio di ras del luogo al rinnovo del nostro incarico alla direzione del Festival delle Nazioni, dopo una edizione (2004) come non se ne erano mai viste di quella manifestazione; preferimmo rinunciare per non rovinarci la salute ed per non infangare  la nostra fedina professionale fino a qual momento abbastanza lucente. ( P.A.)


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