Quello che posso dire è che nessuno nel governo pensa che dobbiamo uscire dall'Eurozona. Questo è sicuro". Così il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, risponde, intervistato dal Financial Times, a chi gli chiede se il piano per introdurre i minibot sia un modo per uscire dall'euro. "Non lo so - dice Tria, riferendosi a questa ipotesi - Spero che questo non sia vero. Io non la penso così. Come economista non sono d'accordo con questa idea. Sono un ministro e tutto quello che posso dire è che non abbiamo bisogno di questo strumento".
Poi riferendosi alla proposta di rimborsare i debiti della Pubblica Amministrazione con i minibot, dice: "Possiamo pagare tutto questo debito commerciale normalmente usando la nostra moneta, l'euro. Quindi non abbiamo bisogno di altri strumenti valutari". A chi gli chiede se la situazione potrebbe cambiare nei prossimi cinque anni, Tria replica: "Non so cosa accadrà in futuro e non vedo perché dovremmo andare nella direzione opposta".
mercoledì 19 giugno 2019
Conte sta con Draghi. Non con Salvini e Trump ( da TGCOM24)
La possibilità che la Bce intervenga sul sistema monetario italiano con il Quantitative easing "è nelle legittime prerogative dell'Eurotower e potremo essere come Paesi interessati da queste iniziative". Lo ha affermato il premier Giuseppe Conte, commentando le dichiarazioni rilasciate dal presidente dell'istituto centrale Mario Draghi. "Ogni sistema economico assume le iniziative per difendere le proprie imprese e i propri cittadini", ha aggiunto.
Conte a Trump: "Soffriamo la guerra dei dazi" - "Noi, la guerra dei dazi, la stiamo soffrendo, questo è un dato di fatto. La stiamo subendo e soffrendo", ha dichiarato il presidente del Consiglio osservando: "Ne parlo sempre con l'amico Trump e glielo dirò anche al G20 in Giappone: cerchiamo di mettere fine a questa guerra dei dazi. Alcuni nostri settori, in particolare quello delle auto con tutto l'indotto, sta soffrendo una forte contrazione dell'export. Nella competizione globale e anche dentro l'Ue ognuno cerca di perseguire i propri interessi".
Manovra "contiana" per l'Italia - Conte ha poi chiarito, in riferimento all'ipotesi fatta da Salvini di una Manovra trumpiana per il nostro Paese, che "l'Italia può permettersi la Manovra che ci serve, vorrei dire una Manovra 'contiana', con una battuta. Non ci interessano Manovre fatte altrove, qualunque sia questo altrove", che sia Bruxelles o altro".
"Nessuna ipotesi di Italexit" - L'Unione europea, ha sottolineato il premier, non deve sottostare a una completa "prevalenza della finanza", ma dovrebbe "recuperare un alto tasso di politica" in tutte le sue discussioni. E precisa che nel governo "non è mai stata discussa l'uscita dall'euro. Noi siamo i migliori europeisti proprio perché non abbiamo un approccio fideistico".
Il governo ha recuperato il clima di fiducia - Parlando dei rapporti con i due viceprmier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il presidente del Consiglio ha poi detto di essere convinto che "abbiamo recuperato il clima di fiducia tra noi, dopo i toni veementi della campagna elettorale. Ora dobbiamo operare una ricognizione e aggiungere alcuni suggerimenti al contratto di governo". E a questo riguardo ha precisato: "Ho detto ai miei vicepresidenti che dobbiamo rilanciare l'azione di governo: ci siamo ritrovati dopo l'intesa polemica elettorale e abbiamo iniziato a ragionare su questo rilancio".
"Abbiamo un unico obiettivo - ha poi continuato -: quello di evitare la procedura di infrazione da parte dell'Unione europea. Poi i toni possono essere diversi, possono esserci varie sfumature ma l'obiettivo è condiviso".
Intervenendo poi sulla questione taglio delle tasse/salario minimo, ha affermato: "La sintesi sarà far tutte le riforme che servono agli italiani, ovviamente bisognerà fare attenzione all'equilibrio economico".
Conte a Trump: "Soffriamo la guerra dei dazi" - "Noi, la guerra dei dazi, la stiamo soffrendo, questo è un dato di fatto. La stiamo subendo e soffrendo", ha dichiarato il presidente del Consiglio osservando: "Ne parlo sempre con l'amico Trump e glielo dirò anche al G20 in Giappone: cerchiamo di mettere fine a questa guerra dei dazi. Alcuni nostri settori, in particolare quello delle auto con tutto l'indotto, sta soffrendo una forte contrazione dell'export. Nella competizione globale e anche dentro l'Ue ognuno cerca di perseguire i propri interessi".
Manovra "contiana" per l'Italia - Conte ha poi chiarito, in riferimento all'ipotesi fatta da Salvini di una Manovra trumpiana per il nostro Paese, che "l'Italia può permettersi la Manovra che ci serve, vorrei dire una Manovra 'contiana', con una battuta. Non ci interessano Manovre fatte altrove, qualunque sia questo altrove", che sia Bruxelles o altro".
"Nessuna ipotesi di Italexit" - L'Unione europea, ha sottolineato il premier, non deve sottostare a una completa "prevalenza della finanza", ma dovrebbe "recuperare un alto tasso di politica" in tutte le sue discussioni. E precisa che nel governo "non è mai stata discussa l'uscita dall'euro. Noi siamo i migliori europeisti proprio perché non abbiamo un approccio fideistico".
Il governo ha recuperato il clima di fiducia - Parlando dei rapporti con i due viceprmier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il presidente del Consiglio ha poi detto di essere convinto che "abbiamo recuperato il clima di fiducia tra noi, dopo i toni veementi della campagna elettorale. Ora dobbiamo operare una ricognizione e aggiungere alcuni suggerimenti al contratto di governo". E a questo riguardo ha precisato: "Ho detto ai miei vicepresidenti che dobbiamo rilanciare l'azione di governo: ci siamo ritrovati dopo l'intesa polemica elettorale e abbiamo iniziato a ragionare su questo rilancio".
"Abbiamo un unico obiettivo - ha poi continuato -: quello di evitare la procedura di infrazione da parte dell'Unione europea. Poi i toni possono essere diversi, possono esserci varie sfumature ma l'obiettivo è condiviso".
Intervenendo poi sulla questione taglio delle tasse/salario minimo, ha affermato: "La sintesi sarà far tutte le riforme che servono agli italiani, ovviamente bisognerà fare attenzione all'equilibrio economico".
Navigator. Forse gli unici che hanno possibilità di trovare un lavoro. Per loro stessi. Ma solo in 3000
Flop di presenze alla prima prova per diventare navigator, le figure che dovranno accompagnare i percettori del reddito di cittadinanza nel percorso d'inserimento lavorativo.
Solo il 35% (esattamente 3.194 persone su 8.980) dei candidati ammessi alla prova e attesi alla selezione mattutina da navigator si è presentato stamattina alla Fiera di Roma per sostenere il primo dei sei turni di selezione che si terranno da oggi a venerdì 20 giugno (in totale i candidati ammessi sono 53.907).
Questi i dati di Anpal Servizi, la società che ha bandito il concorso per selezionare i 2.980 navigator che forniranno assistenza tecnica ai Centri per l'Impiego nell'esecuzione delle politiche attive del lavoro legate al reddito di cittadinanza.
Le prove proseguono dunque domani e dopodomani, per la selezione dei 2.980 profili idonei a ricoprire le posizioni previste da Anpal Servizi nel piano di distribuzione dei navigator per ciascuna zona d'Italia elaborato con l'obiettivo di uniformare gli standard dei servizi per l'impiego su tutto il territorio nazionale. L'incarico di collaborazione ottenuto dal navigator ha durata fino al 30 aprile 2021 e un compenso lordo annuo pari a 27.338,76 euro oltre a 300 euro lordi mensili a titolo di rimborso forfettario delle spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute per l'espletamento dell'incarico.
Il navigator - spiega Anpal Servizi - sarà la figura centrale dell'assistenza tecnica fornita ai Centri per l'impiego, selezionata e formata per supportarne i servizi e per integrarsi nel nuovo contesto caratterizzato dall'introduzione del Reddito di cittadinanza. Il test di questi giorni si compone di cento domande a crocette, con cento minuti di tempo per le risposte. Entro giugno usciranno le graduatorie con i 2.980 vincitori. Poi la tabella di marcia prevede due settimane di formazione in luglio e quindi la presa in servizio in uno dei 552 centri per l'impiego, che a dire il vero ancora aspettano le convenzioni tra Anpal Servizi e Regioni.
Proprio dalla società in house di Anpal e controllata dal ministero del Lavoro, intanto, sono arrivate le proteste degli storici precari. Con una lettera aperta ai candidati per il quizzone, il loro Coordinamento nazionale ha ricordato che la società "fa ampiamente uso di lavoro precario e presto, con la vostra assunzione, sarà una azienda con il 90% di contratti a termine, raggiungendo un primato a livello europeo". Negli ultimi mesi - fa notare il coordinamento che riunisce i 654 precari dell'Agenzia tecnica del ministero del Lavoro - "come se non bastasse, a causa degli effetti collaterali del decreto Dignità, molti nostri colleghi a cui è scaduto il contratto a tempo determinato, non hanno ottenuto alcuna risposta, e da ricollocatori sono diventati nuovi soggetti da ricollocare. Altri ancora, scadranno nei prossimi mesi".
Solo il 35% (esattamente 3.194 persone su 8.980) dei candidati ammessi alla prova e attesi alla selezione mattutina da navigator si è presentato stamattina alla Fiera di Roma per sostenere il primo dei sei turni di selezione che si terranno da oggi a venerdì 20 giugno (in totale i candidati ammessi sono 53.907).
Questi i dati di Anpal Servizi, la società che ha bandito il concorso per selezionare i 2.980 navigator che forniranno assistenza tecnica ai Centri per l'Impiego nell'esecuzione delle politiche attive del lavoro legate al reddito di cittadinanza.
Le prove proseguono dunque domani e dopodomani, per la selezione dei 2.980 profili idonei a ricoprire le posizioni previste da Anpal Servizi nel piano di distribuzione dei navigator per ciascuna zona d'Italia elaborato con l'obiettivo di uniformare gli standard dei servizi per l'impiego su tutto il territorio nazionale. L'incarico di collaborazione ottenuto dal navigator ha durata fino al 30 aprile 2021 e un compenso lordo annuo pari a 27.338,76 euro oltre a 300 euro lordi mensili a titolo di rimborso forfettario delle spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute per l'espletamento dell'incarico.
Il navigator - spiega Anpal Servizi - sarà la figura centrale dell'assistenza tecnica fornita ai Centri per l'impiego, selezionata e formata per supportarne i servizi e per integrarsi nel nuovo contesto caratterizzato dall'introduzione del Reddito di cittadinanza. Il test di questi giorni si compone di cento domande a crocette, con cento minuti di tempo per le risposte. Entro giugno usciranno le graduatorie con i 2.980 vincitori. Poi la tabella di marcia prevede due settimane di formazione in luglio e quindi la presa in servizio in uno dei 552 centri per l'impiego, che a dire il vero ancora aspettano le convenzioni tra Anpal Servizi e Regioni.
Proprio dalla società in house di Anpal e controllata dal ministero del Lavoro, intanto, sono arrivate le proteste degli storici precari. Con una lettera aperta ai candidati per il quizzone, il loro Coordinamento nazionale ha ricordato che la società "fa ampiamente uso di lavoro precario e presto, con la vostra assunzione, sarà una azienda con il 90% di contratti a termine, raggiungendo un primato a livello europeo". Negli ultimi mesi - fa notare il coordinamento che riunisce i 654 precari dell'Agenzia tecnica del ministero del Lavoro - "come se non bastasse, a causa degli effetti collaterali del decreto Dignità, molti nostri colleghi a cui è scaduto il contratto a tempo determinato, non hanno ottenuto alcuna risposta, e da ricollocatori sono diventati nuovi soggetti da ricollocare. Altri ancora, scadranno nei prossimi mesi".
Questo governo chi vuole come alleato Trump o Draghi? ( estratto da Huffington Post)
Lo spread cala sotto quota 250 ai minimi da marzo, le borse corrono, l’euro scende sotto quota 1,12 rispetto al dollaro, Donald Trump va su tutte le furie e - conseguenza indiretta ma pur sempre clamorosa - fa trapelare dalla Casa Bianca indiscrezioni su una possibile sostituzione del presidente della Federal Reserve. Visto dall’angolazione italiana, il discorso di Mario Draghi a Sintra in Portogallo, con cui lancia una nuova fase espansiva della politica monetaria della Bce, ristabilisce ruoli e “alleanze” nella fase confusa che il Governo sta attraversando. Donald Trump accede a twitter e attacca (“sono sleali”) le misure annunciate dal Governatore della Bce che tanto possono aiutare l’Italia da qui al 9 luglio, quando l’Ue dovrà decidere sulla procedura di infrazione nei nostri confronti. E lo fa all’indomani della visita del vicepremier Matteo Salvini negli Usa, durante la quale il leader leghista si è sperticato in elogi nei confronti del presidente americano che ha ingaggiato una guerra commerciale con l’Unione Europea. Oggi il Governo “scopre” che Draghi, in passato criticato sia da Lega che dal Movimento 5 Stelle, è uno dei pochi alleati rimasti nello scontro con la Commissione Ue. “Un ritorno del Qe? Può interessarci come Paese”, ha detto il premier Giuseppe Conte. E se Draghi è alleato, Trump è giocoforza avversario: “Noi la guerra dei dazi la stiamo soffrendo, questo è un dato di fatto”, sempre Conte....
martedì 18 giugno 2019
Sul successore di Pereira forse si aspetta di sapere cosa pensa Salvini. Intanto i Sauditi hanno portato la Scala a Riad, senza pagare. Svegli i consiglieri scaligeri
Fino a questa mattina sembrava cosa fatta il prolungamento del mandato a Pereira, per farlo terminare nel 2022, in coincidenza con quello di Chailly. Poi, in qualche ora, tutto è cambiato.
Da molte settimane si era detto che oggi ci sarebbe stato l'annuncio sul successore di Pereira alla Scala e sui modi e tempi della successione.
Il CdA è durato tre ore, alla fine il sindaco Sala se ne è uscito con una dichiarazione sibillina: il nome c'è, c'è anche il consenso unanime, ma vi diremo più precisamente il 28 giugno. Perchè rimandare?
Forse che il più gettonato, Dominique Meyer, non è stato ancora contattato? Ma allora che hanno fatto in tutto questo tempo, dopo che il gruppetto dei candidati annunciati dai saggi(?) si era pian piano assottigliato fino a ridursi ad un solo nome?
Forse Sala, ora che sarebbero tutti d'accordo su Meyer - ma lo è anche la Regione, e perciò anche Salvini, ed il rappresentante di entrambi nel Cda, quel Philippe Daverio che oggi era assente? chissà perchè? - deve incontrare il sovrintendente in pectore per accordarsi con lui su tempi e modi della successione?
E Se Salvini, di ritorno dall'America, indica al suo luogotenente in Regione, Fontana, e questi a sua volta all'attendente in CdA, Daverio, che basta con gli stranieri, prima gli italiani, che si fa ? si rimette in discussione tutto?
Possiamo dire che anche ai più alti livelli vediamo il paese popolato e guidato da buffoni ed inaffidabili, incapaci di ragionare con la propria testa, persone senza carattere, sudditi sciocchi?
Come inequivocabilmente dimostra anche il 'Caso Arabia Saudita' che sappiamo come è andato a finire. I Sauditi volevano la Scala a Riad, fondatrice e organizzatrice di una accademia in loco; in cambio - di questo si tratta - si erano dichiarati disposti a versare nelle casse del Teatro un bel gruzzolo di milioni. I sovranisti hanno fermato il versamento con qualche danno per la Scala che voleva i soldi, ma dichiarava di non volersi macchiare di filo sauditismo, concedendo un posto nel CdA. Ed è anche accaduto che Daverio, prima era entusiasta dell'operazione; poi, ubbidendo a Fontana e questi a Salvini, ha cambiato idea.
Come è finita la storia? E finita che l'Accademia della Scala ha aperto una accademia a Riad, e Riad s'è risparmiato anche quella quindicina di milioni promessi. Sono stati fatti fessi questi milanesi scaligeri che hanno voluto dimostrare, a costo di perdere tanti soldi, di voler correre, ad ogni costo, appresso a Salvini ed ai suoi luogotenenti.
Da molte settimane si era detto che oggi ci sarebbe stato l'annuncio sul successore di Pereira alla Scala e sui modi e tempi della successione.
Il CdA è durato tre ore, alla fine il sindaco Sala se ne è uscito con una dichiarazione sibillina: il nome c'è, c'è anche il consenso unanime, ma vi diremo più precisamente il 28 giugno. Perchè rimandare?
Forse che il più gettonato, Dominique Meyer, non è stato ancora contattato? Ma allora che hanno fatto in tutto questo tempo, dopo che il gruppetto dei candidati annunciati dai saggi(?) si era pian piano assottigliato fino a ridursi ad un solo nome?
Forse Sala, ora che sarebbero tutti d'accordo su Meyer - ma lo è anche la Regione, e perciò anche Salvini, ed il rappresentante di entrambi nel Cda, quel Philippe Daverio che oggi era assente? chissà perchè? - deve incontrare il sovrintendente in pectore per accordarsi con lui su tempi e modi della successione?
E Se Salvini, di ritorno dall'America, indica al suo luogotenente in Regione, Fontana, e questi a sua volta all'attendente in CdA, Daverio, che basta con gli stranieri, prima gli italiani, che si fa ? si rimette in discussione tutto?
Possiamo dire che anche ai più alti livelli vediamo il paese popolato e guidato da buffoni ed inaffidabili, incapaci di ragionare con la propria testa, persone senza carattere, sudditi sciocchi?
Come inequivocabilmente dimostra anche il 'Caso Arabia Saudita' che sappiamo come è andato a finire. I Sauditi volevano la Scala a Riad, fondatrice e organizzatrice di una accademia in loco; in cambio - di questo si tratta - si erano dichiarati disposti a versare nelle casse del Teatro un bel gruzzolo di milioni. I sovranisti hanno fermato il versamento con qualche danno per la Scala che voleva i soldi, ma dichiarava di non volersi macchiare di filo sauditismo, concedendo un posto nel CdA. Ed è anche accaduto che Daverio, prima era entusiasta dell'operazione; poi, ubbidendo a Fontana e questi a Salvini, ha cambiato idea.
Come è finita la storia? E finita che l'Accademia della Scala ha aperto una accademia a Riad, e Riad s'è risparmiato anche quella quindicina di milioni promessi. Sono stati fatti fessi questi milanesi scaligeri che hanno voluto dimostrare, a costo di perdere tanti soldi, di voler correre, ad ogni costo, appresso a Salvini ed ai suoi luogotenenti.
Scala. Dominique Meyer il nuovo sovrintendente. Forse. Francese in forza alla Staatsoper di Vienna. Ma da quando? Anche MIlano brilla per decisionismo ( da CORRIERE DELLA SERA, di Pierluigi Panza)
Il consenso c’è ma non si dice. Al termine del Cda della Scala il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha rilasciato una dichiarazione non del tutto chiara. «Il nuovo sovrintendente designato della Scala non sarà Pereira». E ha spiegato come nella riunione del board del Piermarini, durato tre ore, si sia «trovato consenso sul nome, che lascio immaginare a voi perché non posso dirlo».
Di immaginazione ce ne vuole davvero poca per arrivare al nome di Dominique Meyer, attuale guida della Staatsoper di Vienna, ma il timore di assumere una decisione chiara appare invece molto: prima si è delegata la scelta a una società di cacciatori di teste che ha trovato nomi ovvii; poi lo si decide con consenso ma non lo si comunica direttamente.
Anche il fatto che non sia Pereira il futuro sovrintendente non aggiunge molto a quanto già noto. Esclude un rinnovo di cinque anni a Pereira, ma non sono chiari i tempi della sua sostituzione, dunque se Pereira resterà solo sino a fine contratto (febbraio 2020) o per quanto ancora. A contrario di quanto dichiarato dal sindaco, l’argomento sul futuro sovrintendente era all’ordine del giorno del Cda di martedì.
La decisione definitiva verrà «auspicabilmente» presa nel corso di una nuova riunione fissata per il pomeriggio del 28 giugno. «La prima cosa che devo fare tornando in ufficio - ha aggiunto Sala - è chiamare formalmente il sovrintendente designato e incontrarlo. Una decisione verrà presa dopo questi miei colloqui».
Matera. La cultura nel futuro europeo dal 2021 al 2027. Appuntamento il 21 giugno, promosso da Federculture
Venerdì 21 giugno a Matera si svolgerà l’incontro “La Cultura nella programmazione europea 2021-2027: Linee strategiche ed Azioni operative” promosso da Federculture e dalla Commissione Europea per approfondire principi ed azioni del ciclo di programmazione delle politiche di coesione 2021-2027 nelle quali la Cultura avrà un ruolo particolarmente importante, in quanto è inserita tra i quattro temi da sviluppare trasversalmente agli obiettivi strategici individuati.
L’incontro, quindi, sarà utile anche a comprendere la traccia del processo negoziale tra l’Italia e la Commissione europea, che servirà a redigere la proposta dei Regolamenti a cui si ispirerà la futura Politica di coesione, e in particolare quali opportunità riserva a Matera e al suo territorio.
Per Matera Capitale europea della Cultura, il modello vincente promosso dalla commissione europea che pone la cultura come principale leva di sviluppo del territorio è stato al centro del processo di candidatura ha creato le condizioni per una consapevole crescita della città e dell’intero territorio regionale che guarda già al futuro.
L’appuntamento sarà aperto da Demetrio Martino–Prefetto di Matera e Beatrice Covassi–Capo Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.
Seguiranno gli interventi di: Themis Christophidou–Direttore Generale per l’Educazione, Audiovisivi e Cultura della Commissione Europea; AnnaMisiani–Dipartimento Politiche di Coesione, Presidenza Consiglio dei Ministri; Claudio Bocci–Direttore Federculture; Salvatore Adduce–Presidente Fondazione Matera-Basilicata 2019; Vincenzo Santochirico–Presidente Fondazione Sassi; Michele Somma–Presidente CCIIA Basilicata. Conclusioni: Raffaello de Ruggeri–Sindaco di Matera.
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